Influenza, pandemia e quarantena

30 Aprile 2009

Nota di Pao: Mi chiedo onestamente perchè, se il livello di rischio si alza sempre più, non si debbano bloccare i voli da e per il Messico e, contestualmente, se sia logico che il Ministero consigli una quarantena casalinga da chi ritorna dalle zone a rischio. Non sarebbe il caso di prendere da subito decisioni nette, precise e non affidarsi ai consigli? Chiudendo i confini con il Messico, isolandolo dal punto di vista del transito, non è gli si faccia un dispetto, anzi, proteggendo il resto del mondo, di fatto si limita e si circoscrive l’influenza, e si potrà ottimizzare interventi mirati.

Poche ore dopo l’innalzamento del livello di allarme sulla febbre suina da 4 a 5 da parte dell’Oms, l’organizzazione internazionale, nel corso di una conferenza stampa telefonica tenuta dal vice direttore dell’Oms, Keiji Fukuda, ha aggiornato il bilancio dei contagiati: sono 236 a livello mondiale, contro i 148 di mercoledì. Nonostante ciò «non c’è ancora evidenza di un’allerta di pandemia a livello sei, massimo livello della scala di rischio», ha aggiunto Fukuda.

Una bambina italiana di 21 mesi è ricoverata da mercoledì in un ospedale di Oaxaca «con sintomi che sembrano essere quelli dell’influenza da suini». Lo rende noto l’ambasciata italiana in Messico, precisando che la bambina «ha ricevuto tutte le cure mediche del caso, sta meglio e ha passato la notte tranquilla». La piccola è figlia di una coppia residente a Oaxaca.

Intanto il contagio è arrivato in Svizzera e in Olanda. Un caso è stato confermato dall’ospedale cantonale di Baden, nel nord della confederazione elvetica: il paziente, uno studente di 19 anni arrivato dal Messico, era stato dimesso mercoledì dopo un primo test negativo del Centro nazionale influenza di Ginevra: un secondo test ha dato invece esito positivo. Tutte le persone che erano state in contatto con lui sono state informate e pregate di rimanere in casa. In Svizzera sono 25 i casi sospetti. Anche in Olanda il ministero della Salute ha confermato il primo caso: è un bambino di tre anni, rientrato il 27 aprile dal Messico con i genitori. Il piccolo viene curato in casa e non è in isolamento.

In Italia invece «la situazione è sotto controllo»: viene ribadito in una relazione dei ministri Sacconi e Matteoli, dove si sottolinea che l’Italia si adeguerà alle iniziative europee. Tuttavia, come misura precauzionale, i cittadini che rientrano dal Messico sono «invitati a rimanere a casa per sette giorni a partire dalla data di rientro in Italia». Lo si legge in un comunicato diffuso dal sottosegretario alla salute, Ferruccio Fazio, a margine della riunione straordinaria Ue sull’influenza suina a Lussemburgo

Una partita di calcio a Bridgeview, Illinois: tifosi con la mascherina (Afp)
Una partita di calcio a Bridgeview, Illinois: tifosi con la mascherina (Afp)

MESSICO: OTTO MORTI - L’Organizzazione mondiale della sanità ha chiesto a tutti i Paesi del mondo di «attivare immediatamente il loro piano di preparazione». Il maggior numero di nuovi contagiati si registra in Messico, dove il ministro delle Finanze ha detto che l’emergenza sanitaria potrebbe durare anche «tre mesi» e il Pil subire un calo dello 0,5%. Il bilancio delle vittime passa da 7 a 8, su un totale di 99 casi positivi, ma il numero delle morti sospette è sceso da 159 a 84. E sui 99 casi positivi «91 stanno bene».

La Federazione di calcio messicana ha deciso di far giocare tutte le partite di calcio del fine settimana a porte chiuse. L’A1Gp (grand prix di automobilismo) è stato cancellato e il Mexico Open di golf rinviato. Il sindaco della capitale ha però indicato che, se l’epidemia si stabilizzerà, potrebbe revocare l’ordine di chiusura dei luoghi pubblici fino al 5 maggio. Il presidente Felipe Calderon ha consigliato ai cittadini di rimanere in casa durante il ponte del 1° maggio.

