Fonte: www.quattroruote.it

Daniele, 21 anni e uno sguardo disincantato sull’auto, vuole dire la sua su un mondo popolato dagli adulti.
È martedì sera, diciamo pure che è passata mezzanotte. Mi trovo su una provinciale di campagna appena fuori città, quando, dopo una curva, sbuca da una piazzola un agente che allunga la paletta e mi fa accostare. Visionati patente e libretto, mi chiede di sottopormi al test del tasso alcolemico.
Al momento di soffiare nel “boccaglio” monouso sono consapevole di essere ampiamente “dentro”, ma, non so se è capitato anche a voi, in quei secondi necessari a che il macchinario sputi fuori il verdetto, mi sono venuti mille dubbi. Sì, nel tardo pomeriggio mi ero concesso una bella birra gelata, ma poi ci avevo mangiato su, le ore erano passate e la mia stazza non proprio esile mi avrebbe aiutato… e se non fosse stato sufficiente il tempo passato? E se lo strumento fosse tarato male? Sai che grane… Fortunatamente tutto bene: 0,2 g/l. Saluto e vado via.
Il tutto però è durato ben 45 minuti: la pattuglia che mi ha fermato non aveva il marchingegno per fare l’alcoltest e ha dovuto contattarne un’altra che l’ha portato. Ho perso un sacco di tempo, ma, a parte la scocciatura, la cosa è finita lì.
Meno bene è andata a un mio amico: stessa situazione, viene fermato dagli agenti che, sebbene senza etilometro, vogliono sottoporlo ai controlli di alcol e droghe. Anche loro provano a contattare altre pattuglie o ambulanze, ma, per un motivo o per l’altro, nessuno può venire. Morale della favola? I Carabinieri lo portano al più vicino ospedale (12 chilometri) e il malcapitato perde oltre due ore e mezza nel fare i prelievi di sangue e urina e ad aspettare i risultati. Ben per lui che era a posto ed è stato lasciato andare, ma, a causa di ciò, ha attaccato il turno con parecchio ritardo e relativo richiamo del capo.
Ok i controlli: io stesso li ho invocati per applicare i limiti esistenti, che ritengo già giusti e che è inutile inasprire se poi comunque non vengono fatti rispettare; ci sta anche che finisca per essere controllato pure qualcuno che non ha commesso nessuna infrazione, ma penso che questi benedetti controlli si potrebbero migliorare, facendoli più mirati e soprattutto attrezzando meglio le pattuglie.
Mi spiego meglio: in troppi luoghi di ritrovo vedo pusher che “lavorano” liberamente, sempre gli stessi, sempre ai soliti orari. Se alcuni agenti in borghese si mettessero in questi posti o davanti ai locali notturni potrebbero agguantare in primis lo spacciatore e poi fermare a colpo praticamente sicuro il drogato o il ragazzo troppo “bevuto”, magari reduce da dieci e più consumazioni, controllandolo ancora prima che esca dal parcheggio del locale. Anche nel caso dell’alcol, con più controlli nei luoghi “a rischio”, ci guadagneremmo tutti: chi è pulito perderebbe meno tempo, le persone che oltrepassano i limiti avrebbero una probabilità più alta di essere fermate e le forze dell’ordine potrebbero utilizzare meglio il prezioso tempo risparmiato. Aspetto le vostre proposte, sono tutte ben accette.
Daniele Mancin
2 Luglio 2009 alle 14:39 |
[...] Vedi: http://paoblog.wordpress.com/2009/07/01/controlli-under-25/ [...]