L’indagine “Il mio viaggio casa-scuola-casa”. Intervistati quasi 600 studenti.

21 Dicembre 2009

Andare a scuola in automobile è un’abitudine decisamente consolidata tra alunni e alunne che frequentano le scuole elementari e medie dei 12 Comuni che hanno aderito al progetto “Energia&Progresso. Abitare Lavorare Muoversi”, iniziativa pro mobilità sostenibile promossa da E2sco e realizzata con il contributo di 12 Comuni del territorio. Il 53 % degli intervistati va in macchina, il 23 a piedi, il 7,2 in bici, il 6,8 con lo scuolabus, mentre il 10 % con percorso misto (auto e piedi).

Questo è il punto cardine che emerge emerge dall’indagine socio-ambientale condotta nell’ambito del progetto Energia&Progresso, a cui hanno partecipato 24 classi per oltre 600 studenti. Il progetto fa parte del percorso “Educare alla sostenibilità” promosso da E2 diffondere la cultura energetico ambientale tra gli abitanti dei 23 Comuni soci.

“Ritengo sia molto importante conoscere le abitudini dei giovani e delle loro famiglie per poter impostare delle strategie mirate a ridurre i consumi energetici e nello specifico a incentivare il trasporto alternativo all’auto privata, soprattutto nei nostri piccoli comuni – commenta il Presidente di E2, Tito Cattaneo –. I risultati dell’indagine parlano chiaro: l’uso di auto a benzina verde è ancora predominante. Se vogliamo concretamente contribuire a ridurre l’inquinamento dell’aria, dobbiamo far capire quali sono i benefici ambientali ed economici derivanti dall’uso dei mezzi ibridi (elettrico-a scoppio) o alimentati a metano o  GPL. Ovviamente, incentivando anche il trasporto pubblico, l’andare in bici o a piedi. Questo, in prospettiva della corretta redazione dei bilanci energetici e di emissioni CO2 delle realtà urbane che diverranno obbligatori nei prossimi anni. Anche E2 fa la sua parte acquistando auto di servizio ecologiche”.

“Lo studio è stato realizzato con il questionario ‘Il mio viaggio casa-scuola-casa’ a risposta multipla e aperta – illustra Mitti Loaldi, responsabile del progetto Energia&Progresso –. Complessivamente gli studenti, affiancati dai genitori, hanno compilato quasi 600 questionari articolati in 8 domande, di cui 4 di approfondimento rivolte a chi ha dichiarato di andare a scuola in automobile per calcolare le emissione di gas di scarico. Obiettivo del sondaggio è individuare con quale mezzo di trasporto i giovani raggiungono la scuola frequentata e verificarne l’incidenza ambientale in termini di emissioni di gas di scarico causata dal tragitto in auto casa-scuola-casa. Il tutto per far riflettere sull’impatto ambientale di ciascuno e per diffondere la cultura della mobilità sostenibile”.

A scala di bacino è emerso che, nell’arco dell’anno scolastico, gli studenti che vanno a scuola in auto percorrono in media 206.600 Km, causando un inquinamento dell’aria pari a quasi 1.900 kg di CO2.

Osservando, valori registrati per ciascun comune, la produzione media di CO2 oscilla tra i 70 kg (Albairate) e i 190 (Corbetta e Marcallo con Casone). Interessante notare che a Cisliano si verifica un picco medio di 460 Kg/CO2 in quanto la maggioranza degli studenti che frequenta le scuole del paese arriva da altri Comuni, quindi con una distanza decisamente superiore alla media.

Per il calcolo della CO2 sono stati analizzati più fattori: il carburante, il tipo di auto, la cilindrata, la classificazione europea. Ad oggi la benzina verde è il carburante più utilizzato (58,5%) seguito dal diesel (39,2%), mentre Metano e GPL raggiungono complessivamente il 2,3%.

Car pooling? Ancora poco diffuso. Benché, andare a scuola in macchina ma in più compagni potrebbe essere una buona mediazione tra comodità e salvaguardia ambientale, il 78,7 % dei ragazzi va a scuola da solo, mentre il 18,6% si aggrega per fare il viaggio in compagnia.

Il progetto Energia&Progresso, iniziato lo scorso gennaio, termina con la distribuzione nelle scuole partecipanti del calendario “2010. Pedalare e camminare: come star bene senza inquinare!” prevista entro Natale. La pubblicazione è stata realizzata con i disegni degli studenti e sarà distribuito a quasi 8000 alunni. Ogni mese presenta disegni e slogan realizzati dagli studenti partecipanti al progetto che fanno riflettere sui benefici della mobilità sostenibile e sui problemi causati dall’uso improprio dei mezzi privati.

I lavori realizzati nell’ambito del progetto sono pubblicati sul sito www.energiefuturo.eu.

