Letizia Moratti: pronta alla candidatura bis come sindaco

Nota di Pao: Non essendo più residente a Milano da molti anni, parlavo proprio ieri con un milanese della gestione fallimentare di Milano da parte di questa giunta e che vivo ogni giorno, dato che lavoro a Milano e tocco con mano la sporcizia, la manutenzione stradale, fatta poco e male, e tante altre situazioni.

A suo tempo, se fossi stato residente a Milano, avrei votato la Moratti, che mi ispirava un senso di concretezza, ma allo stato dei fatti, forse anche a causa dell’impossibilità di lavorare con le mani libere, a causa dell’eccessiva presenza invisibile del Cavaliere che impedisce un percorso autonomo all’interno del Partito, si è perso tutto per strada.

L’Expo2015 e la pessima gestione iniziale, con la perdita di mesi (direi di un buon annetto), soloo per definire chi e cosa comanda… E tutta una serie di vicende collegate che di fatto portano ogni decisione ad un diktat del tipo o con me o contro di me. Salvo dalla situazione solo il sempre presente Vice Sindaco De Corato che a questo punto mi chiedo perchè non venga candidato a Sindaco…

Ma resta il fatto della nuova candidatura. Dove abito io il sindaco appartiene ad una lista civica, orientatata a sinistra, ma senza essere vincolata ad un partito. Ottima cosa, dovremmo poter votare gli uomini (e donne) e non il Partito e/o l’ideale in esso contenuto. Ideale? Ormai come simbolo dei partiti dovrebbero usare l’€…

A Milano quindi votare per il Sindaco significa votare per il partito e la persona con cui parlavo ieri, mi diceva che non essendo intenzionato a votare a sinistra, va da sè che doveva votare la Moratti. Quindi, ancora una volta, molti si tapperanno il naso, scegliendo quello che per loro è il danno minore, giusto o sbagliato che sia. E così facendo, non si andrà da nessuna parte…

Sembra che il fattore comune sia ormai la rassegnazione, che nulla serva, che nulla cambi, che tiriamo avanti, pensando al nostro giardinetto e (scusate) fanculo il mondo. Per cominciare avremmo bisogno di un piccolo Obama lombardo, per cominciare a dare qualche segnale alla politica… Qualche candidatura? Io non ne vedo…

Qualche esempio circa le cose che non vanno? Non c’è problema. Basta seguire i link indicati.

http://paoblog.wordpress.com/2009/06/17/una-buca-milanese/

http://paoblog.wordpress.com/2008/09/04/milano-strisce-blu-efurbizia/

http://paoblog.wordpress.com/2009/09/23/i-lavori-stradali-a-milano/

http://paoblog.wordpress.com/2009/09/16/non-passa-mai-nessuno/

http://paoblog.wordpress.com/2009/07/19/cavalcavia-monte-ceneri-transito-vietato-alle-moto/

°°°

Prove tecniche di (ri)candidatura. Letizia Moratti è sempre più vicina all’annuncio ufficiale e sta mettendo a punto i dettagli della strategia che la porterà a tentare il bis a Palazzo Mari­no. Già prima delle vacanze si era confrontata su questa prospettiva con i collaborato­ri più stretti e con alcuni as­sessori, insieme ai quali ave­va anche cercato di definire i temi amministrativi più strin­genti in vista di un rilancio dell’attività comunale. Pochi giorni fa, poi, alla Fe­sta milanese della Lega si era lasciata andare: «Credo di es­sere sostenuta da una mag­gioranza che sento come la mia maggioranza, e quindi non vedo perché il percorso per il 2011 debba essere di­verso». Un mattone dopo l’al­tro, insomma, la candidatura prende forma.

Forse anche per questo la Moratti ha deciso di richia­mare nel suo staff l’ex sinda­co Piero Borghini, che aveva guidato la sua Lista civica, era stato nominato City Ma­nager e si era dimesso a lu­glio del 2008 («Gli fanno pa­gare la vicenda derivati», ave­va accusato il centrosinistra alludendo all’inchiesta che nel frattempo aveva coinvol­to l’amministrazione comu­nale): a Borghini, che vanta una lunghissima militanza nei partiti e nelle amministra­zioni, verrà affidato il compi­to di gestire i rapporti politi­ci. Tema, questo, su cui forse la Moratti si sente più scoper­ta soprattutto da quando non può più contare su rela­zioni ed esperienza del suo ex braccio destro, Paolo Gli­senti.

La spinta alla ricandidatu­ra segue, non a caso, la pre­sentazione del masterplan di Expo: come spiegano i colla­boratori del sindaco, chiuso un capitolo che ha tormenta­to la Moratti per un anno con­dito di polemiche, si sono a questo punto meglio definiti i due ruoli di commissario dell’Esposizione e di vertice amministrativo. E, chiuso ap­punto un capitolo, la Moratti ha deciso di tornare a mette­re la testa principalmente sui problemi della città, anche per dare un segnale a chi le sollecita maggiore presenza e maggiore incisività. La cosa non è sempre stata scontata. C’era stata una fase in cui, in realtà, l’ex ministro all’Istruzione sembrava più propensa a costruirsi un ruo­lo a livello internazionale, for­te anche dei rapporti intrec­ciati organizzando la candida­tura di Expo nei cinque conti­nenti.

Ma il vento è cambiato, i rapporti con i partiti si sareb­bero rasserenati e anche la Moratti si sarebbe convinta a tentare la sfida sulla città pro­prio per dimostrare che Mila­no che nel 2015 ospiterà Expo può essere una metro­poli moderna e al passo con i tempi. La testa su Milano, insom­ma. In quest’ottica andrebbe letta anche la durissima pre­sa di posizione sulla vicenda dell’urbanistica, che pure le ha creato qualche proble­ma nei confronti di alcuni costruttori, a cominciare da Salvatore Ligresti. Il costrut­tore nelle scorse settimane è addirittura andato in Provin­cia a chiedere il commissaria­mento del Comune per otte­nere l’applicazione dei propri diritti edificatori.

In questa delicata partita, seguita a di­stanza dalle forze di maggio­ranza, la Moratti ha segnato la linea della «trasparenza, delle regole e dell’armonia nello sviluppo della città», che dovrebbe diventare an­che la bussola per le prossi­me scelte. Certo, le perplessità intor­no al suo operato continuano a circolare e anche all’interno della maggioranza di Gover­no non tutti la vedono di buo­n’occhio. Ma è altrettanto chiaro che a decidere su una eventuale candidatura, alla fi­ne non sarà questo o quel ministro. La parola andrà a Berlusconi: che in realtà agli Stati Generali organizzati dal presidente Ro­berto Formigoni, ul­tima uscita pubblica milanese del premier, si era rivolto al sindaco solo per sol­lecitarla a tenere la città più pulita. Berlusconi torna a Mi­lano domenica, per conclude­re al festa nazionale del Pdl. Ad ascoltarlo ci sarà anche Le­tizia Moratti. E in molti si chiedono se ci saranno paro­le buone per lei.

Elisabetta Soglio – www.corriere.it

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