Quando si dice “mimetizzarsi”…

28 febbraio 2010

Abbasso la caccia (scusa Pupo), tuttavia mimetizzarsi è comodo anche in altre occasione…dalla caccia fotografica alla caccia al bracconiere… ;-)


Caro banche, il monito della Bocconi

28 febbraio 2010

Costi elevati per gli sconfini e mancanza di semplicità delle commissioni bancarie. Le recenti osservazioni del Governatore della Banca d’Italia Draghi sembrano trovare puntuale conferma nella ricerca condotta da un osservatorio prestigioso, quello dell’Università Bocconi.

Il caro banche esiste, eccome, e il “consiglio” rivolto ai correntisti (il 20% in questo periodo di crisi va temporaneamente in rosso) è quello di prestare molta attenzione e di fare tutte le comparazioni possibili. Secondo l’analisi della Bocconi, la spesa massima per tenere aperto un conto corrente completo, con due dossier titoli e uno scoperto extra fido di 1000 euro per un solo mese, è di circa 500 euro.

L’anomalia è che si paga molto anche quando in giacenza si ha poco. Per esempio, se si hanno in giacenza diecimila euro, al netto delle tasse la resa è di circa 4 euro ovvero 36 centesimi al mese, un cifra davvero ridicola. La media di spesa a fine anno per un conto corrente è di circa 280 euro se non si va in rosso e di 340,34 euro se invece si sconfina.

Quello che incide di più su queste cifre sono i costi di gestione e quelli di operatività; ovvero le commissioni classiche come il prelievo bancomat su banca diversa dalla propria e il canone annuo, ma anche spese meno ricorrenti come i bonifici per cassa allo sportello o il pagamento delle bollette.

I costi elevati per lo sconfino sono dovuti all’abolizione, l’anno scorso, della commissione di massimo scoperto, abolizione che avrebbe dovuto garantire un ritorno a condizioni migliori e invece ha portato solo ad aumenti per il cliente.

Secondo i dati, dopo l’eliminazione della commissione, il 40% delle banche ha aumentato il tasso debitore e le commissioni sono diventate insostenibili; se si pensa che alcune banche fanno pagare un importo giornaliero o un costo fisso per le operazioni indipendentemente dalla quantità.

Si consiglia, dunque, prima di aprire un nuovo conto corrente, di valutare tutte le possibilità che il mercato offre e le proprie capacità di spesa, tenendo presenti tutte le commissioni per non incorrere in brutte sorprese.

Fonte: http://www.ermesconsumer.it


Hardware open-source: costruisci da solo il tuo computer

28 febbraio 2010

Il decennio che è appena iniziato sembra promettere bene, per gli amanti del fai da te. Negli scorsi giorni abbiamo parlato dei pazienti che si curano da soli, di apprendisti biologi e dei cacciatori d’alieni fai da te. Questa volta parliamo di computer. Ma non di software, attenzione, in quel campo i fai da te spopolano da più di un decennio (vedi i codici open-source tipo Linux): parliamo di hardware.

Obiezione: Ma per definizione l’hardware è qualcosa di fisico, non si può scaricare dalla rete, né tanto modificarne il codice. Errato. Magari non puoi scaricare un chip da un database direttamente nel tuo ufficio (almeno finché qualcuno non inventa un materializzatore come quello del Dr. Slump di Toriyama), ma i progetti e le istruzioni per costruirlo sì.

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Stanchi dei vampiri? Al cinema arrivano gli angeli

28 febbraio 2010

Stanchi dei vampiri? Al cinema arrivano gli angeli

Arrivano gli angeli: o meglio, ritornano gli angeli. È un gradito ma perentorio rientro in campo, quello che le alate creature celesti si apprestano a fare. Chi non ricorda il mitico film di Wim Wenders, Il cielo sopra Berlino, o il remake americano con Meg Ryan e Nicholas Cage, City of Angels? Per non parlare delle battaglie tra angeli in TV, da Streghe a The Reaper.

Sulla scia di nobili precedenti, registi e produttori cinematografici stanno diventando angelofili. Quattro sono i film in produzione o prossimi all’uscita che contano i messaggeri del paradiso tra i protagonisti, tanto da far concorrenza all’altra progenie soprannaturale, quella dei vampiri.

