Premessa di Pao: Tempo fa, tramite il Blog di Quattroruote, con l’amico Francesco si parlava della contrapposizione fra la Smart e la nuova Toyota iQ. Ecco le nostre osservazioni in merito. Se poi ci fosse qualche recente proprietario di iQ che volesse dire la sua, sarebbe il benvenuto.
Come indicato in calce a questo post, io e Francesco stiamo facendo una personale statistica circa le penetrazione delle due auto nelle rispettive città. A quanto pare, a Milano la iQ non decolla ed a Roma si, sebbene la Smart sia un modello ormai consolidato nella Capitale. Con il passare del tempo metteremo sul post il riassunto delle nostre osservazioni sul territorio.
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Francesco: appena un paio di giorni fa discorrevo via mail con un carissimo amico di Milano riguardo la iQ: lo mettevo da parte riguardo quanto la piccola giapponese – a livello visivo, evidentemente – sia incredibilmente diffusa tra le disastrate vie della Capitale, mentre egli mi diceva che lo stesso non notava avvenire nel capoluogo meneghino. Effettivamente è vero: io mi imbatto assai spesso nella iQ, sempre e sempre di più.
Qualcuno la definisce innovativa: io nutro, riguardo a questo, seri, seri, seri dubbi. Personalmente la considero un passo indietro rispetto alla magnifica ForTwo tedesca; e non faccio il tifoso, in questo caso, ché non nutro interessi sentimentali per nessuna delle due piccoline, sebbene consideri la Smart una delle migliori autovetture in circolazione.
La iQ, infatti, è meno interessante della ForTwo nel design, assolutamente più tradizionale e meno piacevole; non è realmente una 4 posti, né una tre posti e un quarto: la considererei una due posti con più spazio per i bagagli rispetto alla tedesca. Questo non basta per definirla migliore o più innovativa.
Inoltre, tutte le volte che incontro, nel mio calpestare il suolo capitolino, una iQ parcheggiata mi soffermo a osservarne i poggiatesta posteriori: quasi sempre sono smontati, segno evidente dei problemi di visibilità che arrecano al guidatore; e mi chiedo – visto che sono sì scomodi, ma indispensabili per la sicurezza di chi eventualmente sieda dietro – se tutti questi possessori di iQ poi si ricorderanno di montarli, particolare non di poca rilevanza, qualora prendano a bordo il terzo e magari anche il mezzo passeggero in più…
In “soldoni”: se mi dicessero che potessi avere in regalo una delle due scegliendo tra esse, senza esitare una frazione di secondo direi “Smart”. Smart è senza meno – e i numeri di vendita confermano il mio pensare – una vettura conveniente e vincente, l’ideale per girare in città. Se mantenere una seconda autovettura non avesse costi, ritengo che qualsiasi uomo o donna di buona volontà e sana intelligenza che vivesse in una grande città la acquisterebbe per usarla attraverso le quotidiane vie urbane.
Pao: Il fatto che io abbia una Smart potrebbe far dubitare della mia obiettività, tuttavia sono anche felice possessore di una Toyota (Corolla Verso). Sono soddisfatto della praticità della Smart, meno dei consumi, meno ancora dei costi di gestione. Del costo dei tagliandi ne ho parlato un paio di volte, riferendomi però alle auto che uso, senza poter fare un confronto diretto fra la Smart e quella che è la sua diretta antagonista, per dimensioni e filosofia.
La Toyota IQ non ce l’ho e quindi non posso giudicarla “su strada”; come linea devo dire che preferisco la Smart, anche se avendo guardato per bene la IQ durante una visita dal concessionario, ho constatato che sicuramente lo spazio a bordo è maggiore, se utilizzata nella configurazione a 2 posti.
Come 4 posti, francamente, mi sembra un pò tirata per i capelli. Sicuramente i 4 posti (direi 2+2) ci sono, ma sulla loro reale comodità, non lo so. Forse 2 adulti ed un bambino, ma poi mi chiedo se il seggiolino per il bambino, sul sedile posteriore ci stia. Ma passiamo oltre ovvero al costo di gestione della vettura. Il costo d’acquisto della IQ mi sembra importante, paragonabile alla Smart 84 Cv che è quella che ho io. Ma i tagliandi, al solito, fanno la differenza.
