Rc auto, Ania: prezzi in calo dell’8,3% dal 2005?

Nota di Pao: Si e No. Ovvero tecnicamente parlando, ho riscontrato che le polizze auto tutto sommato hanno una leggera diminuzione, ma il vero problema, poi, sono certe attività di marketing, come racconto qui: http://paoblog.wordpress.com/2009/05/06/il-mistero-della-polizza-auto/

°°°

-3,6% nel 2008 e calo nel 2009. Per le associazioni le polizze crescono del 5%.

Per l’Ania (l’Associazione nazionale fra le imprese assicurative) le assicurazioni auto sono costate meno negli ultimi 4 anni, con un crollo nel 2008 e una diminuzione prevista per il 2009. Per il Codacons, associazione dei consumatori, non è così. I dati sono stati diffusi oggi dall’Associazione nazionale fra le imprese assicurative in occasione del rapporto annuale, e chiariscono che il prezzo medio di polizza Rc auto si è ridotto dal 2005 di ben l’8,3%. In particolare, sottolinea l’Ania, il calo è stato pari all’1,5% nel 2005, allo 0,8% nel 2006, 2,7% nel 2007 e 3,6% nel 2008. E in più, ancora una buona notizia, continueranno a scendere anche nel 2009: dopo il calo del 5,2% nel primo trimestre su base annua, è prevista una diminuzione per l’intero anno compresa tra l’1% e il 2%.

L’assessore dei consumatori del Lazio: poca chiarezza nei dati

Dati positivi, ma che non convincono le associazioni dei consumatori, come l’assessore alla Tutela dei consumatori della Regione Lazio Vincenzo Maruccio.
“C’è molta poca chiarezza nei dati diffusi oggi dall’Ania – dichiara l’assessore – che parlano di un calo delle tariffe Rc auto, mentre quello che viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle è ben distante da questo ottimismo e più si avvicina alla stima effettuata dalle associazioni dei consumatori, tutte concordi nel parlare di un aumento considerevole dei premi Rc auto.

Con la reintroduzione delle polizze pluriennali un passo indietro

“Mi dispiace notare, inoltre, come a fronte di un aumento delle polizze non corrisponda un miglioramento dei servizi a tutela degli utenti e un investimento maggiore sulla sicurezza, con il nostro Paese che si pone, secondo i dati Ania, all’undicesimo posto in Europa per morti da incidenti stradali. Non solo, con l’introduzione della polizza pluriennale si torna a vecchie pratiche assicurative che pensavamo di esserci lasciati alle spalle.
Adesso – conclude Maruccio – occorre invertire la rotta e mettere il cittadini al centro di ogni scelta: garantire il consumatore con tariffe chiare ed effettivamente concorrenziali, prevedere un piano di controllo frodi e porre in essere politiche di sicurezza stradale”.

Il Codacons: nessun calo, anzi polizze più care del 5%

Se i dati dell’Ania chiariscono insomma che per l’Rc auto gli italiani hanno speso e spenderanno sempre meno, il Codacons non ci sta, e lancia un durissimo attacco all’Associazione e alle imprese assicuratrici. “Contestiamo con fermezza i dati diffusi oggi dall’Ania – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – I prezzi delle polizze non accennano a calare, anzi crescono al ritmo del 5% annuo, e solo negli ultimi 10 anni le tariffe rc auto sono aumentate del 145%. Le situazioni più critiche riguardano soprattutto i neopatentati e il sud Italia, dove in molte zone assicurare un motociclo costa più del mezzo stesso”.

Dove sono i soldi dell’Ania per la sicurezza stradale?

L’associazione dei consumatori punta oggi il dito anche su un altro aspetto: la Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale.
“Vogliamo sapere – spiega Rienzi – dove vanno a finire e come sono impiegati i soldi diretti a tale Fondazione, e quali risultati sono stati raggiunti sul fronte della sicurezza stradale. Siamo convinti che sarebbe meglio utilizzare i fondi dell’ente per far scendere le tariffe rc auto e determinare così un vantaggio concreto e tangibile per i cittadini”.
Proprio sui soldi della Fondazione Ania per la sicurezza stradale e sulle nomine dei rappresentanti dei consumatori negli organi dell’ente, il Codacons ha inviato pochi giorni fa un esposto all’Antitrust, e riferirà il prossimo 9 luglio al seminario sulle assicurazioni che si terrà alla Camera dei Deputati.

Adiconsum: più trasparenza su polizze vita

Nel dibattito con l’Ania interviene anche Adiconsum, che chiede sulle polizze vita un maggiore impegno sulla trasparenza nonché maggiori investimenti da parte delle compagnie per la prevenzione dei sinistri.
Sulle polizze Index, quelle collegate all’andamento di uno o più indici azionari, rese famose in seguito al crack di Lehman Brothers, Adiconsum sostiene poi che le soluzioni per i risparmiatori restano ancora troppo limitate.

Polizze per il rischio sismico? No, meglio il pubblico

Sulla proposta di una polizza obbligatoria sul rischio sismico e calamità naturali che ha animato l’assemblea, Adiconsum esprime la propria contrarietà, definendola “né più né meno una nuova tassa”.
“Ci chiediamo chi assicurerebbe le case costruite nell’area vesuviana o le case di molti centri storici che per essere messe in sicurezza dovrebbero essere abbattute e poi ricostruite”, chiarisce l’associazione dei consumatori.
Che ribadisce: “Non è con il ‘privato’ che si risolvono questi problemi. Se deve essere obbligatoria meglio che resti un contributo fiscale almeno rimarrebbe priva di ulteriori imposte e tasse e di tutti i relativi oneri che vanno a favore delle compagnie di assicurazione”.
Adiconsum conclude giudicando positiva la proposta del presidente dell’Isvap di un tavolo tecnico per mettere a fuoco i vari problemi e proseguire nell’azione di riforma del settore assicurativo.

Fonte: www.ilsalvagente.it

Lascia un commento