Guida sicura, ”i narco-test sono inaffidabili”

La denuncia arriva dalla polizia, ma Il Salvagente lo aveva già scritto a settembre.

I drug test utilizzati dalla polizia contrastare la guida sotto leffetto di sostanze stupefacenti sono inaffidabili e costosi. Più la metà delle volte in cui sono utilizzati segnalano falsi-positivi, che poi vengono puntualmente smentiti dalle analisi effettuate dai laboratori delle Asl. Questa la denuncia fatta da una persona assolutamente affidabile come il dirigente della Regione Piemonte, sezione Polizia Locale, Stefano Bellezza, al convegno del progetto europeo Cast sulla valutazione dellefficacia delle campagne per la sicurezza stradale, che ha riportato alla ribalta il problema dell’inaffidabilità dei narco-test . La notizia, però, era stata già data da Il Salvagente ben nove mesi fa: nel numero uscito il 25 settembre 2008 che riportiamo integralmente di seguito.

È inaffidabile la rete dei test antidroga

Nei primi 8 mesi di quest’anno quasi 3mila automobilisti sono risultati positivi ai test antidroga: sono i primi effetti dei provvedimenti varati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per la lotta alle droghe, Carlo Giovanardi, lindomani dell’incidente costato la vita, ad Anzio, a una giovane donna e al figlio che portava in grembo, uccisi da un automobilista che guidava sotto gli effetti della cocaina.

I test – eventuale test preventivo della saliva e analisi delle urine – possono essere eseguiti anche sul posto, dal personale medico che accompagna i poliziotti. E, come per lalcol, da maggio le sanzioni per chi risulta positivo sono più pesanti: multa da 1.500 ai 6.000 euro, sospensione della patente da sei mesi a un anno, confisca dellauto, carcere da tre mesi a un anno. Ma davvero funziona la rete stretta dei test antidroga? Cè chi ne dubita, e ritiene che sia tessuta male. Tanto da non prendere chi dovrebbe, impigliare chi non dovrebbe, e produrre una sequela infinita di ricorsi.

Falsi positivi

Il guidatore fermato da una pattuglia e sottoposto alle analisi previste (cosa molto probabile, se è coinvolto in un incidente con feriti) può rischiare di risultare falsamente positivo: basta che abbia preso uno sciroppo per la tosse a base di codeina o mangiato del pane con semi di papavero, spiega Franco Lodi, professore ordinario di Tossicologia forense allUniversità degli Studi di Milano. Ma può risultare positivo anche se ha assunto droghe fino a un mese prima di quando si è messo al volante. I test utilizzati non sono in grado di stabilire se la persona è sotto leffetto di una sostanza stupefacente in quel momento.

Si limitano a rilevare tracce di sostanze che lautista ha assunto, indipendentemente dal fatto che lo abbia fatto appena prima di salire in macchina o in qualsiasi altro momento degli ultimi 30 giorni. Daltra parte, la legge sanziona la guida sotto leffetto di sostanze stupefacenti, ma non fissa un livello massimo consentito: anche la minima traccia rilevata è sufficiente per determinare la colpa.

Il problema è che non esiste la possibilità di collegare la concentrazione delle sostanze nelle urine o nella saliva a quella nel sangue, per cui questi test sono pressoché inutili: soldi buttati, commenta secco Lodi.

Gli esami per chi è innocente

Non è finita. I risultati dei test su saliva e urina, spiega il tossicologo, sono anche contestabili in tribunale, e già ci sono casi di persone assolte per questo. Il solo esame che può stabilire se la persona fermata è sotto leffetto di stupefacenti al momento del fermo è, secondo Lodi, quello facoltativo del sangue. Che secondo altri esperti avrebbe difetti non meno gravi: la cannabis lascia tracce nel sangue per un mese, fa notare Gianluigi Gessa, direttore del dipartimento di Neuroscienze di Cagliari.

Il paradosso è che un autista, giustamente positivo ai test, ha teoricamente la stessa possibilità di cavarsela di uno falsamente positivo. È una possibilità remota, spiega Annalisa Rosci, avvocato dello Sportello di consulenza antiproibizionista (SnInfo) di Roma: Nella pratica è molto difficile averla vinta di fronte ai risultati delle analisi di saliva e urine e provare di non essere sotto effetto di una droga, che sia vero o falso.

Per tutelarsi una volta fermati in stato non alterato e, benché innocenti, risultati positivi ai test non invasivi, si deve chiedere di essere sottoposti ad altri esami: quello obiettivo – neurologico – e quello del sangue con la tecnica della gas cromatografia (è la più affidabile secondo Lodi). Tutto questo se si è certi di essere lucidi: in questo caso, se gli esami richiesti hanno esito negativo, si potrà richiedere il rimborso della spesa per i test. In caso contrario, scatteranno multa e confisca dellauto, e si pagheranno gli ulteriori esami richiesti. Ma questo è il meno.

Fonte: www.ilsalvagente.it

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