EUROPA: soddisfazione per la nomina di Paola Testori

31 marzo 2010

“Accolgo con grande soddisfazione la nomina di Paola Testori Coggi alla Commissione Europea come nuovo Direttore Generale per la Salute e la Tutela dei Consumatori”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) e Rappresentante italiano nel Gruppo Consultivo Europeo per i Consumatori (ECCG).

“Il nuovo incarico che la Testori è chiamata a ricoprire -prosegue Dona- è il giusto riconoscimento alla sua costante attenzione verso la tutela dei consumatori e la difesa della loro salute; a lei vanno i miei migliori auguri di buon lavoro”.

“Sono certo che questa nomina, oltre a rafforzare la posizione italiana ai vertici amministrativi della Commissione -conclude Dona- ci aiuterà nello sviluppare e migliorare il nostro dialogo a livello comunitario, anche per una maggiora attenzione ai consumatori italiani”.

Ufficio stampa Unione Nazionale Consumatori


1 clik per te – la parola ai giovani

31 marzo 2010


Grande successo per la Giornata FAI di Primavera, oltre 500mila i visitatori

31 marzo 2010

Grandissimo successo per la diciottesima edizione della Giornata FAI di Primavera: gente in coda in tutte le città per visitare i 590 beni aperti in tutta Italia, per un totale di oltre mezzo milione di visitatori.

Complici il bel tempo e l’eccezionalità dei luoghi aperti, più di mezzo milione di italiani ha festeggiato i 18 anni della Giornata FAI di Primavera, cogliendo questa straordinaria occasione per riscoprire luoghi e atmosfere spesso dimenticati, sconosciuti e normalmente chiusi al grande pubblico, grazie al fondamentale supporto di oltre 7mila volontari e 12mila Apprendisti Ciceroni®.

Record di visitatori in Lombardia: più di 100mila persone hanno visitato gli 80 beni aperti in 36 località. Il bene più visto a Milano è Casa Verdi, la casa di riposo per musicisti voluta dal grande compositore con circa 6mila presenze, mentre a Brescia ben 7mila persone hanno seguito il percorso dei tre Palazzi di Giustizia della città.

A Roma code e lunghe attese per la straordinaria apertura di Palazzo Chigi che ha attirato più di 6mila persone. A Genova oltre 7mila persone hanno atteso per visitare Palazzo Grimaldi della Meridiana aperto dopo i recenti restauri e hanno ammirato gli affreschi di Luca Cambiaso.

Grande affluenza anche in Sicilia dove oltre 55mila persone hanno partecipato alla Giornata FAI; grande interesse a Napoli per il Conservatorio di San Pietro a Majella, nel centro storico della città: oltre 6mila persone hanno potuto visitare le splendide sale di questa istituzione napoletana aperta dal 1826. E straordinario successo per l’apertura a Sarroch (Ca) di Villa D’Orri con oltre 6mila visitatori.

E ancora grande interesse per lo spettacolare sito archeologico di Casignana (Rc), per il Palazzo della Banca d’Italia a Firenze; per il percorso delle Ville del Rubicone (Fc) o per Villa Aldini a Bologna; code in Trentino Alto Adige e in Friuli Venezia Giulia con boom di visitatori a Udine; straordinario successo nelle Marche per l’itinerario dei Palazzi Storici di Tolentino (Mc) – con più di 7mila persone.

Anche a Padova visitatori in coda per l’insolito percorso in città così come a Torino per la visita a Palazzo Ferrero d’Ormea. E ancora l’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, il borgo di San Sepolcro (Ar) e Palazzo Repeta a Vicenza.

Ottimo risultato anche per l’iniziativa “Arte: un ponte tra culture” che, in 18 città italiane, ha permesso a migliaia di cittadini stranieri di assistere a visite guidate in numerose lingue, fra cui arabo, rumeno, tagalog, albanese, ucraino e cingalese.

Il FAI ringrazia tutti gli italiani che, con le loro offerte, hanno compreso l’importanza di sostenere con un piccolo gesto i bisogni concreti della Fondazione nella gestione della salvaguardia del patrimonio artistico e ambientale italiano.

Grazie a Wind e Infostrada che, in qualità di “main sponsor”, ha accompagnato, per il dodicesimo anno di seguito, questa iniziativa della Fondazione per far scoprire i piccoli e grandi tesori d’Italia.

