La Consulta vuole la taratura dei rilevatori d’infrazione? Forse. Intanto Maroni dice no

28 Novembre 2009

di Maurizio Caprino

Da luglio sto studiando il contenzioso che un ingegnere veneto, Antonio Menegon, sta portando avanti con buoni successi contro i rilevatori automatici di passaggio col rosso, che dalle sue parti abbondano. Menegon ha fatto anche una sorta di “strana alleanza” con Raoul Cairoli, che in teoria per lui dovrebbe essere l’Anticristo: è il noleggiatore di apparecchi protagonista di varie inchieste giudiziarie sulle “multe facili”.

Tra pochi giorni spero di avere il tempo per scriverne nel dettaglio. Intanto vi segnalo che Menegon è riuscito a convincere un giudice di pace a sentenziare che il giallo deve durare almeno nove secondi e che l’obbligo di tarare gli apparecchi c’è sempre e non solo quando lo prescrivono i decreti ministeriali con i quali sono stati omologati o i loro libretti di istruzioni.

Sulla taratura, il giudice sostiene che la richiede persino la Consulta, citando una sentenza specifica emessa dalla Corte nel luglio 2007 (Scarica Sentenza consulta) in cui si parla dell’applicabilità anche ai rilevatori di infrazioni della legge 273/’91 che obbliga a tarare gli strumenti di misura (applicabilità che vari ministeri hanno quasi sempre ritenuto limitata al campo dei misuratori usati in commercio, come le bilance).

Se però vi leggete la sentenza della Consulta, vi accorgete che i giudici costituzionali si sono limitati a indicare che l’applicabilità della 273 non è da escludere a priori. Perlomeno, a me non pare si siano spinti oltre. E credo che lo stesso ragionamento lo abbiano fatto al ministero dell’Interno, dove ancora il 14 agosto hanno emanato la famosa direttiva-Maroni sui controlli di velocità, che al punto 3 continua a definire non necessaria a priori la taratura, confermando che essa è obbligatoria solo se prevista da decreti di omologazione e/o manuali d’uso dei singoli apparecchi.

Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/


Pubblicità abusiva

27 Novembre 2009

Duecentocinquanta cartelli pubblicitari abusivi, solo 40 in regola. Una situazione non più sostenibile, che ha indotto la provincia di Milano a rompere gli indugi. Via alle rimozioni e a una nuova tecnologia antiabusi. L’iniziativa è dell’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità Giovani De Nicola, che ha diretto personalmente la prima rimozione lungo la Provinciale numero 5 tra Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, alle porte di Milano.

“Saremo più celeri con chi dimostra di lavorare onestamente ed estremamente severi con chi reitererà l’abuso pubblicitario”, ha detto De Nicola, “tanto che con l’inizio del prossimo anno installare un cartello senza autorizzazione risulterà sconveniente: a ogni abuso seguirà un intervento di rimozione”.

Come? Grazie all’introduzione di etichette con microchip su ogni cartello pubblicitario autorizzato, chip che un lettore integrato in un palmare, in dotazione alla Polizia provinciale, sarà in grado di leggere fino a cinque metri di distanza. Insomma, sarà possibile censire facilmente e velocemente i cartelli non autorizzati.

“Restituiremo il bordo strada alla segnaletica stradale, all’arredo urbano e al verde”, ha sottolineato l’assessore, “ma, soprattutto, romperemo il paradossale meccanismo che vede il bilancio dell’attività in perdita”. Già, perché le poche volte che si sanziona l’abuso, il trasgressore paga una multa di appena 389 euro ad impianto più le spese di rimozione, pari a circa 300 euro. Una cifra ridicola rispetto alla tariffa fatta pagare all’inserzionista.

Funzionerà? Lo vedremo. Certo che sarebbe ora che la lotta all’invasione e all’invadenza della pubblicità lungo le strade diventasse prioritaria per tutti gli enti locali. Ne va della legalità ma soprattutto della sicurezza.

Fonte: www.quattroruote.it


Milano: Smog, dossier segreto del Comune

27 Novembre 2009

di Gianni Santucci & Armando Stella

«Il basso numero di stazioni pre­senti sul territorio non è sufficiente per svolgere significative analisi» sul­l’aria e per questo la Fondazione Lom­bardia per l’Ambiente ha installato al­tre 50 centraline antismog, ovunque, centro e periferie. L’incarico le è stato affidato dal Comune dopo l’avvio di Ecopass, il 18 febbraio 2008.

Obietti­vo: «L’individuazione delle zone del­la città più critiche, quanto a ‘rischio potenziale’, fornendo così al deciso­re politico un agile strumento per po­ter attuare delle politiche, a breve ter­mine, di mitigazione delle emissio­ni».

La relazione è del giugno 2009, ma il dossier sulla salute pubblica dei milanesi — pagato dai cittadini — è stato nascosto, archiviato, secretato.

