Po Valley, battaglia vinta!

Grazie anche all’intervento della Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, che si è affiancato alla protesta popolare e all’opposizione politica bipartisan, la società Po Valley ha deciso di rinunciare alle perforazioni per la ricerca di idrocarburi nel parco del Curone in Brianza. Una vittoria fondamentale contro un progetto che avrebbe portato alla rovina di un gioiello naturale, miracolosamente preservato dalla speculazione edilizia.

Rinuncia all’istanza di permesso di ricerca con conseguente annullamento da parte del Ministero dell’iter procedurale. Tradotto: la società Po Valley getta la spugna, rinunciando così alle perforazioni per la ricerca di idrocarburi nel parco del Curone in Brianza. Una vittoria clamorosa, forse anche inaspettata, di tutte le forze sociali e politiche che si sono attivate con grande decisione per evitare la rovina annunciata di un gioiello naturale molto ben conservato e coltivato, miracolosamente preservato dalla speculazione edilizia.

Innanzitutto una massiccia protesta popolare, che si è concretizzata nella nascita di un Comitato molto attivo sul territorio, affiancato da un’opposizione politica bipartisan che ha visto la partecipazione di tutti i sindaci della zona e l’unanimità del Consiglio Provinciale. Ultimo, ma non meno importante, il “ruolo determinante”, come lo ha definito il Sindaco di Olgiate Molgora, nel far emergere nel grande pubblico la mostruosità del progetto, svolto dall’intervista alla Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, pubblicata sul Corriere della Sera del 20 luglio scorso.

La Val Curone è una delle ultime oasi verdi nel mezzo di una zona intensamente edificata e industrializzata, una sorta di miracolo vivente che sarebbe stato spazzato via non solo dagli impatti ambientali del progetto, ma anche dalla profonda alterazione della struttura sociale ed economica della Brianza che ne sarebbe derivata.

Una vittoria fondamentale, dunque, che non deve però condurre ad abbassare la guardia. Gli occhi rimangano ben aperti e l’attenzione vigile, forti della consapevolezza che, questa volta, la mobilitazione sociale e politica ha raggiunto davvero un obiettivo decisivo.

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