31 ottobre 2011
leggo su Il Salvagente
La buona notizia è che il prezzo della benzina è diminuito, dopo mesi di rincari. La cattiva è che il governo ha aumentato l’accise, e il costo dei carburanti tornerà quindi a salire.Qualunque cosa accada, insomma, ai consumatori tocca pagare.
La decisione arriva dal Consiglio dei ministri del 28 ottobre, che ha stabilito che, a partire dall’1 novembre e fino al 31 dicembre 2011, l’aliquota d’accisa sulle benzine e sul gasolio usato come carburante, subirà un aumento nella misura di euro 8,90 per mille litri di prodotto (0,89 centesimi di euro al litro a cui va aggiunta l’Iva al 21%). Esclusi solo i consumi del settore dell’autotrasporto commerciale.
La ragione dell’aumento temporaneo sono gli interventi d’emergenza in Liguria e Toscana, a seguito del nubifragio di mercoledì scorso. Nel corso della stessa seduta del Cdm il governo ha infatti proclamato lo stato di emergenza “per gli eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito i territori delle Regioni Liguria e Toscana”, con il quale si è deciso di reintegrare il fondo per le spese impreviste di 65 milioni di euro.
Viene così letteralmente azzerato lo stop ai prezzi di carburante che era stato registrato a partire da questa mattina. Proprio oggi Quotidiano Energia faceva sapere che l’Eni ha tagliato di 2 centesimi il prezzo della verde (portandolo a 1,619 euro/litro), seguita da Ip, mentre le altre insegne avevano fermato la corsa.
Un ribasso atteso da tempo, visto che i margini lordi delle compagnie sui carburanti, in particolare sulla benzina verde, erano già abbondantemente saliti, ma che tardava ad arrivare.
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31 ottobre 2011
di Maurizio Caprino
Mentre sulle polizie municipali aleggia lo spettro dei tagli della manovra economica (a Bari dopo le 22 non ci sono vigili in servizio e così poliziotti e carabinieri si lamentano di dover intervenire anche per deviare il traffico se scoppia un tubo dell’acquedotto), c’è ancora qualcuno che riesce a operare. Succede a Verona, dove telelaser ed etilometri sono pronti per contrastare le follie di Halloween.
Sì, perché si sono accorti che la notte di Halloween era diventata più micidiale di quella di Capodanno: +20% di incidenti, a testimonianza che questa nuova festa, entrata in punta di piedi nelle consuetudini italiane, da quelle parti viene presa “più sul serio“.
E dire che Halloween è soggetta pienamente alle restrizioni notturne alla vendita di alcolici, comprese quelle nuove introdotte l’anno scorso dalla riforma del Codice, che derogano solo per Capodanno e Ferragosto. Anche se continuo a pensare che i divieti di vendita servano a poco, se non a far fare campagna elettorale a politici che ne hanno fatto una bandiera, come Carlo Giovanardi.
Così dal 2008 scattano controlli straordinari: pattuglioni con telelaser per misurare la velocità fermando tutti sul posto (gli altri apparecchi vengono lasciati stare, per evitare che i trasgressori dichiarino che guidava il nonno) ed etilometri, massima attenzione a non farsi scappare chi fa un incidente per sottoporlo subito ad alcol test e altri piccoli accorgimenti, possibili mobilitando tutti gli agenti a disposizione.
Così, tra il 2008 e il 2010, nella notte di Halloween, i ritiri di patente a Verona sono aumentati del 40%. Ovviamente, però, una parte fondamentale la fa il comportamento della gente. Non solo nell’evitare di bere e drogarsi se si deve guidare, ma anche nel segnalare alle forze dell’ordine casi di guidatori “sopra le righe“.
Vi lascio al comunicato del Comune di Verona sull’iniziativa > Clicca QUI
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31 ottobre 2011

Onfray mette insieme una serie di autobiografie “alimentari” di celebri filosofi, da Diogene a Sartre, alla ricerca di una Gaia Scienza alimentare, attraverso lo spazio che ognuna di queste filosofie concede al corpo stesso.
