La viabilità a San Siro è complicata…

31 gennaio 2011

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Con l’inizio dei lavori della Linea 5 della Metropolitana la viabilità in zona San Siro ha ricevuto un brutto colpo. Chiusa via Harar, direzione centro, per cui il traffico che arriva da via Novara è costretto a fare alcune deviazioni.

Per quel che mi riguarda cambierebbe poco, perchè transitavo già da via Tesio (direzione Lotto), se non fosse che una volta arrivati a Lotto, per chi deve andare verso Viale Serra non è più possibile fare il giro della piazza, ma deve svoltare a sinistra sul viale.

Non sarebbe un problema se avessero regolato i semafori in modo tale da dare il tempo di svoltare; invece no, scatta il verde ed arriva il flusso di traffico da Viale Murillo ed ecco il caos.

Ma arriviamo ai giorni nostri. Quando ci sono le partite a San Siro, spesso Viale Caprilli viene chiuso dai vigili. Girare attorno allo stadio non è più fattibile in quanto via Harar è chiusa. Va bene, allora si va per via Ippodromo, si arriva in via Pinerolo, si sbuca sul tratto aperto di via Harar e si va verso via Novara.

Se non fosse che oggi l’amica Nancy che abita nelle vicinanze mi avvisa che anche via Pinerolo sarà chiusa nei prossimi giorni. Quali alternative? Poche ed una peggio dell’altra.  Da evitare però il sottopassaggio Patroclo sempre imballato…

Però ho avuto un’idea, perchè non verificare sul sito del Comune di Milano dove sono i cantieri, quali sono le strade chiuse, ecc…?

Vado sul sito ed arrivo alla Sezione Informazioni > Muoversi in città > Viabilità e Cantieri stradali ed infine a Prolungamento linee metropolitana.

Sicuramente ora troverò le informazioni necessarie… Invece no. Mi interessano i cantieri della Linea 5, cosa mi dice il Comune?

Progetto preliminare della nuova linea metropolitana M5 da Garibaldi FS a S.Siro. L’intervento realizza una direttrice di trasporto pubblico di massa ad andamento trasversale e subcentrale, di spina alla vasta area urbana intermedia Garibaldi – Sempione – Fiera – Portello – S.Siro, tra le più densamente abitate e meno efficacemente servite dal sistema del trasporto pubblico milanese.

Consente di collegare importanti poli attrattori di mobilità: l’area Garibaldi – Repubblica, l’ambito interessato dal PII CityLife per la trasformazione della Fiera, il Polo urbano della Fiera di Milano al Portello, S.Siro con lo stadio eazza e gli impianti ippici circostanti…. ecc.. ecc..

Ma di cantieri, strade chiuse e percorsi alternativi non c’è traccia. Complimenti.

°°°

19 marzo 2012 - Ennesima variazione sul tema. Sabato scorso è cambiato tutto ovvero è stata chiusa via Tesio ed è stata riaperta via Pinerolo; un’amica che abita nei pressi mi ha detto che dovrebbe restare così per 9 mesi 12 mesi a quando dice la segnaletica ovvero sino ad aprile 2013.

Di buono c’è (o ci dovrebbe essere) la possibilità di arrivare in Via Novara senza troppi giri quando ci sono le partite a San Siro…

20 marzo 2012 – Ahia :-( ovvero ieri primo rientro verso casa transitando da Via Pinerolo che temo non sia in grado di sostenere l’impatto di tutte le auto costrette a transitare di lì.

Una lunga fila in entrambe le direzioni, un pessimo manto stradale, strada stretta, la minirotonda in fondo a Via Ippodromo, ed infine il semaforo all’incrocio con via (non ricordo ;-) ) rallenta lo scorrimento del traffico..

Va a finire che converrebbe rientrare in autostrada se non fosse che oltre 2 € per soli 13 km. si sentono a fine mese….


