Deltaplano: l’Italia e Ploner ancora campioni del mondo

30 luglio 2011

Dopo quelli del 2009, sono ancora l’altoatesino Alex Ploner e la nazionale azzurra a conquistare i titoli mondiali di volo in deltaplano, superando 146 piloti provenienti da 35 nazioni.

A Christian Ciech, trentino trapiantato a Mornago (Varese), va la medaglia d’argento, davanti allo sloveno Primož Gričar ed al giapponese Koji Daimon. Elio Cataldi di Vittorio Veneto (Treviso) conclude con un eccellente quinto posto.

Del team azzurro facevano parte anche Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia), Filippo Oppici di Parma, Karl Reichegger di Falzes (Bolzano), Suan Selenati di Arta Terme (Udine), Vanni Accattoli di Recanati (Macerata), gli accompagnatori Andrea Bozzato di Verbania e Alba Tombollato di Padova, guidati dal CT Flavio Tebaldi di Venegono Inferiore (Varese). Seguono l’Italia nella classifica a squadre Francia, Austria, Giappone e Gran Bretagna.

Ai vertici del mondo c’è anche la Icaro 2000, prima ditta di costruzione di deltaplani in Europa, compresi quelli di Ciech e Ploner. I deltaplani costruiti vicino Varese vantano una decina di titoli tra mondiali e continentali e 9000 sono gli esemplari messi in cielo nel 2010.

I campionati hanno vissuto due settimane difficili a causa del forte vento e delle perturbazioni, condizioni pericolose per la sicurezza dei piloti. Gli organizzatori, uno staff di 32 persone, hanno cancellato o sospeso tutte le task, escluso due, rispettivamente di 118 e 111 chilometri.

Dal decollo sul Monte Cucco i piloti hanno sorvolato parte dell’Umbria e dei suoi borghi medievali, località ancora più affascinanti se viste dall’alto durante il volo silenzioso di un deltaplano. Atterraggio a Sigillo in località Villa Scirca.

Questa vittoria conferma che in poche discipline sportive l’Italia ha vinto tanto quanto nel volo libero, cioè quello senza motore, soprattutto in deltaplano oltre che in parapendio.

Ufficio Stampa FIVL – Federazione Italiana Volo Libero – 335 5852431 – skype: gustavo.vitali – vitali.stampa (AT) fivl.it

Foto e files audio > Clicca QUI

per ulteriori informazioni sul CAMPIONATO MONDIALE deltaplano:  Flavio Tebaldi – 339 3472910 – worlds (AT) cucco2011.org – flavio.tebaldi (AT) alice.it

Ufficio Stampa del Campionato Mondiale deltaplano > Barbara Valla – 3385823373 – barbara (AT) artistisenzanome.it


Bonus bebè: soldi da restituire?

30 luglio 2011

leggo su Altroconsumo e su Lettera 43

Molte famiglie stanno ricevendo lettere da parte delle Ragionerie di Stato con la richiesta di restituzione del così detto “bonus bebè” del 2006. Erano i 1.000 euro che l’allora Governo aveva dato alle famiglie con nuovi nati nel 2005 o nel 2006. Vediamo come comportarsi.

Purtroppo il provvedimento, inserito in fretta furia nella finanziaria 2006, non era stato particolamente ben studiato. Quanto meno, non era stato chiaramente illustrato alle famiglie: nella lettera a firma del Presidente del Consiglio, si diceva che bastava compilare un’autocertificazione e passare all’ufficio postale a ritirare i 1.000 euro.

L’amara sorpresa arriva in questi mesi estivi: ora viene chiesto alle famiglie di restituire il denaro e di pagare un’ammenda di 3.000 euro per aver dichiarato il falso.

Innazitutto diciamo la cosa più importante: i 3.000 euro non devono essere pagati. A legger bene il testo della lettera, si capisce che solo dopo che che si è instaurato un procedimento a carico di chi ha beneficiato indebitamente dei 1.000 euro e dopo che il giudice ha accertato la colpevolezza, il contribuente dovrà sborsare i 3.000 euro di sanzione.