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Apple ripulisce l’App Store per le anime candide

27 febbraio 2010

di Paolo Attivissimo

A volte per spiegare i concetti di base dell’economia non c’è niente di meglio di una scollatura generosa. Uno di questi concetti di base è che concedere a una singola società il controllo totale sulla distribuzione dei propri prodotti non è mai salutare, perché espone agli sbalzi d’umore e ai ghiribizzi di quell’intermediario esclusivo.

Lo hanno imparato a proprie spese coloro che realizzano le applicazioni per iPhone e iPod, che possono essere distribuite esclusivamente passando attraverso Apple. Se Apple decide che l’applicazione non va bene per qualunque motivo, tutto il lavoro di ricerca e sviluppo è stato inutile.

Se i criteri di accettazione fossero chiari e fissi, la cosa sarebbe forse meno irritante, ma Apple continua a cambiare le regole del gioco. L’ultima novità è che la Federazione degli Editori tedesca (VDZ) lamenta la   nuova serie di criteri di discriminazione introdotti da Apple per ripulire il proprio negozio di applicazioni iTunes e renderlo adatto anche alle anime più candide secondo i nebulosi criteri morali di Cupertino. Il materiale provocante non è ammesso, salvo che provenga da “una società ben conosciuta che abbia già pubblicato materiale”. Ci sono curve di serie A e curve di serie B, insomma.

Il problema è capire cosa s’intende per “ben conosciuta”. APF/Yahoo riferisce che il popolarissimo giornale tedesco Bild ha dovuto mettere un bikini digitale sulla pin-up dell’applicazione che ha realizzato per iPhone e di cui ha già venduto 100.000 copie (l’applicazione chiede agli utenti di scuotere il proprio iPhone per spogliare la modella). Un’applicazione realizzata dalla rivista Stern è stata bloccata a gennaio perché presentava foto provocanti. Però Playboy e FHM hanno il benestare di Apple per pubblicare parte del proprio materiale attraverso iTunes.

Axel Springer ha riassunto la faccenda nel modo più limpido: “Oggi si tratta di seni scoperti, domani potrebbe trattarsi di qualcos’altro. Riteniamo che il comportamento di Apple sia iniquo, arbitrario, deleterio per gli affari e pericoloso per la libertà di stampa”.

In altre parole, la situazione di monopolio sapientemente creata da Apple è stata eloquentemente messa a nudo.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com


Nell’anno del boom degli smartphone, calano le vendite di cellulari

27 febbraio 2010

Un calo c’è stato, seppur minimo, nella vendita di cellulari, dal GSM più basic allo smartphone più sofisticato:  dello 0,9%. Il dato rilevato da Gartner è leggermente superiore, in termini numerici, a quello ipotizzato a suo tempo da Strategy Analytics, ma conferma la flessione: nel 2009 sono stati venduti solo un miliardo 221 milioni di telefonini, contro il miliardo e 222 milioni del 2008.

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Agorà: quando religione e scienza si scontrano

27 febbraio 2010

Agorà: quando religione e scienza si scontrano

Alla, fine, arriverà nelle sale. Questa é una buona notizia, visto che l’Italia era rimasto l’unico Paese nel quale Agorà non aveva ancora ricevuto una distribuzione, sempre che Mikado non cambi idea all’ultimo momento, ovviamente. L’ultimo film del talentuoso Alejandro Amenabar é ambientato nel quarto secolo dopo Cristo, ad Alessandria d’Egitto e racconta la storia di Ipazia , prima scienziata della storia, celebre per i suoi lavori matematici ed astronomici nonché inventrice di strumenti quali il planisfero e l’astrolabio.

Ad Alessandria infuriano i conflitti religiosi: i Romani sono oramai una presenza inconsistente ed il Cristianesimo fa numerosi proseliti, specie tra gli schiavi. Nella sua scuola Ipazia, interpretata da una radiosa e caparbia Rachel Weisz (che avrebbe meritato almeno una nomination all’Oscar) si sforza di far comprendere ai propri allievi l’inutilità dei fondamentalismi, si fa domande sull’efficacia del sistema tolemaico e cerca di capire se e come possa la Terra girare attorno al Sole e qual é il movimento che fa muovere pianeti e stelle. La giovane donna, devota esclusivamente alla scienza e alla filosofia, vive sulla propria pelle gli attacchi che contrappongono prima i pagani contro i cristiani e poi questi ultimi contro gli ebrei, in un crescendo di follia e violenza.