Grazie a Gruppo Editoriale L’Espresso e a Bartolini Corriere Espresso. E inoltre grazie alle numerose Regioni che hanno appoggiato il FAI in questa manifestazione, ad Alleanza – Marchio di Alleanza Toro per aver reso possibile la presenza degli Apprendisti Ciceroni®, a Volagratis per aver offerto i premi del concorso Cara Italia ti scrivo… e a Finint-Western Union per aver sostenuto il progetto Arte: un ponte tra culture.


Curare le allergie con l’omeopatia

31 marzo 2010

Con l’omeopatia si curano ogni anno milioni di persone e la risposta è quasi sempre positiva e senza controindicazioni.

C’e’ chi starnuta in continuazione, chi non riesce a respirare, chi ha gli occhi arrossati e lacrimanti, chi soffre di pruriti, orticaria, eczemi…questi sono gli effetti piu’ comuni di una sindrome da cui pochi di noi sono ormai immuni: l’allergia.

Allergia ai pollini di primavera, ma anche alla polvere, al pelo degli animali, ai detersivi, ai cosmetici, alle bevande, agli alimenti; allergia che si manifesta in mille modi e con malesseri piu’ o meno seri, fino ad arrivare allo shock anafilattico.

Ogni anno, milioni di persone si sottopongono a terapie a base di vaccini desensibilizzanti, cortisone, antistaminici, decongestionanti e a test di ogni genere, ma e’ opportuno sottolineare che a tutt’ oggi la medicina ufficiale e’ soltanto in grado di lenire -con prodotti di sintesi spesso nocivi per altri versi- i sintomi delle allergie che continuano a rendere insopportabile (a volte) e difficile (sempre) la vita di chi ne soffre.

Di fatto, l’allergia è la risposta dell’organismo alla “provocazione” di un allergene qualsiasi e molto spesso è semplicemente l’avvisaglia di un’intolleranza alimentare; e’ quindi molto importante riuscire a identificare le cause che la scatenano, prima che si verifichino condizioni e sintomi sempre piu’ gravi.

A ridare speranza all’esercito di allergici in continuo e consistente aumento arriva ancora una volta la medicina biologica, con una sofisticata tecnica diagnostica strumentale e con dei nuovi prodotti omeopatici. Vediamo come.

I prodotti biologici più adatti ad alleviare i disturbi della rinite allergica sono, Luffa Spray (2 spruzzi in ogni narice ogni 15 minuti, in fase acuta oppure 4-5 volte al giorno) e Luffa Compositum Heel compresse (1 compressa da sciogliere in bocca 3 volte al giorno).

Naturalmente, secondo la medicina biologica e omeopatica in particolare è opportuno intervenire soprattutto in fase preventiva, cominciando ad assumere dal mese di gennaio o febbraio 1 compressa di Engystol , da sciogliere in bocca 2 volte al giorno e seguire dei cicli di drenaggio e disintossicazione dell’organismo.

Anche in fase di rinite allergica acuta Engystol da un valido supporto in quanto ha la capacità di stimolare il sistema immunitario e, attraverso una complessa reazione biochimica, evita la produzione di sostanze responsabili della reazione allergica.

Ideale quindi per questa primavera avere a disposizione in ufficio, in borsetta o in macchina Luffa spray , mentre Luffa C. Heel compresse ed Engystol, potrebbero essere tenute sul comodino e sciolte in bocca la mattina appena svegli e la sera prima di addormentarsi.
Per chi soffre di congiuntivite allergica, con gli occhi arrossati e lacrimanti, è utilissimo il collirio in confezioni monodose Euphrasia Heel .

E la primavera finalmente ci sorride.

Francesca Rabuffi – Fonte: www.lifegate.it


Eliminare la prima classe negli Intercity

31 marzo 2010

“Ci vuole un gran coraggio a far circolare carrozze di prima classe vecchie di quarant’anni, i cui scompartimenti sono privi di tavolini e prese elettriche. Sarebbe meglio a questo punto eliminare la prima classe dagli Intercity”.

E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC). “Evidentemente -conclude Dona- a Trenitalia non esistono mezze misure: o i Frecciarossa o le diligenze. Prima o poi il Governo dovrà affrontare seriamente il nodo delle Ferrovie, perché è giunto il tempo di voltare pagina”.