Il 1° tagliando Smart, a 15.000 km., mi è costato 220 € ed il secondo ben 336 € (incluso il cambio delle candele, € 39 circa, non previsto). Per un totale di 556 € contro una percorrenza di 30.000 km.
Il costo dei tagliandi della IQ li so grazie all’ottima trasparenza sui costi, da parte della Toyota, che li pubblica sul loro sito http://www.toyota.it/toyota/service/assistenza/prezzi/index.html
Nello specifico, giusto per fare un confronto, ho notato che il 1° tagliando (15.000 km) costa € 90,70 ed il secondo (30.000 km) € 196,50 per un totale di € 287,20 ovvero la metà esatta dei costi sostenuti per la Smart.
Sebbene la Smart abbia solo 2 anni e ne sia soddisfatto, la cosa mi fa pensare. Il costo dei tagliandi non è tutto, è necessario valutare altri parametri. Anche i consumi, ai quali sono legati le emissioni, hanno la loro importanza, ed il discorso qui si allarga al mio post specifico: http://paoblog.wordpress.com/2009/03/03/auto-i-consumi-reali/
Vero è che la IQ ha una garanzia di 3 anni e la Smart si ferma ai canonici 2 anni (obbligo di legge). Tuttavia quando sarà ora di pensare ad una sostituzione dell’auto (speriamo molto in là, visto il momento nero…) sarà il caso di tenere in considerazione anche la piccola Toyota.
A Milano & dintorni, io continuo a vedere pochissime iQ. Ad esser onesto girando per la città ne avrò viste al massimo una decina, mentre dalle mie parti ne vedo solo una. Già non vedo come possa pensare la Toyota di fare concorrenza alla Smart, visto che è posizionata in una fascia di prezzo simile ovvero un pò elevata.Tra l’altro la Smart ha 3 diversi livelli di allestimento (e prezzo), oltre che il motore diesel, e perciò riesce ad essere accessibile, per chi si accontenta della “Pure-45 Kw”, già a partire da 10120 € contro gli oltre 12000 € che chiede la iQ base.
Detto questo, ho letto su 4R che è in arrivo la iQ con motore da 1300 cc. (e prezzo adeguato) ed allora temo che faccia il verso alla Brabus ovvero che si trasformi in un’auto che si posiziona in una nicchia ove la possibilità dei 4 posti, sia solo un dettaglio. Non vedo grandi numeri all’orizzonte per la piccola Toyota.
Vero che è lunga 3 metri, ma vero anche che i 4 posti io li vedo sulla carta, continuo a pensare che sia una 2+2. A quel punto, aggiungo 40 centimetri, tolgo alcune migliaia di € (buttali via oggigiorno) e mi piglio una Toyota Aygo.
Quando vedo l’iQ, mi capita di pensare alle varie cabrio, acquistate per godersi il sole in faccia, il vento nei capelli, e che poi vedo sempre con il tetto chiuso. Qui si parla di 4 posti, ma saranno usate, come la Smart, dal guidatore e, talvolta, da un passeggero. Non credo in un utilizzo costante con 4 passeggeri.
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Il pensiero conclusivo di Francesco:
L’evoluzione dell’ormai più che decennale “fenomeno Smart ForTwo” davvero non va sottovalutata; anzi: costantemente monitorata, ancor più ora che la city-car tedesca dovrebbe aver trovato nella iQ la propria prima vera concorrente.
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Al momento, dunque, affidiamoci unicamente solo ai nostri occhi sobri e attentamente indagatori e a quello spirito di osservazione proprio dell¹appassionato di automobili. E si conduca una sorta di “casalinga e approssimativa” indagine-confronto sulla “popolarità” di ForTwo e iQ.
Due semplici riflessioni, quindi, che scaturiscono dall’osservazione.
Ieri pomeriggio, in un tragitto di circa 45 minuti attraverso il centro di Roma ho contato 7 Toyota iQ (due melanzana, due nere e tre bianche) e 18 ForTwo “coetanee” della giapponese (ovvero: con targa dalla sigla iniziale DT in poi). Ai matematici il compito di stilare quanto la tedesca sia in proporzione più venduta, almeno per ora, almeno a occhio.