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Utenti IE, l’UE impone offerta browser alternativi

27 febbraio 2010

di Paolo Attivissimo
Nelle prossime settimane gli utenti europei di Windows che hanno Internet Explorer come browser predefinito si troveranno con una schermata decisamente insolita: verrà chiesto loro di scegliere quale browser vogliono usare. E gli utenti di Windows 7 si vedranno sparire Internet Explorer dalla taskbar anche se decidono di continuare a usare IE.

La schermata sarà accompagnata da un testo decisamente bizzarro. Tradotto dalla versione inglese mostrata nella spiegazione di Microsoft, recita grosso modo così: “Il tuo browser è una parte di software importante sul tuo computer. È quella che usi per navigare in Internet. È la finestra intorno ai siti Web che visiti”.

Prima che cominciate a sospettare che Microsoft abbia deciso di trattare i propri utenti come rimbambiti ai quali si deve parlare con frasi corte e parole semplici, vi fermo subito. Il testo è il frutto degli accordi di Microsoft con la Commissione Europea per risolvere l’annosa disputa in materia di concorrenza derivante dal tying (vendita abbinata) di Internet Explorer e Windows. Il fatto che Internet Explorer sia preinstallato in Windows, dice in sostanza la Commissione, crea un vantaggio rispetto ai browser concorrenti, tanto che molti utenti non sanno neanche che esistono altri browser oltre a Internet Explorer. Questa schermata intende riequilibrare il mercato informando gli utenti di questa loro libertà di scelta.

Paradossalmente, la libertà di scelta è imposta dall’UE agli utenti: la schermata comparirà grazie a un aggiornamento automatico di Windows XP, Vista e 7 per tutti coloro che, in Europa, hanno Internet Explorer come browser predefinito. Più precisamente, questo succederà nei trenta paesi dello Spazio Economico Europeo, come spiegato qui; la Svizzera dovrebbe essere esclusa.

La schermata mostrerà un elenco di dodici browser, presentati in ordine casuale, con pulsanti per scaricarli e installarli. I primi utenti a provare il brivido della libertà obbligatoria saranno quelli del Regno Unito, del Belgio e della Francia a partire dai primi giorni di marzo. Se fate assistenza informatica per lavoro, suggerisco di prepararvi con una seduta di meditazione rilassante a una pioggia di “aiuto, mi è sparita Internet!” quando l’aggiornamento rimuoverà l’icona di Internet Explorer dalla taskbar. O se siete cattivi, dite che è successo perché l’utente ha digitato “Google” in Google e ha rotto Internet.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com


Cinture di sicurezza posteriori. Al sud solo l’uno per cento le usa

26 febbraio 2010

di VINCENZO BORGOMEO

Qualcuno, probabilmente, non sa nemmeno che sul sedile posteriore ci siano le cinture di sicurezza. E già perché se l’uso delle cinture anteriori è migliorato (in Europa oggi le usano il 70% degli automobilisti), quelle posteriori sono totalmente ignorate: la percentuale europea dell’uso si ferma appena al 53%, in Italia le percentuali sono irrisorie, si calcola intorno all’1% al Sud, 10% al Nord e 5% in media nelle aree urbane.

Talmente irrisorie anche perché non esistono controlli, pur in presenza di norme precise: il Codice della Strada prevede una sanzione per chi non fa uso delle cinture (indifferentemente anteriori o posteriori ) di 74 euro con la perdita di 5 punti dalla patente.

Eppure, come spiegano fino alla noia i tecnici di infortunistica stradale, in caso d’urto un trasportato posteriore si trasforma in una specie di proiettile, che va a sbattere normalmente contro la testa del conducente o del passeggero anteriore, procurandogli spesso un trauma cranico grave, spesso mortale.

Così chi viaggia davanti, pur indossando la cintura, se dietro trasporta una persona non alloggiata corre pericoli gravissimi.

