Nota di Pao: Mi chiedo onestamente perchè, se il livello di rischio si alza sempre più, non si debbano bloccare i voli da e per il Messico e, contestualmente, se sia logico che il Ministero consigli una quarantena casalinga da chi ritorna dalle zone a rischio. Non sarebbe il caso di prendere da subito decisioni nette, precise e non affidarsi ai consigli? Chiudendo i confini con il Messico, isolandolo dal punto di vista del transito, non è gli si faccia un dispetto, anzi, proteggendo il resto del mondo, di fatto si limita e si circoscrive l’influenza, e si potrà ottimizzare interventi mirati.
Poche ore dopo l’innalzamento del livello di allarme sulla febbre suina da 4 a 5 da parte dell’Oms, l’organizzazione internazionale, nel corso di una conferenza stampa telefonica tenuta dal vice direttore dell’Oms, Keiji Fukuda, ha aggiornato il bilancio dei contagiati: sono 236 a livello mondiale, contro i 148 di mercoledì. Nonostante ciò «non c’è ancora evidenza di un’allerta di pandemia a livello sei, massimo livello della scala di rischio», ha aggiunto Fukuda.
Una bambina italiana di 21 mesi è ricoverata da mercoledì in un ospedale di Oaxaca «con sintomi che sembrano essere quelli dell’influenza da suini». Lo rende noto l’ambasciata italiana in Messico, precisando che la bambina «ha ricevuto tutte le cure mediche del caso, sta meglio e ha passato la notte tranquilla». La piccola è figlia di una coppia residente a Oaxaca.
Intanto il contagio è arrivato in Svizzera e in Olanda. Un caso è stato confermato dall’ospedale cantonale di Baden, nel nord della confederazione elvetica: il paziente, uno studente di 19 anni arrivato dal Messico, era stato dimesso mercoledì dopo un primo test negativo del Centro nazionale influenza di Ginevra: un secondo test ha dato invece esito positivo. Tutte le persone che erano state in contatto con lui sono state informate e pregate di rimanere in casa. In Svizzera sono 25 i casi sospetti. Anche in Olanda il ministero della Salute ha confermato il primo caso: è un bambino di tre anni, rientrato il 27 aprile dal Messico con i genitori. Il piccolo viene curato in casa e non è in isolamento.
In Italia invece «la situazione è sotto controllo»: viene ribadito in una relazione dei ministri Sacconi e Matteoli, dove si sottolinea che l’Italia si adeguerà alle iniziative europee. Tuttavia, come misura precauzionale, i cittadini che rientrano dal Messico sono «invitati a rimanere a casa per sette giorni a partire dalla data di rientro in Italia». Lo si legge in un comunicato diffuso dal sottosegretario alla salute, Ferruccio Fazio, a margine della riunione straordinaria Ue sull’influenza suina a Lussemburgo
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| Una partita di calcio a Bridgeview, Illinois: tifosi con la mascherina (Afp) |
MESSICO: OTTO MORTI - L’Organizzazione mondiale della sanità ha chiesto a tutti i Paesi del mondo di «attivare immediatamente il loro piano di preparazione». Il maggior numero di nuovi contagiati si registra in Messico, dove il ministro delle Finanze ha detto che l’emergenza sanitaria potrebbe durare anche «tre mesi» e il Pil subire un calo dello 0,5%. Il bilancio delle vittime passa da 7 a 8, su un totale di 99 casi positivi, ma il numero delle morti sospette è sceso da 159 a 84. E sui 99 casi positivi «91 stanno bene».
La Federazione di calcio messicana ha deciso di far giocare tutte le partite di calcio del fine settimana a porte chiuse. L’A1Gp (grand prix di automobilismo) è stato cancellato e il Mexico Open di golf rinviato. Il sindaco della capitale ha però indicato che, se l’epidemia si stabilizzerà, potrebbe revocare l’ordine di chiusura dei luoghi pubblici fino al 5 maggio. Il presidente Felipe Calderon ha consigliato ai cittadini di rimanere in casa durante il ponte del 1° maggio.
Negli Stati Uniti la situazione non è ancora così grave, ma diventa sempre più preoccupante: oltre alla morte di un bambino messicano di due anni – che era in Texas con la famiglia – sono stati ormai confermati 109 casi in undici Stati. Il presidente Obama ha detto che l’influenza H1N1 è preoccupante, ma non deve provocare il panico e non c’è motivo di chiudere i confini con il Messico. Il governo – ha aggiunto – farà quanto possibile per far fronte all’epidemia, ma le singole famiglie e i singoli americani devono fare la loro parte. Il governo federale ha deciso di distribuire riserve dell’antivirale Tamiflu sufficienti al trattamento di 11 milioni persone.
In Europa ci sono 13 casi in Spagna (di cui uno che non proveniva dal Messico, anche se la fidanzata era stata recentemente in quel Paese); otto in Gran Bretagna, 3 in Germania e uno in Austria, oltre a quelli già citati in Svizzera e in Olanda. La Nuova Zelanda ha confermato il contagio di 13 persone tornate dal Messico. Secondo la Commissione Ue in Europa ci sarà un certo numero di decessi per la nuova influenza, anche se il Vecchio continente è ben preparato.
«Non è questione di se qualcuno morirà, ma di quanti moriranno. Saranno centinaia, migliaia o decine di migliaia? Non conosciamo le dimensioni di questa pandemia, ma l’Europa è pronta più che mai», ha detto il direttore generale per le Politiche della salute e dei consumatori Robert Madelin. In Europa il vaccino potrebbe essere pronto in cento giorni. L’Ue ha escluso la sospensione dei voli da e per il Messico, come aveva invece richiesto la Francia.
In Egitto, dove non è stato segnalato finora nessun caso di influenza, il governo ha tuttavia ordinato l’abbattimento di tutti i 250 mila maiali negli allevamenti. Una misura che ha rilanciato le polemiche: la contrazione della malattia, ha detto la commissaria Ue alla Salute Anrdroulla Vassiliou, «nulla a ha che fare con la carne di maiale, che se mangiata cotta è perfettamente sana».
Fonte: www.corriere.it

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