Ieri sera verso mezzanotte, passeggiando dalle parti del Vaticano zona dove non sussistono molti garage e quindi la maggior parte delle automobili “dorme” per strada notavo come davvero vistosamente il numero preponderante di vetture nuove (con targa che inizi per DW, DX o DY) sono Smart ForTwo; potrei stimare, a occhio, che almeno la metà delle autovetture la cui targa inizi con una di quelle tre coppie di lettere dunque, definibili “appena acquistate” sono una city-car tedesca, soprattutto nell’allestimento a benzina MHD, ma anche CDI e pure qualche convertibile.
Io credo che si può tranquillamente affermare che la ForTwo sia l’automobile più venduta a Roma.
Una ulteriore considerazione riguarda, purtroppo, i colori della ForTwo.
Purtroppo: perché si nota come quei bellissimi colori vivaci o tenui comunque allegri, originali, alternativi, divertenti che caratterizzavano la prima serie siano stati messi da parte in favore di scelte “più serie”.
Tolto qualche raro giallo vivace, le attuali Smart si vedono preponderatamente in livrea bianca (davvero molto bella, ma ormai inflazionata) o altrimenti nera, metallizzata, canna di fucile o azzurro. In un certo senso, tale “omologazione” cromatica della city-car tedesca sembra dar valore alla scelta della Toyota di limitare la gamma colore della iQ. Vero è anche, però, che le linee ben più dinamiche del design Smart unitamente a particolari che “spezzano” come il montante metallizzato o nero, lo sportellino del bocchettone carburante ugualmente nero opaco alleggeriscono notevolmente l’effetto “serio” dato da colori “seri”. La carrozzeria maggiormente “a blocco” della iQ unitamente a colori poco vivaci finisce, diversamente, per donare un aspetto lugubre alla piccola giapponese.
Per concludere, anche gli interni della iQ sembrano eccessivamente seri e lugubri nei colori, diversamente dagli allestimenti dell’abitacolo della ForTwo assai più piacevoli e sbarazzini.
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Ed ora abbiamo un pò di numeri per fare delle statistiche amichevoli…
A Milano sono state viste l’8 % delle iQ contro il 92% di Roma
I colori: 48% bianca – 29% melanzana – 23% nera
I conducenti: 47% donne – 53% uomini
L’età: 20-30 anni: 29% – 30-40 anni: 20% – 40-50 anni: 27% – 50-60 anni: 7% – oltre 60: 17%
17 Luglio 2009 alle 10:39 |
Da Francesco – Roma: Ieri forse ho assistito al record di parcheggio incivile: in una via vicino la sede Rai di via Asiago che sarà stata lunga non più di 200 metri a doppio senso di marcia vi erano parcheggiate, sparse nella intera lunghezza della via, 9 Smart parcheggiate di traverso con relative auto in sosta davanti di esse in doppia fila da un lato e dall’altro.
Risultato: la carreggiata rimanente a disposizione per passare era strettissima, due macchine che si incrociavano non potevano passare se non facendo molte manovre in retromarcia fino al punto possibile per far passare l’altro… Un casino.
Fra l’altro in questa via c’è l’ingresso e l’uscita della più importante (nonché bellissima nella sua architettura razionalista degli Anni Trenta) caserma dei vigili del fuoco di Roma Nord (i pompieri che prestano servizio, tra l’altro, allo stadio): in caso di emergenza, nulla di più facile che si trovano davanti, al proprio uscire dalla caserma a sirene spiegate, un ingorgo difficile se non impossibile da superare…
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Nota di Pao: Di parcheggi incivili in genere e, in particolare, di Smart/iQ piazzate in maniera incredibile si è già detto nel Post, ma resta il fatto che l’abitudine è tipicamente romana, perchè a Milano capita, ma non ai livelli che quotidianamente mi racconta Francesco.
Probabilmente il lassismo dei vigili avrà il suo peso, ma temo che alla base vi sia un’inciviltà di fondo ovvero il fregarsene delle regole “a prescindere.”
23 Luglio 2009 alle 11:42 |
Ho notato che le iQ parcheggiate di traverso sono sempre o bianche o nere.
La verità, evidentemente, è come sempre nel mezzo e forse anche vegetariana: il guidatore di iQ disciplinato sceglie la melanzana…!