Parte da questa situazione la campagna “Stringiamoci alla vita” voluta dall’Asaps, associazione amici Polizia stradale, “Una campagna, spiega il presidente Giordano Biserni, che serve a sottolineare più in generale l’importanza delle cinture visto che in Italia tre italiani su 10 non abbiano compreso che l’uso delle cinture, prima ancora di essere osservanza della legge, è un dovere verso se stessi e verso i propri cari. Tutti gli studi svolti, infatti, indicano che le cinture possono concretamente aiutarci a mantenerci in salute nel malaugurato caso si sia coinvolti in un incidente, anche a bassa velocità. Insomma un semplice click moltiplica per 10 le vostre probabilità di sopravvivenza”.

I numeri parlano chiaro e non lasciano scampo: le cinture vengono usate con molta diversità da regione a regione, e principalmente fuori dei centri abitati da quasi l’80% dei conducenti e passeggeri anteriori. in città,  la media di utilizzo è del 70% (80% al Nord, 65% al Centro, 55% al Sud), ma solo per quanto riguarda, sempre, i posti anteriori.

Insomma tutti pensano che le cinture servano solo in autostrada e sulle strade extraurbane, ma questo è un errore imperdonabile perché in realtà le cinture sviluppano il massimo della loro efficacia fra i 30 e i 110 Km/h. Con la punta massima di differenza nei dati della mortalità fra i 40 e i 70 km/h. Stesso discorso per i seggiolini dei bambini.

Ma che efficacia potrebbe avere una massiccia campagna per l’uso delle cinture di sicurezza? E’ stato calcolato dalla Ue che si potrebbero realisticamente salvare almeno 4.300 vite e 275.000 feriti. In Italia tutto questo porterebbe a salvare circa  5-600 vite e 30.000 feriti l’anno.

Fonte: http://www.repubblica.it/motori

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Le cinture sono uno dei dispositivi di sicurezza più efficaci in un veicolo a motore
In caso di collisione, un corpo non assicurato viene proiettato attraverso il parabrezza o attraverso il veicolo con una potenza impossibile da trattenere con la forza delle braccia, nemmeno a bassa velocità. Le persone allacciate hanno inoltre molte più probabilità di rimanere coscienti e poter abbandonare rapidamente il veicolo in caso di necessità.

Le cinture sono irrinunciabili anche a velocità ridotte
In una collisione a 30 km/h i passeggeri sono proiettati in avanti con una forza che può essere anche pari a 20 volte il loro peso! In questo caso, un uomo di 70 kg è proiettato con una forza di circa 1.400 kg. Un bambino di 15 kg viene proiettato con una forza di circa 300 kg. La nostra capacità di trattenuta è di circa 25 kg. Sbattere contro il volante o il parabrezza può causare ferite gravi o mortali.

Le cinture sono efficaci tanto sui sedili anteriori quanto su quelli posteriori
Sui sedili posteriori i passeggeri non allacciati corrono un rischio due volte maggiore di subire ferite gravi rispetto ai passeggeri allacciati. In caso di collisione frontale a 50 km/h si trasformano in un proiettile di tre tonnellate che mette in grave pericolo anche gli altri occupanti.

L’airbag offre una protezione ottimale soltanto in combinazione con le cinture di sicurezza
Utilizzati contemporaneamente, airbag e cinture di sicurezza offrono una protezione contro ferite gravi o mortali pari al 75%. Da solo l’airbag previene le ferite gravi solamente nel 14 % dei casi. Considerata la velocità di esplosione (200 km/h), in taluni casi può addirittura essere pericoloso.

Le cinture contribuiscono a ridurre i costi degli infortuni della circolazione
Allacciarsi non significa solamente ridurre i rischi, ma anche dimostrare responsabilità.

A cura dell’Asaps

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Iceberg gigante alla deriva

26 febbraio 2010

L’iceberg visto dal satellite

Un iceberg gigante della dimensione del Lussemburgo si è staccato da un ghiacciaio in Antartide dopo essere investito da un altro mostro di ghiaccio ancora più grande. Il blocco di ghiaccio ha una superficie di 2.500 km/q si è staccato dal ghiacchiaio Mertz e si trova alla deriva nei mari meridionali minacciando la navigazione. Secondo i ricercatori australiani – citati dalla Bbc – l’iceberg potrebbe mandare in tilt le correnti oceaniche e avere un impatto anche sul clima (Afp)


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