Mutu deve pagare i danni al Chelsea

31 luglio 2009

Niente da fare per Adrian Mutu: il giocatore della Fiorentina è stato condannato dal Tas a versare un maxi-risarcimento di 17 milioni di euro al Chelsea. Il ricorso presentato dal calciatore rumeno contro la sentenza di primo grado è stato dunque respinto.

Mutu era stato licenziato dal Chelsea nell’ottobre 2004 dopo la positività alla cocaina riscontrata in un controllo antidoping. I blues avevano chiesto i danni e il giocatore, oltre a una squalifica di sette mesi, era stato condannato il 7 maggio 2008 dalla Camera di risoluzione delle controversie della Fifa. L’organo della federazione mondiale aveva stabilito che dovesse versare 17.173.990 euro. Sentenza adesso confermata dal Tribunale di arbitrato sportivo.

«È una sentenza ingiusta e contraria alla legge. Faremo ricorso al Tribunale federale svizzero». Lo afferma, in una dichiarazione riportata dalla versione ‘on line’ del quotidiano romeno ‘Gazeta Sporturilor’, l’avvocato Michele Colucci, uno dei legali che assistono Adrian Mutu.

Fonte: www.corriere.it


Ogni giorno, sulle strade…

31 luglio 2009

Ogni giorno sulle strade italiane muoiono 14 persone e 893 rimangono ferite.

Questi dati hanno un picco durante i mesi estivi, fino a toccare il massimo nel mese di luglio con 19 morti e circa 1000 feriti al giorno. Il mese di agosto è quello in cui avvengono gli incidenti più gravi. L’indice di mortalità segna infatti il massimo con 2,7 morti ogni 100 incidenti, probabilmente a causa del maggior asso di occupazione dei veicoli in occasione degli esodi estivi e della maggiore circolazione sulle utostrade.

Tra i conducenti morti a seguito di incidente stradale i più colpiti sono i giovani. La fascia di età che resenta il valore massimo è quella tra 25 e 29 anni mentre nei conducenti feriti la frequenza più elevata si colloca in corrispondenza della fascia di età tra 30 e 34 anni.

Gli incidenti stradali non sono una fatalità che accade per caso. Per la quasi totalità dipendono dal comportamento di chi è in strada e dal suo stato psico-fisico. Tante tragedie possono essere evitate con maggiore consapevolezza, maggiore coscienza e maggiore educazione.

Per questo Vacanze coi fiocchi vuole indurre i più giovani e la società nel suo complesso a riflettere sui comportamenti alla guida. Perché tante tragedie devono essere evitate.

Info: www.vacanzecoifiocchi.it


Viaggiare in sicurezza

31 luglio 2009

Chi usa il telefonino mentre guida rischia di causare incidenti come se fosse ubriaco. Contro questa abitudine pericolosa si concentra la campagna per la sicurezza stradale “Vacanze coi fiocchi”, che vede Altroconsumo tra i protagonisti, insieme a personaggi come Piero Angela, Diego Abatantuono e tanti altri, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Telefonino in auto: molto pericoloso
“Parlare al cellulare mentre si guida – afferma Franco Taggi dell’Istituto Superiore di Sanità, tra i maggiori esperti di sicurezza stradale in Italia – compromette l’attenzione alla strada e determina un rischio di provocare un incidente grave o mortale, pari a quello che corre un conducente con alcolemia di 1 grammo/litro, il doppio del limite legale. In pratica è come guidare ubriachi”.

Usando il cellulare ci si distrae, si valutano peggio le distanze, si reagisce meno prontamente a cambiamenti di velocità del veicolo che precede, si tende ad usare meno lo specchietto retrovisore, i tempi di percezione e di reazione all’eventuale pericolo si allungano. Anche con il viva voce o con le cuffie i pericoli non vengono meno.

Campagna “Vacanze coi fiocchi”
Contro l’utilizzo del telefonino mentre si guida si concentra la campagna “Vacanze coi fiocchi” che prende avvio a fine giugno con la collaborazione di tanti personaggi reali ed immaginari.

Si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e viene realizzata in tante città: da Trieste a Catanzaro, passando per Bologna, Roma, Napoli, Firenze, Palermo, Venezia. In tutta Italia verranno distribuite centinaia di migliaia di libretti, contenenti messaggi dei personaggi famosi e vignette disegnate da Vauro, Bucchi, Giuliano, Giannelli, Maramotti e altri.

