Interessi legali al 2,5% dal primo gennaio

31 dicembre 2011

leggo su Altroconsumo

A partire dal primo gennaio 2012 il tasso d’interesse legale sarà del 2,5%, un punto percentuale in più rispetto al 2011. La variazione non è automatica, cioè non viene modificato tutti gli anni, infatti il Ministero deve variare gli interessi legali sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e del tasso di inflazione registrato nell’anno.

Questa variazione ha riflessi in ambito fiscale: il calcolo degli interessi dovuti per il ravvedimento operoso dovrà esser fatto utilizzando questo tasso per i giorni a partire dal 1 gennaio 2012, mentre fino al 31 dicembre 2011 si dovrà utilizzare l’1,5%.

 

 


La Germania intende conservare le foreste

31 dicembre 2011

leggo su Rinnovabili

Ammontano a 30 i milioni di euro che la Germania ha stanziato per ridurre le emissioni di gas serra attraverso la conservazione delle foreste.

Il finanziamento è andato direttamente al Forest Carbon Partnership Facility (FCPF), la partnership globale istituita nel 2007 in seguito alle riunioni del G8 ad Heiligendamm, in Germania, proprio per ridurre le emissioni causate dalla deforestazione e dal degrado forestale in generale.

Esso rappresenta uno strumento indispensabile nella ricerca di soluzioni sostenibili per la protezione delle foreste, resa possibile dalla cooperazione, al suo interno, tra Paesi in Via di Sviluppo, Paesi donatori, imprese private, istituzioni e comunità locali.

Con la firma dell’accordo, da parte del ministro tedesco per la cooperazione e lo sviluppo economico Dirk Niebel, arriva a 85 milioni di euro l’impegno economico complessivo da parte della Germania, che oggi è il più grande donatore a favore del FCPF. “La Germania – ha dichiarato Dirk Niebel – sostiene tutti quei Paesi che attivamente e con le proprie forze hanno intrapreso la strada della protezione del clima”.

La manovra tedesca è pienamente in linea con quanto stabilito a Durban la scorsa settimana, dove le nazioni hanno concordato una serie di azioni da intraprendere a favore della riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado ambientale, azioni che, nonostante la crisi economica in atto, è per tutti prioritario intraprendere.


California: meno smog con le nuove regole del trasporto carburanti

30 dicembre 2011

leggo su Rinnovabili

Regole più severe per il trasporto del carburante potrebbero portare a benefici ambientali. E’ questo quanto sperato dall’Air Resources Board della California che ha votato l’inasprimento del Low Carbon Fuel Standard per ottenere una consistente riduzione delle emissioni del comparto carburanti, ma le compagnie petrolifere già annunciano che le nuove regole appaiono inattuabili.

A causa delle nuove normative le raffinerie verranno scoraggiate dal produrre greggio lavorando le sabbie di catrame e dal portare avanti altri meccanismi produttivi altamente inquinanti, spinti dai cambiamenti imposti al trasporto dei carburanti approvati dal watchdog californiano che regolamenta e monitora l’inquinamento dello stato.

Il California Air Resources Board ha approvato alcune modifiche allo Standard Low Carbon Fuel in modo da ridurre le emissioni di gas serra di 15 milioni di tonnellate metriche entro il 2020.

Con le nuove regole il greggio pesante verrà differenziato dai greggi più leggeri che generalmente hanno una intensità minore di carbonio. Al tempo stesso la nuova regolamentazione cercherà di incentivare l’innovazione concedendo crediti in caso di azioni virtuose volte a ridurre le emissioni inquinanti.

Per combattere l’inquinamento legato al settore trasporti e carburanti le nuove regole serviranno anche ad incoraggiare i consumatori e le aziende ad istallare punti di ricarica per veicoli elettrici offrendo crediti di carbonio rivendibili a seconda dell’energia prodotta da FER utilizzata.

Tutte queste iniziativa, ha dichiarato il presidente dell’ Air Resources Board Mary D. Nichols, sono state messe in atto per ridurre la pressione ambientale del settore trasporti anche attraverso il monitoraggio delle emissioni.

Il Low Carbon Fuel Standard è una parte essenziale del programma della California per allontanarsi dai combustibili inquinanti e verso un futuro di energia pulita”, ha detto il presidente. “Questi cambiamenti snelliscono il programma. Assicurano che si possa tenere conto di ogni grammo di carbonio rilasciato durante l’estrazione e il trasporto dei combustibili fossili non raffinati, non importa da dove vengano”.