Dall’agognato ritorno al cannibalismo di Diogene alla frugalità imposta all’uomo moderno da parte di Rousseau, dalla morigeratezza kantiana alla “leggerezza” in cucina sognata da Nietzsche, dalla cucina futurista di Marinetti con le sue “aerovivande” ai ricorrenti sogni sartriani di essere inseguito da crostacei.
La filosofia dell’alimentazione è oggi di grande attualità. In questo libro Michel Onfray ne mostra le irrinunciabili basi storiche e culturali
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31 ottobre 2011
di Maurizio Caprino
Sia come sia, questa è la condanna inflitta oggi a Chafik El Ketani, il giovane marocchino che lo scorso dicembre aveva fatto indignare l’Italia piombando su un gruppo di ciclisti a Lamezia e risultando poi positivo alla droga.
Che cosa sarebbe cambiato se fosse già in vigore il reato di omicidio stradale, il cui iter parlamentare è appena iniziato col “Ddl Valducci“?
Non è possibile saperlo con certezza: il Ddl non è dettagliato, perché è solo un progetto di legge delega e come tale non è dettagliato, dovendosi limitare a fissare criteri cui il Governo dovrà poi attenersi nel redigere la norma definitiva (un decreto legislativo). Inoltre, occorrerà attendere le motivazioni della sentenza per capire se il giudice ha confermato che l’omicida era effettivamente sotto effetto di droghe: il suo avvocato aveva messo in dubbio questa circostanza. L’unica certezza che danno le cronache per ora è il fatto che il magistrato ha concesso le attenuanti generiche.
In ogni caso, il minimo di pena previsto da questo provvedimento è esattamente pari alla condanna di oggi: otto anni. Il massimo previsto dal Ddl è di 18 anni, cui comunque non si sarebbe arrivati in questo caso, visto che sono state appunto riconosciute le attenuanti.
Più rilevante il versante relativo alla patente: con le nuove regole, l’omicida non avrebbe potuto guidare mai più, mentre oggi la revoca definitiva (il cosiddetto ergastolo della patente) scatta solo alla seconda sentenza per omicidio alla guida sotto effetto di droga o alcol.
Il Blog supporta la raccolta di firme per:
Sindrome Fatica Cronica e Una nuova legge contro i pirati della strada
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31 ottobre 2011
leggo su Il Portale dei consumatori
Il numero è rilevante, ma per le associazioni dei consumatori è una cifra che non descrive affatto le reali dimensioni del fenomeno, come spiega l’avvocato Francesco Luongo del Movimento difesa del cittadino: “Questa storia delle truffe con i contratti energetici è iniziata nel 2008 e ora registriamo una nuova recrudescenza”.
Luongo racconta che anche in casa sua, poche settimane fa, si sono presentati due agenti di vendita a proporre “una revisione del contratto energetico”, invece di parlare chiaramente di offerte commerciali. Ma proprio sul filo sottile delle parole si muove spesso la truffa.
Molti lettori de Il Salvagente e Consumer segnalano che, non di rado, donne e uomini dalla voce cortesi si presentano al telefono come “incaricati del Comune”.
Tante domande sul contratto per la luce, la proposta di un’alternativa e, alla fine, con un certo tono perentorio, l’invito a sottoscrivere la nuova offerta.
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31 ottobre 2011
in sintesi un articolo che leggo sul Blog di Paolo Attivissimo; per la lettura integrale (consigliata) > Clicca QUI
Molti siti italiani si sono visti recapitare dalla SIAE una richiesta di pagamento di 1800 euro l’anno per avere la licenza di pubblicare i trailer cinematografici. La motivazione, secondo la spiegazione della SIAE, è che i trailer contengono musica e “se una musica viene utilizzata l’autore di quella musica ha diritto ad un compenso”. Perché, si sa, gli autori delle musiche dei film non vengono già pagati da chi produce il film.
