DTT Italia: da barzelletta d’Europa a fulgido esempio?

Un articolo di Giuliano Mannini – www.wired.it

“L’Italia rispetto all’Europa e’ un caso-scuola. Tutti i paesi europei sono interessati all’esperimento italiano che punta al passaggio alla nuova tecnologia area per area”. Le dichiarazioni odierne del vice ministro Paolo Romani sono piuttosto spiazzanti per chi conosce le vicende del digitale terrestre nel Belpaese.

L’Italia un caso-scuola? Difficile da mandar giù per molti, eppure proprio in queste ore scompaiono ufficialmente dalla zona di Roma (e gran parte del Lazio) i canali analogici Rai 2 e Rete 4. Dal 16 giugno, chi non ha adeguato il proprio TV farà a meno delle due reti.  Calma però, non attribuiamoci meriti soverchi. Non è previsto alcun ‘miracoloso’ anticipo della data ultima fissata dall’UE: la copertura nazionale, come previsto, sarà completata non prima del 2012. Tutto nella norma.

La peculiarità quindi è che noi ci arriveremo per gradi e per zone geografiche. Nel 2008 è toccato alla Sardegna (che ha fatto da cavia), mentre nel 2009 è il turno di Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige e Campania. L’anno prossimo a spegnere le emittenti analogiche saranno Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Piaccia o non piaccia, non c’è nulla da fare: o ti aggiorni o sei tagliato fuori.

Lasciando da parte ogni altra considerazione non strettamente tecnica, l’aspetto positivo è che per ricevere i nuovi segnali digitali non c’è bisogno di cambiare televisore né antenna: ti basta comprare un decoder esterno “free to air” oppure, per chi vuole guardare anche le Pay-Tv, un modello con fessura per la card. In entrambi i casi te la puoi cavare ormai con meno di 100 euro.

In tutto questa storia, però, viene fuori un inaspettato primato tutto nostro: Roma è di fatto la prima capitale europea a convertirsi al DTT. E non è una notizia da poco: per una volta abbiamo anticipato tutti.

Speriamo sia di buon auspicio per la Confederation Cup…

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