in sintesi un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare
Il 29 giugno una rappresentanza delle Commissioni mensa delle scuole milanesi si è incontrata con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il vicesindaco Guida, il presidente di Milano Ristorazione Roberto Predolin. Le premesse sono interessanti visto che Il Comune ha riconosciuto la rappresentanza dei genitori come interlocutore e si è impegnato a fissare incontri bimestrali per esaminare i gravi inadempimenti di Milano Ristorazione relativi al contratto di servizio.
Dopo questo incoraggiante avvio che lascia ipotizzare una nuova era di trasparenza e collaborazione tra utenza e Milano Ristorazione, ancheilfattoalimentare.it crede sia giunto il momento di ricevere risposte adeguate alle domande che il 17 marzo 2011 abbiamo rivolto a Roberto Predolin.
Lo stesso Predolin in una lettera ci ha assicurato che avrebbe risposto volentieri dopo la campagna elettorale. Aspettiamo ancora fiduciosi le risposte.
A questo punto però rivolgiamo le stesse domande anche a Giuliano Pisapia che si è dimostrato sensibile all’argomento, visto che il Comune detiene il 99% delle azioni di Milano Ristorazione.
1 – E’ vero che il 40 % dei pasti serviti nelle scuole di Milano foiniscono nei rifiuti? Ci sono dati specifici sui rifiuti delle singole scuole?
2 – Quanto costa un pasto a Milano Ristorazione considerando solo le materie prime? E’ vero che utilizzando il 50% di ingredienti bio l’aggravio di costi sarebbe di 0,40 / 0,75 € a pasto?
3 – E’ vero che le scodellatrici quando hanno iniziato a lavorare non avevano una formazione specializzata come addette mensa, ma erano personale generico di una società di servizi specializzata in pulizie?
4 – E’ vero che le 1.347 scodellatrici sono pagate 5,40 €/h lorde, ovvero 4,0 €/h nette? La retribuzione è corrispondente a quanto stabilito dai contratti di categoria? Milano Ristorazione verifica l’applicazione dei CCNL? Dal bilancio emerge che alle società di servizi cui sono stati affidati gli appalti di somministrazione pasti e pulizia dei refettori vengono corrisposti 47 euro per 3 ore di lavoro a ciascuno operatore, cioè 15 euro l’ora circa, a fronte dei 5,40 che gli stessi operatori dichiarano di guadagnare?
5 - Quante lamentele ricevete giornalmente? E’ possibile avere una statistica dettagliata degli ultimi 5 anni?
6 -E’ stata avviata una class-action contro la società, quali sono i motivi per cui non discutete con i genitori per risolvere i problemi?
7 – E’ vero che gli appalti per la fornitura delle materie prime vengono aggiudicate assegnando un’importanza prevalente al prezzo e solo in misura minore alla qualità? Per esempio nella gara di appalto del riso vince chi propone il prezzo più basso senza attribuire alcun valore alla qualità del prodotto. Nell’appalto del latte il fattore prezzo influenza il 90% il giudizio di assegnazione?
8 – E’ vero che nel menù ci sono solo 2 prodotti biologici (formaggi) ? C’è un motivo preciso? Non è possibile favorire la formazione di consorzi di produttori per incrementare la quantità di cibo bio come è stato fatto in altre zone di Italia?
9 - Perché nelle 80 scuole con il self-service non proponete un’alternativa di menù. Si butterebbe via la metà del cibo e i ragazzi sarebbero più sazi e più contenti?
10 – E’ vero che la frutta e la verdura viene acquistata dal socio Sogemi? Se sì, come mai Milano Ristorazione motiva il non acquisto di prodotti bio per mancanza di reperibilità dei quantitativi necessari? Le aziende di ristorazione che gestiscono in appalto il servizio di ristorazione scolastica del comune di Roma non hanno problemi a procurare tutti i prodotti biologici previsti da capitolato, che sono di gran lunga superiori a quanto acquistato da Milano Ristorazione , con un numero di pasti totali da servire superiore a 100 mila giorno.
11 – A quanto ammonta la spesa per le analisi condotte da Milano Ristorazione sulle materie prime? Nel bilancio del 2009 la voce “analisi chimiche” è stata di 28.462 €. Questa somma comprende 419 analisi microbiologiche di cui: 275 sui pasti ( 50 € cad nostra stima ) e 144 tamponi ambientali (30 € cad nostra stima) e 34 analisi acqua potabile (25 € cad nostra stima) per un totale di 19.000 € circa. Non si tratta di un numero ridicolo di controlli considerando i pasti giornalieri?
12 – Nel bilancio ci sono 13.043 collaudi. Cosa sono i collaudi? Chi li fa? Quanto costano? Poi ci sono 213 visite ispettive. Chi le fa ? Quanto costano?
13 – A cosa si riferiscono le tre voci di spesa del bilancio 2009 denominate “consulenze tecniche” costate 480.209 €?
14 – Lavoce di spesa “consulenze amministrative” indicata nel bilancio 2009 per un importo di 318.966 € a cosa si riferisce?
15 – Nel bilancio 2009 i pasti serviti sono aumentati dello 0,4% mentre il costo delle materie prime è sceso da 23.896 milioni di € a 20.516 milioni di €. Come mai si registra una riduzione dei costi a fronte di un incremento dei pasti? Se poi è vero che nella voce di spesa relativa alle materia prime è incluso anche l’acquisto delle vaschette monouso di plastica, come si giustifica un simile ribasso in un periodo in cui i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentata su tutti i mercati?
16 – Il personale in produzione sembra essere in esubero rispetto al numero di pasti. Il rapporto attuale di 1 addetto ogni 84 pasti preparati è eccessivo, in genere si parla di 1 addetto ogni 100 /150 pasti soprattutto quando ci sono centri cottura centralizzati. C’è un motivo?
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