Nelle conclusioni si legge, tra l’altro, che «l’esposizione della popolazione residente che lavora a Milano, i resi­denti non occupati e le persone pres­so strutture ospedaliere presentano un grado di esposizione di tipo croni­co». E cronico «si dice di malattia per­sistente nell’organismo, priva di ma­nifestazioni acute ma di difficile gua­rigione». Definizione da dizionario.

Il documento rientra nel program­ma «Pro-Life» ed è da sei mesi nei cassetti di Palazzo Marino. S’intitola «Analisi di rischio per la valutazione dell’impatto della qualità dell’aria sul­la popolazione di Milano, monitorag­gio target- oriented e analisi delle cri­ticità »: 114 pagine sulle due campa­gne di misurazione condotte nel­­l’estate 2008 e nell’inverno 2009, ana­lisi comparate dei dati su benzene, biossidi di azoto, ozono e pm10.

Me­dici e ingegneri hanno scelto i 50 «si­ti di monitoraggio più rappresentati­vi», da piazza Mondadori a via Dante, da corso Magenta a piazza Bolivar, considerato i «fattori di pressione» sull’ambiente («traffico, sorgenti di ti­po civile e industriale») e definito una «carta degli elementi di vulnera­bilità» che include scuole, ospedali, «aree a particolare densità abitativa» e tutela anzitutto bambini e anziani.

Una sola premessa: «Nel quadro delle politiche di road pricing attuate dal Comune, una specifica tassa chiama­ta Ecopass è stata introdotta nel me­se di gennaio 2008». Il programma Pro-Life ne valuta gli effetti. Questi. «Le medie giornaliere di concentrazione del pm10 rilevate sia in estate sia in inverno in tutti i siti di monitoraggio sono spesso superiori ai valori limite fissati dalle normati­ve », fino all’esasperazione dei 199 mi­crogrammi misurati in via Larga, zo­na Ecopass, un valore quattro volte oltre la soglia d’allarme fissata a 50 microgrammi.

«Le aree maggiormen­te critiche si snodano lungo una fa­scia centrale che attraversa la città da est a ovest» e che interessa «anche buona parte dell’area Ecopass»: que­sto, in particolare, «denota la circola­zione significativa di autovetture a benzina (non solo Euro 4) indipen­dente dal disincentivo economico in­trodotto dall’amministrazione».

Tut­tavia, la tassa antismog un impatto ce l’ha: mentre «all’interno della zona di rispetto Ecopass le concentrazioni degli ossidi di azoto e di benzene mo­strano una diminuzione rilevabile», e pure i livelli di pm10, «immediata­mente al di fuori di quest’area i valori sono molto più alti, ma anche supe­riori a quelli delle aree più periferi­che caratterizzate da un traffico pe­sante. Questo fenomeno può essere attribuito al congestionamento di au­toveicoli alla ricerca di un parcheg­gio».

È l’effetto canyon descritto da­gli esperti lungo i Bastioni, la camera a gas affacciata sul centro storico. Oltre agli impianti di riscaldamen­to, c’è il «contributo determinante» del traffico nel superamento dei limi­ti «orari e annuali sulle concentrazio­ni » degli inquinanti. Un contributo doppio: assieme agli scarichi, le auto dei pendolari trasportano anche «par­ticolato » prelevato da «terreni conta­minati esterni al territorio urbano mi­lanese».

Milano, in sintesi, respira so­lo di notte, «quando i residenti e i la­voratori provenienti da fuori città tor­nano alle proprie abitazioni». Osserva Enrico Fedrighini, consi­gliere dei Verdi, che «il Comune, ol­tre a prendere provvedimenti, deve anche monitorarne l’efficacia. Questi documenti non dovevano essere se­cretati, è un brutto segnale per la cit­tà. Letizia Moratti ha avuto il corag­gio di aprire una nuova strada nella lotta allo smog. Non torni indietro».

Fonte: www.corriere.it

 


Ciampino, settemila telepass sui taxi per fermare truffatori e prepotenti

27 Novembre 2009

Settemila microchip sui taxi, per fermare i conducenti furbetti che operano all’aeroporto di Ciampino. Regole chiare e trasparenti contro una trentina di professionisti dalle maniere troppo spicce, che con prepotenza passano davanti ai colleghi onesti.

Dopo i numerosi episodi intimidatori – minacce, insulti, ruote squarciate e pestaggi – e dopo le proteste dei viaggiatori spesso truffati sulle tariffe, nell’aeroporto a sud-est di Roma, il «G.B Pastine» corre ai ripari. Nello secondo scalo romano è in corso l’installazione di un nuovo sistema di controllo elettronico del traffico taxi, che farà ordine nel caos davanti agli Arrivi, dove sbarcano ogni anno circa 3 milioni di passeggeri, soprattutto con voli low cost.

