Una verità accettata universalmente: un’infanzia felice è la chiave anche se non l’unica condizione per una vita appagante da adulto. Anno 2009, le cronache dall’Occidente e dal resto del mondo riportano quotidianamente gli abusi, le violenze, lo sfruttamento di cui sono oggetto i bambini.
Un fenomeno che non risparmia i Paesi ricchi; un fenomeno che contraddistingue i Paesi poveri, dove i minori sono troppo spesso trattati né più né meno come bestie da soma, oggetti per l’appagamento sessuale degli adulti, strumenti nelle mani dei trafficanti di droga. Certo, la violenza – o forse è meglio dire le violenze – ai danni dei minori sono un’emergenza mondiale talmente vasta che è arduo pensare a possibili rimedi che riescano almeno ad arginarla, se non a cancellarla.
Più dell’85% dei bambini dai 2 ai 14 anni, tanto per fare un esempio statistico, nel mondo è vittima di una qualche forma di violenza, dalle punizioni corporali alle peggiori forme di abuso; nei paesi industrializzati ogni anno il 4% dei bambini sono vittime di violenze fisiche o sessuali, spesso ad opera di familiari. Ancora: 1,2 milioni di minori vengono trafficati ogni anno e finiscono per essere schiavizzati in lavori pesanti o avviati alla prostituzione; 275 milioni di bambini hanno assistito ad atti di violenza domestica, diventandone spesso a loro volta vittime. Ogni anno vengono assassinati più di 50.000 bambini. Un oceano, un muro invalicabile di disperazione?
Ciascuno di noi può fare qualcosa. Intanto può non chiudere gli occhi, non voltare lo sguardo altrove quando si trovi in presenza di un evidente abuso per quanto piccolo: anche un bambino costretto a chiedere l’elemosina per strada deve far riflettere. E poi, grazie a Ong dedicate all’educazione e alla protezione dell’infanzia, come Terre des Hommes Italia, si può contribuire con un piccolo gesto alla campagna contro gli abusi sull’infanzia, lanciata in questi giorni che precedono la Giornata mondiale per la prevenzione degli abusi sui minori (19 novembre), idea nata dalla Fondazione donne di Ginevra (www.woman.ch).
Terre des Hommes Italia chiede di inviare sms da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3 e da rete fissa Telecom Italia (dal 9 al 22 novembre) al numero 48543: in questo modo si doneranno 2 euro che si trasformeranno in un’azione concreta in aiuto dei bambini vittima di violenza. Un esempio: il Centro de Apoyo psicosocial a victimas de tortura, unica struttura nel suo genere esistente in Colombia. Il centro, nella capitale Bogotà, è gestito da Terre des Hommes Italia e accoglie, da tutte le zone più esposte alla guerriglia, bambini, donne, uomini e a volte intere famiglie, che hanno subìto torture psicologiche o fisiche.
Ancora, l’Ong italiana ha promosso, in collaborazione con il Comune di Milano, una mostra chiamata «Unchildren», un neologismo per indicare l’infanzia negata.
Vedi: http://milano.corriere.it/gallery/Milano/vuoto.shtml?2009/11_Novembre/children/1&1
Le tavole sono state realizzate da Stefania Spanò, artista napoletana, e vogliono essere un contributo per diffondere maggiore consapevolezza sui multiformi abusi, a volte spacciati per «necessità tradizionali», che affliggono l’universo infantile. La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 al 22 novembre. Corriere.it pubblica in anteprima le immagini che saranno collocate a Palazzo Marino.
Fonte: www.corriere.it