La Valle dell’Aniene si rifà il look

30 novembre 2010

Inaugurato il progetto “Matrix-Biolage per l’Aniene”, che garantirà la piantumazione di 10.000 mq di terreno all’interno della riserva della Valle del fiume omonimo.

Oggi a Roma, é stato inaugurato il progetto, frutto della collaborazione tra Matrix-Biolage e LifeGate, che prevede la piantumazione 190 alberi nella riserva dell’Aniene: i nuovi esemplari andranno così a completare la copertura vegetale del terrazzo fluviale prospiciente il fiume Aniene. L’intervento consentirà di valorizzare quest’area, preziosa risorsa ambientale e inserita in un contesto altamente urbanizzato.

Alla cerimonia di presentazione ha partecipato anche Giuseppe Sorrenti, consigliere del 4° Municipio di Roma e presidente della Commissione Cultura; il progetto si inserisce nel contesto del programma “Alberi per Roma” lanciato dalla Giunta capitolina per incrementare le superfici forestate in città e in recepimento della Convenzione Onu sul Cambiamento climatico, contribuendo così a contrastare il riscaldamento globale e a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.

L’operazione ha inoltre permesso di compensare parte delle emissioni di CO2 generate dall’organizzazione della prima sfilata televisiva a Impatto Zero®, ovvero “Sfilata d’amore e moda”, mentre le emissioni in esubero saranno compensate attraverso la creazione e tutela di un’area di circa 1500 mq in Madagascar.

Il progetto, per Biolage, rientra nelle iniziative in tema di sostenibilità ambientale promosse dalla stessa azienda: non solo infatti utilizza ingredienti di derivazione naturale contribuendo al sostegno delle comunità locali attraverso il commercio equo e solidale, ma da due anni ha introdotto un packaging a basso impatto ambientale, dall’anno scorso nuove formule ancora più “green”, senza solfati, parabeni e siliconi e selezionando attentamente materie prime e fornitori nel rispetto dell’impatto sugli ecosistemi e sulla biodiversità.

E non è tutto: sempre nel 2009, ha provveduto, in collaborazione con LifeGate, a rendere a Impatto Zero® la nuova linea di trattamenti per capelli colorati Delicate Care, contribuendo alla creazione e tutela di 22.000 metri quadri di foreste in crescita in Italia (Parco del Ticino) e nella riserva Amistade Caribe in Costa Rica, vero polmone del nostro pianeta.

Infine, uno dei prodotti della gamma Delicate Care ha ricevuto la certificazione internazionale Eco Cert, che attesta che le sostanze contenute nel prodotto siano di origine naturale al 100%, e che i processi di estrazione delle materie prime e l’ulteriore trattamento rispondano a rigorose direttive a basso impatto ambientale.

Fonte: www.lifegate.it


Badanti informate, famiglie protette

30 novembre 2010

In Italia, nel 2010 lavorano 1,5 milioni di colf e badanti; il 70% di loro proviene da un paese straniero con lingua, cultura, sistemi legislativi e modelli di vita diversi. Per queste diversità le lavoratrici in questione incontrano maggiori difficoltà ad affrontare i problemi quotidiani e a far valere i propri diritti di cittadinanza.

Da qui è nata l’idea per “Badanti informate, famiglie protette”, il nuovo progetto promosso da Adiconsum e Movimento difesa del cittadino, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Sono dunque attivi servizi gratuiti di informazione e consulenza attraverso i quali esperti qualificati delle due associazioni risponderanno a colf e badanti: un numero verde 800 864754 (attivo dal lunedì al venerdiì dalle 9 alle 13), due indirizzi e-mail badanti-informate@adiconsum.it e badantiinformate@mdc.it e 36 sportelli su tutto il territorio nazionale, presso i quali saranno disponibili anche volantini multilingue e vademecum sulle principali tematiche del consumo, sui diritti di cittadinanza ed elementi base di primo soccorso.

In Emilia-Romagna gli sportelli sono a Bologna (presso Adiconsum, via Milazzo 16) e Parma (presso Mdc, via Bizzozero 19).

Colf e badanti potranno avere informazioni anche sui 20 corsi gratuiti organizzati in tutte le regioni dalle due associazioni per approfondire la conoscenza su questi temi e curati da esperti del settore: corsi che saranno aperti anche ad anziani e famiglie, che si avvalgono della loro collaborazione, per affrontare con più consapevolezza problemi di vita quotidiana.