Da qualche settimana l’ Enac (l’ente che governa l’aviazione civile) e la società Aeroporti di Roma (Adr) stanno introducendo il «trasponder», un dispositivo digitale da applicare sul parabrezza: uno speciale nastro adesivo che funziona come il Telepass delle autostrade.

Si tratta, in sintesi, di un microchip che garantirà il rispetto delle precedenze nelle code dei taxi agli Arrivi. Ecco come funziona: targhe e orario d’ingresso delle auto bianche al «G.B. Pastine», memorizzati con le bande digitali, vengono raccolti da un computer che ordina le precedenze. Successivamente, fermi in attesa al «parcheggio polmone», ogni 5 minuti i conducenti vengono chiamati al piccolo «stallo arrivi» tramite un «numeretto» elettronico. In questo modo la fila si ordina proprio come davanti al banco degli alimentari o allo sportello Asl.

L’iniziativa sembra aver riscosso il favore dei tassisti. Che senza la «tassa» dei dispetti e delle prepotenze hanno ripreso a lavorare al secondo scalo romano, prima monopolizzato dai «furbetti» che facevano a modo loro. Dalle 2 mila strisce magnetiche installate a ottobre, si dovrebbe passare alle 7 mila complessiva previste per le festività natalizie.

L’inatteso boom di domande ha però ingolfato la consegna dei taxi-telepass. Uno tra i maggiori sindacati del settore, Federtaxi-Roma, ha scritto una lettera ad Enac, Adr e agli assessori alla mobilità di Roma e Ciampino lamentando che «il rilascio del nuovo sistema transponder non funziona e non riusciamo a capire il perché». Difficoltà che vengono spiegate con la mancanza temporanea di microchip, ammettono con franchezza alla Adr.

Ma l’arrivo delle nuove «bande segnatrici» – circa 5 mila, prodotte in Giappone – è imminente. Non solo. L’utilizzo del sistema verrà esteso anche a Fiumicino, dove i vecchi trasponder in uso da 8 anni danno problemi: «Sono grosse scatolette che spesso si rompono – raccontano da Federtaxi -. Si perde così la precedenza, con liti e discussioni tra tassisti».

Nel frattempo, sia al Pastine sia al Leonardo da Vinci, si fanno sempre più serrati i controlli del Gruppo intervento traffico di Roma, gli 007 della polizia municipale che vigilano sulle tariffe applicate dai conducenti. Da gennaio 2008 (periodo dell’entrata in vigore dell’ordinanza Enac che ha inasprito le sanzioni su tassisti e noleggiatori scorretti) sono stati oltre 3 mila i verbali in contestazione di truffe e irregolarità.

Nella prima settimana di novembre, le violazioni accertate sono state 87. C’è chi non aveva messo in funzione il tassametro. O chi ne aveva coperto il display con borselli, cuscini e peluche per nascondere l’ammontare della corsa. E non è mancato chi ha «gonfiato» il presso fisso della corsa Ciampino-Roma (per ordinanza comunale, 30 euro) a seconda del numero dei passeggeri caricato. «Siete in quattro? – è stata la domanda del conducente che inscenava una specie di pantomina amichevole – Allora il prezzo è di 120 euro». Il truffatore è stato denunciato.

Fonte: www.corriere.it


Divieto di fumo anche in auto

27 Novembre 2009

Nota di Pao: Aggiungerei qualche numero. A 100 kmh, si percorrono 27 metri al secondo che, per 5 fa 138 metri nei quali non si ha la perfetta percezione di quel che accade e, in ogni caso, si ha almeno una mano impegnata ed un’eventuale manovra di emergenza sarebbe più difficile.

Vedi qui il rapporto fra tempo di reazione e spazio di frenata > http://www.asaps.it/notizie/utili_per_guida/0008.html -

Dei vostri polmoni, al limite ve ne potete fregare, [ma non di quelli dei vs. figli], ma la posta in gioco è più alta.

Resta però il fatto che anche telefonare in auto è pericoloso, molto, e che le telefonate durano per più tempo di una sigaretta, aumentando di conseguenza la durata del rischio, ma che le multe in tal senso latitano, per cui…

Divertente ’sta cosa… A Studio Aperto hanno fatto un servizio in merito con interviste a Palermo dove gli automobilisti, già (parole loro) si lamentavano del divieto di telefonare in auto ed ora, pure questo? Peccato che fra tutti quelli intervistati e/o filmati, solo 1 indossasse la cintura di sicurezza.

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Quanto tempo ci vuole per rispondere ad una te­lefonata mentre si guida? Con­tate fino a due. E per accende­re una sigaretta? Uno, due, tre, quattro, il cronometro si ferma un filo prima dei cinque secon­di. Il doppio del tempo. E il doppio della distrazione. Nella commissione Lavori pubblici del Senato sono partiti da que­sto studio della Società italia­na di tabaccologia.