Negli Stati Uniti la situazione non è ancora così grave, ma diventa sempre più preoccupante: oltre alla morte di un bambino messicano di due anni – che era in Texas con la famiglia – sono stati ormai confermati 109 casi in undici Stati. Il presidente Obama ha detto che l’influenza H1N1 è preoccupante, ma non deve provocare il panico e non c’è motivo di chiudere i confini con il Messico. Il governo – ha aggiunto – farà quanto possibile per far fronte all’epidemia, ma le singole famiglie e i singoli americani devono fare la loro parte. Il governo federale ha deciso di distribuire riserve dell’antivirale Tamiflu sufficienti al trattamento di 11 milioni persone.

In Europa ci sono 13 casi in Spagna (di cui uno che non proveniva dal Messico, anche se la fidanzata era stata recentemente in quel Paese); otto in Gran Bretagna, 3 in Germania e uno in Austria, oltre a quelli già citati in Svizzera e in Olanda. La Nuova Zelanda ha confermato il contagio di 13 persone tornate dal Messico. Secondo la Commissione Ue in Europa ci sarà un certo numero di decessi per la nuova influenza, anche se il Vecchio continente è ben preparato.

«Non è questione di se qualcuno morirà, ma di quanti moriranno. Saranno centinaia, migliaia o decine di migliaia? Non conosciamo le dimensioni di questa pandemia, ma l’Europa è pronta più che mai», ha detto il direttore generale per le Politiche della salute e dei consumatori Robert Madelin. In Europa il vaccino potrebbe essere pronto in cento giorni. L’Ue ha escluso la sospensione dei voli da e per il Messico, come aveva invece richiesto la Francia.

In Egitto, dove non è stato segnalato finora nessun caso di influenza, il governo ha tuttavia ordinato l’abbattimento di tutti i 250 mila maiali negli allevamenti. Una misura che ha rilanciato le polemiche: la contrazione della malattia, ha detto la commissaria Ue alla Salute Anrdroulla Vassiliou, «nulla a ha che fare con la carne di maiale, che se mangiata cotta è perfettamente sana».

Fonte: www.corriere.it


Ti ricordi quella sigla…

30 Aprile 2009

Ti ricordi quella sigla...

Musica e immagini spesso formano matrimoni indissolubili: basta pensare alle colonne sonore dei film o alle canzoni dei cartoni animati. Un sottogenere amatissimo dal pubblico è quello dei telefilm di fantascienza, rilanciato recentemente da splendide serie come Battlestar Galactica, ma che negli anni ‘60 e ‘70 era molto popolare a dispetto della povertà di mezzi con i quali venivano realizzati gli episodi. Wired ha selezionato le cinque sigle più popolari della storia dei telefilm di fantascienza apparsi sulle emittenti italiane: buon ascolto e attenzione alla nostalgia!

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I blog sono il futuro del giornalismo in State of Play

30 Aprile 2009

I blog sono il futuro del giornalismo in State of Play

Per chi ha dimestichezza con le cose di internet infatti in State Of Play c’è molto di più di una storia di intrigo sentimentale e politico ai piani alti del governo statunitense, c’è tutto il mondo dell’informazione che cambia e lo scontro tra chi è attaccato ai quotidiani e chi predica la religione dell’informazione libera dei blog: “I blog non sono la stessa cosa del giornalismo, mi piacciono, ma sono diversi. E’ un po’ triste da vedere ma mi sembra che il futuro si trovi tra i giovani giornalisti di internet”, così si esprime a parole Kevin Macdonald, ma un necessario corollario a queste dichiarazioni viene da quello che il regista ha messo sullo schermo. Si perchè sarà anche triste vedere un mondo che muore ma è solo il tramonto a deprimere e non certo ciò che gli segue.

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Medusa killer avvistata nel Mediterraneo

30 Aprile 2009

Ha un bel nome: Physalia Physalis. Un soprannome evocativo di grandi avventure trans-oceaniche: Carabela Portuguesa (Vascello Portoghese). E una pessima reputazione: una sua carezza può essere letale. La medusa più pericolosa del mondo è stata avvistata nel Mediterraneo. Non una sola, ma una colonia: viaggia in un gruppo di cinquanta, non lontano dalle coste di Murcia, secondo le segnalazioni del Centro oceanografico di Los Alcázares.

