Pronti ma invendibili: la beffa dei box

in sintesi un articolo di Gianni Santucci e Armando Stella che leggo sul Corriere e del quale raccomando la lettura integrale…

Sono i box «fantasma». Contengono oltre un migliaio di posti auto. Parcheggi costruiti (in ritardo) e pagati (anche il 50 per cento in più del prezzo stabilito), ma che ancora non hanno un proprietario.

I milanesi che li hanno comprati, fidandosi del logo del Comune stampato sui volantini d’offerta, non possono presentarsi davanti al notaio per firmare il rogito.

Come è possibile? Cause diverse: abusi edilizi da sanare; contenziosi sul prezzo; intoppi burocratici. Accade in piazza Novelli (Città Studi), in via Lucerna (zona Inganni), via Sammartini (stazione Centrale), piazzale Accursio.

In Novelli si trascina da anni una delle situazioni più critiche del piano parcheggi (oltre 200 cantieri, quattro grandi gruppi che si sono aggiudicati «a costo zero» la maggior parte delle aree pubbliche). Uno dei big per la costruzione dei box era la Quadrio Curzio, che ha poi ceduto il ramo d’azienda alla Salini-Locatelli, oggi Salini.

In piazza Novelli succede questo: il Comune firma il permesso di costruire a marzo 2006. Termine previsto per i lavori, settembre 2008. Tra la gara e l’apertura del cantiere, l’azienda presenta un progetto con il doppio dei box, da realizzare in due lotti. In piazza Novelli passa l’elettrodotto: il Comune lo sapeva, ma ha poi accreditato l’idea che fosse una scoperta «imprevista».

In via Sammartini, la costruzione degli oltre 300 box comincia nel 2005 e il termine lavori è fissato a febbraio 2007. I cittadini pagano, ma i cantieri sono lenti. Risultato: per i box finiti a dicembre 2009, il costruttore chiede una «giustificazione» per quasi 900 giorni di ritardo e aumenti di prezzo del 60 per cento.

Una battaglia legale è aperta per i quasi 300 box di piazzale Accursio: gli acquirenti vedono il parcheggio costruito (in gravissimo ritardo) e finito da un anno, ma non conoscono una data di consegna e si trovano con i prezzi aumentati del 60 per cento rispetto a quanto era previsto alla firma del contratto e loro hanno già pagato.

In via Lucerna, zona Inganni, la situazione è ancor più grottesca. Box costruiti (da «Parcheggi per Milano»), ultimati e venduti a ottobre 2008. Il progetto è però passato da 170 a 225 box, trasformazione che il Comune ha reputato «non autorizzata». Risultato: nessun acquirente è ancora proprietario del garage che ha pagato e che usa.

Lettura integrale QUI

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Una risposta a Pronti ma invendibili: la beffa dei box

  1. [...] per la realizzazione del tunnel di Monza; l’altro giorno raccontavo a Ro-K anche delle vicende dei box in netto ritardo sui tempi previsti, per non parlare dei costi ovvero dei prezzi di vendita, [...]

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