Fonte: http://www.ermesconsumer.it


Toyota: maxirichiamo per la Prius

30 novembre 2010

La casa automobilistica giapponese ha annunciato il richiamo su base volontaria a livello globale di circa 650.000 Prius, la vettura ad alimentazione ibrida più venduta al mondo. Il difetto da correggere è un problema alla pompa del liquido di raffreddamento.

Sul totale delle vetture interessate dal provvedimento, circa 390.000 sono state vendute in Nord America, 180.000 in Giappone e 70.000 in Europa.
Il difetto, ha spiegato la compagnia, potrebbe causare il surriscaldamento e la perdita di potenza da parte del motore.

Fonte: www.ilsalvagente.it


Ad Allumiere inizia la raccolta differenziata

30 novembre 2010

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

L’altro giorno Poppea mi raccontava dell’inizio della raccolta differenziata nel suo comune, ad Allumiere, e ne ho parlato in questo post > http://paoblog.wordpress.com/2010/11/22/la-massa-di-rifiuti-non-ricilati-nel-napoletano-e-non-solo/ dove c’è anche il commento di una sua concittadina e relativa risposta di Poppea.

Credo che sia importante ed utile dedicare un post specifico a questo passo avanti per l’Ambiente. Sarebbe importante che cittadini ed autorità comunali facessero entrambi la loro parte con collaborazione e tolleranza gli uni verso gli altri. La partenza di un nuovo sistema di raccolta rifiuti non può essere perfetta sin dal primo giorno.

Ecco cosa racconta Poppea in merito…

La raccolta differenziata è iniziata ieri, il problema è che le persone non vogliono farla, troppa fatica!

Troppo complicato leggere l’opuscolo che spiega che sacchi usare quali elementi metterci dentro, leggere sul calendario i giorni in cui bisogna mettere il materiale. Secondo me è fatta bene: lunedì e venerdì ORGANICO / martedi INDIFFERENZIATA / mercoledì VETRO /  giovedì CARTA  / sabato PLASTICA E LATTINE.

Ci sono stati forniti un contenitore per l’organico con all’interno un contenitore più piccolo da tenere in casa, magari sotto il lavandino, con buste biodegradabili, un contenitore per il vetro, dello spago per legare carta e cartone e le varie buste per plastica, ecc.

Un contenitore per vuotare l’olio di cucina, che verrà raccolto una volta la settimana in piazza oppure può essere svuotato negli appositi contenitori all’isola ecologica a circa 2 km dal paese. Per cose ingombranti direttamente all’isola ecologica.

Un’amica mi ha detto che chi ha anziani invalidi che usano pannoloni, che vanno appunto nell’indifferenziato, devono segnalarlo al comune che mandano a ritirarli più spesso anziché una volta la settimana.

Io penso che l’impegno da parte del Comune ci sia; certo se poi vogliamo tutto e subito

Ah c’è anche uno sconto del 5% per chi richiede la compostiera da portare in campagna (i miei vicini di casa ce l’hanno quasi tutti perché la usano x il concime). Anche io ce l’ho, l’ho messa sul terrazzo di mia madre, da oltre un anno e ci concimo il giardino.

Aggiornamento del 03.12.2010

Stamattina sono passati a raccogliere l’organico regolarmente ed una signora si lamentava che ieri non le hanno ritirato la carta. La carta deve essere legata con un apposito  spago fornito dall’amm.ne comunale; la signora aveva messo la carta in una busta nera appesa ad un chiodo fuori al sua porta di casa. Secondo te l’addetto poteva pensare che lì c’era della carta?

L’addetto stamattina mi ha comunicato che aumenteranno un giorno settimana per l’indifferenziata e chi ha esigenze particolari può fare una richiesta al comune. Mi sembra vada abbastanza bene no? Gli automezzi che ritirano sono almeno due, uno era sotto casa mia quando sono uscita l’altro, l’ho incrociato nella piazza, però potrebbero essere addirittura di più.