Erano dieci anni che non si faceva vedere così vicino e, stando ai sospetti di Oceana, organizzazione internazionale per la protezione degli oceani), la formazione si è lasciata sospingere dalle correnti nel bacino del Mediterraneo, attraverso lo Stretto di Gibilterra, incoraggiata dalle condizioni favorevoli offerte dal cambio climatico e dalla scomparsa di molti pesci, suoi nemici naturali. La caccia alle tartarughe marine e la loro rarefazione sono un altro contributo alla prosperità della trasparente “assassina”.

Più che una medusa, il Vascello Portoghese è un sifonoforo, a forma di vescicola piena di gas; e i suoi tentacoli possono provocare la paralisi anche in un uomo e perfino un arresto cardiaco. L’infida Physalia Physalis ha un raggio di azione di trenta metri, mentre galleggia sorniona, cullata dalle onde. La cattiva notizia è che, se dovesse trovarsi bene nel Mediterraneo, potrebbe installarsi e proliferare, creando non pochi problemi al turismo balneare.

La buona notizia è che le piogge abbondanti di questa primavera stanno creando una barriera di acqua dolce e fredda generalmente poco gradita alle meduse. Per ora, quindi, niente allarmismi o previsioni catastrofiche per la stagione estiva, ma si segue con attenzione la passeggiata fuori rotta della flotta tropicale, che veleggia verso le Baleari.

Fonte: www.corriere.it


L’ora di nuoto riservata alle islamiche

30 Aprile 2009

Nota di Pao: Non ne faccio una questione di cultura e/o religione, ma è ironico il fatto che debba essere sempre l’Occidente ad adattarsi alle esigenze del mondo musulmano.

Vedi: http://paoblog.wordpress.com/2009/04/30/hostess-inglese-rifiuta-il-velo-licenziata/

A volte succede che un semplice gesto sia capace di portare alla luce in tutta la sua flagranza questioni cruciali che in tante discussioni teoriche non cessano di apparire farraginose e astratte. È il caso della decisione — illuminata, buonista, regressiva, ipocrita? — presa dai gestori della piscina Siloe, di proprietà della Diocesi di Bergamo. I quali hanno stabilito che per un’ora, ogni giovedì mattina, gli spazi delle loro strutture simil-balneari verranno riservati alle donne islamiche, per permettere loro di stare al riparo dagli occhi maschili, come detta il Corano. Decisione che, è facile intuirlo, contiene in sé ogni sorta di ambivalenza: un segno di democrazia e tolleranza o, viceversa, il primo sintomo di complicità verso la ghettizzazione?

Mai rischio di cerchiobottismo fu più comprensibile. Sì, ma. No, però. Fatto sta che, piaccia o non piaccia, dopo anni di battaglia, una mediatrice culturale tenace come Maida Ziarati, iraniana approdata in Italia 17 anni fa dopo aver conseguito una laurea a Londra, ha compiuto un passo importante verso quello che definisce un progetto di integrazione. D’ora in poi un gruppo di musulmane tunisine, marocchine, iraniane, egiziane e anche italiane potrà lasciare a casa eventuali burqini, ma soprattutto abbandonare i vestiti tradizionali, burqa e velo compresi, calzare una banale cuffia e nuotare in deshabillé nelle compiacenti acque orobiche messe del centro «Scala di Giacobbe».

Che a pensarci bene sin dal nome rappresenta una forma di involontario ecumenismo, accostando uno dei Padri dell’Ebraismo all’oggetto sacro dall’alto del quale Maometto una notte ebbe dagli angeli guardiani la prima rivelazione dell’Aldilà, episodio che diede luogo nel Medioevo al famoso Libro della Scala. «All’inizio — dice trionfante Maida Ziaradi — alcune erano titubanti e timorose, qualcuna non aveva mai nuotato prima, altre hanno fatto un notevole sforzo mettendosi a gambe nude, qualcuna aveva addirittura il terrore dell’acqua e ora non si perde una sola lezione». Se le cose stanno così, è sicuramente una saggia decisione, quella di affidarsi a una maestra di nuoto.