Milano e lo smog: inizia la seconda fase

31 gennaio 2011

Da lunedì 31 gennaio in seguito alla certificazione dei dati sulla situazione dell’inquinamento atmosferico rilevati da ARPA Lombardia, entra in vigore la seconda fase delle misure anti-smog.

sono vietati l’accesso e il transito
_da lunedì a sabato (non festivi)
_dalle 07.30 alle 19.30
_all’interno della ZTL Cerchia dei Bastioni
ai seguenti veicoli:

Autoveicoli a motore destinati al trasporto di persone fino a 9 posti (categoria M 1)
_alimentati a benzina Euro 2
_alimentati a benzina Euro 1
_alimentati a diesel Euro 4
_alimentati a diesel Euro 3
_alimentati a diesel che, in seguito ad installazione successiva all’acquisto di dispositivi anti particolato omologati, siano inquadrabili, ai soli fini dell’inquinamento da massa di particolato, come classe di arrivo quali Euro 3 o Euro 4

Autoveicoli a motore destinati al trasporto merci (categoria N)
_alimentati a benzina Euro 2
_alimentati a benzina Euro 1
_alimentati a diesel Euro 4
_alimentati a diesel Euro 3
_alimentati a diesel che in seguito ad installazione di dispositivi anti particolato omologati siano inquadrabili, ai soli fini dell’inquinamento da massa di particolato, come classe di arrivo quali Euro 3 o Euro 4

Autoveicoli a motore destinati al trasporto di persone superiori a 9 posti (Autobus, categorie M 2 e M 3)
_alimentati a benzina Euro 2
_alimentati a benzina Euro 1
_alimentati a diesel Euro 5
_alimentati a diesel Euro 4
_alimentati a diesel Euro 3
_alimentati a diesel che, in seguito ad installazione successiva all’acquisto di dispositivi anti particolato omologati, siano inquadrabili, ai soli fini dell’inquinamento da massa di particolato, come classe di arrivo quali Euro 3 o Euro 4

Ulteriori informazioni QUI


Sicurezza alimentare: i prodotti ritirati dal mercato europeo

31 gennaio 2011

L’articolo sarà riproposto nel corso dell’anno con i dati aggiornati

Fonte: Il Fatto Alimentare

In questo spazio pubblico l’elenco dei prodotti  ritirati dal mercato europeo  attraverso il Sistema di allerta rapido (Rasff).

Il link è quello della news letter dell’Ausl di Modena InformMo Spot Sicura News che fornisce questo rapporto settimanale evidenziando  i prodotti oggetto di ritiro.

31 gennaio 2011: Il bollettino n°2 del sistema di allerta europeo registra 56 segnalazioni provenienti dai vari Paesi di cui 9 italiane. La maggior parte riguarda partite di alimenti respinte alle frontiere. Si tratta di calamari e granchi congelati con un eccesso di cadmio importati dall’Uruguay, dalla Cina e dall’India.

Nella lista troviamo anche pesce spada vietnamita trattato con monossido di carbonio, una partita di gamberetti cinesi trattati con un additivo non autorizzato (E 637) e Listeria monocytogens in salmone affumicato polacco.

Le ultime segnalazioni riguardano la presenza di cromo in posate cinesi e di Oxamil in fragole egiziane. Gli altri Paesi segnalano due prodotti italiani oggetto di allerta, si tratta di insetti morti trovati in pasta esportata in Lituania e di vasetti di pesto con coperchi che cedono sostanze non alimentari inviate in Slovenia

 


Venticinque anni fa il disastro del Challenger

31 gennaio 2011

di Paolo Attivissimo

Sette astronauti morti al decollo con il loro Shuttle, lanciato nonostante le raccomandazioni dei tecnici che sapevano che il freddo della notte danneggiava le guarnizioni dei motori laterali a propellente solido.

Msnbc e Boston.com hanno delle fotografie struggenti; Gizmodo ha il video della diretta TV e del discorso di Reagan.

Per chi ha lo stomaco di vedere la cabina di pilotaggio precipitare ancora intera dopo la deflagrazione e capire in dettaglio cosa andò storto, Airboyd.tv ha un’impietosa, clinica e meticolosa analisi video.