Sarà durante il procedimento che dovranno essere portate le memorie difensive contenenti i motivi che hanno indotto in errore il contribuente, non prima. Infatti, nella lettera del Ministero, si legge che si possono inviare alla Ragioneria scritti difensivi e documenti, o di essere ascoltato entro 30 giorni dal ricevimento della lettera, ma gli unici documenti che al momento potete produrre, sono quelli che dimostrino che avevate diritto al bonus o che chiedete di far valere la prescrizione della contestazione.

Benché non ci sia modo di stabilire con certezza la prescrizione di quanto richiesto dallo Stato, può esser utile mandare una raccomandata A/R alla Ragioneria che ha inviato la lettera di contestazione, eccependo la prescrizione di quanto richiesto. In pratica, se sono passati 5 anni dalla data in cui hai presentato l’autocertificazione (e hai preso i 1.000 euro) alla data di ricevimento della lettera ministeriale, puoi dire allo Stato che si è accorto tardi dell’errore.

Tuttavia, questa strada non dà la certezza della vittoria, ma può valer la pena fare un tentativo. Sicuramente però, il reato penale, per il quale si chiedono i 3.000 euro, non è prescritto.

Se quanto contestato dallo Stato è corretto, dovrai restituire i 1.000 euro, a meno che non ci siano validi motivi per dire il contrario. Ad esempio, nella lettera la Ragioneria si contesta il reddito, oppure si dice che sono state inserite persone a carico che non lo erano. Con il 730, l’Unico o il Cud, potrai dimostrare di avere ragione.

In questo caso meglio andare di persona alla Ragioneria con la documentazione per annullare la richiesta di restituzione. Se invece avevi sbagliato, per esempio considerato netto il reddito di 50.000 euro, richiesta come soglia massima per beneficiare del bonus, oppure considerate a carico persone che in realtà non lo erano ai fini fiscali, devi restituire i 1.000 euro.

°°°

Leggo su Lettera 43:

«Su oltre 700 mila assegni inviati», ha scritto il sottosegretario Giovanardi , «incassati dagli aventi diritto, purtroppo circa 8 mila, a una verifica fatta dagli uffici sull’autocertificazione, sono risultati non in regola con quanto stabilito dal parlamento».

Che le famiglie non l’abbiano presa bene e siano sul piede di guerra è risaputo. Così Giovanardi ha chiesto scusa «per i toni sgarbati e minacciosi della lettera che gli uffici del ministero dell’economia hanno inviato per richiedere la restituzione di tale somma», e ha poi invitato comunque i genitori alla verifica.

Secondo Giordano «la dicitura reddito ‘complessivo’ così come indicato nell’informativa istituzionale si prestava a interpretazioni ambigue». La comunicazione inoltre «risultava incompleta, poiché non era fatto cenno a sanzioni dovute a errori o a dichiarazioni mendaci».

°°°

Secondo me chi sbaglia paga ed in questo caso il primo a sbagliare è stato chi ha stilato informazioni che inducessero all’errore il cittadino. Diverso è il caso di chi ha dichiarato dati errati in totale malafede; se il reddito dichiarato è falso comunque lo si valuti, complessivo o meno, in questo caso si persegua il cittadino.


Esodo estivo, bollino rosso sulla benzina

30 luglio 2011

Fanno bene le associazioni dei consumatori a tenere alta l’attenzione sugli ingiustificati aumenti del prezzo della benzina, tuttavia sappiamo bene che è inutile sperare che Governo e Antitrust intervengano al più presto. Più il prezzo è alto e più lo Stato incassa, per cui… ;-)

Detto questo, ecco l’articolo che leggo su Altroconsumo:

Sulle strade delle vacanze i prezzi dei carburanti schizzano alle stelle. Secondo l’ultima rilevazione di Altroconsumo gli aumenti sono stati del 6% in un solo mese. Governo e Antitrust devono intervenire al più presto.

