Avendo soldi extra in cassa, vai così, becchiamoci le multe dalla Ue

30 settembre 2011

La Commissione europea ha deciso l’invio di una lettera di messa in mora all’Italia in cui chiede di conformarsi alla vecchia sentenza della corte Ue sull’uso illegale delle reti da posta derivanti nel Mediterraneo.

La corte di Giustizia Ue insieme alla commissaria alla pesca Maria Damanaki, «deplorano che l’Italia continui a violare il divieto relativo alle reti derivanti».

Se non saranno adottati «opportuni provvedimenti entro due mesi dal ricevimento della lettera, la commissione potrà adire la corte Ue con pesanti sanzioni finanziarie».

Fonte: Lettera43


Facebook cambia faccia. Ma occhio a ciò che pubblicate

30 settembre 2011

Leggo su Altroconsumo

Non c’è bisogno di cliccare bottoni o copiare e incollare fantomatiche frasi magiche sul vostro profilo di Facebook e soprattutto non ci sarà nulla da dover pagare.

Nonostante i falsi allarmi, che in questi ultimi giorni hanno infestato le nostre bacheche, si tratta solo dell’ennesima (ma questa volta davvero radicale) rivoluzione del social network più popolare del pianeta.

Una rivoluzione che trasforma una semplice bacheca di pensieri, link e foto in una vera Timeline (così la chiamano nella società di Mark Zuckerberg), ovvero in un diario della vostra vita.

L’idea è di trasformare i profili personali di 800 milioni di persone in uno “scrapbook”, ovvero in uno di quegli album in cui i ragazzini e le mamme di una volta conservavano fotografie, ritagli di giornali e i più svariati ricordi personali. Insomma, Mark Zuckerberg ha traghettato il suo social network dalla forma (molto a stelle e strisce) di annuario del college a quella dell’album di famiglia digitale.

Aprendo la Timeline, ovvero il vostro nuovo profilo, troverete raccolto in automatico tutto ciò che avete pubblicato su Facebook nel corso di questi anni: foto, video, commenti, link, discussioni, e stati d’animo, tutti collocati in una linea temporale come fosse l’album appunto della vostra “vita” su questo social network.

In cima alla pagina c’è la “Copertina”, una grande immagine che identifica l’utente, mentre appena sotto c’è “La tua storia”, uno spazio in cui si possono condividere le pagine del proprio “diario”: i post più popolari, le foto, gli avvenimenti, in una classica successione temporale. La parte più in basso è destinata alle Applicazioni, dove poter esprimere la propria personalità, mostrando a tutti (o solo agli amici) i film e le attività preferite o le canzoni ascoltate. Il tutto con nuovi pulsanti (Letto, Ascoltato, Visto e Voglio) alla faccia di chi si dilettava solo col “Mi piace”.

Il vostro profilo Facebook diventa, quindi, il diario digitale della vostra vita. Facile quindi pensare che saranno in molti a non resistere al desiderio di completare le pagine di questo diario. In tanti pubblicheranno foto, link, testi o canzoni alla data del loro primo giorno di scuola, del giorno del matrimonio, dell’anno della laurea o di qualunque avvenimento importante della propria vita, anche (e soprattutto) se accaduto ben prima dell’avvento di Facebook.

Il pericolo (se di vero pericolo si può parlare) è che nei server di Facebook finiscano intere vite di uomini e donne in digitale, più o meno dettagliati racconti, o anche solo spezzoni di esistenze e abitudini; ovvero una manna per i danarosi inserzionisti del social network di Zuckerberg, ansiosi di conoscere le storie di ognuno di noi per proporci consigli pubblicitari sempre più mirati e tagliati su misura.

Il consiglio che possiamo darvi è quello di continuare ad usare il nuovo Facebook esattamente come usavate il vecchio; sapendo che qualsiasi cosa pubblicate sulla vostra Timeline sarà una pezzo della vostra vita che, da oggi, non sarà più solamente vostra.