 

 


Buon appetito con gli insetti

31 gennaio 2011

Solo pochi giorni fa, a Radio Deejay, è intervenuto un ristoratore bresciano che spiegava i dettagli di una cena in programma nel suo ristorante, completamente a base d’insetti; sentire il menù e la descrizione dei piatti non mi ha fatto venire l’acquolina in bocca ;-)

Oggi su Il Fatto Alimentare leggo questo articolo…

Perché le cicale di mare sì e quelle di terra no? Perché “les escargots” – ossia le lumache – sono cibo da gourmet mentre un piatto di grilli fritti ci fa senso?  Gli insetti sono un tabù alimentare molto forte in Occidente, dove pure consumiamo con grande golosità molluschi e crostacei che, in fondo, spesso non sono molto dissimili nell’aspetto.

Eppure, la Fao (l’agenzia dell’Onu che si occupa di agricoltura e alimentazione) già nel 2008 aveva raccomandato – attraverso un seminario di studi tenutosi in Thailandia -  il consumo di insetti al posto della carne per ragioni ecologiche ed economiche: falene, grilli, formiche e cavallette potrebbero contribuire a ridurre la fame nel mondo, lo sfruttamento dei terreni agricoli e la produzione di gas serra causati dall’allevamento del bestiame. Un messaggio non di poco conto, al quale però l’Europa, almeno fino a oggi, ha fatto orecchio da mercante.

Il quotidiano francese Le Figaro ha ripreso il tema in un articolo del 20 gennaio, perché la Fao ha di recente rilanciato l’idea, durante il congresso della Royal Entomological Society inglese. 

Un centinaio di paesi nel mondo portano a tavola abitualmente grilli, larve varie, insetti, formiche. Più di 1.400 specie commestibili sono consumate quotidianamente in Africa, Asia o in America centrale da 2 miliardi e mezzo di persone.

L’ente Onu oltre a battersi perché l’alimentazione tradizionale non venga abbandonata a favore di un modello occidentale che privilegia la carne rispetto ai cibi vegetali, negli ultimi anni ha cominciato a farsi promotrice di una campagna di informazione perché anche i paesi più sviluppati si convertano a questa fonte di proteine a buon mercato, sano e rispettose dell’ambiente.

«Arriverà un giorno in cui coloro che mangiano gli insetti saranno più numerosi di quelli che mangiano carne», ha previsto l’entomologo Arnold van Huis, durante una recente conferenza in Olanda. Per questo fervente sostenitore del dell’entomofagia il costante aumento della popolazione mondiale combinato con la diminuzione delle superfici coltivabili dovuto al riscaldamento globale e alla desertificazione – non è compatibile a lungo termine con il largo consumo di carne di oggi. L’allevamento di insetti, che per loro natura hanno molto meno bisogno di risorse alimentari, è un’alternativa valida. Per produrre un chilo di insetti bastano 2 chili di vegetali. Per un chilo di carne, ne occorrono dieci.

Dal punto di vista della salute, mangiare insetti è sicuro. Inoltre, senza saperlo, sembra che in realtà già oggi mangiamo 500 grammi a testa di insetti in media, dato che parte della frutta e verdura utilizzata nell’industria è contaminata da vermi, dice Marcel Dicke, capo del dipartimento di entomologia di un’università olandese. Marmellate, succhi, minestre contengono tracce di insetti senza che ci sia alcun problema….

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La Val d’Aosta pubblica l’elenco dei prodotti alimentari pericolosi per la salute

31 gennaio 2011

Una decisione della Regione Val d’Aosta alquanto fuori dagli schemi, a tutela della salute dei cittadini, letta oggi su Il Fatto Alimentare.