Tuttavia, le raffinerie di petrolio si sono dette interessate ai piani tacciandoli però di non attuabilità. La Western Stati Petroleum Association, che rappresenta i colossi petroliferi come BP, Shell e ExxonMobil, ha detto di non essere contraria alle modifiche, bensì preoccupata che i nuovi standard possano portare ad un aumento dei prezzi del carburante.


Quello che le compagnie assicurative non dicono….

29 dicembre 2011

di Maurizio Caprino

Passano i mesi, sta per cambiare un protagonista importante (Aldo Minucci è stato designato a sostituire Fabio Cerchiai alla guida dell’Ania), ma i problemi della Rc auto non si risolvono.

Così la settimana scorsa Paolo Garonna, direttore generale dell’Ania, è tornato per la seconda volta dell’anno al Senato, per fare il punto soprattutto sulla bancarotta della Rc auto davanti alla commissione straordinaria Prezzi.

E anche in quest’audizione se l’è giustamente presa con le distorsioni strutturali del settore: troppe frodi, mezzi insufficienti per contrastarle (anche il Ddl antifrode, fermo in Senato, non consente indagini penetranti, ma crea solo un nuovo organismo che sta sostanzialmente a guardia di una banca dati), risarcimenti eccessivi per i (troppi) danni a persone, furbizie di avvocati che sfruttano la non-obbligatorietà della procedura di risarcimento diretto per continuare a ritagliarsi una fetta nel business della Rc auto (quasi un ammortizzatore sociale, per la categoria).

Io non dubito che questi problemi siano i più gravi. Ma mi sarebbe piaciuto leggere pure qualche parola sulle carenze delle compagnie.

Mica per niente: appena due mesi fa, “Quattroruote” (nel suo Libretto rosso delle assicurazioni) le ha elencate andando in dettagli “scabrosi”, proseguendo la denuncia fatta già sul numero dello scorso giugno.

Sarebbe dunque stato giusto darne conto all’opinione pubblica: sono accuse da smentire, da smorzare o di cui prendere atto per rimediare? Sarebbe bello saperlo.

Perché saranno pure cose che sulla bancarotta della Rc auto pesano meno dei problemi sempre evidenziati dall’Ania, ma sono molto fastidiose per chi paga care le polizze Rc auto e in momenti di crisi come questo ognuno deve fare la propria parte per far cambiare le cose.

Stiamo parlando innanzitutto del fatto che ci sarebbero risarcimenti gonfiati ad arte per farvi rientrare l’onorario di un avvocato, che per legge non sarebbe dovuto (col risarcimento diretto, va riconosciuto solo se s’instaura un vero e proprio contenzioso legale): una forma di accondiscendenza difficilmente tollerabile dal cittadino che paga.

C’è poi il capitolo su periti e carrozzieri: i primi sono a volte sottopagati e disincentivati a scoprire truffe, anche perché bypassati a favore e delle carrozzerie convenzionate, cui verrebbe data sostanziale libertà di gonfiare gli importi dei piccoli incidenti fino al massimo consentito dalle procedure interne delle compagnie prima di far scattare controlli.

 Accuse gravi e inedite. Non credo si possa semplicemente ignorarle.

Sullo sfondo resta l’insufficienza degli uffici liquidazione sinistri nelle zone dove invece servirebbe più vigilanza, cioè al Sud (anche se non si può chiedere al singolo liquidatore, che in quelle stesse zone vive con la sua famiglia, di fare l’eroe da solo).


Un libro: Stelle bastarde

28 dicembre 2011
Un oroscopo che non corteggia i propri “clienti” con frasi come “Sei troppo sensibile” oppure “Sei fragile e nessuno ti capisce”. Praticamente un antioroscopo.
Segno per segno, ecco cosa hanno da raccontarci gli astri su come siamo e sull’anno che verrà. Un ritratto zodiacale pieno d’ironia e con un pizzico di cattiveria, nel quale in molti si ritroveranno.

Con una sorpresa: se gli oroscopi “noti” spesso chiudono con il ritratto di celebrità dello stesso segno (Marlon Brando, George Clooney…); in STELLE BASTARDE i nati celebri sotto ciascun segno sono i politici (D’Alema, Bondi, Brunetta, Gelmini, Tremonti, Bossi, Berlusconi, Alfano, Carfagna, Andreotti, Mastella, Maroni), la nostra parte “peggiore”.

Questo libro è nato dall’incontro con un astrologo vero, che con il beneficio dell’anonimato racconta la sua versione.