Fra l’altro, la SIAE dice che “I produttori dell’ANICA, che sono i proprietari dei trailer, pagano alla SIAE i compensi per l’uso della musica”. Quindi gli autori delle musiche già ricevono compensi attraverso la SIAE. Almeno in teoria, visti i bilanci della Società (2007) e l’allarme degli stessi autori che temono “il rischio che i diritti già raccolti dall’ente, anziché essere redistribuiti tra i soci, vengano utilizzati per coprire i costi e le perdite di gestione” (Rockol 2010; grazie a Luigi per le info).
Milleottocento euro per poter ospitare i trailer – che sono uno spot pubblicitario per un prodotto commerciale – sono una cifra insostenibile non solo per qualunque blogger appassionato di cinema che voglia promuovere un film semplicemente perché gli è piaciuto, ma anche per molti siti professionali o semiprofessionali.
Non posso che fare i complimenti alle case cinematografiche per questo strepitoso autogol, ispirato da quest’idea geniale partorita con AGIS, secondo Punto Informatico. Ora centinaia di siti che promuovevano i vostri prodotti non lo potranno più fare. Datevi una pacca sulla spalla. Preferibilmente con un coltello in mano.
La SIAE ha dichiarato che “I compensi sono parametrati sui siti commerciali, che vendono pubblicità e fanno business sui contenuti. Ed è a queste imprese che la SIAE si è rivolta per chiedere il rispetto del diritto d’autore”. Sarà. Ma chi decide cosa s’intende per “sito commerciale”? Se un blogger ospita qualche Adsense o se il provider che gli ospita il blog inserisce un banner pubblicitario, diventa un “sito commerciale” che “fa business sui contenuti”?
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31 ottobre 2011
un articolo di Valeria Nardi che leggo su Il Fatto Alimentare
La Coca-Cola Zero venduta in Italia è diversa rispetto a quella degli USA, la differenza non è vistosa ma significativa.
La versione europea ha un ingrediente che manca nella bibita americana: si tratta del ciclammato, un edulcorante intenso sintetizzato per la prima volta nel 1937 negli Stati Uniti e utilizzato sino agli anni ’70. Dopo è stato vietato perchè La Food and Drug Administration (FDA) ha avanzato sospetti sulla tossicità, non escludendo l’ipotesi che possa trattarsi di un composto cancerogeno.
Le autorità sanitarie americane hanno quindi applicato il “principio di precauzione” per tutelare i consumatori, in attesa di nuove evidenze scientifiche.
Nonostante il divieto in USA, in Europa la multinazionale americana ha commercializzato la ricetta includendo il ciclammato, che in Europa si può utilizzare tranquillamente. L’edulcorante è stato autorizzato in base al parere del Comitato Scientifico per l’Alimentazione Umana. Di fronte a questo dualismo di posizioni si resta un pò attoniti visto che si tratta di giudizi espressi da autorevoli enti di controllo.
D’altro canto non si tratta dell’unico caso in cui Europa e Usa esprimono pareri diversi sulla tossicità dei prodotti e degli additivi alimentari.
L’ufficio stampa della Coca-Cola Italia, sostiene che: «Il ciclammato è un additivo alimentare della famiglia degli edulcoranti, autorizzato dalla legislazione europea e italiana sulla base delle rilevanti valutazioni di sicurezza. È pertanto utilizzabile dalle aziende alimentari alle condizioni specificate nelle relative norme, che elencano i prodotti in cui può essere impiegato e le rispettive dosi massime d’uso. La Coca-Cola ricorda che l’utilizzo del ciclammato come edulcorante negli alimenti e nelle bevande è permesso in più di 50 paesi in tutto il mondo tra cui Canada, Australia e Messico».
Così facendo però Coca-Cola Italia mette un pò in crisi il mito dell’unicità e della segretezza della formula, e conferma l’abitudine di molte multinazionali di modificare le ricette (a volte solo l’aroma dei prodotti) per soddisfare i gusti dei singoli Paesi….
continua la lettura QUI
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31 ottobre 2011
in sintesi un articolo che leggo su Quotidiano Sanità
Nel 2007 in Europa, si sono verificati 5503 decessi associati a infezioni di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina e 2712 causati dai ceppi antibioticoresistenti di Escherichia coli.