La vera preoccupazione delle natanti però — a sentire la signora Ziaradi — sulle prime non era tanto quella di riuscire a stare a galla, ma aveva ragioni ben più radicate: e coincideva con il vero e proprio terrore che ci fossero nei paraggi telecamere di sorveglianza. E varrà la pena notare che, giusto per una coincidenza che potrà far discutere a piacere i fautori come i detrattori della «Siloe», proprio in questi giorni in Arabia le autorità politiche hanno indetto una crociata contro le palestre femminili private, considerate offensive per il comune senso del pudore islamico. Le voci dei fautori e dei detrattori che vedono solo il nero o il bianco si sentono già rimbombare nell’aria.

«Così si torna indietro, questo non è certo un modo per integrare, non dobbiamo legittimare le loro usanze ma fare in modo che accolgano le nostre», ha sentenziato Daniele Belotti, consigliere regionale e comunale per la Lega Nord. Altri potrebbero obiettare che in fondo sessanta minuti alla settimana non è una gran concessione. Ma significherebbe ridurre tutto a una faccenda di contabilità.

Mentre la questione (ben lungi dall’essere una questione di costume nel senso proprio) ha ben altri contorni, che vanno a incrociare concetti molto dibattuti, negli ultimi anni, da filosofi, da antropologi e da schiere di politici dei vari fronti. Concetti che hanno suffissi ben noti in -zione, -ismo, -anza e simili: multiculturalismo, pluralismo, integrazione, tolleranza, mescolanza, convivenza, accoglienza, nelle loro più sottili declinazioni, dalla più ingenua e benevola alla più cinica.

Ma qui si ricade all’ambivalenza iniziale, che si traduce in mille possibili domande destinate, forse, a non perdere mai il punto interrogativo. Da una parte: chi può privare gli altri delle proprie abitudini, quando queste non vanno a intaccare serie ragioni di moralità? Piuttosto che attraverso i divieti, non è meglio puntare su un’assimilazione lenta e paziente? Dall’altra: è realizzabile un’integrazione che prescinda dalla mescolanza? Seguendo il modello «Siloe» non si rischia per caso di costruire una società ghettizzata e blindata senza ritorno, dove gli ospiti, fingendo di accogliere le esigenze dell’altro, in realtà si mettono al sicuro nei loro bunker etnici? O forse ha ragione Tzvetan Todorov quando ricorda che la salvezza degli europei è sempre stata la capacità di capire, di essere mutevoli ed elastici? (ha collaborato Diana Campini)

Paolo Di Stefano – www.corriere.it


Hostess inglese rifiuta il velo: licenziata

30 Aprile 2009

Nota di Pao: Non ne faccio una questione di cultura e/o religione, ma è ironico il fatto che debba essere sempre l’Occidente ad adattarsi alle esigenze del mondo musulmano.

Vedi: http://paoblog.wordpress.com/2009/04/30/lora-di-nuoto-riservata-alle-islamiche/

Lisa Ashton, assistente di volo della British Midland Airways, ha pagato con il licenziamento il suo rifiuto a indossare il velo durante i soggiorni in Arabia Saudita e a camminare dietro agli uomini dell’equipaggio in tutti i luoghi pubblici.

Secondo il Daily Mail, nel 2005, quando la seconda compagnia di bandiera britannica iniziò le tratte per l’Arabia Saudita, l’azienda fece sapere che le donne dell’equipaggio dovevano necessariamente indossare il velo e camminare dietro ai colleghi maschi. La Ashton si rifiutò di sottostare a tali imposizioni e le vennero quindi affidate altre tratte. Nel 2007 la compagnia le chiese nuovamente di volare in Arabia Saudita e, al suo ennesimo rifiuto è arrivata la lettera di licenziamento.

Il caso è stato discusso da un tribunale per il lavoro a Manchester e la Bmi è stata giudicata non colpevole di discriminazione sessuale, poiché le disposizioni dipendevano da «regole» culturali dell’Arabia Saudita, che non potevano essere ignorate. L’hostess ribelle, impegnata ora ad avviare una carriera musicale, non si arrende e potrebbe fare appello, dopo aver sentito il parere dell’organizzazione per i diritti umani, Liberty.

Fonte: http://www.ilmessaggero.it


Arriva la stretta sui giovani alla guida

30 Aprile 2009

Nota di Pao: Su questo Blog si parla spesso di sicurezza stradale e la cosiddetta “tolleranza zero” resterà sempre un modo di dire, finchè non vi saranno controlli puntuali, continui e diffusi su tutto il territorio. Se così non sarà, potranno anche aumentare le pene sino alla fucilazione sul marciapiede, ma non si otterrà nulla.