Fonte: http://www.consumatori.it


Urologia – a Torino: operazione unica al mondo

31 marzo 2010

È arrivata alla soglia della maggiore età senza vagina. E adesso i chirurghi dell’ospedale Molinette di Torino sono intervenuti con un’operazione pioneristica per colmare il vuoto lasciato da madre natura.
La storia di questa ragazza torinese di 18 anni, affetta dalla rara sindrome di Rokintansky e nata senza vagina e istmo uterino, ma con il corpo dell’utero e le tube, racconta di una prima mondiale: l’equipe di specialisti le ha ‘confezionato’ una vagina nuova usando un tratto di intestino e l’ha collegata con il corpo dell’utero.

Un’operazione mai eseguita al mondo - assicura l’ospedale piemontese in una nota – che le restituirà una vita normale e le permetterà anche di avere figli.

L’intervento, che risale a pochi giorni fa, porta la firma di Dario Fontana, direttore della Divisione universitaria di urologia 2 dell’ospedale Molinette, coadiuvato da Luigi Rolle, responsabile della Struttura semplice di andrologia, e da Luciano Galletto, primario di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Agnelli di Pinerolo.

«È stato un intervento molto complesso – racconta Fontana – Abbiamo creato un canale tra il retto e la vescica e vi abbiamo inserito la vagina costruita con un tratto di intestino ileo detubularizzato e riconfigurato. Le estremità di questa neo-vagina sono state anastomizzate all’ostio vaginale, normale in questi casi, e a un orificio praticato nel tratto più declive del corpo dell’utero».

Quello che la spiegazione tecnica dell’operazione non dice è che, grazie al bisturi dei chirurghi torinesi, se tutto dovesse andare secondo i piani la giovane potrà lasciarsi alle spalle i fortissimi dolori che l’assillavano durante il periodo mestruale, potrà fare l’amore e sperare in una futura gravidanza.

Fontana è cauto: «Se i risultati a distanza saranno buoni, come speriamo, la paziente potrà avere una vita sessuale normale e, forse, una futura gravidanza anche se, in questo caso, i problemi da risolvere saranno molti, non esistendo una concreta esperienza a questo proposito».

Lo specialista ha accettato di buon grado la sfida di questo intervento inedito e oggi spiega: «Mi hanno coinvolto per la mia esperienza nella chirurgia del transessualismo, che mi ha allenato alla costruzione della vagina nei casi di cambio di sesso da maschio a femmina».

Fonte: http://ilgiorno.ilsole24ore.com


Questa mancava: il richiamo per le protesi al seno…

31 marzo 2010

Le autorita’ francesi hanno richiamato dal mercato una serie di impianti mammari considerati difettosi (esplodono piu’ frequentemente degli altri); e hanno rivolto un appello a circa 30.000 donne -operate con il gel al silicone della azienda PIP, tanto in Francia che all’estero- perche’ si sottopongano a visita medica.

Secondo “Le Parisien”, la procura di Marsiglia ha aperto il 23 marzo un’inchiesta preliminare contro ignoti per “truffa” e “esposizione a pericolo della vita altrui” in relazione ai rischi degli impianti della Poly Implant Prothese, che rischiano di rompersi con maggiore frequenza di altri. Il gel al silicone utilizzato dall’azienda, situata nelle vicinanze di Tolone, in Costa Azzurra, non era stato autorizzato dalle autorita’ francesi (il che si e’ scoperto durante un’ispezione).

La PIP, creata nel 1991, era il quarto fabbricante mondiale di impianti mammari, ma negli ultimi mesi ha attraversato difficolta’ finanziarie aggravate dallo scandalo, che hanno portato alla liquidazione dell’agenzia.

L’Agenzia di Sicurezza Sanitaria dei prodotti sanitari in Francia (AFSSAPS) ha lanciato un allerta in tutta Europa e e negli Stati Uniti per avvertire dei possibili rischi degli impianti e consigliato di consultare un chirurgo per sottoporsi a un esame.

Fonte: AGI


In rosso con Blu di American Express

31 marzo 2010

Fonte: http://consumatore.tgcom.it/

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa mail che ci ha inviato una nostra lettrice, titolare pentita di una carta di credito American Express.

Come leggerete, questa lettrice ha un debito che praticamente non riesce ad estinguere, nonostante abbia da tempo smesso di utilizzare la carta.