A Roma, La Gatta Mangiona, la mia pizzeria preferita

30 settembre 2011

C’è un solo posto a Roma dove vado a mangiare la pizza: La Gatta Mangiona, nel quartiere Monteverde, proprio al confine tra la zona antica (Monteverde Vecchio) e quella moderna (Monteverde Nuovo) del quartiere che si estende alle spalle del Gianicolo lungo Villa Doria Pamphili.

Questo è, davvero, il Paradiso per chiunque sia ghiotto di pizza e per chi ama i gatti. A questo simpatico felino animato da spirito di indipendenza, infatti, è dedicato il locale, disseminato di gatti proposti in tutte le forme, tridimensionali o solo disegnati.

E indipendente come lo spirito di un gatto è la filosofia di questa pizzeria che propone pizze eseguite con pasta lievitata per ben 72 ore, utilizzando davvero pochissimo lievito, garantendo così un prodotto leggerissimo eppur gustoso, assai digeribile e dalla consistenza morbida e dorata in superficie.

La specialità di queste pizze, inoltre, la fanno gli ingredienti: scelti tra i prodotti tipici dell’agroalimentare italiano e proposti sempre in creativi abbinamenti.

Ecco, così, la pizza con broccoli romaneschi e coppa artigianale di Marino; quella con caciocavallo silano, carciofi romaneschi e pancetta arrotolata della Bassa parmense; Asiago, asparagi, speck d’anatra e pepe rosa; pomodori speziati al forno, misticanza e fiori su un lieve letto di mozzarella; crema di ceci, baccalà macerato e mentuccia; Taleggio, castagne al vapore, lamelle di porcini crudi e riduzione di mirtilli… Tante proposte, alcune fisse in menù e altre che cambiano giorno per giorno.

Il tutto accompagnato da una vasta ed eccellente carta di vini, insolita per una pizzeria, dove pescare anche grandi etichette a prezzi più che onesti; oppure una valida selezione di birre artigianali e distillati.

Strepitosi i dolci, soprattutto quelli al cucchiaio (estasiante la bavarese alla menta con scaglie di cioccolato amaro), preparati da Cecilia Capitani che con il marito Giancarlo Casa e l’amico d’infanzia Sergio Natali gestiscono La Gatta Mangiona.

In un locale simpatico, ma un po’ rumoroso come sempre sono le pizzerie, vi accoglierà la caposala Maria Luisa, sarda dal sorriso solare e incantevole, accattivanti occhi scuri e luminosi, tanta gentilezza e disponibilità.

I prezzi sono, ovviamente, più alti di una normale e semplice pizzeria: ma, credetemi, ne vale la pena. Necessario prenotare: in qualunque giorno della settimana, La Gatta Mangiona è sempre piena di avventori che giungono qui da tutta Roma.

Ristorante Pizzeria La Gatta Mangiona
Via F. Ozanam, 30-32 – 00151 Roma
Tel. 06.53.46.702


Ricambi fasulli scoperti solo per un trasloco fatto male

30 settembre 2011

di Maurizio Caprino

Fortuna. Per essere sicuri che non ci stiano montando un pezzo di ricambio fasullo possiamo solo aggrapparci alla fortuna.

Lo dimostra l’ultima operazione della Guardia di Finanza, che nel Cuneese ha scoperto un arzillo pensionato che aveva messo su un grosso giro comprando pezzi cinesi e rimarchiandoli con i nomi dei principali produttori di ricambi di qualità.

Come hanno fatto i finanzieri ad accorgersene?

Con controlli sistematici su personaggi sospetti?

Con fantascientifiche analisi di laboratorio fatte a campione?

Magari: più semplicemente, sono stati allertati dal proprietario del casale dove il pensionato aveva messo la base della propria attività. Quando il pensionato si è trasferito, non ha portato via tutte le casse…

Insomma, gli anni passano e il problema resta: nessuno svolge un’attività sistematica, che pure per direttiva europea si dovrebbe fare.


2 ottobre: Giornata della buona alimentazione

30 settembre 2011

Leggo su Il Portale dei Consumatori

“Un’alimentazione equilibrata, rispettosa dell’uomo e dell’ambiente, ed uno stile di vita sano, rappresentano una strategia vincente per il benessere, il buon umore e il piacere della buona tavola”.