Contano poi, anche l’esempio e la coerenza. Sono alcuni giorni che a Milano sfrecciano auto blu con lampeggiante, sirena e veicoli di scorta. E’ mai possibile che questi politici abbiano sempre fretta? Non è possibile che, almeno ogni tanto, facciano la fila o rispettino un semaforo rosso? Capisco un magistrato a Palermo, ma un politico a Milano…suvvia, non siamo più negli anni di piombo.

E poi, proprio stamane, una volta di più, ho incrociato un’auto della polizia, con il conducente regolarmente senza cintura (e sappiamo bene che NON sono esentati durante la guida in condizioni normali) e con il suo bel cellulare all’orecchio. E poi magari fa la multa a me per le stesse ragioni? Attenzione, non assolvo le violazioni al codice (io uso le cinture e non uso il cellulare alla guida), chi sbaglia, paghi, tuttavia un minimo di coerenza ci vorrebbe…

Circa la tolleranza zero per l’alcol, io resto dell’idea che un consumo limitato e consapevole non possa fare danni. A ben vedere in questo caso si “punisce” chi beve una birretta a pasto e chi viola i limiti in maniera eclatante continuerà a farlo. Sappiamo bene che è più facile che ad incappare nel controllo saranno le “persone normali” che hanno preso un aperitivo con i colleghi, piuttosto che questi “bevitori ad oltranza”. Che poi, che vuol dire pene “fino a 15 anni”? Se causi un incidente mortale perchè ubriaco che siano 15 anni. Se patteggia, c’è un indulto, un bravo avvocato pagato con i soldini di un padre facoltoso che urlerà a pieni polmoni “mio figlio non fa queste cose“, questi usciranno in pochi anni.

In ogni caso, come ho già detto altre volte, se l’alcol a tolleranza zero (anche per gli over 21) servisse a salvare qualche vita sulle strade, io il sacrificio di non bere un bicchiere di vino a pasto, lo posso fare.

Mi fa non sorridere, ma proprio ridere, l’ulteriore riduzione dei limiti per i neopatentati. Ma signori, li vedete come guidano molti giovani? Anche quelli che si compotano in maniera corretta, in ogni caso non rispettano i limiti “dedicati” ai neo-patentati. E poi siamo sempre lì. Chi fa i controlli?

Da “automobilista pendolare” che ogni mattina, uscendo alle 6 è ancora buio, non posso che apprezzare il giubbetto catarifrangente per i ciclisti, ma anche qui…c’è anche l’obbligo di usare le luci. Lo fanno? No. Li controlla qualcuno? No. E non si rendono visibili, nonostante sia evidente che si tratta della loro sicurezza in primis, ma a quanto pare non è un motivo sufficiente. Che poi, quando è stato multato un ciclista che guidava con una mano, parlando al cellulare, si è scatenata la polemica. Ma se quel ciclista distratto dalla telefonata mi si para davanti ed io lo travolgo…chi sarà il pirata per l’opinione pubblica? Il colpevole ciclista oppure lo sfortunato automobilista?

L’ho già detto. Rispetto i ciclisti e mia moglie è stata investita in bici da un’automobilista distratto. Per cui parlo con cognizione di causa di entrambi gli schieramenti.

La notizia: Questa volta la tolleranza zero non è solo un modo di dire. Prima di met­tersi al volante i giovani fino a 21 anni, ma anche chi ha preso la patente da meno di tre anni e tutti gli autisti di ca­mion e autobus, non potran­no bere nemmeno un sorso di birra. Per loro il livello di alcol consentito nel sangue non sarà più di 0,5 grammi per litro, come oggi previsto dalla legge. Ma zero, zero as­soluto, nemmeno un bicchie­rino.

«O bevi o guidi», riassu­me Silvano Moffa (Pdl), rela­tore del disegno di legge che ieri ha tagliato il suo primo traguardo parlamentare, con la fine della discussione nella commissione Trasporti della Camera. Non è ancora legge ma potrebbe diventarlo pri­ma dell’estate. C’è accordo fra maggioranza ed opposizio­ne, e questo potrebbe far sal­tare il passaggio in Aula con il via libera direttamente in commissione, per poi proce­dere ad un rapido esame al Se­nato.