È l’effetto del malefico mix tra tassi elevati (oggi le carte revolving possono, nella perfetta legalità, addebitarvi sino al 25% annuo di interessi, nonostante i livelli ridicoli dell’Euribor), rate troppo basse e spese capitalizzate. Per rientrare di un debito di appena mille euro ci vogliono anni.

Non ci credete? Allora leggete la lettera…

Caro blog,
possiedo da alcuni anni una carta di credito Blu di American Express; da circa un anno non la utilizzo più, con l’intenzione di cessarla una volta estinto il debito, che pago in rate mensili.

Pensavo che, data la limitata capienza della carta (1000 €), non avrei impiegato molto tempo ad estinguere il debito residuo, invece mi sbagliavo di grosso; in pratica, la rata che mi viene addebitata è talmente esigua (circa il 3% del debito) che credo ci metterò tutta la vita ad estinguere la carta!

In dodici mesi infatti il mio debito è sceso di appena 99 €, a fronte dei 307 versati sommando tutte le rate mensili.

Ma non finisce qui: dopo aver faticosamente letto il contratto, scritto con un carattere che sfiora l’infinitamente piccolo e mette alla prova anche la vista più acuta, ho scoperto che anche le spese di spedizione dell’estratto conto e del bollo mensile anziché essere addebitate immediatamente, ogni mese concorrono ad incrementare il debito residuo, cosi come la quota associativa di 30 €, e che la penale per mancato incasso da parte loro del RID bancario, è pari a ben 25 euro.

Quindi, anche se all’inizio sono rimasta “ipnotizzata” dall’aspetto molto accattivante della carta, con il suo bel rettangolino blu prismatico, ora come ora mi sento solo un po’ babbea.

A condire il tutto, ho appena ricevuto da parte loro la comunicazione che la mia richiesta di incremento della linea di credito è stata accolta: peccato che non l’ho mai richiesta… speriamo di non trovarmi l’addebito anche delle spese di spedizione di questa comunicazione nel prossimo estratto conto!

Credo che d’ora in poi farò più attenzione prima di stipulare contratti di questo tipo, perché, pur nel rispetto della legalità, possono nascondere insidie; queste carte, più che revolving, possono diventare dei revolver!

Fonte: http://consumatore.tgcom.it/


Diego Della Valle fa retromarcia: “Non lascio i Viola, chiarito tutto”

31 marzo 2010

Dopo aver annunciato l’intenzione di non essere più il patron dei viola, Diego Della Valle fa retromarcia: “No, non vendo la Fiorentina, tutt’altro – dice nel corso di Ballarò – Ho chiesto un chiarimento che è stato recepito nel giro di mezz’ora. Con Prandelli c’è stato un chiarimento”.

“La Fiorentina è lì e andra sempre meglio - ha aggiunto Della Valle – ho deciso di dare un segnale forte ed è stato recepito dopo 30 minuti”. Alla domanda se avesse litigato con Prandelli, Della Valle ha risposto: “No, non abbiamo litigato, ci siamo chiariti”.


Rifiuti, a Firenze i cassonetti intelligenti

31 marzo 2010

Arrivano a Firenze i cassonetti intelligenti, contenitori di immondizia dotati di un super cervello elettronico, alimentati a energia solare e, come i cellulari, dotati di un sistema Gprs. E non solo. I cassonetti intelligenti hanno anche un sistema a ultrasuoni che consente di ‘misurare’ la quantità di immondizia che c’è all’interno.

A dare il via al progetto, che a fine aprile porterà 67 cassonetti intelligenti al centro di Firenze, è stata la società toscana di servizi ambientali Quadrifoglio che sostituirà i tradizionali cassonetti di raccolta dei rifiuti con contenitori interrati dotati di una tecnologia informatica capace di ottimizzare il servizio di raccolta e smaltimento.

Il sofisticato dispositivo che rende intelligenti i cassonetti è stato messo a punto da due società del Friuli Venezia Giulia, Dermap Srl, insediata al Parco scientifico e tecnologico di Udine, e Elcon Elettronica, con sede nel parco scientifico di Trieste Area Science Park. Il super cervello elettronico è un sensore alimentato a energia solare dotato di tecnologie Gis e Gprs in grado di rilevare il volume dei rifiuti depositati all’interno del cassonetto e di inviare dati aggiornati alla centrale operativa per programmare il passaggio dei camion di raccolta.

