La magistratura russa ha aperto un inchiesta per terrorismo dopo le due esplosioni avvenute questa mattina nelle stazioni della metropolitana moscovita di Lubjanka e Park Kultury, che hanno provocato almeno 40 morti.
L’ultimo attentato terroristico accertato avvenuto a Mosca risale al 2004, quando un kamikaze si fece saltare fuori da una stazione della metropolitana; al momento solo l’agenzia russa Interfax parla di un possibile attentatore suicida nell’esplosione di Lubjanka. Secondo il bilancio provvisorio delle vittime fornito da polizia e servizi di emergenza, vi sarebbero almeno 25 morti nella stazione di Lubjanka – situata nei pressi della sede dei servizi di sicurezza della Federazione russa, l’Fsb – e almeno 15 in quella di Park Kultury.
Nella stazione della Lubjanka undici delle vittime erano all’interno della carrozza dove è avvenuta l’esplosione, mentre le altre si trovavano sulla banchina.
Almeno uno dei due attentati compiuti oggi nella metropolitana di Mosca, quello nella stazione Pak Kultury, è opera di una donna kamikaze, riferisce una fonte della polizia all’agenzia Ria Novosti. Il sindaco della capitale russa, Yuri Luzhkov, ritiene che in entrambi i casi – anche nella stazione Lubianka – si siano fatte esplodere delle donne.
L’ipotesi, appoggiata dalle prime ricostruzioni, riporta in Russia l’incubo delle azioni terroriste affidate alle cosiddette ‘fidanzate di Allah’, giovani donne legate in qualche modo al terrore di matrice caucasica e usate per compiere attentati suicida. Il bilancio dei morti oscilla secondo le fonti, ma sono almeno 35.
Fonte: Apcom