Continua l’ondata speculativa sui prezzi della benzina. Nell’ultimo mese i prezzi alla pompa sono aumentati di quasi il 6%. In buona parte l’aumento è dovuto alle decisioni governative, che hanno determinato un rialzo delle accise. Ma se analizziamo i soli prezzi industriali in città (analisi che abbiamo fatto a Milano, dove non gravano imposte regionali sui carburanti come, ad esempio, in Campania), vediamo che sono comunque saliti di oltre il 4% per la benzina e di oltre il 3% per il gasolio.

Anche in autostrada si registrano aumenti, ma più contenuti rispetto a quelli registrati in città. Sulle strade delle vacanze è aumentato di più il gasolio. Ormai i distributori di marca applicano sistematicamente un prezzo superiore a 1,60 euro al litro. Se si vuole risparmiare un pochino (mediamente il 3%) conviene rivolgersi ai distributori self service o a quelli indipendenti.

L’escalation dei prezzi alla pompa è assolutamente ingiustificata, non c’è una particolare congiuntura a determinarla come in altre occasioni è accaduto; in questo momento si tratta di vere e proprie decisioni speculative delle aziende petrolifere, che come ogni anno si affacciano sulla strada dei vacanzieri intenti in questi giorni a fare rifornimenti per raggiungere le mete turistiche. E, fatto ancora più grave, il governo non interviene.

Altroconsumo invita il Governo a intervenire al più presto e auspica una rapida conclusione dell’indagine conoscitiva avviata dall’Antitrust a proposito della strategia anticoncorrenziale intrapresa dalle aziende petrolifere.

Nel frattempo, il consiglio è di leggere in autostrada dei cartelloni informativi sui prezzi dei carburanti in modo da fare sosta nei più convenienti, e in città quando è possibile vale la pena boicottare le catene a favore delle insegne indipendenti che in genere propongono i prezzi migliori.


Mandate un autovelox in Sicilia orientale

30 luglio 2011

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

di Maurizio Caprino

Ieri mattina, giusto mentre a Roma era in corso la conferenza stampa che snocciolava lo spiegamento di forze per l’esodo estivo, a Catania veniva data la notizia che anche la settimana prossima la Stradale non potrà fare controlli di velocità in tutta la Sicilia Orientale.

Sarà la settima settimana consecutiva, praticamente due mesi. Perché gli apparecchi in dotazione (pochi da sempre) sono tutti guasti o in manutenzione. Una frustrazione per i poliziotti che cercano di fare sicurezza su strade spesso poco trafficate ma comunque pericolose.

E, forse, un indice di quanto scarse siano le risorse a disposizione, se è vero che con l’avvento del Tutor nel resto d’Italia dovrebbe in teoria essersi “liberato” qualche apparecchio per mandare in Sicilia: se non lo si fa, forse anche nel resto d’Italia ci sono problemi.

Un aggiornamento lo puoi leggere QUI


Borghezio, l’incompreso, si scusa

29 luglio 2011

Leggo che Borghezio manderà fiori ai funerali delle vittime.

Se si mette a 90° abbiamo anche trovato dove metterli questi fiori che grondano ipocrisia…

 

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Serve un’Agenzia di rating della UE

29 luglio 2011

“Il Governo si impegni nel sostenere un’iniziativa in sede europea per dare vita ad una Agenzia di ratingdella UE, poiché quelle esistenti tendono a destabilizzare il mercato dei titoli”.

E’ questo l’auspicio di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), a commento della risoluzione approvata all’unanimità dalla Commissione Finanze della Camera, che dimostra, ancora una volta, quanto sia importante la coesione politica a difesa del nostro Paese.

Le Agenzie di rating -prosegue Massimiliano Dona- si dividono oltre il 90% del mercato mondiale, operando in un regime di monopolio con barriere all’entrata: così il conflitto d’interesse è connaturato al funzionamento stesso di queste Agenzie. Esse sono infatti remunerate dalle società emittenti dei titoli per ottenerne la maggiore valutazione – la più elevata è la tripla A – e quindi la migliore collocazione sul mercato.