Dal 1 gennaio 2011 i cittadini della Valle d’Aosta trovano in rete l’elenco dei prodotti alimentari ritirati dal mercato perché considerati rischiosi per la salute. L’idea è venuta all’Assessorato alla Sanità dopo due episodi di intossicazione registrati l’anno scorso (nel primo caso sono state coinvolte 20 persone che avevano ingerito cozze italiane contaminante da biotossine, nel secondo caso il gruppo era composto da 80 cittadini tra cui molti turisti, intossicati da un parassita  presente nel pesce pescato nel lago Trasimeno – Clonorchis sinensis -  e commercializzato anche in Valle d’Aosta).

A questo punto il responsabile del Servizio veterinario della Regione Valle d’Aosta Mauro Ruffier, ha pensato di pubblicare i dati in suo possesso. L’intento è dare la possibilità ai cittadini di controllare se nella lista degli alimenti ritirati ci sono prodotti presenti nel frigorifero  o nella dispensa.

In rete a fianco del marchio del prodotto compare il motivo del ritiro e la lista dei negozi dove è stato venduto. L’informazione serve anche agli ospedali per avere più elementi a disposizione nelle diagnosi cliniche che presentano situazioni simili.

Nella lista pubblicata a gennaio troviamo: il latte a lunga conservazione parzialmente scremato della Sterilgarda (da consumare preferibilmente entro  il 26 gennaio 2011) ritirato per l’elevato numero di batteri mesofili. Anche lo yogurt  alla fragola in vasetti di vetro da 375 g della Ditta Fratelli Panizzi di Courmayeur, con data di scadenza 17 febbraio è stato ritirato perchè può contenere pezzetti di vetro.

Nell’elenco c’è lo snack olandese della Amaizing Chili Cornrolls (da consumare preferibilmente entro il 14 aprile 2011), che sull’etichetta non dichiara la presenza di soia (una dimenticanza molto importante per le persone allergiche).

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Si fa presto a parlare di Europa unita…

31 gennaio 2011

di Maurizio Caprino

Si fa presto a parlare di Europa unita: nella giungla di norme che regola la giungla delle attività uname, ci sono disparità di trattamento anche su materie soggette a regolamentazione comunitaria.

Ne sanno qualcosa i camionisti francesi multati in Italia per avere un cronotachigrafo digitale senza sigillo sulla parte posteriore, non richiesto dai regolamenti europei (2135/98 e 1360/2002).

Ne è nato un caso diplomatico, con intervento delle autorità francesi e circolare del 2 settembre scorso con cui il dipartimento Pubblica sicurezza chiariva che i sigilli posteriori sono richiesti solo agli italiani. Tutto sistemato? Nossignori.

A quel punto, come mi segnala Paolo Giachetti, la Commissione europea e i ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo economico si sono fatti venire il dubbio che i discriminati fossero diventati proprio gli autotrasportatori italiani.

Il tutto alla luce del fatto che in ambito europeo nessun controllo dev’essere discriminatorio e che vanno sigillate solo quelle parti dell’apparecchio taroccabili o collegate agli apparati di bordo in modo da prestarsi a trucchi.

Così c’è stato un giro di pareri scritti tra ministeri, al termine del quale il dipartimento ha scritto una seconda circolare per dire “lasciate stare, bastano per tutti i soli sigilli anteriori”.

Una semplificazione indubbia. Ma sembra che qualche cronotachigrafo digitale (regolarmente omologato) abbia comunque parti sensibili anche sulla sua faccia posteriore…


Non si riesce a far allacciare le cinture ai poliziotti

31 gennaio 2011

di Maurizio Caprino

Domani sul Sole-24 Ore darò conto della storia di un medico del lavoro che dal 2003 scrive invano a ministero dell’Interno, Prefettura di Verona e comandi locali, segnalando che i tanti uomini delle forze dell’ordine che non usano le cinture violano non solo il Codice della strada, ma anche le norme di sicurezza sul lavoro, facendo male a se stessi e causando altri costi sociali.

Quelle poche volte che gli hanno risposto, all’atto pratico non è cambiato nulla. Nemmeno in una realtà relativamente piccola e controllabile come quella veronese.