24 Luglio 2009 alle 10:42 |
Noto sempre più spesso che molti conducenti di Smart, a Milano, soprattutto gli uomini e nella fascia 25-35 anni, non usano la cintura di sicurezza. Tralasciando l’aspetto legato alla violazione del CdS, resto comunque basito dal fatto che ci sia tanta stupidità da non pensare alla sicurezza personale.
A prescindere che la cintura serve su qualunque veicolo ed in qualsiasi ambito e non solo fuori città come credono molti, resta il fatto che un’auto piccola come la Smart è stata progettata al meglio per offrire la massima protezione (nei limiti del possibile) degli occupanti, ma tutto parte dall’allacciare le cinture di sicurezza. Ho già raccontato del mio incidente con la Smart (I serie), avvenuto in città, e senza cinture allacciate dubito fortemente che sarei stato qui a raccontarlo. Tra l’altro, complice lo spazio piccolo e l’apertura degli airbag, va da sè che la botta che il conducente riceverebbe, sarebbe devastante. Immaginate l’airbag che vi scoppia sulla faccia mentre voi siete proiettati con velocità verso il parabrezza. Valli a capire.
6 Ottobre 2009 alle 11:18 |
Ad autunno inoltrato non posso che, dal mio osservatorio capitolino, confermare il diffondersi sempre più netto della Toyota iQ.
Ormai, come la ForTwo, seppur in misura assai minore la buffa vettura giapponese costituisce a pieno titolo parte dell’arredo urbano di Roma.
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Capisco che la Toyota non possa contare sulla sola Roma in quanto unico bacino di utenza e quindi vendita per la piccola 2+2 (o 3,5) posti da città.
Ricordo però che il Direttore di “Quattroruote” ebbe a dire che sul tramontare degli Anni Novanta la Smart – che al tempo ancora non si chiamava ForTwo – sembrava vendersi unicamente nella Capitale per imporsi solo in seguito lungo tutto lo Stivale.
Forse accadrà lo stesso riguardo la piccola Toyota.
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O forse sarà solo che noi Romani siamo specialisti in quella nobile arte del necessitare di apparire: e, devo ammettere, chi circola a Roma alla guida di una iQ si nota. Nel bene e nel male. In quel bene rappresentato da una vettura che appare molto ben rifinita e curata, assai elegante nella livrea bianco perlata; in quel male rappresentato da una vettura buffa e disarmonica nelle proporzioni, con un lato B da concorso di bellezza e un muso sgraziato e che sembra molto più dozzinale nei colori nero e ametista (ametista? ma chiamatelo pure melanzana!). In quel bene rappresentato da una vettura facile da parcheggiare ma che subito diventa male a causa di quel vizio, forse solo romano, di posteggiarla quasi sempre di traverso come fosse azione di cui andar fieri.
6 Ottobre 2009 alle 11:43 |
Più la vedo (poco visto che qua è rarissima) e più preferisco la Smart. Francamente preferisco il fatto che la F2 sia più alta e la iQ mi da un’impressione di “schiacciata” che non mi piace a prescindere (Vedi Lancia Delta).
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A parte i costi di gestione che sono più accettabili della Smart, anche se ora che è fuori garanzia vado a fare la manutenzione in un Bosch Car Service e dovrei risparmiare un pò, a parte ciò come detto, essendo la nostra una famiglia di due persone, la Smart mi va più che bene.
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La iQ avrebbe quale attrattiva giusto il fatto di sbattere giù i sedili post. ed avere più bagagliaio, sennò non vedo valore aggiunto tale da far pendere la bilancia.
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Non critico certo la Toyota per questa macchina, ma credo che abbia sbagliato il posizionamento. Di fatto il prezzo la pone sullo stesso piano della Smart che già di per sè, nonostante sia molta diffusa, resta un’auto per un pubblico di nicchia, ovvero single o coppie, e seconda auto in città, fermo restando che con un prezzo inferiore puoi anche prendere un’Aygo…
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Anche il fatto di mettere sul mercato la versione spinta (1300 cc.) e quelle personalizzabili, restringe il mercato…
6 Ottobre 2009 alle 15:20 |
Riguardo alle proporzioni della iQ, io trovo poco armonica la circostanza che nella vista globale la vetturetta giapponese sembra quasi un cubetto a causa dell’eccessiva larghezza derivata dall’uso del pianale della Yaris e dall’idea di rendere più capiente l’abitacolo. In realtà questa situazione si nota, a mio modo di vedere, soprattutto frontalmente, già da lontano: infatti la iQ si riconosce già a distanza per il buffo frontale largo ma al tempo stesso goffo onde poter ospitare il motore. Dietro, invece, la larghezza rende più dinamico il posteriore. Anche se nella globalità stonano le ruote con pneumatici troppo stretti di sezione in proporzione.