 

 


Renzi contrattacca ma non spiega tutto

30 novembre 2010

di Maurizio Caprino

Si lamenta dell’opposizione per il can-can mediatico sulle multe a raffica. E si difende. Ma Matteo Renzi, sindaco di Firenze che aveva fatto campagna elettorale proprio sulla volontà di punire meno i suoi concittadini, non appare convincente.

Beninteso: io resto convinto che le multe ci vogliano e anche in misura maggiore rispetto alle dichiarazioni di facciati di chi è più interessato a fare una difesa pelosa e interessata dei guidatori che sbagliano.

Ma, come avete visto nei post dell’ultimo mese, la storia di Firenze mi sembra eccessiva. Soprattutto per un sindaco in carriera, che ha usato l’argomento-multe proprio per fare carriera.

Dunque, in un’intervista a “La Nazione” (http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2010/11/25/419824-strade_sicure_multificio_ecco_tutte_cifre.shtml), Renzi sostiene che l’opposizione abbia fatto demagogia attaccandolo sulle multe.

Qualcuno però ricorda che che il caso è stato sollevato da uomini della maggioranza (Scarica 7 domande al sindaco Renzi su nuove tecnologie degli autovelox, rapporti con la Prefettura, trasparenza) e il presidente dell’associazione di consumatori Aduc, Vincenzo Donvito, rincara la dose: “L’opposizione tace, tranne il loro giornale toscano (Il Giornale della Toscana) che da’ spazioni ai nostri comunicati, ma nelle istituzioni c’e’ silenzio totale.

Le uniche due interrogazioni a Palazzo vecchio sono della maggioranza (Michele Pierguidi, Pd) e dell’opposizione non Pdl (Tommaso Grassi, Spini per Firenze). Il primo aveva sollevato il problema scoperchiando il pentolone, il secondo aveva fatto da amplificatore alle nostre richieste.

L’opposizione Pdl, a nostro avviso, tace perche’ la cosa e’ troppo grossa e, a parte le sparate saltuarie sui bilanci delle multe di renzi superiori a quelli di Domenici, sostanzialmente evita di porre il problema. Noi abbiamo messo il dito su un nervo (l’illegalita’ dell’azione del Comune) che se salta, porta diero tutti con se’”.

Ma non mi piace calcare la mano su questioni che sconfinano troppo nella politica.

E allora passo a farvi notare che Renzi dà la colpa dell’aumento delle multe alla Prefettura che avrebbe imposto sei nuovi Autovelox e ai cittadini che si sarebbero messi ad andare più forte (l’altro motivo dell’incremento è invece fisiologico, perché è dato dalla sostituzione degli apparecchi precedenti con altri che fanno foto digitali e quindi possono funzionare sempre, senza fermarsi quando termina un rullino in attesa che passi un vigile a mettere quello nuovo).

Quanto alla Prefettura, di solito accade il contrario: il Comune propone e il prefetto controlla che sia tutto regolare. Ci può anche stare che a Firenze accada la cosa inversa, ma la legge va comunque rispettata e ci sono seri dubbi che le postazioni di controllo siano state installate su strade dove per legge (norma discutibile, ma sempre norma e quindi da rispettare) non si può.

Quindi o Renzi e il prefetto dissipano quei dubbi o la difesa del sindaco suona di falso, di cattiva politica.

Quanto ai cittadini, su quali basi si afferma che corrono di più? C’è uno studio dettagliato? O, invece, il limite su cui gli apparecchi sono stati regolati è più basso di quello impostato in precedenza?

Si sa che è diffusa la prassi di regolare i misuratori in modo che scattino anche più in alto rispetto alla percentuale di tolleranza stabilita dalla legge, per cui un aumento delle multe può essere anche dovuto o a una nuova ubicazione nascosta o a una regolazione più severa.

Che può anche starci, ma il sindaco lo dica chiaramente. Non gli conviene farlo perché altrimenti verrebbe meno alle promesse elettorali.

Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/


Ramona Magrittiana + Damioli

30 novembre 2010

Soggetto – Ramona (la neosposa) – Foto de: il Testimone

 

 


Maxisanzione per chi impiega lavoratori in nero

30 novembre 2010

Tra le molte novità introdotte dal Collegato lavoro, in vigore dal 24 novembre 2010 (L. n. 183/2010), una serie di misure finalizzate al contrasto del lavoro sommerso, tra cui una sanzione amministrativa da 1.500 a 12 mila euro per ciascun lavoratore irregolare, con l’aggiunta di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo, per i datori di lavoro privati che non trasmettono la comunicazione preventiva di assunzione.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con la Circolare n.38/2010, indirizzata agli enti interessati, è intervenuto a fornire chiarimenti in materia di maxisanzione.