Fonte: Il Libraio


La Panda con frenata d’emergenza automatica: un primato italiano (con due anni di ritardo)

28 dicembre 2011

di Maurizio Caprino

Il ritardo nell’investire si paga: la nuova Fiat Panda sarà sì la prima auto “tutta” italiana con Lscm (il sistema, in questo caso basato sul laser, che attiva la frenata automatica d’emergenza a bassa velocità), ma questa importante dotazione di sicurezza (anti-distrazione) non si vedrà prima di settembre. Quindi, una realtà ben diversa rispetto ai primi comunicati stampa, che in questi mesi si somma all’impossibilità temporanea di avere l’Esp.

Sapete perché il sistema (che costa meno di quelli a telecamera già proposti dalla concorrenza) si farà attendere? Come riporta SicurAUTO, va ancora messo a punto. E dire che la Volkswagen (che in teoria dovrebbe essere un diretto concorrente della Fiat, ma poi i clienti le riconoscono un “rating” superiore, quasi da marchio premium) ha cominciato a offrire la frenata automatica un anno fa (ora la chiama col nome “City”). Insomma, due anni prima rispetto a quando la potremo avere sulla Panda…


Il riciclo dei pannolini

27 dicembre 2011

leggo su Rinnovabili

Parte dalla necessità di ridurre uno dei rifiuti maggiormente presenti in discarica l’iniziativa che Fater (Pampers), Centro Riciclo Vedelago e Comune di Ponte nelle Alpi hanno pensato per dare vita al primo sistema sperimentale italiano di raccolta e riciclo dei pannolini usati.

Dal progetto i numerosi benefici andranno a distribuirsi tra vantaggi per l’ambiente, ottenendo una importante riduzione dei rifiuti in discarica e dei gas serra anche perchè il processo di riciclo non ha emissioni pericolose in quanto impiega solo vapore a pressione, non agenti chimici.

I benefici saranno riscontrabili anche a livello economico: in un Paese povero di materie prime un contributo importante  attraverso la trasformazione di un prodotto usato in cellulosa e plastica di elevata qualità.

In Italia c’è un grande problema rispetto ai rifiuti. Il nostro sistema contribuisce ad alleggerire le discariche, e provoca anche ricadute positive a livello economico” ha commentato Roberto Marinucci, direttore generale Fater.

Raccogliendo e riciclando i pannolini si potrà dare vita a nuovi oggetti, come materiali per imballaggi e fertilizzanti agricoli. I dati attuali indicano che in Italia vengono gettate ogni anno 900.000 tonnellate di assorbenti igienici (pari al 3% del totale dei rifiuti) che per il 77% finiscono in discarica e per il 23% vengono inceneriti.

Grazie al nuovo sistema di riciclaggio sarà possibile risparmiare 17,7 kg di CO2 eq per tonnellata di pannolini ottenendo al contempo materiali cellulosici e plastici da riutilizzare.

Il cuore del sistema è un autoclave che, grazie al vapore, sterilizza il pannolino per eliminare la sua carica potenzialmente patogena.  Il prodotto viene poi asciugato. Infine, si separano meccanicamente le componenti” ha spiegato l’inventore del sistema, l’ing. Marcello Somma della Pampers, specificando che da una tonnellata di pannolini trattati si possono ottenere 150 kg di plastica e 350 kg di materia plastico-cellulosica.

Grazie quindi all’ingegno della Pampers, ai finanziamenti alla ricerca della Fater e all’impegno del comune più “riciclone” d’Italia sarà presto attivo il progetto “Riciclo il pannolino” con l’obiettivo di trattare almeno 500 tonnellate di pannolini.

Articoli correlati:

Il test di AltroconsumoPannolini lavabili: come usarli (secondo Altroconsumo)

Il parere delle mamme che li usanoBioBimbo


Certificati di residenza e attestati di rischio falsi per risparmiare sulla Rc auto

27 dicembre 2011

di Maurizio Caprino

Gli addetti ai lavori le chiamano “frodi assuntive”. Se ne parla poco in confronto a quelle classiche, in cui le assicurazioni vengono truffate con incidenti inventati o dai danni gonfiati ad arte, che citiamo spesso.

Ma ci sono anche loro e ce lo ricorda un comunicato di Facile.it: di tutte le richieste di preventivo presentate a questo comparatore online quest’anno, si sono scoperte magagne nel 3% dei casi.

Ovviamente, lo scopo è quello di pagare meno e quindi si falsificano soprattutto certificato di residenza (per non far vedere che si abita in certe zone del Sud dove le tariffe sono alle stelle) e attestato di rischio (per attribuirsi una classe di merito più favorevole).

Certo, il campione su cui è basata non è molto rappresentativo. Però la notizia fa riflettere, perché la quota di frodi assuntive scoperte non si discosta molto da quella delle truffe sui sinistri (che peraltro risente della soggettività dei criteri utilizzati).

