un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare

Lo spot e la pubblicità dell’integratore alimentare Bioscalin CronoBiogenina che promettono di ridurre la caduta dei capelli o di favorirne la ricrescita sono ingannevoli.
Lo ha stabilito l’Autorità Antitrust che ha intimato alla società Giuliani di pagare una multa di 100 mila euro. La massiccia campagna è andata avanti per un anno, ha occupato centinaia di pagine sui giornali e ha spaziato su molte tv con una spesa complessiva di 1,5 milioni di euro.
I messaggi promettevano con molta enfasi una riduzione della caduta di capelli del 79,9%, una ricrescita del 29% e un aumento del diametro del bulbo del 57,8%. La pubblicità non diceva in modo chiaro che questi dati si riferiscono a forme lievi di alopecia, di carattere temporaneo e reversibili (persone che perdono in modo occasionale capelli).
Siamo di fronte a percentuali entusiasmanti che però riguardano soggetti non afflitti da seri problemi di caduta. Si tratta di una vera e propria bufala e non di un errore casuale.

La società Giuliani proprietaria del marchio Bioscalin è già stata condannata anni fa per motivi simili.
La lezione non è servita, forse perché le bugie fanno vendere molto e i guadagni sono molto interessanti. Bioscalin è infatti un integratore alimentare venduto in farmacia a carissimo prezzo.