La Circolare ribadisce la natura di misura sanzionatoria aggiuntiva della “maxisanzione”, in quanto questa non sostituisce ma va a sommarsi a quanto già previsto dalla normativa nei casi di irregolare costituzione del rapporto di lavoro (mancata consegna al lavoratore del documento contenente le informazioni  relative alla instaurazione del rapporto di lavoro, omesse registrazioni sul libro unico ecc).

Presupposto per l’individuazione del lavoro sommerso è l’impiego di lavoratori in assenza di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro.

Ambito di applicazione
La norma attuale si riferisce esclusivamente ai “lavoratori subordinati  senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro”  alle dipendenze di datori di lavoro privati, o anche di enti pubblici economici, con esclusione dei lavoratori domestici. Il provvedimento sanzionatorio si applica, quindi, alle prestazioni di natura subordinata non comunicate al Centro per l’impiego. Le nuove misure apportano modifiche al decreto legge 12/02 (convertito nella Legge 73/02) e contengono dettagliate modalità di calcolo della sanzione.

La sanzione non è applicabile ai rapporti di lavoro instaurati con lavoratori autonomi e parasubordinati, come ad esempio nei casi di collaborazioni coordinate e continuative, anche  a progetto. L’applicazione della maxisanzione assorbe quella (100 euro) relativa al mancato invio della comunicazione di assunzione al centro per l’impiego.

Esclusioni dall’applicazione
La circolare conferma la possibilità di regolarizzare il mancato invio  della comunicazione al centro per l’impiego, allo scopo di evitare la maxi sanzione, purché la regolarizzazione preceda il primo accesso ispettivo.

I casi prospettati sono due:

* se la regolarizzazione avviene prima della scadenza del primo pagamento contributivo, cioè entro il 16 del mese successivo all’effettivo inizio del rapporto, la maxi sanzione si evita con l’invio della sola comunicazione di assunzione;

* se la regolarizzazione avviene successivamente, la maxi sanzione può essere evitata solo se il datore di lavoro, oltre alla comunicazione al centro per l’impiego, effettua il versamento anche della contribuzione relativa al periodo “scoperto”. Più precisamente, deve denunciare la propria posizione debitoria entro 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi riferiti al primo periodo di paga; il versamento dei contributi per tutto il periodo di irregolare contribuzione deve essere effettuato entro 30 giorni dalla denuncia.

Restano fermi i successivi e conseguenti adempimenti previdenziali.

Fonte: CNA Milano


Honda, una gamma ibrida a prova di campione

30 novembre 2010

di Alessandro Belotti (Lifegate)

C’è chi pensa che guidare una vettura a basso impatto ambientale implichi meno scatto e grinta. Ebbene, non è così: abbiamo sperimentato i segreti della guida ecologica dell’ibrida Honda Insight.

I risultati del test drive? Molto soddisfacenti, in particolare per quanto riguarda “Eco Assist”, ovvero il sistema di guida assistita per ottimizzare al massimo i consumi. Il sistema comprende una parte di addestramento che si sviluppa attraverso degli indicatori.

Per quanto riguarda quello della velocità, i colori passano dal blu al verde, per indicare il tipo di guida che il conducente sta adottando: se l’indicatore si illumina di verde allora vuol dire che si sta procedendo con una guida parsimoniosa, orientata cioè al risparmio di carburante e al rispetto dell’ambiente; se invece il display si illumina di blu allora bisogna cambiare modalità di guida.

Un altro indicatore, posizionato a sinistra nel quadro strumenti, ci consiglia il tipo di guida da adottare. I colori sono sempre il verde e il blu, questa volta però è una lancetta che ci fa da bussola per il rispetto dell’ambiente.

Il giusto metodo di guida è quello che ci consente di mantenere la lancetta nel mezzo tra la colorazione verde e quella blu. Il risparmio dell’ambiente viene inoltre premiato (simbolicamente), in quanto delle foglioline virtuali si aggiungono nel quadro strumenti dopo ogni guida meritevole.

