Quanto costa la lampada di un semaforo?

30 settembre 2010

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Me lo chiedo perchè è da luglio che al semaforo di via Milano, angolo via Lamarmora, a Bareggio (MI), direzione Magenta, manca il giallo, per cui si passa dal verde a qualche secondo di buio e poi rosso.

E’ facile, molto facile, non rendersi conto della cosa, anche perchè il secondo semaforo, posto in alto, sospeso sulla careggiata, in estate è difficile vederlo nel pomeriggio, in quanto è contro sole.

Più di una volta io che cerco di essere attento e mi regolo sul giallo pedonale, rallento e/o mi fermo e rischio che quello dietro mi tamponi. La cosa comincia ad essere seccante, se mi capite.

Essendo impossibile che di lì non passi mai nessuno, tanto più se si pensa che spesso incontro auto dei vigili appostati per dei controlli. Mi volete far credere che nessuno si è mai accorto della cosa?

(Vero anche che nella metropoli milanese capita la stessa cosa.. :-(

Sarà il caso di aprire una sottoscrizione sul web per raccogliere alcune decine di € per acquistare la lampada?

Va bene, facciamolo.

Dopo che a Milano è stata lanciata la campagna Adotta una buca parte l’iniziativa del Comune di Bareggio Adotta un semaforo….

D’altro canto, ci sono le iniziative tipo Adotta una pecora per poter poi avere delle forme di pecorino in cambio, perchè non adottare un semaforo e magari contribuire alla nostra sicurezza sulle strade?

Spero ovviamente si percepisca l’ironia e la provocazione ;-) non vorrei che qualcuno inviase realmente dei soldi al Comune di Bareggio :-D


Iscriversi all’università a 38 anni

30 settembre 2010

Ricevo da Spugna e pubblico

Vorrei condividere con voi bloggers una decisione che ho preso 2 mesi fa e che prenderà corpo il 18/10: Alla mia veneranda età mi sono iscritta all’università. (fa pure rima)

Non tutti conoscono la mia passione per le lingue straniere e l’attitudine ad impararle facilmente.

Dopo anni di lavoro a contatto con inglesi, americani e tedeschi, ho deciso di fare un salto di qualità e conseguire quella laurea che non avevo mai preso in considerazione prima.

Perché adesso? Per diversi motivi. A 18 anni, dopo aver conseguito la maturità, non mi sentivo pronta e ho optato per il lavoro e gli studi serali ( corso parauniversitario di 5 anni di russo).

Poi mi sono sposata e 5 anni fa la mia vita ha preso una svolta inaspettata : ho deciso di rallentare il ritmo frenetico e lavorare da casa. Scelta giusta, ma… mi mancava qualcosa.

Il contatto e il confronto con gli altri, l’adrenalina degli esami…il piacere di studiare ed imparare.

Per farla breve : sarà un corso di 3 + 2  anni in scienze della mediazione linguistica (interpreti a traduttori) e le lingue che ho scelto sono : inglese + tedesco + spagnolo; purtroppo il russo non è contemplato….

E’ una grande sfida e vi farò sapere come procede!

A presto,

Spugna


Voli più verdi per l’Europa

30 settembre 2010

A partire dal 2012, i voli da e verso l’Unione europea rientreranno nel sistema dello scambio di emissioni. La speranza è quella di spingere anche il resto del mondo a colmare il vuoto giuridico presente nel settore dell’aviazione civile.

Le emissioni dell’aviazione stanno crescendo troppo rapidamente rispetto a quelle degli altri mezzi di trasporto e se non si decide di fare qualcosa ora, entro il 2020 le emissioni provenienti dal settore aeroportuale cresceranno del 75 per cento rispetto ai livelli registrati nel 2005 e addirittura di una percentuale compresa tra il 300 e il 600 per cento entro il 2050.

E’ quanto è emerso dall’intervento tenuto alla Harvard Kennedy School di Cambridge (USA) dal Commissario europeo per il clima, Connie Hedegaard – già presidente della quindicesima Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite.

Il discorso, chiaro e senza compromessi, ha espresso la visione dell’Unione per quanto riguarda il controllo delle emissioni del settore dell’aviazione civile. Come dichiarato dalla Hedegaard, “sarebbe irresponsabile non fare nulla alla luce di queste previsioni”.

Hedegaard, in questo modo, ha voluto lanciare un segnale per…

Continua la lettura qui > LifeGate | Voli più verdi per l’Europa.


Expo, passo indietro di Formigoni – Milano

30 settembre 2010

Sempre più incartati. Anche se i vertici istituzionali milanesi sono unanimi nel garantire che «entro breve troveremo una soluzione», la questione dei terreni di Expo resta ferma al palo.

E mancano 19 giorni alla scadenza data dal Bureau International des Expositions, che ha sollecitato garanzie sulla disponibilità delle aree che ospiteranno l’evento.