Eppure fare una verifica sui documenti presentati in fase di stipula della polizza è più semplice rispetto a farla su testimoni e danni di uno o più incidenti.

Inoltre, la frode assuntiva – insieme a polizze false e compagnie fantasma – è la spia del malessere della gente verso il caro-polizze in certe aree.

Perché – non dimentichiamolo – la Rc auto è un fardello per tutti, ma falsificare un certificato di residenza per dimostrare che non si abita in certe zone di Campania e Puglia indica che lì ormai si è al punto di rottura.


I cereali (negli Usa) per la prima colazione: il 50% del peso è zucchero

26 dicembre 2011

in sintesi un articolo Agnese Codignola che leggo su Il Fatto Alimentare

La colazione dei bambini che amano i cereali nel latte da buona abitudine alimentare rischia di diventare un pasto eccessivamente calorico.

Secondo uno studio effettuato dall’associazione ambientalista americana Environmental Working Group(EWG) che ha  analizzato 84 confezioni per la prima colazione scelte tra quelle più vendute negli USA, molti prodotti contengono quantità di zuccheri ben al di sopra delle dosi consigliate dai nutrizionisti.

Solo un prodotto su quattro soddisfa i criteri indicati nelle linee guida del governo, che prevedono per i cereali destinati ai bambini una quantità massima di zucchero pari al  26% in peso.

Gli Honey Smack’s della Kellogg’s sono i peggiori in assoluto, con il 56% di zucchero, ma anche altri sono parecchio al di sopra del 40%. In altre parole, mangiare una tazza di questi cereali equivale a consumare due-tre barrette di cioccolato.

Nella top-ten dei peggiori per apporto di zuccheri, la multinazionale Kellog’s, occupa ben cinque posti su dieci.

I produttori, come sempre, non ci stanno. Lisa Sutherland, vice presidente del ramo nutrizione di Kellogg’s, ha ricordato che lo zucchero nei cereali è diminuito del 16% negli ultimi anni, e che molti dei prodotti citati nel rapporto non sono diretti ai bambini.

Una furbizia che cozza con la logica, perché tutti i dieci cereali più ricchi di zucchero sono colorati, spesso associati a pupazzi e scritte accattivanti per i bambini, e poi i cereali al miele sono da sempre tra i più amati, insieme a quelli con il cioccolato. Lisa  Sutherland precisa inoltre che le dosi di cereali consigliate non sarebbero di una tazza intera ma di ¾ di tazza, un quantitativo assai aleatorio perché dipendente dal tipo di tazza considerata


L’Efsa promuove 222 diciture salutistiche su 2.500, bocciati il cioccolato “che aiuta a crescere” e…

25 dicembre 2011

in sintesi un articolo Agnese Codignola che leggo su Il Fatto Alimentare

Pochi giorni fa l’EFSA ha reso note le nuove autorizzazioni per le diciture (claims) presenti sulle etichette dei prodotti alimentari che attribuiscono un beneficio per la salute. Non sono mancate le sorprese. L’Agenzia  incaricata di esprimersi in merito a oltre 2.500 claims, ha  dato il via libera solo a 222 indicazioni e uno stop a tutti gli altri.

Tra i promossi vi sono i polioli detti anche (polialcoli), utilizzati nelle gomme da masticare perchè  riducono il rischio di carie attraverso la neutralizzazione degli acidi prodotti dai batteri cariogeni, e i prodotti che contengono calcio utili per il normale sviluppo delle ossa dei bambini.

Tra i bocciati e i rimandati (in attesa cioè di ulteriori prove, conferme o smentite) troviamo il cioccolato che non “aiuta a crescere”, il tè nero che non favorisce la concentrazione, la pappa reale che non sempre migliora la vitalità del sistema immunitario, il tè verde che non ha effetti sulla pressione del sangue, il caffè che non influenza gli avvolgimenti del DNA, l’aminoacido taurina presente in molte energy-drink che non migliora le performance intellettuali, la glucosammina che non sembra in grado di aggiustare le cartilagini logorate, e molto altro.

L’EFSA chiamata a esprimersi si è mostrata  severa e, soprattutto, sembra abbia voluto lanciare un messaggio preciso, anche a rischio di risultare eccessivamente rigida.

La sintesi potrebbe essere questa: basta con le virtù terapeutiche non dimostrate attribuite ai cibi e con le distorsioni relative a caratteristiche dei nutrienti che nulla hanno a che vedere con effetti curativi o preventivi (si pensi  alle speculazioni sulle vitamine la cui assunzione  dovrebbe essere correlata a carenze dimostrate).


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