Con queste premesse, come pretendiamo di far applicare l’ennesima, ultima circolare nazionale con cui il Viminale il 22 dicembre scorso ha ribadito l’obbligo?


Nivea con Calcium segnalata all’Antitrust

31 gennaio 2011

Leggo su Altroconsumo: I bisogni delle ossa non si curano con le creme. Nivea con Calcium segnalata all’Antitrust per presunto messaggio ingannevole.

Il calcio è indubbiamente una sostanza indispensabile per l’organismo, in particolare con l’avanzare dell’età, quando per le donne iniziano a presentarsi i primi problemi di osteoporosi.

Ma la “quotidiana dose di calcio” di certo non viene assunta attraverso la pelle per effetto di una crema idratante, come vorrebbe lasciar credere lo slogan di Nivea Visage Vital Calcium.

Il messaggio, che abbiamo giudicato ingannevole, è stato segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Non farti confondere: l’apporto di calcio di questa crema non ha effetti positivi sulle ossa.

Nessuna crema può vantare, e nemmeno dovrebbe lasciare intendere, un effetto di questo tipo. Nivea sfrutta l’ambiguità del messaggio per trasmettere l’idea che la pelle abbia bisogno di una dose di calcio, così come il resto dell’organismo.


Troppe auto con fari spenti in giro…

31 gennaio 2011

Sempre più spesso incrocio auto con i fari spenti; tralasciamo quelli che non accendono le luci di giorno, tanto non servono, che sono un discorso a parte.

Molti non le accendono neanche in galleria, ma talvolta con un lampeggio si ravvedono e le accendono.

Altri, entrano in galleria con le luci diurne, ma probabilmente ignorano che le luci posteriori restano spente ed il rischio si alza notevolmente.

Il post si rifersice nello specifico agli automobilisti che si dimenticano di accendere le luci quando c’è buio. Esco di casa verso le 6.20 e rientro esattamente dodici ore dopo, intorno alle 18.30 ed il buio è una costante. Ecco, in queste occasioni, come dicevo,  vedo sempre più auto che circolano a fari spenti e non è certo un lampeggio a risolvere la cosa, senza dimenticare che in ambito urbano o su statali trafficate, non sempre si può fare per non dare fastidio agli altri.

Ho cercato di capire da dove nasca questa disattenzione, più frequente nelle donne, ma senza esagerare e forse ho capito.

Spesso quando l’auto a fari spenti mi precede e riesco ad affiancarmi, (nel traffico urbano capita…), guardo l’abitacolo e mi rendo conto che il cruscotto ha una luce molto forte che probabilmente non fa capire al conducente (tanto più se molto distratto) che le luci sono spente. Sicuramente vero che nonostante l’illuminazione presente sulle strade, resta il fatto che dovresti notare a prescindere che non stai illuminando la strada davanti  a te…ma lasciamo perdere.

In alcune auto gli strumenti si illuminano solo a luci accese. Va da sè che in quel caso il conducente dovrebbe rendersi conto immediatamente di non aver acceso leluci.

Ho fatto una prova pratica, ieri sera, basandomi sulla Toyota che ha un quadro strumenti con una luce molto forte.

Non appena si accende il motore, il quadro strumenti si presenta come nella foto seguente.

Quando si accendono le luci, la luminosità si adegua ovvero se l’automobilista ha impostato un valore  inferiore, il quadro resta meno illuminato.

Io ad esempio lo tengo al valore massimo (quello della foto) in estate, in quanto indossando gli occhiali da sole avrei difficoltà di lettura; in inverno, invece, circolando quasi sempre nelle ore buie della giornata, seleziono il valore intermedio, che mi permette di guidare senza avere una luce troppo forte che mi disturbi.

A proposito di luce che disturba, ricordiamoci di quelle auto a cui restano accese le luci diurne a led anche con gli anabbaglianti accesi. Molto fastidioso.

Del retronebbia acceso sempre, neanche parlo. Mi sono rotto le scatole di tanta imbecillità. :-( Andate a leggervi il post specifico.


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