La novità di ieri è il segnale di apertura del governatore Roberto Formigoni. «È chiaro – ha spiegato – che la responsabilità prima dell’Expo è del Commissario e quindi se il commissario preferisce un’altra scelta rispetto a quella della Newco, come la lettera sembra indicare tra le righe, allora si affronti subito la possibilità di questa soluzione e Regione Lombardia darà una mano a realizzarla».

La lettera cui allude Formigoni è quella che Letizia Moratti, sindaco-commissario di Expo, e il presidente della Provincia, Guido Podestà, hanno inviato al Pirellone per rispondere alla nota fatta circolare nei giorni scorsi dallo stesso governatore, in cui venivano sollevate obiezioni giuridiche sulle modalità scelte per risolvere il nodo terreni….

Continua la lettura qui > Expo, passo indietro di Formigoni – Milano.


Torna Music Club

30 settembre 2010

Fonte: www.lifegate.it

Intervista ad Enzo Gentile

Dopo le due precedenti edizioni del 2009 torna fino all’ 11 novembre la rassegna ideata da Enzo Gentile: Music Club # 3.

L’edizione 2010 consta di sette appuntamenti, distribuiti tra la Sala Grande e la Sala Piccola del Teatro Dal Verme di Milano.

L’idea di base da cui prende corpo la rassegna è quella di intrecciare materiali prevalentemente acustici, eleganti e sinuosi, capaci di mettere in relazione artisti storici, e altri dalla carriera più giovane, con un repertorio legato alla tradizione del songwriting e al suono proveniente dalla musica popolare, declinati secondo i linguaggi del nostro tempo: il tutto inscritto in una interpretazione che ruota intorno alla voce e, prevalentemente, alla chitarra e a strumenti a corda.
Ascolta

Teatro Dal Verme di Milano

Fonte: www.lifegate.it


Muoiono tutti…

30 settembre 2010

..o meglio, come mi diceva poco fa Masomink ;-) : Tutti insieme, minchia! In questi giorni il blog sembra quasi una pagina di necrologi…

Ha ragione ed infatti lo dicevo ieri sera a Ro…

…ma sento di dover dare un minimo spazio a chi ha segnato la nostra gioventù, tanto più per personaggi dello sport, spettacolo o quello che è, magari meno famosi o meno ricordati di tanti altri che hanno saputo vendere bene la loro scarsa arte …

Poi, naturamente, ci sono le eccezioni, come Sandra, Raimondo e tanti altri, che sono riusciti ad abbinare popolarità e bravura, con la giusta dose di umiltà nonostante il successo…


Sono passato col rosso

30 settembre 2010

di Maurizio Caprino

Ebbene sì, è capitato anche a me. Dopo aver confutato per anni le tesi di chi sostiene che i rilevatori di passaggio ai semafori sono una truffa perché puniscono cittadini che vengono solo colti alla sprovvista dal rosso, sono stato sorpreso anch’io da questa luce e quando me ne sono accorto era troppo tardi per rimediare.

Ora, a Bari i rilevatori non ci sono e quindi probabilmente il mio errore non porterà alcuna sanzione. Ma immagino i commenti delle persone con cui mi sono sempre confrontato, anche in modo acceso, sul fatto che un giallo di quattro secondi sia sufficiente oppure no. Quindi mi aspetto conseguenze moralmente più pesanti di una multa.

Eppure non cambio idea. Perché il mio errore è stato causato da una serie di circostanze.

La prima è che avrei anche potuto frenare lo stesso: non mi sarei fermato entro la striscia di arresto, ma sarebbe bastato per restare in un’area dell’incrocio non percorsa da chi aveva il verde. Non ho frenato semplicemente perché avevo un motociclista attaccato al lunotto (e mi pare che francobollata a lui ci fosse persino un’altra auto). Insomma, senza i controlli, nella lotta al coltello che si consuma per strada alle otto del mattino, si passa tranquillamente col rosso pieno. Lo si dà per acquisito.

La seconda ragione è che in quell’incrocio la strada è da matti: appena prima del semaforo cinque corsie confluiscono in tre, subito dopo le stesse tre proseguono disassate rispetto al tratto immediatamente precedente. Se poi consideriamo che sono corsie larghe e che per questo a Bari si usa riempirle con almeno quattro file di veicoli, tutto si complica ancora di più.

E non sono quattro file ordinate: ovviamente molti “sgomitano” da una fila all’altra, alla ricerca di qualche centimetro di vantaggio. Per me che solo raramente percorro quella strada con quel tipo di traffico, è stato impossibile tener d’occhio il semaforo.

Infine, c’era luce radente proveniente da dietro, che davvero rendeva quasi invisibile il colore acceso sulla lanterna.

Alla luce di tutto questo, non mi converto e resto a favore dei controlli automatici: i miei compagni di strada erano quasi tutti habituee, per cui sapendo di poter essere multati sarebbero stati meno aggressivi, lasciandomi la possibilità di guardare il semaforo. Ovviamente una grossa mano la darebbe la strada, se fosse progettata con i crismi, con le corsie in asse e ben scalate e delineate.