Ma sono tempi sempre più risicati per pianificare la spesa e scegliere con attenzione il cibo che si compra, tra proposte alimentari spesso allettanti ma non salutari, campagne di marketing confondenti, vita sedentaria, un gran numero di informazioni e “diete” reperibili su Internet prive di fonti di riferimento e di fondamento scientifico.

Insomma, seguire i modelli raccomandati per una sana alimentazione oggi è davvero difficile. Da scelte alimentari spesso dettate dalla fretta, da informazioni scorrette o insufficienti, non discendono soltanto seri rischi per la salute, ma anche uno spreco di risorse, sia di cibo che di acqua.

Ecco i punti fermi da cui l’Associazione Nazionale dei Dietisti (Andid) è partita per organizzare la prima edizione della “Giornata della buona alimentazione”.

Il 2 ottobre, dalle ore 9 alle 18, in 12 città distribuite su tutto il territorio nazionale – per l’Emilia-Romagna è coinvolta Modena, con appuntamento in Piazza Matteotti - i cittadini potranno trovare punti di informazione con materiali educazionali, consigli pratici elaborati da dietisti, la possibilità di misurare l’indice di massa corporea, e di ritirare omaggi e gadget.

Chiamando il numero verde 800.97.66.80, scrivendo una email a info@andid.it o visitando il sito  sarà possibile trovare le città prescelte e prendere contatti con l’Associazione.

La giornata della buona alimentazione è anche una delle tappe ufficiali di “un anno contro lo spreco dell’acqua”, promossa da Last Minute Market e dall’Università di Bologna.

 

 


Combattere l’evasione si può ed è pure facile. In Brasile ad esempio…

30 settembre 2011

Alcuni giorni fa ho pubblicato alcune riflessioni basate sulla lettera di un sindacalista che argomentava sull’evasione e su una semplice ricetta per combatterla.

Tutto condivisibile, ovviamente, ma anche in questo caso c’era chi spostava il discorso altrove ovvero sui Grandi evasori; giusto anche questo punto di vista, ma come dicevo, secondo me il Grande evasore di domani è figlio dell’evasore quotidiano di oggi.

Niente di meglio che sentirsi impuniti per alzare la posta, giorno dopo giorno.

Ieri stavo leggendo su Vanity Fair un breve riassunto di Stefano Vergino circa la politica fiscale in alcuni paesi del mondo ed ecco che  mi cade l’occhio sul Brasile.

In Italia anche un’idea vincente come quella brasiliana resterà un Utopia; non investiamo sulla Banda larga, anzi tagliamo i fondi; non siamo riusciti a gestire i braccialetti elettronici per i detenuti, riuscendo a spendere 110 milioni di € in 10 anni per l’utilizzo di 2 braccialetti in 1 anno, contro i 400 acquistati; non abbiamo nè politici in grado di fare qualcosa di concreto per il Paese. I loro interessi li fanno bene, da destra a sinistra, ma quanto si scivola sul Bene Comune….

Leggiamo insieme il metodo brasiliano:

Lo Stato di San Paolo permette di detrarre qualsiasi tipo di spesa, dal caffè all’abbigliamento e così facendo in tre anni le entrate fiscali sono aumentate del 23,3%.

Non ènecessario conservare montagne di scontrini, perchè tutto passa attraverso i registratori di cassa collegati via Internet (!) all’agenzia delle entrate.

Quando il cittadino si registra al programma (obbligatorio per i negozianti) e quando acquista un bene, comunica  il proprio Codice Fiscale al venditore che batterà i dati sulla cassa e l’operazione verrà inviata in automatico al Fisco.

Il risultato è che il cliente potrà scaricare il 30% dell’Icms (l’Iva brasiliana) che gli verrà versata in banca tramite bonifico oppure detratta delle imposte a fine anno.

(E qui vi rimando alla velocità del nostro Stato nel rimborsare il cittadino delle somme dovute…)

Secondo Diego Corrado (docente di diritto commerciale alla Bocconi) questo sistema ci permetterebbe di raccogliere un gettito aggiuntivo di 1,5 miliardi di Euro all’anno. Senza aumentare l’Iva.