Alcol zero, dunque. E non è l’unica misura contro la gui­da in stato d’ebbrezza che tan­te morti fa il sabato sera e non solo. Chi provoca un inci­dente mortale dopo aver be­vuto, o dopo aver preso dro­ghe, rischierà fino a 15 anni di carcere oltre al ritiro della patente e al sequestro dell’au­to. Anche i minorenni sono avvertiti: chi viene pizzicato a guidare un motorino dopo aver bevuto non pagherà so­lo una multa. Come punizio­ne aggiuntiva, potrà prende­re la patente per la macchina più tardi dei suoi amici: a 19 anni, se il livello di alcol nel sangue era inferiore a 0,5, ad­dirittura a 21 anni se supera­va quella soglia.

Per i neopa­tentati, fino a tre anni, scen­dono ancora i limiti di veloci­tà: da 100 a 90 chilometri ora­ri in autostrada e da 90 a 70 sulle extraurbane. Ma oltre che su giovani ed alcol nel disegno di legge – frutto delle proposte di 17 parlamentari di tutti i partiti – ci sono altre novità impor­tanti. Una stretta sull’uso de­gli autovelox, ad esempio. I vigili urbani li potranno utiliz­zare sulle autostrade e sulle strade a scorrimento veloce che passano sul territorio co­munale ma non più sulle stra­de normali.

Un modo per fre­nare i Comuni dalla voglia (diffusa) di far cassa con le multe. Non è la prima volta che si tenta di mettere un fre­no agli autovelox: una misu­ra simile era stata approvata quattro anni fa sempre dalla Camera. Venne poi cancellata per le pressioni sotterranee dei Comuni che vedevano a ri­schio una preziosa fonte di reddito. Difficile pensare che in tempo di crisi non si faran­no sentire di nuovo.

C’è poi una nuova versione dei dottori-spia, anche se sta­volta gli immigrati non c’en­trano. Se vengono a sapere che un loro paziente ha una malattia che può creare pro­blemi alla guida, i medici do­vranno darne «comunicazio­ne scritta e riservata» al mini­stero dei Trasporti. A quel punto scatterà la visita per la revisione della patente.

Sui li­miti di velocità multe più sa­late ma meno severità sui punti: chi li supera di almeno 40 chilometri orari pagherà fi­no a 2 mila euro, il doppio di oggi, ma perderà sei punti in­vece di dieci. Ci sono anche novità che rendono meno severo il codi­ce. Dimezzata la multa per le moto e gli scooter parcheggia­ti sui marciapiedi, fenomeno già oggi largamente tollerato e purtroppo diffuso: il massi­mo non sarà più di 155 ma di 92 euro. Il foglio rosa potrà es­sere richiesto a 17 anni ma a patto di avere già la patente per gli scooter 125 e di essere accompagnato al volante da chi ha la patente da almeno 10 anni.

La targa, come avvie­ne già oggi per i ciclomotori, diventerà personale e non più legata alla macchina. Una novità anche per i ciclisti: do­vranno indossare il giubbetto catarifrangente quando peda­lano di notte e, in galleria, an­che di giorno.

Fonte: www.corriere.it


Accesso alla rete limitato: Tele2 nel mirino dell’Antitrust

30 Aprile 2009

Nota di Pao: Circa questa specifica limitazione non ho nulla da dire, tuttavia in azienda ho cambiato gestore (Adsl) proprio perchè Tele2 aveva dei malfunzionamenti a macchia di leopardo. Andava bene per mesi e poi di colpo per un paio di settimane cadeva continuamente la linea, impedendomi di fatto di lavorare. Il bello è che ogni volta che protestavo mi sentivo dire che le loro linee e/o segnale erano perfetti, che la colpa era del mio impianto. Tuttavia, se il mio collegamento è difesstoso al punto da impedire il collegamento, dovrebbe esserlo sempre, non solo 2 settimane ogni tanto… o no?

