Duemila persone in marcia per chiedere la riapertura della pista ciclabile sul Naviglio Grande. Un serpentone lungo più di mezzo chilometro, che si è snodato ieri mattina per circa un’ ora sul tratto dell’alzaia fra Bernate Ticino e Boffalora, dove il Parco del Ticino ha vietato la circolazione.
Una protesta nata dalla società civile e che tale è rimasta: niente bandiere politiche (anche se i politici presenti erano numerosi), né slogan o megafoni. Solo il gesto eclatante di disobbedienza civile: sotto gli occhi di tre pattuglie di guardiaparco e di quelle dei vigili e dei carabinieri, la gente ha superato gli sbarramenti e percorso il sentiero sfidando il divieto e la multa di 51 euro. Nessuno è stato fermato.
In cammino anche i sindaci di Boffalora sopra Ticino e di Bernate, Curzio Trezzani e Osvaldo Chiaramonte, il senatore della Lega nord Massima Garavaglia, l’assessore provinciale ai trasporti Giovanni De Nicola, il segretario del Pd di Magenta Paolo Razzano e Carlo Borghetti, candidato del Pd alle regionali. La presidente del Parco del Ticino, Milena Bertani, non ha sfilato, ma si è presentata, alla manifestazione, ad ascoltare le proteste di cittadini e imprenditori.
«Comprendo l’amarezza, ma noi ci siamo limitati a rispettare la sentenza di un giudice» precisa la Bertani, che ha annunciato anche l’arrivo sul canale di «salvagenti e scale di risalita, che permetteranno la riapertura ai pedoni».
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