Con oltre 600 aderenti in tutta Italia tra istituzioni, associazioni, società autostradali, aziende sanitarie, radio e televisioni, “Vacanze coi fiocchi” è la campagna per la sicurezza stradale più partecipata in Italia.

Per ulteriori informazioni: www.vacanzecoifiocchi.it.

Fonte: www.altroconsumo.it


Scontrini parlanti: il codice al posto del nome del farmaco

31 luglio 2009

Nota di Pao: Una piccola considerazione pratica; considerando anche che  su molte scatole di farmaci non è più presente il prezzo e che lo scontrino indica solo un codice a barre, come fa il consumatore a verificare che il prezzo addebitato sia quello corretto?Ok la privacy, ma sarebbe necessario tenere presenti anche altri fattori.

°°°

A maggio il Garante della privacy aveva stabilito che lo scontrino fiscale, da utilizzare per la detrazione, non deve indicare il nome del farmaco perché questo lede la privacy del contribuente, costretto a far conoscere a chi presta assistenza fiscale le patologie di cui soffre o ha sofferto. Al posto del nome, il Garante ha indicato che la specificazione sullo scontrino della qualità del prodotto acquistato è soddisfatta attraverso l’indicazione del numero di autorizzazione all’immissione in commercio (Aic), rilevato mediante lettura ottica del codice a barre di ciascun farmaco.

Le indicazioni dell’Agenzia delle entrate
Ora l’Agenzia delle entrate si adegua al Garante e indica le nuove modalità di detrazione delle spese mediche. Per poterne usufruire, gli scontrini dovranno quindi indicare natura e quantità dei medicinali acquistati, codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale e codice fiscale del destinatario.

Il Garante ha fissato al 1° gennaio 2010 la data-limite entro la quale adeguare lo scontrino alle nuove indicazioni. Fino al 31 dicembre 2009 vanno quindi bene anche quelli emessi con il vecchio sistema, vale a dire con la denominazione del farmaco al posto del codice Aic.

Fonte: www.altroconsumo.it


Il Tutor “assedia” i vacanzieri ed i velocisti dell’Autosole

31 luglio 2009

Ormai si rischia di cadere in trappola facilmente: i tratti autostradali su cui è attivo il Tutor sono talmente tanti che la segnaletica che li indica è ormai diventata familiare e può essere facilmente confusa con quella che preavvisa dei controlli di velocità tradizionali (veri o solo sbandierati).

E allora vi ribadisco una notizia di una settimana fa (ecco il comunicato originale della Polstrada Scarica Tutor luglio 2009): l’inizio delle rilevazioni della velocità media sulle autostrade A8 (Milano-Laghi) e A30 (Caserta-Salerno) e l’estensione della copertura già presente su A7 (Milano-Genova) e A26 (Genova-Gravellona Toce).

Insomma, ora la festa è finita anche su tanti tratti battuti da milanesi in vacanza (che si aggiungono all’autostrada per Bologna, già messa sotto controllo nel corso dell’ultimo anno), più la Caserta-Salerno, cioè l’ultima cinquantina di chilometri scorrevoli della principale dorsale Nord-Sud che erano rimasti senza Tutor (e quindi di fatto a velocità libera, non siamo ipocriti).

Solo che in quest’ultimo caso non si riesce a capire bene che cosa sia accaduto: fino a poche settimane fa, l’intera A30 era stata sottoposta al limite di 110 orari, per non meglio precisate “verifiche strutturali”. Ora pare che i 110 siano stati tolti in direzione Sud e restino sulla carreggiata Nord. Sto indagando per capirci qualcosa di più, ma come in tutte le questioni poco chiare sarebbe meglio andare sul posto (ma nei giornali di oggi è un lusso…).

Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/


Roma: Demoliti gli abusi a casa Adornato

31 luglio 2009

I vigili urbani sono arrivati presto, ma non all’alba, con i tecnici del I municipio. La prima operazione è stata quella di tagliare le inferriate verdi del giardino, coperte da una siepe finta che copriva l’abuso edilizio. È iniziata dopo le 9 l’operazione di demolizione all’interno della casa di Fernando Adornato, deputato Udc, di una struttura di legno, adibita a gazebo, al piano terreno. E di un mini appartamento di 45 metri quadrati realizzati scavando nel terrapieno del giardino sottostante. Entrambi completamente abusivi.