Certo che una multa da 90.000 € ad una compagnia telefonica gli fa il solletico. Prova a dargliela di 9 milioni e poi vedi che cambiano registro in fretta…

La notizia: L’Antitrust ha aperto un nuovo procedimento a carico di Tele2 – Opitel. Il gestore fisso di Vodafone, nonostante la condanna del dicembre scorso, continua a fornire un servizio di adsl che limita le connessioni peer to peer (la condivisione di contenuti fra utenti diversi), nonostante prometta un accesso ad Internet “senza limiti di traffico e di consumo”.

Tele2 già condannata nel 2008
Già nel dicembre 2008 l’Antitrust aveva condannato Tele2 per l’illegittima limitazione dell’accesso a programmi peer to peer con una multa di 90 mila euro.

Di fatto, sul proprio sito, Tele2 non evidenziava in maniera adeguata la presenza di sistemi di filtraggio sulle linee adsl nell’erogazione dei servizi in determinate aree e fasce orarie, né le modalità di impiego dei filtri. L’omissione informativa del messaggio, rilevata anche nelle condizioni generali di contratto, era stata considerata una pratica ingannevole in quanto ometteva informazioni rilevanti, di cui il consumatore medio ha bisogno per prendere una decisione consapevole. Da qui la condanna.

Rimedio poco efficace
L’azione, tuttavia, non ha sortito effetti sostanziali. Probabilmente a causa dell’importo irrisorio della sanzione, Tele 2 si è limitata a inserire nella sezione “Domande frequenti” del sito Internet un riferimento all’esistenza di “sistemi automatici finalizzati ad ottimizzare la banda in alcune aree e in alcune fasce orarie”.

Avvertenza raggiungibile solo attraverso la consultazione di una serie di link ipertestuali e quindi non immediata per il consumatore medio, come non immediata è la comprensione della nuova clausola aggiunta all’articolo 29 delle condizioni generali di contratto.

La debolezza del rimedio è confermata dalle numerose richieste di intervento da parte di consumatori, che hanno continuato a segnalare l’inadeguatezza delle informazioni fornite dalla società in relazione all’utilizzo di sistemi di filtraggio. L’Antitrust ha quindi deciso di avviare il procedimento.

Fonte: www.altroconsumo.it


Il virus, i sintomi, i pericoli

30 Aprile 2009

1.-Che cos’è l’influenza suina?
E’ una malattia respiratoria acuta dei maiali causa­ta da virus influenzali del tipo A, con alta infettivi­tà, ma bassa mortalità. Il ceppo responsabile (A/H1N1) è stato isolato per la prima volta negli Anni 30. La maggior parte delle epidemie si mani­festa nel tardo autunno e in inverno, come accade per l’uomo. Come tutti i virus influenzali, anche quelli suini mutano continuamente. I maiali pos­sono essere infettati da quelli dell’aviaria e quan­do virus influenzali di differenti specie animali in­fettano i suini, si possono verificare fenomeni di «riassortimento» che portano a mix di ceppi uma­ni/ aviari/suini e facilitano le mutazioni.

2-I virus suini possono infettare l’uomo?
Normalmente no. Comunque, possono verificarsi infezioni umane sporadiche con virus influenzali suini. Comunemente questi casi si manifestano in persone con esposizione diretta ai maiali. Nel caso dell’epidemia in corso c’è, però, l’evidenza che il virus responsabile si diffonde da persona a perso­na. Non si sa al momento quanto sia facile la tra­smissione.

3-Quali sono i sintomi dell’influenza suina nell’uomo?
Sono simili a quelli della «classica» influenza sta­gionale umana: febbre, sonnolenza, perdita d’appe­tito, tosse. Alcune persone colpite hanno manife­stato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomi­to e diarrea. Anche l’influenza suina può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esi­stenti con complicazioni gravi (polmonite ed insuf­ficienza respiratoria). L’infezione può essere in for­ma lieve o grave.

4-Come si trasmette all’uomo il virus suino?
Direttamente dai maiali all’uomo e dall’uomo ai maiali. Nella trasmissione da persona a persona, il virus infetta attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo sternu­to. Le persone possono anche infettarsi toccando superfici contaminate con secrezioni infette e por­tando alla bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una misura molto importan­te. Il bacio è veicolo di trasmissione.

5-Le persone possono infettarsi mangiando carne di maiale e salumi?
No, i virus dell’influenza suina non sono trasmessi dal cibo. I salumi sono sicuri, la carne cruda se cot­ta a 70-80 gradi (e il maiale si mangia ben cotto) è strasicura.