Sul punto concorda il professor Giuseppe Di Taranto, ordinario alla Facoltà di Economia dell’Università “Luiss Guido Carli” di Roma, che ricorda:

A settembre 2007, quando scoppiò la crisi, la tripla A era assegnata ai titoli tossici dei mutui sub prime e alle loro cartolarizzazione, a fondi pensione poi falliti e a prodotti derivati, per un ammontare di oltre 7 mila miliardi di dollari. E questo senza dimenticare il merito di credito, anch’esso errato, attribuito a Enron e a Parmalat. Le Agenzie di rating rappresentano, troppo spesso, uno strumento distorsivo del mercato e non affidabile per il risparmiatore.

Ufficio stampa Unione Nazionale Consumatori


Quei vacanzieri in retromarcia sulla tangenziale e i segnali

29 luglio 2011

leggo sul Blog di Maurizio Caprino

Se scegliete il Salento per le vostre vacanze, attenzione sulla tangenziale di Lecce: potreste trovarvi altri turisti in retromarcia.

Accade sulla carreggiata interna (percorsa soprattutto da chi proviene dalla costa jonica), tra gli svincoli per Trepuzzi e quello di Borgo San Nicola. In mezzo, ce n’è un altro, il più importante di tutti perché è quello che con la prima rampa immette sulla principale via di accesso in città e con la seconda porta sulla superstrada per Brindisi, l’arteria che di fatto collega il Salento al resto d’Italia.

Nonostante la nevralgicità di quest’ultima rampa, l’indicazione “Brindisi” la trovate solo sulla cuspide, cioè quando ormai è tardi per imboccarla. Di qui le retromarce.

Rischi d’incidenti a parte, immagino i rimbrotti di tante mogli ai rispettivi mariti, “rei” di guidare distrattamente o di vederci poco. E invece basterebbe che chi ha messo i segnali lo avesse fatto seguendo le regole.

Le regole di base della segnaletica vogliono che ci sia un congruo preavviso prima di uno svincolo, tanto più se così importante. Il preavviso andrebbe seguito da un portale che sovrasta tutta la carreggiata e….

continua la lettura QUI

… e non dimentichiamoci di quelli che sbagliano sistematicamente casello e fanno retromarcia e/o attraversano le corsie, spesso senza neanche riflettere sulla pericolosissima manovra (nonchè vietata) che stanno facendo…

 


In autostrada, se sbagli il casello NON fare retromarcia

29 luglio 2011

Grande traffico sulle autostrade e quello che è già problema durante l’anno, diventerà ancor più grave e pericoloso;  mi riferisco a quelli che sbagliano sistematicamente casello e fanno retromarcia e/o attraversano le corsie, spesso senza neanche riflettere sulla pericolosissima manovra (nonchè vietata) che stanno facendo…

(P.S. Anche superare le auto in velocità, a destra e sinistra, mentre ci si avvicina al casello, per poi tagliare dalla parte opposta, non è saggio…)

Il Codice della Strada è molto chiaro: Articolo 176 – Comportamenti durante la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali

Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade di cui all’art. 175, comma 1, è vietato:

  • a) invertire il senso di marcia e attraversare lo spartitraffico, anche all’altezza dei varchi, nonché percorrere la carreggiata o parte di essa nel senso di marcia opposto a quello consentito;
  • b) effettuare la retromarcia, anche sulle corsie per la sosta di emergenza, fatta eccezione per le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggio;

Chiarita la parte normativa, cercate di porre attenzione a quel che fate, considerando che non è che sia difficile entrare nel casello giusto e soprattutto ricordate che non siete soli sulla strada.

A prescindere dall’intensità del traffico, resta il fatto che con manovre di questo genere vi metterete sulla traiettoria di qualcun altro, che di certo non si aspetta (ma dovrebbe) che un’auto faccia retromarcia e/o attraversi le corsie di accesso da sinistra a destra…