Passando alla disamina del motore, oltre al nuovo propulsore a benzina, Insight si avvale di un motore elettrico perfezionato che utilizza bobine con avvolgimenti ad alta densità e magneti ad alte prestazioni in grado di erogare una coppia e 78 Nm ed una potenza di 14 Cv.

Tutto questo è stato possibile nel corso dell’iniziativa “Honda Green event”, durante la quale sono stati presentati anche gli altri modelli di punta della gamma ibrida a basse emissioni  CR-Z, Jazz e lo scooter a bassi consumi PCX.

Guest star della giornata, il pilota della Moto GP Marco Simoncelli, che abbiamo intervistato per LifeGate Radio.

La casa automobilistica giapponese ha altri progetti interessanti in cantiere, specialmente per quanto riguarda le vetture ibride: la “Jazz Hybrid”, vettura del segmento B, farà il suo debutto in Europa nei primi mesi del 2011 mentre “Honda FCX Clarity”, monovolume a idrogeno, che inizialmente non sarà omologato negli USA per uso privato ma solo commerciale.

Ascolta l’intervista di LifeGate Radio a Marco Simoncelli

Fonte: www.lifegate.it


Il mistero buffo del Sistri

30 novembre 2010

Se i non addetti ai lavori sapessere (o capissero) quanto sia difficile lavorare con lo Stato che rema contro… Per assurdo così facendo si spingono altri operatori verso uno smaltimento illecito dei rifiuti.

Perchè deve essere così faticoso (ed oneroso) lavorare nel rispetto delle leggi?

°°°

Pubblico una sintesi tratta da ItaliaOggi del 29 novembre 2010 – Articoli di Silvana Saturno e Marino Longoni

Un sistema all’avanguardia per la tracciabilità dei rifiuti. Che però non funziona. E rischia di far chiudere barbieri, estetiste ed idraulici. Obblighi e costi anche per chi gestisce pochi rifiuti pericolosi.

L’intenzione è lodevole: combattere le ecomafie e lo smaltimento illecito dei rifiuti. Lo strumento, il Sistri, è tecnologicamente all’avanguardia, nessuno al mondo ha mai osato tanto. Tutto il resto sembra una farsa.

L’idea è dell’ex Ministro per l’Ambiente Pecoraro Scanio che per prima cosa pensa bene di mettere il segreto di Stato su una parte dell’operazione. In nome della trasparenza. Risultato: il sistema non è ancora partito, ma le indagini della magistratura si.

Entro il 12 agosto 2010 il Sistri avrebbe dovuto essere a regime. Gigantesca illusione. Proroga di 30 giorni. Ma il sistema non funziona. Poche ore prima di mettere fuorilegge centinaia di migliaia di imprese, una nuova proroga. Ma il sistema che non funziona è lo stesso. Anche i test e le prove che andrebbero fatti prima di firmare i decreti, in realtà iniziano a decreti già firmati.

Il meccanismo non è fluido, si inceppa di continuo ed è complesso. Ma soprattutto richiede tempi enormemente superiori ai sistemi cartacei. A seguito delle proteste delle varie associazioni, si arriva alla terza proroga, il 28 settembre 2010 che di fatto è un’opera d’arte. Il decreto conferma l’operatività al 1° ottobre, così non si devono restituire i soldi alle aziende che hanno pagato per il 2010, e contemporaneamente concede nei fatti una proroga.

Le imprese che hanno caricato la procedura la tengono in un cassetto. Tutte le altre sono alle prese con le black box che non si installano, con Usb che non funzionano, con dubbi normativi insuperabili.

Entro il 30 novembre dovranno essere distribuite black box e Usb. Resta il fatto che non tutti gli apparecchi funzionano. Però dal 1° gennaio scatteranno le sanzioni.

Ad oggi 200.000 imprese non sono ancora iscritte. Barbieri, estetiste, odontotecnici, idraulici che devono gestire rifiuti notoriamente pericolosissimi come lamette da barba usate, la ceretta, la cenere delle caldaie stentano a crederlo. Ma sono obbligati all’iscrizione. Dovranno applicare procedure simili a quelle di un’industria chimica. E se non si adegueranno richieranno fino a 100.000 € di sanzioni.