Nell’appartamento, in via di villa Pepoli a San Saba, uno dei quartieri più eleganti, e desiderati, della Capitale, il deputato neanche ci vive. «Ma la farò benedire quella casa, da quando l’ho presa mi accade qualsiasi cosa». I tecnici hanno iniziato l’abbattimento in assenza dei proprietari, forti di un provvedimento di dissequestro ai fini demolitori firmato dalla Procura di Roma. «Non capisco questa fretta a demolire la prossima settimana ci avrei pensato io stesso, comunque se le strutture erano fuorilegge il Comune ha fatto bene ad abbatterle», commenta sereno il deputato.

Ma in realtà la demolizione è stato decisa dal I municipio (che ha messi i soldi per l’abbattimento), in seguito a un accordo tra i presidenti Orlando Corsetti, Andrea Catarci (presidente XI) e la Regione, che ha prestato per l’operazione di tutela delle aree più pregiate della Capitale, Massimo Miglio, dirigente regionale dell’abusivismo edilizio. Municipi e Regione si sono uniti in una task force per combattere gli abusi edilizi nel Centro e sull’Appia Antica.

«Io neanche immaginavo di aver fatto un’illegalità ­spiega Adornato – mi sono fidato dell’architetto e non ho controllato se aveva richiesto le autorizzazioni necessarie, certamente è stato un mio errore. E la legge è uguale per tutti, anche per me». Un messaggio che Massimo Miglio accoglie: «Siamo felici che il deputato concordi con il nostro lavoro che mira a ripristinare la legalità nelle aree più pregiate della città».

Fonte: www.corriere.it


Brera, via libera all’isola pedonale

31 luglio 2009

Milano – La strada di Brera è spianata: «C’è la condivisione generale sul progetto di area pedonale da valorizzare». Annunciato, ab­battuto della maggioranza, ria­nimato dal sindaco e infine ap­provato, all’ultimo appello. Il piano di riqualificazione del quartiere ha ottenuto il via libe­ra ieri mattina, al termine del sopralluogo di assessori, funzio­nari di Letizia Moratti e com­mercianti nell’area della Pinaco­teca e dell’Accademia, degli arti­giani e degli artisti.

L’isola pedo­nale esistente — Fiori Chiari, Madonnina e piazza del Carmi­ne — sarà allargata all’ultimo tratto trafficato di via Brera e a via Fiori Oscuri, con la nuova pista ciclabile. Niente divieti al­le auto, per ora, nelle vie Ciovas­so e Ciovassino.

La delibera co­sì ridotta e ritoccata sarà porta­ta in giunta a inizio settembre. Per il 7 è fissato un incontro al­l’Unione del Commercio. I can­tieri saranno aperti e divisi in lotti a partire dal 2010. L’anno di Brera senz’auto. L’accordo politico ha ricuci­to le polemiche interne al Pdl sui costi «esagerati» dell’opera­zione (5 milioni di euro, co-fi­nanziati dal governo) e la neces­sità di rivedere le «priorità» del­l’amministrazione.

È stata Leti­zia Moratti, mercoledì, a sbloc­care il caso in un incontro con gli assessori competenti. Ha detto ai suoi: si va avanti, isole ambientali e piste ciclabili sono i nostri punti strategici di qui a fine mandato, mettetevi d’ac­cordo. Fatevi una passeggiata.

E l’accordo è arrivato al so­pralluogo degli assessori alla Mobilità e alle Attività produtti­ve, Edoardo Croci e Giovanni Terzi. Il primo: «C’è convergen­za assoluta in giunta, non vedo più ostacoli, la strada è spiana­ta. La progettazione dell’isola di Brera parte in autunno». Gli fa eco Terzi: «L’amministrazio­ne tiene molto al tema delle pe­donalizzazioni e delle piste ci­clabili. Questo è un progetto im­portante ». Si farà, dunque. In sintonia con l’Unione del com­mercio: «La chiusura al traffico e la riqualificazione faranno be­ne a residenti e negozianti», di­ce il delegato Giorgio Montin­gelli. Anche se non tutti, al mo­mento, sono entusiasti.