La Smart è decisamente più dinamica nelle linee sia frontalmente che di 3/4 che lateralmente.
14 Ottobre 2009 alle 09:43 |
Oggi sembra proprio debba essere un gran bel giorno. Di quelli che passeranno alla Storia.
Come l’avvistamento di un Nuovo Mondo, giunto solo con due giorni di ritardo, una nuova alba colorata e brillante sorge – segno di un Destino carico di simboli – nel Paese del Sol Levante: alla Toyota – finalmente! – hanno scoperto il colore!
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Avete presente l’emozionante tinta “Rosso Officina” presente nella gamma colori della Abarth 500? Ricordate il brillante Rosso Arden disponibile tra le palette cromatiche Citroën? I famosi generici Rosso Corsa, Rosso Alfa, Rosso Ferrari?
Questa mattina, giunto nei pressi della redazione, ho visto “disciplinatamente parcheggiata” fuori dagli spazi consentiti una meravigliosa e nuovissima iQ color rosso fuoco brillante. Bellissima! Entusiasmante, attraente, capace di svettare tra il grigiore di tante automobili in anonime e tristi livree nei loro seri e ingessati color grigio, blu, nero.
Evidentemente, alla Toyota hanno cominciato a capire che una vettura “trendy”, esclusiva nel suo essere pratica e chic contemporaneamente, non può prescindere da ampie possibilità di scelta nella propria gamma colori e, soprattutto, che questa preveda colori allegri e originali.
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Sicuramente si tratta di quei colori attualmente previsti, nella gamma iQ, come optional; non so quante decine di euro costi avere un colore a richiesta diverso dai “soliti tre” della iQ: ma il mio cuore di appassionato di automobili suggerisce che ciò è molto bello; il mio cuore di appassionato di automobili suggerisce che l’ampliamento e la resa più vivace della scelta cromatica all’interno della gamma iQ costituirà una arma vincente forte e devastante, capace di offrire slancio vitale e determinante per il successo della piccola buffa strampalata vettura nipponica.
14 Ottobre 2009 alle 09:56 |
Ora ti stupirò, caro mio, dicendoti che il Colore Rosso solido ha un sovraprezzo pari a 0 (zero) €, ma al contrario la Vernice metallizzata Bianco Perla / Nero / Ametista / Grigio Cenere costa 400 €.
Qui trovi il listino ufficiale: http://www.toyota.it/toyota/gamma/iq/prezzi/index.html
Francamente, facendo riferimento a quanto dicevo nei giorni scorsi, la nuova versione “1.3 99CV Cambio Manuale 6R Executive” mi sembra molto cara, visto che parte dal prezzo di € 15.250. Volendo aggiungere gli optional disponibili si arriva ad € 17.150.
14 Ottobre 2009 alle 10:11 |
Sorprendente la lettura del listino prezzi della iQ…!
Dunque, chi volesse risparmiare sceglierà il Rosso Solido (ovvero pastello, ovvero non metallizzato) che è il colore meno visto, almeno per ora. Credo, infatti, sia stato introdotto da poco.
Sorprendente, soprattutto, fare due conti, listino alla mano, e scoprire quanto salga il prezzo della iQ con qualche optional.
Ogni giorno incontro almeno 10-15 iQ in quei pochi chilometri che percorro in automobile qui a Roma. Solo stamattina ne ho viste già almeno 5, di cui una bianca con la fiancata completamente ammaccata.
Tante montano il navigatore da 1.000 euro: 1.000 euro non sono “bruscolini” e in rapporto a un prezzo di 12-14 euro rappresentano una percentuale molto alta.
Evidentemente molti Romani sono disposti a spendere tanto pur di guidare e possedere una automobile alla moda che non passa inosservata.
Questo significa che non sempre il prezzo alto determina l’insuccesso di una automobile.