Quelle im­magini riprese a bordo (tipo ca­mera car) e poi cronometrate davanti alla tv dicono che la si­garetta distrae più del telefoni­no, già oggi proibito. Per que­sto anche l’Italia, dopo la Gran Bretagna, sta imboccando la strada del divieto di fumo per chi è al volante. Guidatori no smoking, i par­titi sono d’accordo. L’idea è del senatore leghista Piergiorgio Stiffoni: «La sigaretta riduce il livello di attenzione. E al volan­te questo può uccidere».

Esage­ra? No secondo gli ultimi dati Aci-Istat: la guida distratta ha provocato nel 2008 più di 40 mila incidenti, il 15,5 per cento del totale. Non solo sigarette, certo. Ma anche. Il divieto arri­verà sotto forma di emenda­mento alla riforma del codice della strada, il testo già all’esa­me della commissione che azze­ra il livello di alcol per i neopa­tentati. Multa di 250 euro e ta­glio di cinque punti dalla paten­te, sanzione raddoppiata se a bordo ci sono minori.

E qui la sicurezza in gioco è quella dei polmoni: «Con i finestrini chiu­si – dice ancora Stiffoni – la macchina diventa una camera a gas. Almeno i più piccoli van­no protetti». L’emendamento sarà messo ai voti nei prossimi giorni. Ma l’accordo è già stato chiuso. «È un’idea di buon sen­so e siamo pronti a votarla» di­ce il capogruppo del Partito de­mocratico Marco Filippi. Per il Pdl l’ok è del relatore Angelo Ci­colani: «La sigaretta al volante non distrae solo quando l’ac­cendiamo o la spegniamo. Se cade un po’ di cenere, e capita, è facilissimo perdere il control­lo. Il divieto aumenterà la sicu­rezza».

D’accordo anche l’Italia dei valori che sullo stesso tema aveva presentato un suo dise­gno di legge, e mercoledì ha formalizzato il suo sì con il se­natore Gianpiero De Toni. Dopo il voto in commissio­ne dei prossimi giorni si passe­rà all’Aula, sempre del Senato, per poi tornare alla Camera. E sembra difficile l’ipotesi della sede deliberante – cioè senza il passaggio in Aula – per ac­corciare i tempi e chiudere pri­ma di Natale.

Sul divieto di fu­mo l’accordo è totale ma c’è un altro punto che manda all’aria l’unanimità necessaria per la procedura abbreviata. La Lega vorrebbe considerare respon­sabile di omicidio volontario chi provoca un incidente mor­tale dopo aver bevuto. «No – dice il capogruppo del Pd Filip­pi – fare la faccia cattiva non serve a molto. Piuttosto sono necessari maggiori controlli da parte della polizia. E per questo proponiamo un fondo annuale di 250 milioni di euro da destinare al ministero del­l’Interno».

Fonte: www.corriere.it


La sicurezza stradale non è un’opinione.

27 Novembre 2009

E mi verrebbe da dire che sebbene ognuno di noi possa avere la sua opinione, condivisibile o meno, è anche vero che non si può parlare in maniera superficiale di un argomento importante come la Sicurezza Stradale, soprattutto considerando che, prima ancora del rispetto delle norme del Codice della Strada, siamo noi a fare (o meno) la sicurezza sulle strade, con i nostri comportamenti alla guida.

Ho raccolto uno scambio avuto sul Blog del Direttore di Quattroruote – viamazzocchi1.quattroruote.it – ed al quale hanno partecipato anche altri lettori.

Ho deciso di “oscurare” i nick dei lettori, ad esclusione del mio e di quello dell’amico Francesco, sia per ragioni di privacy, ma anche per non dare ulteriore spazio al lettore identificato con Mr.X.  Ripeto le opinioni sono personali, ma dal mio punto di vista le osservazioni del personaggio in questione sono demenziali e figlie di un’arroganza tipica di quelli che pretendono la massima libertà nei (propri) comportamenti, anche a discapito della libertà e sicurezza altrui, fermo restando che si sentono poi liberi di salire sul piedistallo e fare la morale a tutti quanti.

Può sembrare che sia io a salire sul piedistallo, ma ho avuto a che fare spesso con questo Mr. X.

Mesi fa, dopo che avevo raccontato, sempre su 4R che: Il 20 agosto rientrando dalle ferie dalle parti di Firenze, c’erano dei lavori in corso con il limite dei 90 kmh. Due corsie ed io rispetto il limite. Ad un certo punto mia moglie mi fa: “abbiamo un Tir a mezzo metro dal paraurti, non puoi andare più forte?” A prescindere che ovviamente lo avevo visto e controllavo la distanza più di quanto controllavo quello che c’era davanti a me (e non è un buon modo di guidare), le ho detto che quello era il limite e che erano segnalati gli autovelox e non ero intenzionato a smenare soldi e punti per un testa di xxxx. Io imperterrito a 90, lui attaccato al paraurti e vi lascio immaginare cosa si provi quando sei su una Smart.