Noi invece andiamo avanti a colpi di spot…


Latte crudo alla spina: pro e contro…

30 settembre 2011

In sintesi un articolo di Valentina Murelli che leggo su Il Fatto Alimentare

Da quando nel 2004 in Italia è stata consentita la vendita diretta di latte crudo sono iniziate discussioni e polemiche a volte molto accese. Da una parte si sottolineano i rischi, limitati ma pur sempre presenti; dall’altra si è convinti della validità dell’equazione “crudo uguale a naturale” e “naturale uguale a buono”.

Proviamo a fare il punto della situazione, tra rischi (piccoli, ma reali) e benefici (spesso solo presunti).

C’è chi lo acquista perché lo ritiene più in linea con il proprio stile di vita naturale ed ecologico, chi ne apprezza il gusto, chi pensa sia più ricco di principi nutritivi e faccia bene alla salute e chi vuole  semplicemente risparmiare.

Fatto sta che, da qualche anno a questa parte, c’è stato anche in Italia un vero e proprio boom del consumo del latte crudo, il latte fresco non trattato che si può comprare alla spina in appositi distributori, direttamente presso gli allevatori che lo producono oppure in supermercati o in luoghi pubblici.

Oggi, a dire il vero, il fenomeno conosce un piccolo calo: una leggera flessione si è registrata a partire dal dicembre 2008, dopo l’emanazione di un’ordinanza del Ministero della salute che impone l’obbligo di riportare sui distributori l’indicazione che il latte crudo deve essere consumato previa bollitura.

Per il resto, il calo dipende più da una diminuzione dell’offerta che da quella della domanda: «Nel corso dell’ultimo anno è aumentato significativamente il prezzo del Parmigiano Reggiano, per cui anche il latte necessario alla sua produzione viene pagato di più», spiega Giovanni Zecchini, esperto di sicurezza alimentare del servizio veterinario dell’Ausl di Modena.

A leggere quanto riportato da alcuni siti di informazione sul latte crudo, italiani o esteri, pare di avere a che fare più con una panacea che con un alimento: aiuterebbe a prevenire l’asma e le allergie nei bambini, ma anche il morbo di Crohn, l’autismo, addirittura il cancro.

Per non parlare dei  benefici nutrizionali, trattandosi di un alimento ricco di vitamine, enzimi, grassi, proteine, calcio eccetera. Tra tutte queste meraviglie, però, solo ben poche sono sostenute da solide base scientifiche: in effetti, l’unica associazione che sembra verificata è quella tra consumo di latte crudo e diminuzione del rischio di alcune patologie allergiche.

Quali sono, dunque, questi rischi? I principali batteri incriminati sono quattro: Campylobacter, Listeria, Salmonella ed Escherichia coli O-157, ceppo che può causare la sindrome emolitica-uremica, una grave malattia che può portare alla morte o a invalidità permanenti.

Le mucche negli allevamenti – e le loro feci – possono essere contaminate senza dare alcun segno di malattia: per questo sono necessari controlli igienici rigidissimi per chi propone la vendita di latte crudo.

Un trattamento come la pastorizzazione permette di eliminare eventuali contaminanti, che possono invece rimanere nel latte crudo.

Da qui l’indicazione di bollirlo, sempre e comunque, ma soprattutto se destinato all’alimentazione di bambini e anziani, che hanno un sistema immunitario meno efficace nel contrastare organismi estranei.

«Attenzione, però, non si tratta di fare dell’allarmismo», precisa Alfredo Caprioli, direttore del laboratorio europeo di referenza per E. coli O157, all’Istituto superiore di sanità.

«Ovvio che il latte crudo non è il male assoluto e che, visti i numerosi controlli e le sollecitazioni alla bollitura, i rischi sono limitati, però ci sono.

In effetti, è stato proprio a seguito del manifestarsi di alcuni casi della sindrome probabilmente a seguito di ingestione di latte crudo che il ministero della Salute ha emesso l’ordinanza alla bollitura (in realtà basta arrivare a 80°C per pochi secondi per eliminare i batteri patogeni, nelle aziende il latte si pastorizza a 72°C per 15 secondi).

