Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.
Con l’emendamento votato al Senato che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l’impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività.
Siamo i familiari delle vittime delle mafie, del dovere e della criminalità organizzata, siamo genitori, coniugi, figli, fratelli e sorelle di coloro che sono caduti per mano di criminali senza scrupolo e senza Patria. Siamo tanti e con l’Associazione Libera di cui facciamo parte, sempre uniti seguendo l’insegnamento di una di noi, Saveria Antiochia, da 15 anni conduciamo la nostra attività di contrasto al dilagare dei fenomeni mafiosi e criminali.
Bergamo: workshop “Legalità, consumo critico e partecipazione”
Legalità è partecipazione, il consumo critico come nuova frontiera della lotta alle mafie. Bergamo, 26-27-28 novembre 2009 workshop “Legalità, consumo critico e partecipazione”.
Borsa di Studio Cristina Pavesi
L’Associazione Culturale Mondo di Carta, l’Associazione Volano Laboratorio Culturale, il Circolo AUSER Insieme, il Gruppo Amici del Libro, l’Orchestra Giovanile Diego Valeri, la Nazionale Italiana Cantanti NIC, Avviso Pubblico e Libera, in collaborazione con il Comune di Campolongo Maggiore (Venezia), promuovono la seconda edizione del Concorso per l’assegnazione di una Borsa di Studio dedicata a Cristina Pavesi, vittima della mafia.
“Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è nata il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall’Eurispes tra le eccellenze italiane.

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