Ecco arrivare la risposta puntuale del nostro Mr. X:

I had a dream!! Ho sognato di un povero autista bulgaro (o magari anche veneto…) su un TIR che da giorni viaggia sotto il solleone d’agosto, migliaia di chilometri senza condizionatore, code interminabili di vacanzieri con gommone al traino, tangenziali intasate, frontiere impercorribili….. E, ad un tratto, al 20 di agosto, in piena autostrada, dinnanzi al musone del TIR si materializza pure una Smart “al rientro dalle ferie” il cui guidatore “imperterrito ai 90 kmh”, non da strada per “evitare di smenare soldi e punti su un eventuale autovelox”…. Nel sogno il TIR, dopo aver segnalato, lampeggiato e strombazzato inutilmente, impossibilitato a superare perchè l’autista della Smart è l’unico al mondo ad andare a 90kmh in autostrada e quindi la corsia esterna è intasata, si decide e piazza qualche colpettino al paraurti posteriore della Smart che, immediatamente, si decide a “dare un bel pestone all’acceleratore” e togliersi dai piedi…… Mi sono svegliato sorridendo….

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Non credo che possa essere considerato civile uno che fa ragionamenti di questo tipo e non certo perchè il sogno riguardasse me. Uno che ragiona così, è un pericolo. Per tutti.

P.S. A dispetto dalle convinzioni del personaggio, circa l’eventuale presenza di un autovelox, vi dirò che in effetti l’autovelox c’era, posto alcuni metri prima della fine del limite di 90 kmh.

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Tutto nasce da quanto scritto dal Direttore di 4R in questo Post:

Eh sì, ci sono dei modi di dire entrati a far parte del gergo giornalistico che fanno imbestialire la gente comune. Ma per accorgersene bisogna andarci in mezzo alla gente, com’è capitato al sottoscritto sabato mattina a Melegnano. Dove un’associazione di bravi cittadini ha organizzato un incontro su sicurezza e incidenti stradali. Ed è lì, in mezzo anche a persone toccate da queste tragedie, che ho potuto registrare tutta la stupidità di certi titoli (”un’auto non impazzisce”, ha urlato nel microfono un signore di una certa età, “il conducente impazzisce”) e tutta la cialtroneria di certe cronache, fatte solo per riempire lo spazio sotto un titolo a effetto, senza spiegare che cos’è accaduto.

La domanda che aleggiava è: perché le vittime in incidenti stradali sono considerati di serie B? Perché gli stessi tribunali si lavano le mani affibbiando l’etichetta di “colposo” anche a veri e propri delitti? Ho sentito la mamma di una ragazza morta senza alcuna colpa in un incidente dire che si vuole “giustizia, non vendetta”. E la giustizia, secondo me, sarebbe indagare per capire come avvegnono certi incidenti per fare esperienza e capire come evitare che si ripetano. Ho bisogno del vostro aiuto per capire che cosa ne pensate, perché spesso vengo invitato a questi incontri e vorrei dare un contributo vero, senza demagogia.

Ecco lo scambio di opinioni di cui parlavo:

di Mr. X

Io davvero non capisco…… ma proprio davvero. Viviamo in un pase dove da almeno dieci anni per tutti i media allineati e coperti (con in testa 4R) l’automobilista è il colpevole massimo, il male assoluto, il killer dal volto in-umano, un incrocio fa gli smokers di Waterworld e Mr.Hyde.
Viviamo in un paese dove si può fare impunemente di tutto: droga, prostituzione, terrorismo, black block, omidicidi (la pena media scontata è di 6 anni), ma purchè non lo si faccia in auto.

Già perchè in auto una irrilevante telefonata, una stupida cintura slacciata, qualche km in piu su limiti tanto idioti e inutili quanto impossibili, per non parlare del dramma della mezza birra, comportano pene draconiane, fino alla perdita del lavoro e conseguenti innumerevoli suicidi.

Eppure in qusto paese auto-fobico, popolato di piagnoni e conformisti, leggendo talune riviste (inspiegabilmente popolate da infaticabili Tafazzi), si legge un mondo di gioioso lassismo.

Ma dove? Davvero non capisco…..