Un’indicazione che a molti sostenitori del crudo proprio non va giù: dicono che così il latte perde sia il suo sapore caratteristico, più ricco e definito di quello pastorizzato, sia le proprietà nutrizionali.

Rispetto al sapore c’è poco da dire: può darsi, ma il gusto è anche una questione molto personale.

Rispetto alle proprietà nutrizionali, invece, occorre una precisazione: proteine, zuccheri, minerali come il calcio rimangono sostanzialmente inalterati. Quello che può andare perso sono le vitamine e gli enzimi, ma è pur vero che in una dieta equilibrata non c’è alcun bisogno di assumere queste sostanze con il latte.

lettura integrale QUI


Blocco motore se bevi, zone 30 all’ora e sensi unici…

30 settembre 2011

di Maurizio Caprino

Un altro passo verso il blocco automatico del motore se il guidatore ha bevuto (alcolock): il Parlamento europeo ha approvato il documento d’indirizzo alla Commissione Ue sulla sicurezza stradale e tra i contenuti c’è pure questo.

Una novità che si prevede limitata solo a neopatentati e autisti professionisti, ma il segnale è importante: finora le iniziative sugli alcolock si sono moltiplicate, ma in Europa devono fare i conti col fatto che l’obbligo di installazione a bordo dei veicoli può essere imposto solo dalla Ue (i singoli Stati possono farlo solo con qualche sotterfugio giuridico, imponendolo come “norma di comportamento”).

Per il resto, il Parlamento europeo sposa le “zone 30 all’ora” e i sensi unici in città e spinge affinché i dati su incidenti, morti e feriti siano rilevati ed elaborati in modo più rapido e preciso rispetto a oggi. Ciò serve per poter verificare come si sta procedendo verso l’obiettivo di dimezzare ulteriormente i morti sulle strade di qui al 2020, fissando traguardi intermedi.

Insomma, giusto ciò che non è stato possibile fare col dimezzamento 2001-2010 (non a caso fallito da non pochi Stati, tra cui l’Italia).

°°°

Secondo me il limite dei 30 kmh in città rischia di creare più danni che vantaggi.

Mi sta a cuore la sicurezza ed anche l’ambiente e faccio il possibile per ridurre il mio impatto sull’ambiente, però ci vuole anche un pò di logica.

Quando uso la Toyota (diesel), giro in città in 5a, a 1000 giri ovvero sul filo dei 40-50 kmh. Eliminando eventuali situazioni d’emergenza, che non sono prevedibili, non mi sono mai trovato in difficoltà applicando la cosidetta Ecodrive. I consumi ci guadagnano in maniera evidente ed una volta modificato l’intero approccio alla guida, si resta in ogni caso più rilassati.

Però per procedere a 30 kmh, la 5a me la scordo, ma anche la 4a. Ho fatto qualche prova in questi giorni, di fatto sarei costretto ad usare la 2a e la 3a e tanti saluti ai consumi.

Con la Smart, stesso discorso. Per andare a 50 kmh, se tengo il piede di velluto, calibrando al meglio il cambio automatico, riesco a mantenere la 4a, ma con i 30 kmh…

Anche se di primo acchito sembra un controsenso, resta poi da considerare il rischio maggiore che si ha nel dover rispettare una velocità così bassa, inq uanto di fatto si è costretti a controllare spesso il tachimetro, distogliendo lo sguardo dalla strada. Il che non è un bene.

Ovviamente il mio ragionamento si basa sulla mia condotta di guida. Essendo abituato ad usare il buonsenso, va da sè che il limite in città come in tangenziale, potrebbe anche essere di 130 kmh, ma se le condizioni del traffico (e la sicurezza) richiedono una velocità più bassa, io mi adeguo, senza che obbligatoriamente qualcuno mi dica devi guidare più piano.


Casinò online: e se smettessimo di giocare?

30 settembre 2011

Ricevo e pubblico

“Sarebbe davvero il caso di ‘smettere di giocare’!”

E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), citando  la pubblicità di Sisal Casinò, pubblicata negli ultimi giorni sui principali quotidiani italiani.