Marmellate senza zucchero…?

30 novembre 2010

La verità è che la marmellata senza zucchero non esiste e che, almeno in questo caso, conciliare la voglia di dolcezza con la linea è pura utopia.

Molte e semplici le ragioni dell’inganno. A cominciare da questa: nelle marmellate lo zucchero è un ingrediente necessario. Se non ci fosse, la marmellata o confettura resterebbe semplicemente un succo di frutta.

Giovanni La Rosa, tecnologo alimentare, spiega perché: “Senza una quantità minima di zuccheri, normalmente intorno al 40%, la pectina, che è l’agente gelificante utilizzato nelle confetture, difficilmente agisce. E senza gelificazione, quella specie di maglia che rende denso il preparato, non solo la marmellata non sarebbe più marmellata ma anche la conservazione sarebbe minore e non si potrebbero avere quelle scadenze così prolungate”.

Dunque lo zucchero c’è, e basta andare a leggere le etichette per trovarlo, in quantità anche considerevole. Il Salvagente e Consumer lo hanno fatto verificando gli ingredienti e i valori nutrizionali di 12 confetture “senza zucchero aggiunto”, di gusti diversi, acquistate nei supermercati, nei discount e in farmacia.

Il responso è sempre lo stesso: generalmente lo zucchero è pari al 38-40% del totale (proprio quella quantità che il tecnologo giudica necessaria per fare la marmellata), con punte del 50%, come accade nel caso della marmellata alle arance “con solo zucchero di frutta e di agave” Casa Giulia. Valori che, in ogni caso, non sono molto distanti da quelli delle marmellate “normali” che oscillano tra il 46% e il 63%.

E allora la promessa “senza zucchero aggiunto” che cosa significa? Semplicemente che non è stato introdotto saccarosio. Peccato che quest’ultimo non esaurisca affatto la gamma degli zuccheri esistenti.

Sottolinea ancora La Rosa: “Non potendo rinunciare del tutto allo zucchero, queste marmellate sostituiscono il saccarosio con il succo d’uva e il succo di mela concentrato, ossia di fatto fruttosio. Si tratta dunque, di zucchero a tutti gli effetti che ha esattamente la stessa funzione del saccarosio”.

Ecco spiegato l’arcano e l’inganno per quei consumatori che credono di acquistare una marmellata “sugar free”.

“Si tratta di prodotti che giocano con le parole e ai quali bisogna prestare molta attenzione”, ammonisce il professore Pier Luigi Rossi, medico specializzato in  Scienza dell’alimentazione.

“Sono altamente sconsigliati per chi è diabetico o per chi soffre di una sindrome metabolica e deve controllare il peso. E non vanno bene per chi segue un regime dietetico. Il problema non è nel saccarosio in sé ma in tutti quegli elementi, come il fruttosio o il glucosio, che alterano la glicemia. Ciò, infatti, aumenta la produzione di insulina che è all’origine del senso di fame e favorisce l’accumulo di grassi”.

Del resto, anche senza conoscere i meccanismi fisiologici, la quantità di calorie presenti nelle marmellate “senza zuccheri aggiunti” dovrebbe mettere sul “chi va là” chi ha problemi di linea.

I valori trovati nel nostro campione si aggirano, in media, intorno alle 160 calorie per 100 grammi, con punte verso l’alto di 200 calorie (ancora una volta la marmellata Casa Giulia) e verso il basso: Hero diet ne ha solo 68. È questo, in effetti, l’unico prodotto che mantiene le promesse.

In questo caso non ci sono né succo d’uva né succo di mela, ma per dolcificare sono usati solo edulcoranti, in particolare polialcoli. Sono sostanze prive di zuccheri e con poche calorie, ma non prive di difetti.A certe quantità, ma la dose massima consentita non è definita, possono provocare disturbi intestinali.Ecco perché per i produttori c’è l’obbligo, quando la concentrazione supera il 10%, di avvertire il consumatore del possibile effetto lassativo. Informa correttamente la marmellata Hero, che ha una concentrazione di polialcoli pari al 18,2%. In questo caso la linea è al sicuro, ma il consiglio è comunque di non eccedere nell’uso.

Le etichette analizzate una per una

Fonte: http://www.ermesconsumer.it


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