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di Stratego (Paoblog)

Per un irrilevante sms in auto, cosa sarà mai, c’è gente che prende una multa? E magari si suicida pure? Ed il problema è della Società? Sarà… http://www.youtube.com/watch?v=Mx_aui8OQbg

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di francy

Finché ci saranno persone reazionarie, conformiste, confuse con mediocrità grigia e insipida nel gregge dei senza pensiero e senza idee, auto-fobiche, le cui le crociate anti-automobile e l’odio verso la passione per le stesse costituiscono la propria ragione di vita, così come l’odio verso il gusto del bere con godimento, persone – ovvero – che scrivono «[...] in auto una irrilevante telefonata, una stupida cintura slacciata, qualche km in piu su limiti tanto idioti e inutili quanto impossibili, per non parlare del dramma della mezza birra, comportano pene draconiane, fino alla perdita del lavoro e conseguenti innumerevoli suicidi…» come nell’intervento n. 38…

… Questo Paese faticherà non poco a evolversi e sollevarsi verso un futuro di progresso, creatività, libertà, gioia e amore anche per le automobili.

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di Mr. X

Tralascio il commento di Frency, interessante nick coerentemente mutuato dal noto film di Hitchcock del 1972, per dire a Stratego (Paoblog) che un filmato pubblicitario costruito in sala posa per dimostrare quanto gli automobilisti siano cattivi, stupidi e da punire, a me pare addirittura un’argomentazione a contrariis… Comunque, buon week-end a tutti.

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di Stratego (Paoblog)

Per vedere nel filmato “costruito” a tavolino la dimostrazione che l’automobilista è “cattivo, stupido e da punire” ci vuole molta fantasia o, forse, esattamente il contrario ovvero l’ottusità tipica di chi guarda solo quello che gli fa comodo a sostenere le sue tesi.
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Vedendo il filmato non mi sento certo nè stupido, nè cattivo, ma riconosco invece i comportamenti di molti (troppi) automobilisti che guidano con traiettorie casuali perchè impegnati in telefonate od invio di messaggi. Certo, può essere che Mr. X viva in un’isola felice dove certe cose non succedono, che non veda mai i tamponamenti evitabili se lo sguardo fosse stato sulla strada e non sul display del cellulare, e dove nessun pedone rischia l’investimento da parte dell’automobilista distratto da comportamenti extra-automobilistici.
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Tra l’altro la scarsa attenzione di Mr. X a quel che legge la si nota dal fatto che ha chiosato sul nick di Frency che, però, si firma Francy… ;-)
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Tornando a noi, sarebbe molto più costruttivo se tralasciando le sue tipiche provocazioni che semina da anni, ogni tanto il lettore argomentasse senza polemica, ma con dati alla mano.
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Ci parla di “innumerevoli” suicidi dopo una multa e/o perdita di punti? A prescindere che, gli piaccia o meno, esiste un Codice della Strada che possiamo criticare quanto si vuole, ma che in ogni caso siamo obbligati a rispettare, sicuramente vi sono un tot di multe ingiuste, soprattutto se legate ai 50 kmh su strade da 90-100 kmh, però questo non significa che tutti gli automobilisti siano dei virtuosi, vessati da uno Stato persecutorio.
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Detto questo sarebbe interessante sapere quanti sono gli “innumerevoli suicidi” in un anno, in che percentuale rispetto alle multe, ecc,; e ricordiamoci che non è che il suicidio di un “sospettato/condannato” attesti automaticamente la sua innocenza. Anche Hitler si è suicidato…
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In ogni caso, fermo restando la drammaticità dell’evento suicida, resta il fatto che una persona che si toglie la vita per una multa, forse qualche problema ce l’ha di suo. Che sia instabilità emotiva, che sia un giovane che non ha mai dovuto “prendersi le sie responsabilità”, o quel che si vuole, il suicidio è un atto estremo che mal si lega ad una multa. E’ un atto finale che arriva dopo un lungo percorso.
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P.S. Dato che in passato il lettore ha definito “Pecoroni” coloro che, di fatto, rispettano il Codice della Strada, vorrei aggiungere che so bene che il CdS, come la maggior parte delle norme, regole, ecc, sia perfettibile e migliorabile e sicuramente in suo nome si compiono degli abusi ed ingiustizie, ma ritengo che in una società civile il cambiamento si raggiunga attraverso un percorso civile. Non servono provocazioni continue, che ostacolano il confronto, la comunicazione ed accendono gli animi, non serve violare una norma per dimostrare che è sbagliata.
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di francy

Caro il mio Mr. X
il mio pseudonimo “Francy” non è mutuato dal bel capolavoro cinematografico di Alfred Hitchcock intitolato “Frenzy”, quanto – piuttosto – da un meraviglioso “pazzo da slegare” che operava, otto secoli addietro, in quel di Assisi e che portava, primo al Mondo, il mio medesimo stupefacente nome di battesimo.

«La pazzia è il sale che impedisce alla ragione di marcire»: questa era la forza, intelligente e vincente, del Poverello di Assisi; la stessa è l’energia che vive nel mio pensare e agire.