I Comuni aderenti al progetto sono: Albairate, Arluno, Bareggio, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Corbetta, Cuggiono, Marcallo con Casone, Robecco sul Naviglio, S. Stefano Ticino, Turbigo, Vittuone.

a cura di Mitti Loaldi – Comunicazione e Relazioni esterne – loaldi@e2sco.it


Sequestro di “rifiuti” a Brescia

21 Dicembre 2009

I carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Brescia hanno sequestrato a Ceresara e Pieve di Coriano (Mantova), presso due stabilimenti di proprietà di una società intercomunale operante nel settore della gestione di rifiuti urbani, 5.200 balle termosaldate di materiale formalmente classificato come combustibile derivato rifiuti (CDR) ma presumibilmente contenenti altre tipologie di rifiuto.
Il legale rappresentante ed il direttore della società  sono stati denunciati per gestione illecita di rifiuti.

Fonte: http://ilgiorno.ilsole24ore.com


Bicarbonato: un prodotto milleusi

19 Dicembre 2009


Fao: Pesca ed acquacoltura minacciate dal cambiamento climatico

18 Dicembre 2009

Postato da Francesco

La pesca, già minacciata da ipersfruttamento, perdita di habitat e cattiva gestione delle risorse, avrà difficoltà ad affrontare le nuove sfide poste dal cambiamento climatico, avverte un nuovo studio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, Fao.
Particolarmente vulnerabili sono i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, che dipendono dalla pesca e dall’acquacoltura per almeno il 50% del loro apporto di proteine animali.

Secondo lo studio Fao, già ora si può predire con ampio margine di sicurezza l’impatto che fenomeni connessi con le temperature, con i venti e con l’acidificazione del mare avranno sui sistemi marini ed acquatici, e quindi «servono misure urgenti di adattamento per rispondere alle possibili opportunità ed alle minacce per la sicurezza alimentare e per le condizioni di vita dovute alle variazioni climatiche».

Fonte: MiPAAF – Settore Pesca


Un software scopre le discariche abusive

18 Dicembre 2009

Più che un superocchio elettronico potremmo definirlo un sensitivo hi-tech a caccia di discariche abusive, rottami, coperture di amianto. Dardos control è un software, unico nel suo genere, sviluppato dall’Università di Pisa e a da Datageo, spin off dell’ateneo toscano, capace di analizzare mappe digitalizzate del territorio e individuare i rifiuti pericolosi con un grado di accuratezza straordinario. Il sistema, già sperimentato con successo in Toscana, Puglia e Campania, utilizza un sistema di filtraggio di immagini satellitari o aeree ad alta risoluzione grazie al quale si riescono ad individuare con esattezza millimetrica i siti a rischio o comunque bisognosi di bonifica.

Il punto di forza del sistema, insieme all’accuratezza, è la convenienza. «L’algoritmo funziona con le mappe satellitari o aeree – spiega Pietro Armienti, ordinario di Petrologia alla facoltà di Scienze dell’Università di Pisa – e dunque non è necessario avere a disposizione cartografie ad hoc». Ma la caratteristica che rende unico Dardos Control è quella che gli esperti chiamano «logica di filtraggio e di elaborazione» cioè il motore interno con il quale il software analizza le immagini cartografiche.

«Il sistema non utilizza gli spettri di emissione – continua Armienti – e dunque non elabora i segnali associati a specifici inquinanti, ma rileva la tessitura caratteristica di depositi, scavi e manufatti in una immagine telerilevata da aereo o da satellite». L’attuale tecnologia invece si basa su un’elaborazione di segnali molto deboli, con riprese che integrano lunghe e costose serie temporali di immagini per cui il costo finale della mappatura è molto alto.

L’obiettivo adesso è quello di realizzare un vero e proprio pacchetto integrato per la gestione del territorio anche al di là dei punti critici rappresentati dalle discariche abusive. «Il monitoraggio ambientale potrebbe estendersi fino a un rilevamento sulla qualità delle strade, o, per esempio, sulla presenza, e in che numero, di auto o di alberi», spiega il professor Armienti. Insomma, Dardos potrebbe diventare un software per l’elaborazione di un’ecostistema.

Marco Gasperetti
mgasperetti@corriere.it

Fonte: www.corriere.it


Capodogli morti: avevano ingerito plastica

18 Dicembre 2009

I capodogli spiaggiati a Peschici sono morti perché avevano ingerito di tutto di più. Buste di plastica, pezzi di corda, scatolette e contenitori di vari materiali sono stati trovati nello stomaco di quattro dei sette mammiferi ritrovati in località Foce Varano, sul Gargano, in Puglia. La scoperta è stata compiuta dal professore Giuseppe Nascetti, pro-rettore dell’università della Tuscia, ritenuto uno massimi esperiti mondiali di parassitologia ed ecologia marina, chiamato come esperto a valutare le cause dello spiaggiamento e della successiva morte dei cetacei.