Il Bar Ja­maica, per dire, ha espresso più d’una perplessità. Primo atto: zero auto. Il resto verrà. A partire da «un forte mi­glioramento dell’immagine del­la zona», per dirla con il diretto­re dell’Accademia di Brera, Ga­stone Mariani.

Favorevole al progetto è anche la soprinten­dente della Pinacoteca, Sandri­na Bandera: «Non vedo la neces­sità di continuare ad avere le macchina, quando il metrò è co­sì vicino». Rilancia Aldo Basset­ti, presidente degli Amici di Bre­ra: «Con l’isola avviamo un’ope­razione di qualità estetica. L’Or­to botanico sarà il nodo verde del quartiere, viene sollecitata la sistemazione di Palazzo Citte­rio e si rivaluta l’intero comples­so di Brera come scrigno d’ar­te ».

Dentro. E fuori? «Apriamo il dialogo con i cittadini su tut­te le possibilità d’interpretazio­ne dello spazio — conclude Bas­setti —. Potremmo portare alcu­ne sculture fuori dal palaz­zo… ». E pure organizzare mo­stre e rassegne all’aperto, come chiedono i negozianti. Le idee circolano, la strada è spianata.

Fonte: www.corriere.it


Lombardia: Ecopass? Meglio gli incentivi

31 luglio 2009

I divieti e gl’incentivi. I pri­mi bloccheranno dal 15 otto­bre altre 265 mila auto inqui­nanti, i vecchi diesel Euro 2. Il pacchetto di contributi da 11,5 milioni di euro vuole invece «favorire l’utilizzo di mezzi a minore impatto»: tra i bandi c’è una mobility card da 3 mila euro per gli over 60 milanesi, un ecobonus per chi rottama l’auto e non ne compra un’al­tra ma sceglie tram e metrò, ta­xi, bike e car sharing. Insom­ma: trasporti puliti.

Divieti e incentivi sono le «linee guida» del Piano anti­smog del Pirellone: «La nostra strada è la più efficace e meno invasiva per i cittadini, perché propone un patto virtuoso», sottolinea il governatore Ro­berto Formigoni. Più efficace di Ecopass, visto che «altri en­ti scelgono altre strade»? «Non mi permetterò di giudi­care».

Anche se la proposta di un tavolo di confronto sul tic­ket, lanciata dalla Provincia, «ci trova d’accordo, è coerente con le nostre politiche». La stagione delle polveri nel­l’area critica inizia il 15 otto­bre e finisce il 15 aprile 2010.

Il Pirellone ferma i mezzi a benzina e diesel Euro 0 e i vei­coli a gasolio Euro 1 ed Euro 2 (la novità) per 12 ore al gior­no, dalle 7.30 alle 19.30, sabati e domeniche escluse. Dal 16 aprile 2010 scatterà il divieto permanente di circolazione per le moto a due tempi. Infi­ne, annuncia l’assessore al­l’Ambiente Massimo Ponzoni, nei prossimi mesi i lombardi riceveranno una vetrofania con l’indicazione della classe Euro del veicolo: andrà espo­sta dal 15 ottobre 2010 e «faci­literà » i controlli dei vigili. Ve­rifiche anch’esse incentivate per «venire incontro ai Comu­ni non virtuosi»: 1 milione di euro per fermare 300 mila vet­ture l’anno.

Cinque milioni in tutto per gli ecobonus ai pensionati am­bientalisti e a basso reddito (20 mila euro annui): la speri­mentazione parte a Milano. Un bando da 3,2 milioni per rottamare le moto. Altri 3,6 mi­lioni per i mezzi degli enti loca­li e 1,4 milioni per i pannelli solari degli edifici pubblici. Ec­co, in cifre, il Piano aria. Fondi che s’aggiungono ai «475 mi­lioni distribuiti in questi an­ni », conclude Formigoni.

E gli obiettivi? «I nuovi provvedi­menti elimineranno 2 mila tonnellate di Pm10, una dimi­nuzione molto significativa». Capitolo polemiche. Ancora l’Ecopass, presidente Formigo­ni… «Massima libertà dei Co­muni di aggiungere altre ini­ziative». L’assessore milanese alla Mobilità, Edoardo Croci: «Il divieto per i diesel Euro 2 avrà un forte impatto.