Inoltre, sono stati 255.683 i ricoveri in più dovuti allo Staphylococcus e 120.065 quelli collegati all’Escherichia coli nello stesso anno.
È questo un primo bilancio dell’antibioticoresistenza in Europa secondo uno studio condotto dal gruppo di studio Burden (Burden of resistance and disease in European nations) e pubblicato su PloS Medicine.
Il problema della resistenza agli antibiotici è ulteriormente aggravato dall’auto-prescrizione di medicinali e dall’uso non terapeutico degli antibiotici come promotori della crescita in agricoltura.
Ma l’abuso di questi farmaci porta a una selezione naturale dei ceppi più resistenti, che dunque risultano ancor più difficili da sconfiggere nella pratica clinica.
Lettura integrale dell’articolo QUI
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31 ottobre 2011
in sintesi un articolo di Stefania Cecchetti che leggo su Il Fatto Alimentare
Alla fine la tanto discussa tassa francese sulle bevande zuccherate è passata.
I deputati dell’Assemblea nazionale hanno recentemente approvato la proposta di legge presentata a fine agosto dal Governo. Si prevede che l’imposta farà aumentare di circa due centesimi di euro il prezzo di una lattina.
( E come dice giustamente Cecchetti in chiusura: È anche vero che due centesimi di euro a lattina non dissuadono certo gli affezionati consumatori di bibite gasate. Forse basterebbe limitare il fuoco incrociato degli spot per spingere la gente a comprare meno bibite.)
Il provvedimento è stato esteso anche alle bevande dolcificate con additivi intensi come l’aspartame.
Si stima che la normativa sulle bevande zuccherate frutterà alle casse dello Stato francese circa 240 milioni di euro, da utilizzare per finanziare il servizio sanitario nazionale e per ridurre gli oneri fiscali e sociali sui salari più bassi del settore agricolo.
La tassa sui dolcificanti – ha spiegato il ministro del bilancio, Valérie Pécresse – porterà altri 40 milioni di euro da utilizzare interamente a favore del settore agricolo.
Al di là del dibattito legislativo, rimane la domanda sollevata da diverse parti sull’utilità del provvedimento, sentito come punitivo dalle aziende (tanto che la Coca Cola ha deciso per “protesta” di bloccare un grosso investimento nello stabilimento di Pennes-Mirabeau, nel Sud-est della Francia).
Si tratta di un modo come un altro dello Stato per “fare cassa” alle spalle dei consumatori con una nuova tassa o, come sbandierato dai difensori della legge, c’è l’obiettivo di arginare l’epidemia di obesità che anche in Francia sta mietendo le sue vittime, guarda caso soprattutto tra i giovani, grandi consumatori di “soft drink”?
lettura integrale dell’articolo QUI
Articoli correlati: Danimarca e Romania tassano gli alimenti grassi e zuccherati, però…
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31 ottobre 2011
in sintesi un articolo che leggo su Rinnovabili
“Consumare in modo diverso e riflettere prima di scegliere”.
Questo il messaggio alla base della nuova campagna europea lanciata per incoraggiare i propri cittadini a fare dell’utilizzo efficace delle risorse un’abitudine quotidiana.
Al grido di “Generation Awake. Your choices make a world of difference!”, l’iniziativa richiama la sensibilità dei consumatori della Comunità sulla questione quanto mai attuale del progressivo depauperamento delle risorse primarie, rendendoli attori protagonisti nel preservare i beni naturali e ridurre il proprio peso ambientale.
La campagna si affiderà soprattutto al potere di internet per veicolare il proprio messaggio, attraverso un video, un sito web dedicato al tema ed una pagina su Facebook, in cui gli utenti potranno sfruttare i consigli per consumare in maniera intelligente e accettare nuove sfide come l’uso dei soli trasporti pubblici per un mese o la riduzione della durata della doccia per risparmiare acqua.
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