Giorgio Gaber manca da quasi sette anni (è morto il primo gennaio del 2003). E manca tanto: manca a Milano, sua città e scenario di tante sue canzoni, che gli riservò, alle esequie, un tributo veramente popolare; ma manca a tutta la scena musicale, teatrale, culturale italiana. Perché Gaber era Gaber: personaggio unico, capace di unire la canzonetta e l’impegno, la risata e la riflessione, o, per usare un’espressione celebre, l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione.
Per ricordare il «signor G», ma anche per elaborare il lutto e guardare avanti, è nato il festival «Milano per Giorgio Gaber», la cui terza edizione parte questa settimana. Con un incontro esclusivo, lunedì 23, in cui verrà presentato il dvd dedicato agli ultimi anni di Gaber; con un testo inedito affidato a Claudio Bisio; con tre spettacoli rispettivamente di Gioele Dix, Maddalena Crippa e Enzo Iacchetti; e con un incontro-lezione di Paolo Rossi dedicato alle varianti del teatro canzone.
Genere spettacolare che non è morto con il suo inventore, ma anzi ha trovato eredi di valore come Marco Paolini (visto di recente anche in tv in «Miserabili. Io e la signora Thatcher») o Giulio Casale (di scena in questi giorni allo Strehler), che proprio partendo da Giorgio Gaber ha mosso i primi passi teatrali.
Lunedì 23 alle ore 21 il festival «Milano per Giorgio Gaber», alla terza edizione, si apre con una serata riservata ai lettori di ViviMilano: alla Scatola Magica del teatro Strehler, Gioele Dix, Maddalena Crippa ed Enzo Iacchetti, insieme al giornalista-scrittore Andrea Pedrinelli, autore del progetto, presenteranno un’anteprima del dvd «Giorgio Gaber – Gli anni ’90», con il quale la Fondazione Gaber porta avanti il recupero del repertorio dell’artista che ha dato un nome, una voce, un volto all’idea del teatro-canzone.
Nel cofanetto ci sono immagini degli spettacoli di Gaber nell’ultimo tempo della sua straordinaria carriera, pezzi degli show ripresi nei teatri italiani, un curriculum di pessimismo non casuale che parte da «E pensare che c’era il pensiero» e arriva a «Un’idiozia conquistata a fatica», completato dalle ultime apparizioni pubbliche del signor G. e dalle testimonianze del suo ritorno alla discografia nel periodo 2001-03.
Ma si sentirà anche l’interprete di «La nave», «Qualcuno era comunista» (riportata in auge dalla Melato nel suo musical da camera «Sola me ne vo»), «Io se fossi Dio». Sono importanti i complici, i colleghi e gli amici, tre dizioni per uno stesso affettuoso concetto, che saranno testimonial della serata Gaber, ennesima prova dell’attualità del cantante attore che proprio dal Piccolo Teatro ha iniziato il percorso più elettrizzante della sua storia, legato al Signor G, testimone dei suoi e dei nostri tempi (e ci sarà anche Claudio Bisio nella partita del festival, come si vede dal pezzo a pagina 7).
I tre testimonial invitati a presentare il dvd «Giorgio Gaber – Gli anni ’90» sono tre facce diverse da quella di Gaber ma che si identificano nella sua poetica e hanno spesso vissuto gli stessi anni difficili. Così Gioele Dix presenta, chiudendo la sua lunga tournée, «Se potessi mangiare un’idea», ripercorrendo le tappe clou di Gaber. Così Maddalena Crippa, che di Gaber ha respirato la stessa aria cittadina milanese e frequentato le stesse sale e forse provato anche le stesse emozioni, ribadisce nel suo recital il concetto «E pensare che c’era il pensiero», scegliendo l’attualità fior fiore della poetica e della polemica di Gaber mai scaduta, ancora molesta.
E Iacchetti sceglie un titolo autentico e ironico, interpretando i sentimenti di molti, «Chiedo scusa al signor Gaber», e interpreta i grandi successi gaberiani anni 60.
Serata esclusiva «Giorgio Gaber – Gli anni ’90». Scatola magica del Teatro Strehler. Ore 21. Largo Greppi 1. Tel. 848.800.304. Ingresso a inviti: nel coupon le istruzioni per partecipare. Lunedì 23.
Fonte: www.corriere.it