Secondo il professor Nascetti, i capodogli potrebbero aver scambiato gli oggetti trovati nei loro stomaci per calamari, unico cibo di cui si nutrono. «Quello che sembrava il capobranco – spiega l’esperto – ne aveva lo stomaco colmo. Un po’ meno gli altri tre. Ma la morte di tutti e sette gli esemplari è riconducibile al fatto che i tre capodogli che non avevano ingerito oggetti di plastica abbiano seguito il capobranco andando come lui a morire sulla spiaggia. Un comportamento legato allo spirito gregario ai gruppi di giovani maschi».

Nei prossimi giorni Nascetti invierà una dettagliata relazione sui risultati dei suoi rilievi sulle carcasse dei capodogli alle autorità pugliesi e al ministero dell’Ambiente. Nascetti ha ipotizzato anche le ragioni che potrebbero aver «ingannato» i capodogli, facendo loro scambiare per calamari le buste di plastica e gli altri oggetti trovati nei loro stomaci .

«Ritengo – spiega – che siano stati disturbati dall’intenso traffico delle navi nell’Adriatico. E non solo quelle militari con i loro sonar. Alcune grandi imbarcazioni eseguono ricerche di idrocarburi al di sotto dei fondali marini emettendo forti ed improvvisi rumori che interferiscono con i sistemi di ricerca di cibo dei capidogli disorientandoli». Per Nascetti tutti gli spiaggiamenti di cetacei che avvengono sono riconducibili all’inquinamento materiale e acustico che, dopo la terraferma, sta invadendo anche i mari.

Fonte: www.corriere.it


Distributori di metano: due nuovi impianti in Lombardia

17 Dicembre 2009

In Lombardia hanno appena aperto due nuovi impianti. Un distributore è entrato in servizio a Milano, in via Amoretti 93, mentre un altro è stato inaugurato il 17 dicembre a Noviglio, sulla S.p. 203, alla presenza dell’assessore provinciale alla Pianificazione del territorio, Fabio Altitonante, e del direttore generale commercio, fiere e industria della Regione, Paolo Mora.

Si tratta di due importanti contributi per lo sviluppo di una mobilità sempre più ecosostenibile, resi possibile grazie a un sistema di incentivazione finanziaria messo in atto dalla Regione Lombardia per favorire gli operatori. Nell’area milanese salgono così a 19 gli impianti in funzione dall’inizio del 2009. Con queste ultime new entry, la rete nazionale può ora contare su un totale di 712 distributori (fonte Metanoauto). Tuttavia, si tratta di un numero ancora bassissimo rispetto alle auto a metano circolanti che continuano ad aumentare in modo esponenziale.

D’altra parte, tra le varie cause che si celano dietro all’eccessiva lentezza nello sviluppo della rete distributiva, la principale è da attribuire alla burocrazia che sfinisce chi decide di aprire un nuovo distributore di metano. Antonio Costigliola, titolare dell’impianto di Noviglio ci ha confessato che sono stati necessari addirittura tre anni per ottenere tutte le concessioni e le autorizzazioni. Sì, avete capito bene: proprio tre anni, ossia 1.095 giorni. “È una pura follia”, si sfoga Costigliola, “tanto che in più di un’occasione sono stato tentato dall’idea di mollare tutto”.

L’assessore provinciale Altitonante rassicura: “Nell’ultimo anno abbiamo ridotto drasticamente le tempistiche per il disbrigo delle pratiche, tagliandole del 30-40%. Tuttavia, ammetto che i tempi sono ancora troppo lunghi. Bisogna imprimere un’ulteriore accelerazione per favorire questi imprenditori che, oltre a contribuire a migliorare la qualità dell’ambiente, creano occupazione”.

Fonte: www.quattroruote.it


Occhio allo Spreco – riciclare la plastica

17 Dicembre 2009


I viaggi del FAI 2010

16 Dicembre 2009

Si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce.
Giulia Maria Mozzoni Crespi

Perché gli amici del FAI possano conoscere, amare e apprezzare il patrimonio artistico e naturalistico mondiale, la Fondazione propone ogni anno un ricco calendario di viaggi culturali.

  • Jan Vermeer, L'Astronomo, 1668 circa, Parigi, LouvreI Viaggi del FAI, studiati per gruppi contenuti, offrono agli Iscritti FAI l’opportunità di percorrere itinerari particolari, in Italia e all’estero, appositamente ideati e condotti da docenti esperti di arte e ambiente.
  • Agli appassionati di musica, e non solo, sono invece rivolti i Weekend musicali, brevi soggiorni individuali e senza accompagnatore in città d’arte d’Italia e d’Europa, in occasione di importanti eventi musicali.

(Nella foto: Jan Vermeer, L’Astronomo, 1668 circa, Parigi, Louvre)

Per informazioni:

FAI – Viaggi culturali
Ilaria Lenzi Responsabile

Caterina Pastori
Giulia Zucchetti

viale Coni Zugna, 5 – 20144 Milano
fax 02 48193631
e-mail viaggi@fondoambiente.it


Fonti Alternative di Energia (pannelli e biomasse)

16 Dicembre 2009