A Milano, parco giochi vietato ai bimbi…

L’orso Marcello è rimasto senza «collaudo» e nessuno può giocare con lui. In via Benedetto Marcello aspetta­vano il parco giochi da quat­tro anni. I residenti hanno anche una mascotte, un por­tafortuna che poi tanta fortu­na evidentemente non por­ta. Lo scivolo, appunto, a for­ma di orso, costruito negli anni Venti e diventato nel corso dei decenni il simbolo della via. Le due aree gioco sono pronte. La cooperativa ha fi­nito i lavori addirittura con qualche giorno d’anticipo. Il 19 giugno i residenti erano pronti alla festa. Avevano at­teso la partenza dei lavori per mille giorni, dopo la fine della realizzazione dei box sotterranei. A distanza di un mese l’orso è rimasto solo. Senza bambini, senza compa­gni di gioco.

Il parco giochi è ancora chiuso, sigillato, inac­cessibile. Mancano i collaudi e il via libera dei tecnici al­l’agibilità dell’area e dei gio­chi. Non solo. Mancano i pali della luce, nei giardinetti. «Il classico esempio di cattiva burocrazia», attacca il consi­gliere della Lista Ferrante, Carlo Montalbetti, che sulla vicenda ha pronta tanto di in­terrogazione a sindaco e giunta. «Il Comune deve tro­vare almeno una soluzione intermedia, in attesa che s’in­stallino i pali. Anche perché un parco giochi, per defini­zione, serve d’estate e non nei mesi freddi. Non si può perdere altro tempo».

L’assessore ai Lavori pub­blici, Bruno Simini, rassicu­ra: «Entro la fine del mese apriremo il parchetto. Sem­pre che dal collaudo non escano anomalie». Il collau­do, appunto. «Non si può pensare che sia una cosa im­mediata – si difende l’asses­sore -: anche perché in bal­lo c’è l’incolumità dei bambi­ni». I residenti, loro, sono più rassegnati che infuriati. «Siamo alle solite», scuote la testa Claudio Magnani, por­tavoce del comitato di quar­tiere: «L’amministrazione fa le cose a metà. Sono anni che attendiamo, ma mi sa che anche per quest’estate i nostri bambini dovranno rassegnarsi: sotto casa non si potrà giocare».

Quattro filari di alberi. Sci­voli e altalene. La storia del parco dell’orso Marcello è lunga e complicata. Sblocca­ta a fine gennaio dall’inter­vento di Simini: «Abbiamo ri­solto una situazione compli­cata, che teneva fermo il completamento dei lavori di riqualificazione dei box, per altro già in uso da due anni», diceva allora l’assessore. Si­tuazione sbloccata, lavori partiti e poi (in tempo) pure conclusi. «Proprio qui sta l’assurdo della vicenda. Per una volta che le cose sembra­vano procedere, ci si impian­ta proprio sul traguardo», di­ce Montalbetti. Ultima que­stione, quella delle telecame­re.

Il Comune, grazie agli one­ri di urbanizzazione, ha mes­so in cassa quasi un milione di euro. «Abbiamo chiesto l’installazione della videosor­veglianza », ricorda Montal­betti: «Ci hanno risposto che arriveranno presto». «Atten­diamo e speriamo», sospira­no i residenti. Pazienza e spe­ranza, ancora.

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