Perché io sono uomo libero; contrariamente a Lei, inscatolato e compresso in schematiche sterili, infantili, conformiste e conformate, che nulla propongono e in cui l’unica “pazzia“ può riscontrarsi nel disagio comportamentale che trasuda dal Suo scrivere.
Buon fine settimana anche a Lei.

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di P.

“Già perchè in auto una irrilevante telefonata, una stupida cintura slacciata, qualche km in piu su limiti tanto idioti e inutili quanto impossibili, per non parlare del dramma della mezza birra…”

come puoi affermare che una telefonata è irrilevante? se sei fermo sicuramente, ma se sei in movimento, esei intento a conversare non poi esserer anche concentrato alla guida.E se non sei concentrato, non ti accorgi che sulle striscie pedonali due bambini stanno attraversando la strada appena usciti da scuola.Ovviamente chissenefrega del limite dei 30 km/h tanto loro ti anno visto vero?

con gente simile per strada è un miracolo che non vi sia una strage tutti in giorni

Per favore fatti un bell’esamino di coscenza e per favore stai alla larga dalla provincia di Torino non vorrei proprio incontrarti.

PS chiaro che hai ragione sul fatto che se ammazzi qualcuno con una pistola forse prendi meno anni di galera rispetto ad uno che tira sotto una persona, ma in questo caso credo sia colpa dei giudici (ma potrei sbagliarmi non sono nè giudice nè avvocato)

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di S127

Per quanto possa importare, condivido pienamente le osservazioni di Stratego (n.44), soprattutto quelle contenute nel post scriptum. Saggissime parole!
Cordiali saluti a tutti.

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di francy

Mi associo alle sagge e giuste parole scritte da P. e S.127.

Aggiungo, dopo aver visto e rivisto – lo ammetto: con molta fatica e sofferenza; ognuno ha le proprie debolezze e io non fatico a riconoscere quelle che mi appartengono – il video propostoci da Stratego nel suo intervento al n. 40, che solo una persona del tutto priva di sensibilità, di umanità, di ponderatezza, di sensatezza, di intelligenza, di senso civico, di desiderio di libertà può scrivere frasi come «[...] un filmato pubblicitario costruito in sala posa per dimostrare quanto gli automobilisti siano cattivi, stupidi e da punire, a me pare addirittura un’argomentazione a contrariis…» (cfr intervento n. 42).

Questo è un segno davvero esemplare di come la mancanza di educazione e senso civico possano costituire un grave pericolo per la sicurezza stradale.


Toyota tagli i salari: ai manager!

27 Novembre 2009

La prospettiva di chiudere un altro esercizio fiscale in rosso ha indotto i vertici Toyota a tagliare del 20% i salari a circa 8.700 manager in Giappone. Sull’iniziativa pesa anche il massiccio richiamo di circa 3,8 milioni di veicoli cui è stata costretta a ricorrere la Casa in America.

Proprio a questo proposito, il Gruppo nipponico ha tenuto a sottolineare in un comunicato: “la sicurezza è la nostra maggiore preoccupazione e Toyota prenderà le necessarie misure per risolvere ogni eventuale difetto”.


Se volete un’auto sicura, non guardate di che marca è

27 Novembre 2009

di Maurizio Caprino

Nel mondo dell’auto, gli addetti ai lavori spesso dicono pubblicamente che il marchio è fondamentale per avere successo sul mercato: guardate che cosa succede nelle fasce di mercato premium (modelli di pregio), dove da una decina d’anni sono rimasti solo i costruttori tedeschi di prestigio.

Altrettanto spesso, gli stessi addetti ai lavori dicono che però il marchio di successo non garantisce che un’auto sia davvero di qualità, solo che di questo aspetto tendono più a discutere tra loro (per timore che qualche top spender pubblicitario si arrabbi?).

Giusto ventiquattr’ore fa si è concretizzata un’occasione per parlare pubblicamente anche di questo: l’Euroncap ha reso noti i risultati dei suoi ultimi crash-test (Scarica Safety Defying Brand Expectation), mettendo in evidenza un paio d’incongruenze nell’ormai solito mare di nuovi modelli che guadagnano le cinque stelle.

L’Euroncap fa notare che la Toyota, dopo una sfilza di auto a cinque stelle, con la sua nuova Urban Cruiser ne prende appena tre. Al contrario, la sempre mediocre Chevrolet (ex-Daewoo), con la sua ultima Cruze ha preso cinque stelle.

Io posso aggiungere un caso clamoroso, quello della Bmw Serie 5: il modello attuale è nato nel 2003, quando tutti i migliori (di cui di solito la casa bavarese fa stabilmente parte) riuscivano già a prendere le cinque stelle, ma in realtà si ferma a quattro. Verosimilmente la nuova serie, che arriverà nelle concessionarie tra pochi mesi, rimedierà finalmente alla lacuna, ma resta il fatto che per anni i clienti Bmw hanno speso almeno 50mila euro ciascuno dando probabilmente per scontate cinque stelle che non c’erano.