In più, abbiamo chiesto alla Regione di allargare la mobility card an­che a donne e giovani». Criti­co Giuseppe Civati (Pd): «La Regione mette cifre non irresi­stibili». Duro Carlo Monguzzi (Verdi): «Formigoni ha abdica­to al ruolo di difensore del­l’ambiente, la legge aria è lar­gamente inapplicata».

Fonte: www.corriere.it


Venezia vetrina della protesta degli attori

31 luglio 2009

È un vero e proprio blitz del cinema che ritrova solidarietà; è l’incursio­ne, tra goliardia e amarezza, di registi e atto­ri alla presentazione della Mostra di Vene­zia. C’è Laura Morante che fa volantinaggio, c’è Stefano Accorsi che dice: «Useremo Ve­nezia come vetrina per la protesta contro i tagli del governo allo spettacolo». Meno 20 milioni, forse se ne reintegrano 60. Qui pe­rò non vogliono la mancia ma regole, chie­dono la nuova legge, un ragazzo del Centro sperimentale così non può che obbedire al produttore e girare l’ennesimo film giovani­lista.

Con una telecamerina, Claudia Pandol­fi riprende la conferenza stampa, avrà mate­riale che basta e avanza per un docu-film. Fuori dell’hotel, poliziotti a grappoli. Ma è dentro che covano i malumori. Si svolge tutto nella civiltà, finale all’Alberto­ne dove qualche uniforme chiede l’auto­grafo a Mastandrea, Favino e agli altri atto­ri in prima linea. Nel pigia pigia gli uffici stampa danno i materiali dei film come a Rialto accanto a dei costumisti, e per una volta sono loro quelli mascherati, vestiti in nero-lutto, issa­no cartelli in tre lingue: «Morte a Venezia», oppure leggi una domanda con risposta in­corporata: «Volete lasciarci a casa a guarda­re il Grande fratello? No».

Apertura il 2 settembre con Baarìa, il film epico di Tornatore con la musica di Morricone che, scivolando sugli archi, ti porta in un magico altrove. Un’ora prima che il direttore Marco Müller annunci il programma. Lo sceneggiatore Andrea Pur­gatori legge una finta lettera (gag troppo lunga) del ministro ai Beni Culturali San­dro Bondi, le sue solenni promesse, gli im­pegni assunti «anche davanti a Napolita­no ».

E la gente all’inizio fischia pensando che sia il pensiero di Bondi, poi capisce e applaude. Un’oretta di controcanto seguito dallo sguardo via via più incupito del presi­dente Paolo Baratta che alla fine fa di no con l’indice, negando il microfono a una ra­gazza dei no global che in quei giorni occu­pano una spiaggia del Lido. Se vuol parlare, che strilli: e lei strilla. Ma prima parla chi ha la voce grossa, i big Sergio Castellitto e Carlo Verdone si fanno portavoce della pro­testa del cinema.

Sergio legge un manifesto «in difesa dei diritti del pubblico», e si guarda sempre con invidia a Parigi: «La Francia ha elevato il proprio sostegno a 513 milioni e 620 mila euro, l’Italia ha destinato al cinema 11 milio­ni e 446 mila euro. L’equivalente del costo medio di due film francesi». Conclude strappando a pezzetti il foglio col suo inter­vento che ricade come coriandoli sui colle­ghi che lo applaudono, l’onorevole collega Luca Barbareschi del Pdl stavolta incassa solidarietà.

Il gesto del coriandolo può sem­brare criptico come un film d’autore ses­santottino, d’altra parte il vento che tirava ieri era quello, e urge spiegazione: «Ho vo­luto compiere un gesto futurista, come a di­re, non ci scordiamo che siamo degli arti­sti ». Eguale effetto straniante dal vecchio militante Citto Maselli che giusto l’altra not­te ha deciso di cambiare il titolo del suo film, atteso come «evento speciale» in una rassegna collaterale: «Da Anni luce a Le om­bre rosse ». Tema? «Una metafora sulla cri­si della sinistra».

Carlo Verdone vira sul «disastro delle sa­le cinematografiche in Italia. Il prossimo an­no ne perderemo 300. Stiamo attenti, ri­schiamo di perdere il pubblico che non va a vedere i soliti film del multiplex ma quelli che vengono dall’India, dal Pakistan, quelli non li vedremo più». Qualcuno cerca di riportare l’incontro sul programma, c’è chi chiede a Müller per­ché manchino registi latino-americani: «Lei ogni anno mi fa la stessa domanda…».