“La strumentazione elettronica è stata brevettata in Italia e in Europa e integra una soluzione originale che permette l’autosostentamento energetico del dispositivo, risolvendo quindi la principale problematica legata a queste soluzioni” spiega Luciano Generali, ingegnere elettronico e amministratore di Elcon Elettronica che ha progettato e industrializzato il sensore.

Già testato in alcune aree della provincia triestina e a Udine, il sistema dei cassonetti intelligenti sbarcherà dunque a Firenze, grazie ad un accordo siglato con la Società Quadrifoglio che contribuisce all’innovazione con una integrazione significativa. La società, infatti, ha definito la modalità per gestire in sequenza l’apertura della bocche di conferimento dei singoli cassonetti riducendo quindi il numero di svuotamenti.

Un’innovazione che è oggetto di brevettazione da parte di Quadrifoglio. Ma come sono fatti i cassonetti intelligenti? I cassonetti intelligenti sono dotati di un dispositivo alimentato con energia solare, capace di scrutare quanta immondizia c’è all’interno del cassonetto ma anche di dare l’allarme alla centrale di raccolta se scoppia un incendio all’interno del contenitore. Tutte capacità che consentono di ridurre i tempi di raccolta con grande risparmio di tempo nelle operazioni di smaltimento dell’immondizia.

E non solo. Nome in codice Msd-112, il cassonetto intelligente, infatti, è dotato di un sistema Gprs come un cellulare e di un sistema a ultrasuoni che gli consentono di ‘misurarè, oltre la quantità di immondizia che ha al suo interno, cioè se c’è poca roba, anche di lcomunicare le informazioni al camion di raccolta dicendogli di fatto di passare ad un altro turno. Quando si è riempito ben bene, il cassonetto intelligente avverte la centrale che può così andarlo a vuotare a colpo sicuro.

E, sempre grazie ai suoi sensori, nella sua versione più innovativa, il cassonetto intelligente Msd-112 è in grado di fornire molte altre informazioni alla centrale. «Per la prima volta il sensore sarà applicato a un modello di cassonetto interrato, attualmente in fase di produzione alla Nord Engineering, che prevede la sua totale integrazione nella struttura» afferma Daniele Gulic, amministratore di Dermap che ha realizzato il sistema tecnologico hardware software e la strumentazione elettronica a bordo camion.

I primi cassonetti intelligenti saranno interrati a Firenze alla fine di aprile e tra maggio e giugno sarà completato l’allestimento che prevede 67 elementi posizionati nel centro storico della città. L’accordo prevede anche un ulteriore ampliamento del parco cassonetti nei prossimi 2 anni. «Una campana interrata, con i suoi 5 metri cubi di volume, è in grado di sostituire 3 cassonetti» sottolinea Simone Boschi di Quadrifoglio, ingegnere responsabile del progetto. “In più, con la tecnologia applicata, – aggiunge Boschi – ridurremo anche la circolazione dei mezzi di raccolta movimentandoli solo quando e dove serve”.

Il sistema messo a punto dalle due aziende, infatti, permetterà di raccogliere dati utili per implementare dei modelli ‘predittivi’ e ridurre le congestioni dovute al passaggio dei camion. Sarà inoltre possibile intervenire inserendo ulteriori contenitori nelle zone in cui la produzione di rifiuto è maggiore e quindi ottimizzare la distribuzione del personale. “Per un centro storico come quello di Firenze, dove l’afflusso di turisti è notevole tutto l’anno, i vantaggi funzionali ed estetici sono evidenti, inoltre – afferma Boschi – il sistema di apertura progressiva ridurrà il numero di svuotamenti riducendo quindi la permanenza dei mezzi di svuotamento in strada”.

Il sistema, fanno sapere i responsabili tecnici, ha destato l’interesse di realtà aziendali di fama e presenza internazionale quali la Garmin, che ha messo a disposizione dei navigatori satellitari di nuova concezione studiati appositamente per usufruire di tale servizio. “Ibm, tra l’altro, sta considerando la possibilità di inserire il servizio tecnologico all’interno del progetto di controllo informatizzato delle aree urbane Smart City”.

“C’è da considerare – sottolineano - anche la natura ‘aperta’ di questo sistema che, in continua evoluzione, riesce ad adattarsi alle varie esigenze espresse dai committenti, tra le quali la possibilità nell’immediato futuro di integrarsi con il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti Sistri messo a punto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per l’innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione”.

Fonte: http://ilgiorno.ilsole24ore.com


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