Le sorprese forse non finiranno qui: l’Euroncap annuncia nuovi, più restrittivi parametri per il 2010, dopo che già quest’anno ha deciso di introdurre un nuovo test sull’efficacia dei poggiatesta e di inibire le cinque stelle ai modelli che non hanno di serie l’Esp. Attendo curioso.

Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/


Il prossimo giro di vite al Codice: tutti lo vogliono, ma tarda ancora

27 Novembre 2009

di Maurizio Caprino

Qualche settimana fa vi ho già raccontato che il prossimo giro di vite sul Codice della strada (Ddl S1720, che tra le altre cose prevede l’alcol zero per i giovani, niente più introiti da multe per i Comuni eccetera) va per le lunghe: si parlava di un ok al Senato entro fine anno, mentre all’inizio era previsto per la ripresa autunnale, dopo l’ok estivo della Camera. Adesso tra i ben informati si comincia a pensare a un ulteriore slittamento. Lo suggerisce il calendario parlamentare che sta prendendo forma.

Infatti, è stato fissato alle ore 18,00 di giovedì 3 dicembre il termine per la presentazione degli emendamenti. Quindi la discussione del Ddl in commissione Lavori pubblici inizierà la seconda settimana di dicembre (con la festa dell’Immacolata di mezzo). Ammettendo che tutto fili liscio, si potrà passare in Aula nella settimana 14-18 dicembre, ma si dovrà lavorare “nei ritagli di tempo” perché in quegli stessi giorni è previsto che i senatori abbiano da discutere anche della Finanziaria nel suo passaggio decisivo (e scusate se è poco).

Se riusciranno a licenziare il Ddl nonostante tutto questo, il testo dovrà poi passare alla Camera la settimana di Natale, per la terza e definitiva lettura. Certo, tutto è possibile, ma uno sprint così poderoso dopo due mesi di stasi sembra improbabile.

Quindi verosimilmente bisognerà pensare a infilare da qualche parte la proroga dei nuovi limiti di potenza delle auto guidabili dai neopatentati, decisi dal precedente Governo: il 1° gennaio 2010 entrerebbero in vigore dopo vari rinvii dovuti al fatto che l’attuale maggioranza non li gradisce e li sta modificando proprio col Ddl che ora tarda.

Perché complicarsi la vita così tanto? Come vi ho già spiegato, ci sono lobby che non gradiscono alcuni punti del Ddl (per esempio, i Comuni, che perderanno gli introiti delle multe). Ma pare ci sia dell’altro: il Ddl marcia praticamente in parallelo con la riforma dei porti, sulla quale pure ci sono forti interessi da parte di politici e forze politiche.

Così ci sono stati momenti in cui, nelle trattative sotterranee che sono il vero sale del Parlamento (altro i dibattiti in Aula), si è tentato di barattare alcune concessioni sui porti con altre sul Codice della strada. Questi accordi sono più o meno sempre saltati e ci troviamo sempre al punto di partenza. Con buona pace dei proclami ufficiali che parlavano di approvazione entro l’autunno.

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Roma migliora e arrivano i nuovi etilometri, ma non basta

27 Novembre 2009

di Maurizio Caprino

Cominciano ad arrivare gli etilometri e le altre apparecchiature che circa un anno fa la Fondazione Ania si era impegnata a regalare al Comune di Roma, firmando un protocollo d’intesa per la sicurezza stradale. Una buona notizia, così come la diminuzione del 10% degli incidenti mortali nella capitale, secondo le elaborazioni della stessa Fondazione sui recentissimi dati Aci-Istat sul 2008 (Scarica Comunicato Etilometri ANIA-ComuneRoma-PoliziaMunicipale261109).

Non era affatto scontato che le cose migliorassero così: è vero che il trend complessivo nazionale è positivo, ma non è detto che vada in questo modo dappertutto (Napoli, per esempio, è peggiorata e secondo Sicurauto http://www.sicurauto.it/news.php?subaction=showfull&id=1259254996&archive=&start_from=&ucat=1& anche in Sardegna va male).

Resta comunque il fatto che i morti su strada a Roma sono stati 190, una cifra che probabilmente la collocherà ancora tra le metropoli più pericolose d’Europa (per verificarlo, aspettiamo i bollettini dell’Etsc). Dunque, benvenuti etilometri.

Ma speriamo pure che prima o poi sistemino un po’ di asfalti, segnaletica e guard-rail: di quelli romani su questo blog dobbiamo occuparci un po’ troppo e non per lodarli. So che si sta lavorando, ma la sensazione è che ci siano ancora pastoie e contrasti tra addetti ai lavori.

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