Blog di Mario D Ascoli
La Vecchia Signora, intesa per Juventus, è in crisi. Lo dimostrano il gioco e i risultati che vanno a braccetto di comune accordo, purtroppo. Ma vediamo di capire perché si è arrivati a una crisi che mette in crisi, a sua volta, il gran popolo juventino formato, come ben sappiamo, da uno sterminato esercito di 14 milioni di tifosi. I perché di questo momento negativo vanno ricercati, a mio parere, in dieci motivi dieci.
Primo motivo: il licenziamento di Claudio Ranieri, a due giornate dalla fine dello scorso campionato, oltre a non avere alcuna base logica cozzava in modo stridente con lo stile Juve. Per certi aspetti quel licenziamento fu l’amaro sbocco di una campagna di stampa illogica, diffamante e spietata, portata avanti dal quotidiano sportivo torinese.
Secondo motivo: a decidere l’allontanamento di Ranieri, tecnico collaudato e di ottima caratura, che stava ottenendo buoni risultati, sicuramente migliori di quelli di Ferrara, fu una dirigenza che non brilla, precedenti alla mano, né per esperienza né per competenza.
Terzo motivo: quella dirigenza ha infatti affidato la guida di un’auto di grossa cilindrata qual è la Juve a chi aveva preso la patente soltanto da qualche giorno. Infatti Ferrara sta dimostrando di non essere all’altezza del compito che gli è stato affidato.
Quarto motivo: Ferrara cambia in continuazione moduli e uomini, un tourbillon che dà alla Vecchia Signora un’immagine confusa e un’identità sbiadita. Il buon Ciro dimostra in sostanza tutte le incertezze di chi si è calato da poco tempo nel difficile ruolo di allenatore.
Quinto motivo: dirigenti alle prime armi come Cobolli Gigli e Blanc avrebbero dovuto o confermare il navigato Ranieri oppure affidarsi a un altro tecnico collaudato, tipo Prandelli e Spalletti. La loro inesperienza unita a quella di Ferrara diventa una miscela esplosiva.
Sesto motivo: un’altra miscela esplosiva si rivelò l’incontro di Recco, di molti mesi fa, fra Blanc e Lippi. Un incontro che doveva restare segreto e che invece oltre a creare gran fastidio a Ranieri minò gli equilibri, già precari, di una società dalle strutture deboli.
Settimo motivo: non è dimostrabile ma tutti sanno che Lippi, in attesa del suo arrivo ufficiale alla Juve, previsto dopo i mondiali in Sudafrica, sta dando tanti consigli, peraltro ascoltati, ai dirigenti bianconeri. A me risulta che è stato lui a suggerire Ferrara, Cannavaro, Grosso, Felipe Melo e altri ancora. Di Ferrara abbiamo detto, Cannavaro ha imboccato il viale del tramonto, Grosso non è mai stato un fenomeno ed è invecchiato, Felipe Melo è andato a far compagnia a un centrocampo con troppi muscolari come lui. Quindi i suggerimenti di Lippi, almeno per ora, mi sembrano piuttosto scadenti.
Ottavo motivo: il mercato bianconero si è rivelato inferiore a quello sbandierato e super lodato dai mass media, atteggiamento dovuto al fatto che la Juve garantisce audience e vendite come nessuna squadra italiana. In tempo reale mi permisi di dire che Diego è un giocatore a mezza strada fra punte e centrocampo che ti condiziona tatticamente, che parte sempre in dribbling, che è un ottimo ma non un grande giocatore tanto è vero che Dunga non lo convoca in Nazionale.
Nono motivo: la Juve è in crisi perché la sua dirigenza oltre a far sorgere dubbi su molti fronti, soprattutto in fatto di mercato e nella scelta dell’allenatore, si avvale di uno staff medico e di preparatori atletici discutibili. Infatti con Ranieri prima e con Ferrara adesso sta battendo un triste record di infortuni, molti dei quali di natura muscolare.
Decimo motivo: la sconfitte di Bordeaux e di Cagliari impongono alla Juve di rifarsi con l’Inter in campionato e con il Bayern in Champions. Ma le strutture deboli della società, della squadra e del suo allenatore saranno in grado di scacciare la crisi? Io ho molti dubbi, voi non so.
Fonte: http://ilgiorno.ilsole24ore.com