Facciamo un riassunto della segnaletica:

pagamento pedaggio con telepass Lo sfondo giallo indica in maniera univoca l’esazione dinamica tramite Telepass.
In aggiunta alla scritta-logo TELEPASS, il cartello presenta la scritta “riservata clienti” per segnalare ulteriormente che si tratta di porte dedicate ai soli possessori di apparato Telepass.
pagamento pedaggio con Viacard, carte di credito e bancomat Il colore blu indica in maniera univoca il pagamento esclusivamente tramite carte: Viacard, Carte di Credito e Bancomat.
Oltre al logo Viacard sono presenti 2 generiche tessere ad indicare la molteplicità di carte accettate (il dettaglio delle Carte accettate, illustrato di seguito, è presente sul cartello posto in basso all’inizio dell’ isola che delimita la porta).
pagamento pedaggio con Viacard, carte di credito, bancomat e telepass Rispetto al cartello precedente, l’aggiunta della “T” di Telepass su sfondo giallo indica al cliente Telepass la possibilità di utilizzare anche questa porta, ma lo avverte che non si tratta di una porta dedicata. Lo sfondo
blu, infatti, vuole indicare che si tratta di porte destinate al pagamento tramite carte: Viacard, Carte di Credito e Bancomat.
pagamento pedaggio con contanti In questo caso lo sfondo del cartello è bianco, ad indicare che si tratta di porte destinate esclusivamente al pagamento tramite contanti.
Il cartello presenta il simbolo dei contanti con l’aggiunta del simbolo di una mano, ad indicare la presenza dell’operatore.
pagamento pedaggio con contanti Anche in questo caso il colore bianco indica il pagamento tramite contanti. Nelle porte contrassegnate da questa tipologia di cartello il pagamento avviene in cassa automatica self-service (abilitata all’erogazione del resto).
Il cartello presenta, oltre al simbolo dei contanti, anche il logo delle carte su sfondo blu, ad indicare la possibilità di pagamento con Viacard, Carte di Credito e Bancomat. Il posizionamento del logo delle carte sulla fascia inferiore del cartello vuole indicare che non si tratta di una porta dedicata a questa modalità di pagamento.

Pubblicità ingannevole ovvero il Tg2 sponsorizza Danacol

29 luglio 2011

Il Tg2 sponsorizza Danacol nonostante l’Antitrust abbia già multato in passato la Danone proprio per pubblicità ingannevole.

E’ questo il commento di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), al servizio dal titolo “Cibi imbroglioni”, andato in onda qualche giorno fa, durante la rubrica “Costume e società” di Raidue.

“E’ offensivo per i consumatori della tv di Stato, ascoltare in un servizio giornalistico una vera e propria reclame a favore del prodotto ‘anticolesterolo’ Danacol”, afferma Dona, che spiega:

E’ fuorviante collegare un problema importante come il colesterolo, che nei casi più seri richiede una terapia farmacologica di carattere permanente, al consumo di un prodotto alimentare. Senza contare -prosegue il Segretario generale- che, secondo la normativa in materia, non è consentito fare una pubblicità così esplicita, corredata da immagini del prodotto, all’interno di un pezzo giornalistico”.

L’Unione Nazionale Consumatori ha segnalato il caso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e lo spot all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP).

Ufficio stampa Unione Nazionale Consumatori


Quando il casco è un accessorio inutile…

29 luglio 2011

Ieri ho visto in tv (Italia 1)  la sfuriata di De Laurentis in merito al Calendario della Serie A; dopo la sua sfuriata se n’è andato,come passeggero, in motorino, dopo aver chiesto un passaggio al primo che passava, come potete vedere in questo video.

Va da sè che non indossava il casco, cosa fatta notare dal cronista che ribadiva il fatto che se ne fosse andato a rischio multa.

Pochi minuti prima, su Italia 1, durante StudioAperto, ecco il superlativo servizio sul fidanzato che ha affisso un poster da 6 metri per scusarsi con la fidanzata, cosa che ha avuto un esito positivo secondo la giornalista che poi aggiunge: ed eccoli andare via abbracciati su un motorino.

Ovviamente senza casco, ma questo lo aggiungo io, perchè alla giornalista, specializzata in gossip, forse, non è neanche passato per la mente di lasciar cadere un messaggio, giusto due parole, per la sicurezza stradale….

D’altro canto finchè ci saranno giornalisti che fanno i servizi sulla sicurezza, invitando alla prudenza ed al rispetto delle regole, ponendosi ai bordi delle strade, autostrada compresa, senza il gilet ad alta visibilità (perlomeno), con camion ed auto che gli fanno il pelo…


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