Il direttore cita Cannes, Berlino e il buon vi­cinato instaurato con Toronto. Stavolta nemmeno una parola sul suo mi­glior nemico, il Festival di Roma che, dopo la cura dimagrante del sindaco Gianni Ale­manno che l’ha tollerato e non ancora dige­rito deve ritrovare il passo dell’aspirante concorrente.

Fonte: www.corriere.it


Multata per un volantino (tra i tappetini degli abusivi)

31 luglio 2009

Multata per una manciata di centime­tri. Multata perché distribuiva volantini pubblicitari non sul marciapiede, come prescrive il regolamento di polizia urba­na che proprio in questi giorni festeggia il suo primo compleanno, ma sulla stra­da.

Multata dai vigili e portata al coman­do mentre intorno a lei si scatenava il fug­gi- fuggi dei venditori abusivi. A portare alla luce la storia, accaduta una settimana fa a un passo da Ponte Vecchio, è France­sco Torselli, consigliere comunale del Pdl, che ha annunciato un’interrogazione al sindaco Matteo Renzi su quanto acca­duto.

Lungarno Archibusieri, dieci del matti­no, assediata come sempre dai venditori abusivi e dai loro tappetini di merce con­traffatta. Nicoletta, 17 anni, distribuisce volantini per pubblicizzare un ristorante in mezzo alle frotte di turisti che si muo­vono tra gli Uffizi e Palazzo Vecchio. Arriva una pattuglia dei vigili urbani. I venditori iniziano a scappare, scena già vista milioni di volte. Lei, Nicoletta, che pensa di essere l’unica in regola in mezzo a tutta quella ressa, resta ferma aspettan­do che passi la bufera.

I vigili sembrano non accorgersi di quello che sta accaden­do intorno a loro, i senegalesi sono già lontani quando si avvicinano alla ragazzi­na che ha i volantini pubblicitari in ma­no. Le chiedono un documento di identi­tà, è minorenne, per questo la portano al comando e chiamano il padre che dovrà andare a riprenderla. Padre e figlia tornano a casa con una multa di 160 euro, in base al comma 1 del­l’articolo 37 del regolamento di polizia ur­bana che consente il volantinaggio pur­ché non si sporchi e non si crei intralcio al traffico, anche quello dei pedoni.

Lei ef­fettivamente era in strada, non sul mar­ciapiede. «Faremo ricorso contro questa multa — dice Raffaele, uno dei proprietari del ristorante finito sotto accusa — E non per i soldi, solo per una questione di prin­cipio. Farei ricorso anche per soli dieci eu­ro».

Quando si fanno i conti tutti i giorni con la stessa scena — vigili che arrivano, senegalesi che scappano, turisti che ven­gono travolti, vigili che si allontanano, se­negalesi che ritornano, turisti che contrat­tano — parlare di intralcio di fronte a una ragazzina che ha oltrepassato la linea di confine di un marciapiede per pubbli­cizzare un ristorante francamente sem­bra troppo.

«È ridicolo, sul verbale è stato scritto che sporcava la strada e creava intralcio ai passanti. E tutti quei venditori abusivi al­lora cosa fanno? La verità — dice — è che siamo tartassati dai vigili mentre chi vive nell’illegalità continua a farlo. Pochi gior­ni fa ci hanno fatto una multa perché c’era una pianta fuori posto, al garage qui vicino hanno fatto una multa una volta perché c’erano i vetri sporchi, la successi­va perché stavano lavando i vetri. Sembra di assistere alle comiche».

«Mi pare assurdo che ci si accanisca con una ragazza che stava qualche metro sotto il marciapiede peraltro occupato dai tappetini — ribatte Torselli —. Siamo i primi a portare avanti le battaglie per il ri­spetto della legalità. I regolamenti sono fatti per essere applicati e quando si sba­glia bisogna pagare, ma non si può pre­scindere dal buon senso. Altrimenti diven­ta follia». Torselli presenterà l’interrogazione per sapere se l’episodio sia stato un atto isola­to o se la polizia municipale ha davvero intenzione di multare, d’ora in poi, chiun­que faccia volantinaggio in centro, anche se questo avviene laddove palesemente si verificano infrazioni decisamente più gra­vi».

Fonte: www.corriere.it


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