La reclame fa indirettamente riferimento al decreto sul gioco d’azzardo che, entrato in vigore lo scorso luglio, consente ai giocatori di puntare soldi veri e non più il semplice gettone prepagato, come succedeva in passato.

“Abbiamo già espresso  le nostre perplessità su questo tentativo dello Stato di far cassa approfittando della illusoria speranza dei giocatori -afferma il Segretario generale- ma questa pubblicità, che si permette anche il lusso del doppio senso, è offensiva, soprattutto nei confronti di quanti hanno dei seri problemi con il gioco”.

“Sono ben noti i rischi che corrono coloro che sfidano la dea bendata senza capire quando è il momento di fermarsi” -sostiene Massimiliano Dona, che prosegue: “appare, dunque, ipocrita l’atteggiamento dello Stato che, con la mano destra moltiplica le occasioni di gioco e con la sinistra promuove campagne per la prevenzione e il contrasto delle ludopatie”.

“Ci rendiamo conto che il mercato di poker, dadi e roulette genera un giro d’affari di svariati milioni di euro che fanno comodo alle nostre casse -conclude l’avvocato Dona- ma così pagano ancora una volta i cittadini”.

La nostra Unione Nazionale Consumatori ha denunciato  la pubblicità dei Casinò on line di Sisal all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e all’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria.

Ufficio stampa Unione Nazionale Consumatori

°°°

Articolo correlato: Buffon e lo spot per il poker

 


Multe cancellate, multe inventate e un super-autovelox: le stranezze di Milano e dintorni

29 settembre 2011

di Maurizio Caprino

Succedono cose strane con le multe, nel Milanese. Ci sono paesi dove le cancellano a altri dove se le inventano. Beninteso, queste sono cose che sono successe e succederanno ovunque.

Solo che nelle ultime ore c’è una coincidenza di notizie che vengono da quelle parti e che – assieme alla vicenda del nuovo bando autovelox della Provincia – confermano come la zona sia “a rischio”.

Cominciamo dalle multe “cancellate”: ad Arconate è agli arresti l’intero corpo di Polizia municipale(tre persone) perché non quadrano i conti tra i verbali compilati e i ruoli degli incassi. In sostanza, si sarebbe fatto in modo da far figurare meno infrazioni o violazioni più lievi, in modo da tenersi in tasca la differenza. La magistratura ci vede un accordo fra il comandante e i due agenti. Speriamo solo che sia un “eccesso di zelo” da parte del pm: in caso contrario, ci sarebbe molto da preoccuparsi.

A Pieve Emanuele, invece, continuano a “inventarsi” multe, perché usano il rilevatore automatico di passaggio col rosso anche per sanzionare chi rinuncia ad attraversare l’incrocio ma non si ferma entro la striscia di arresto.

Che è anch’essa un’infrazione, solo che può essere accertata solo da un vigile presente sul posto: le norme sono chiare e peraltro ribadite da un parere ministeriale (ma ce n’era pure bisogno?). Un comportamento da kamikaze per l’amministrazione comunale: un funzionario di prefettura o un giudice di pace, davanti a un ricorso, non potranno che applicare la legge e accoglierlo.

La voce poi si spargerà e succederà l’ennesimo putiferio, che si aggiungerà a quello già sollevato al tempo dello scandalo T-Red (e che ha coinvolto anche Pieve, anche se in misura minore di altri Comuni e poi si dovrà anche capire il perché).

Adesso Il Giorno ipotizza anche un motivo per un comportamento così assurdo: visto che si fanno meno multe per passaggio col rosso, in qualche modo bisogna pur “compensare”. E peraltro si beccano persone che, terrorizzate dalla possibilità di essere punite per il rosso, si fermano anche a costo di arrivare un po’ “lunghe” (che poi è ciò che ho sempre consigliato io per smitizzare questa storia dei controlli sul rosso eccessivamente severi).

Tutto questo succede in un territorio dove non sono finite le polemiche della scorsa estate sul bando di gara della Provincia, che pare aver deciso già in origine chi doveva vincere….

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