Certo, se ci fosse stato il controllo automatico sarei probabilmente stato multato a causa altrui, come lamentano i contestatori degli apparecchi di rilevazione. Ma io sono comunque una minoranza rispetto alla massa degli indisciplinati frequentatori abituali di quella strada. Mentre le maggiori lamentele sui controlli vengono di solito proprio dai pendolari, che dovrebbero proprio essere i guidatori con più possibilità di vedere e prevedere il semaforo.

Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/

°°°

All’incrocio di viale Marche (a Milano) di cui ho parlato spesso nel Blog, è un periodo che gli automobilisti si fermano anche con il verde, come se non sapessero che prima del rosso, si accende il giallo.

Sembra una battuta, ma in realtà sta diventando un problema uguale a quello che si crea quando uno intende fermarsi con il giallo e rischia il tamponamento…

Molti, poi, inchiodano quando si accende il giallo pedonale, sempre in anticipo rispetto a quello automobilistico.

Ormai, qualsiasi cosa fai, sbagli.

E mi raccomando, occhio quando scatta il verde: http://paoblog.wordpress.com/2009/05/22/quando-scatta-il-verde-aspetta-un-attimo/


I cinque ecomostri che feriscono Milano

30 settembre 2010

- Ci sono quelli mai finiti. Quelli solo accennati. E quelli che – nonostante l’estetica – hanno una loro funzione. Come l’eliporto che sovrasta i nuovi palazzi della Regione in via Melchiorre Gioia.

O magari come le torri vuote di via Stephenson ora in attesa di una maxi riqualificazione in vista dell’Expo. Ma per i milanesi sono e restano ecomostri.

Edifici, costruzioni, scheletri, nati fuori posto e condannati a deturpare il già malconcio paesaggio di città. Di sicuro sono monumenti al degrado da conservare «a futura memoria».

Eppure, ad ogni legge speciale per i grandi eventi (il prossimo sarà l’Expo…), nascono nuovi orrori, come denunciano da anni Legambiente e i Verdi con il concorso «Non solo Punta Perotti».

A Milano sono stati censiti un migliaio di edifici e capannoni industriali abbandonati. Solo una parte però resiste da decenni a riqualificazioni e sviluppo.

Il caso più emblematico è quello dell’hotel da 300 stanze costruito per i Mondiali di Italia ’90, a Ponte Lambro e rimasto come scheletro di cemento armato….


Continua la lettura qui > I cinque ecomostri che feriscono Milano – Milano.


Il teatro Smeraldo chiude «Rovinati dai cantieri dei box» – Milano

30 settembre 2010

Che vergogna, stanno distruggendo il patrimonio culturale, urbanistico, tutto quanto… Altro che Expo2015, neanche la città riescono a gestire. Ogni volta che passiamo davanti allo Smeraldo, Ro mi chiede: ma quando finiranno i lavori qua? … Appunto :-(

°°°

«Questa è l’ultima stagione». L’autunno dello Smeraldo è un epitaffio.

Il patron Gianmario Longoni annuncia la chiusura del secondo teatro italiano (per dimensioni), ultima vittima di un cantiere accidentato, infinito, che prima ha trasformato la sala in una ridotta militare e poi ha logorato lo Smeraldo, mese dopo, quattro anni di lavori a rilento. «Abbiamo perso 100 mila spettatori, oltre tre milioni di euro. Il vero buco - dice Longoni – non è più davanti al teatro, ma dentro».

Fuori, dall’estate 2006 si scavano 322 box privati e 346 posti auto a rotazione: dovevano essere consegnati venti mesi fa, c’è poco più di una vasca. Lo Smeraldo è stato ucciso dai ritardi, abbandonato da clienti e sponsor: «Noi non abbiamo finanziamenti pubblici e non riusciamo a trovare una soluzione autonoma per andare avanti». Finisce qui.

Piazza XXV Aprile al 10, fin dagli anni Quaranta. Lo Smeraldo nasce cinema ed è la direzione artistica di Longoni, trent’anni fa, a trasformarlo in teatro. «Un teatro ecumenico, democratico», rivendica il patron: palco per Nureyev e i Legnanesi, Jesus Christ Superstar, Astor Piazzolla e Beppe Grillo (a ottobre).

«Il cantiere ha depresso non solo una proposta culturale, ma un vero e proprio atto sociale», sottolinea Longoni: «Abbiamo dovuto tagliare gli spettacoli, ché gli artisti non vengono più volentieri. Produco opere agli Arcimboldi, ma fatico a lavorare a casa mia. Chiariamo: sto cercando qualsiasi soluzione per trovare denaro, ma non penso di riuscire a farcela….

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Addio ad Arthur Penn

30 settembre 2010

È morto a 88 anni Arthur Penn, il regista statunitense che cambiò il modo di fare cinema di un’intera generazione con il suo Bonnie & Clyde (in italiano Gangster story) del 1967.

Ma tra l’elenco dei suoi film non è semplice scegliere il più famoso: da Anna dei miracoli (con Anne Bancroft) del 1962 a Alice’s Restaurant (1969), da Piccolo grande uomo (1970) a Target-Scuola omicidi (1985).


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