6-Come si diagnostica l’infezione da virus influenzali suini nell’uomo?
Per il virus A è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o farin­geo) entro i primi 4-5 giorni dall’inizio dei sintomi (quando l’infezione è più virulenta). Alcune perso­ne, in particolar modo i bambini, possono espelle­re virus anche per 10 giorni e più.

7-Che differenza c’è tra l’attuale influenza suina e l’aviaria che ha creato tanto allarme nell’agosto-ottobre del 2005?
L’aviaria ha creato allarme perché era più «letale»: meno infettati, più vittime. Ma il virus per fortuna non ha mai fatto un «completo» salto di specie da divenire facilmente trasmissibile da uomo a uo­mo. In questo caso, invece, il virus passa da uomo a uomo, ma è percentualmente meno letale.

8-Quindi è possibile la pandemia? E che cosa significa fase 3 di allerta dell’Oms?
Gli esperti dell’Oms sono al lavoro per far scattare, o meno, il passaggio dall’attuale fase 3 di allerta pandemico alla fase 4. La maggior parte delle vitti­me avevano tra i 25 e i 45 anni: un fatto che preoc­cupa, perché un segno caratteristico delle pande­mie del passato è stato l’alto tasso di decessi tra i giovani adulti in buone condizioni di salute. Nei piani di preparazione per contrastare una pande­mia si definiscono sei livelli di allerta. Le fasi 5­6 sono la pandemia.

9-Quali farmaci possono essere usati?
I virus influenzali suini isolati recentemente negli uomini sono resistenti all’amantadina e alla ri­mantadina.  Pertanto solo oseltamivir e zanamivir sono raccomandati per il trattamento-prevenzio­ne dell’influenza umana da virus suino. Sembra che il virus sia sensibile ai farmaci inibitori delle neuroaminidasi. La corsa all’approvvigionamento individuale è però sbagliata, anche perché si ri­schia di scambiare per influenza qualsiasi infezio­ne virale (e in questo periodo è molto improbabile che lo sia). Non esiste ancora un vaccino.

10-E’ quindi meglio non recarsi in Messico in questo periodo?
Non è il caso di andare nelle zone in cui si sono verificati i focolai d’infezione. E’ consigliabile con­sultare prima di partire il sito «Viaggiare sicuri» del ministero degli Esteri. Le zone da evitare sono: So­nora, Baja California, Stato del Messico e Oaxaca.

Fonti: Cdc di Atlanta (Usa), governo italiano


Il bluff (globale) dei titoli di Stato

30 Aprile 2009

un articolo di Franco Debenedetti - www.francodebenedetti.it

L’investimento in titoli di Stato è per definizione quello a più basso rischio. Ma quanto rende?

Su un arco di un secolo, al netto dell’inflazione, i Treasury Bills hanno reso 1′1% l’anno, i buoni della Confederazione Svizzera lo 0,8%. Pensiamo solo quanto, al confronto, è cresciuta la ricchezza di quei Paesi. Ma non basta, perché poi ci sono le tasse.

Un’aliquota del 25%, per esempio, bastava ad azzerare completamente il rendimento di chi aveva avuto fiducia nel Tesoro Usa. E le cose non vanno meglio se prendiamo solo gli anni dal 1950 a oggi, escludendo quindi le iperinflazioni che hanno devastato le finanze di italiani e tedeschi: il rendimento netto è stato dell’1% negli Usa, dello 0,3% in Svizzera e del -0,3% per l’Italia.

Ecco come lo Stato tratta i risparmiatori, soprattutto i più deboli che non passano scommettere su investimenti rischiosi. Invece di risparmi ed efficienza, inflazione e tasse: così è stato per un secolo, così sarà per gli immensi debiti che si stanno facendo.

La stretta dei governi contro il segreto bancario e in favore di regole planetarie, di omogeneizzazione delle aliquote fiscali, proclamate in nome dell’etica, sono strumenti per chiudere al contribuente ogni spiraglio, ed evitare alle pubbliche amministrazioni lo concorrenza fiscale tra Stati.

Insomma, l’abbiamo capito: in questo gioco il banco vince sempre: ma almeno che ci sia concorrenza tra i croupier.