La Smart mangia le lampadine oppure è rogna?

28 Ottobre 2009

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Agganciandomi al mio precedente post dedicato alle lampadine a luce bianca, prendo atto che queste ultime sono durate troppo poco per poterci ragionare su ulteriormente.

Vedi > http://paoblog.wordpress.com/2009/06/12/lampadine-a-luce-bianca/

Resta il fatto che il problema delle lampadine consumate in maniera esagerata c’è, per cui copio qui parte del post precedente in modo da ripartire con l’analisi delle nuove lampadine che monterò nei prossimi giorni sulla Smart, ovvero la Daytime della Bosch e vediamo se, in questo caso, il gioco vale la candela e si conferma il vecchio detto che chi più spende, meno spende.

Osservando con attenzione le Smart in circolazione, ho notato che sono molte quelle con un faro spento, il che mi fa pensare che il problema sia legato alla macchina, prima che all’uso delle luci diurne.

°°°

23.10.2009: Oggi è bruciata una delle lampadine. In pratica è durata meno di 4 mesi; :-( un pò poco, secondo me. Dopo l’esperienza allucinante dell’ultimo cambio lampadina, mi sono recato dal meccanico di fiducia ed abbiamo approfondito un poco il discorso lampadine.

E’ chiaro che l’uso diurno delle lampadine provoca un maggior consumo di lampadine che lavorano il doppio rispetto a prima, ma è anche vero che vi possono essere delle concause, per questa breve durata.

Per quanto riguarda la Smart nello specifico, essendo un’auto piuttosto rigida, va da sè che le vibrazioni sono maggiori e possono causare la rottura di un filamento già stressato (ovvero fragile) a causa del maggior tempo di accensione e, in seconda battuta, possono esserci modelli che hanno un’errata calibratura/progettazione dell’impianto elettrico, per cui la moria di lampadine è superiore al previsto.

Circa questi problemi degli impianti elettrici ne avevo letto tempo fa su Quattroruote; se ben ricordo si diceva che tra l’altro l’ingresso massiccio dell’elettronica aumenta i consumi di energia che spesso sono calibrati con troppa precisione e possono esserci sbalzi di tensione.

Ma torniamo a noi. Avevo tre scelte davanti a me. 1) La lampadina classica 2) Quella attuale a luce bianca che non incrementa la portata del fascio di luce, ma emette luce bianca 3) Adottare una lampadina Daytime (siamo italiani, diciamo Luce diurna ;-) ) che però ha un costo doppio a quella normale (Pos. 1).

Secondo la Bosch, queste lampadine oltre a garantire il 10% di potenza in più, assicurano il mantenimento degli intervalli di sostituzione nonostante l’utilizzo anche diurno. Vedremo…

Il meccanico, onestamente, mi diceva che fino ad ora nessun cliente, di fronte al prezzo doppio, accettava di montarle, salvo lamentarsi della scarsa durata di quelle standard, per cui con una strizzata d’occhio ;-) mi diceva che se volevo fare da collaudatore, sarebbe stato contento anche lui.

Fortuna vuole che mentre aspettavo che cercasse i prezzi delle lampadine, notassi che è in corso una promozione Bosch su spazzole tergicristalli e lampadine, con uno sconto del 30%; fatto un rapido conto, le lampadine a lunga durata le avrei pagate come quelle a luce bianca, per cui perchè non provarle?

E per non sbagliare, al 27 ottobre è morta anche la seconda lampadina… insomma, hanno avuto una vita di poco superiore ai 3 mesi.

Questa lampadina è così poco richiesta che il meccanico ha avuto delle difficoltà a reperirle; erano state promesse per il 23 ottobre, poi per il 26 ed ancora non erano arrivate, per cui le ho montate al 30 ottobre. Il costo, grazie allo sconto promozionale del 30%, è stato di € 45,00. Perchè il loro montaggio sia conveniente devono durare almeno fino a maggio 2010.

Seguiranno aggiornamenti, spero in là con il tempo…. :-D

Informazioni aggiuntive

Lampadine Bosch: http://www.bosch.it/formula/archivio/formula_estate2006/ricambi1.html

Lampadine Daytime: http://www.bosch.it/stampa/comunicato.asp?page=38&idCom=53

Ma dato che non ricevo provvigioni da parte della Bosch, :-) ecco un link che porta ad una nuova lampada della Philips: http://www.lighting.philips.com/it_it/consumer/carlighting/1_car_lighting/products_for_car/2_nightguide.php?main=it_it_consumer_lighting&parent=89083467512&id=it_it_car_lighting&lang=it


Una Smart decisamente “preparata”…

19 Ottobre 2009

Non capita spesso di vederle in azione fra i cordoli di una pista. E infatti le immagini di questo video sono una vera rarità: un pilota giapponese munito di casco, guanti e tuta che “intraversa” la sua Smart come fosse una supersportiva.

Curva dopo curva, il driver nipponico mette alla frusta la piccola citycar, sfoggiando una mostruosa abilità nel drifting. Di certo, questa Smart non è di quelle che si incontrano tutti i giorni: a giudicare dalle fiammate che fuoriescono dallo scarico e dai cerchi ultraribassati i preparatori devono esserci andati giù pesanti col tuning…

Fonte – Testo : www.quattroruote.it

Fonte – Video: www. youtube.com


Toyota: una pesante autocritica

5 Ottobre 2009

“Stiamo annaspando per la salvezza”. Quando a dirlo, senza mezzi termini, è il capo di un’azienda automobilistica e quando questa azienda si chiama Toyota, numero uno al mondo, non puoi non saltare sulla sedia. D’accordo, soltanto dodici mesi fa il colosso giapponese veleggiava sul filo dei nove milioni all’anno di veicoli prodotti, mentre nel 2009 si aspetta che dalle sue linee di montaggio sparse per il mondo non escano più di 7 milioni e trecentomila unità, un crollo da non sottovalutare, quasi del 20 per cento.

E per l’anno fiscale che si chiuderà a marzo 2010 la Toyota ha previsto una perdita operativa di 750 miliardi di yen (pari a circa 5,7 miliardi di euro). Tuttavia il grido d’allarme di Akio Toyoda (nella foto in alto), pronipote del fondatore e presidente di Toyota da giugno, nasconde un disagio più profondo.

La crisi sembra aver fatto perdere alla Toyota il suo “momentum”, la sua capacità di porsi come una compagnia macina-successi. “La Toyota è diventata troppo grande e troppo lontana dai propri clienti” ha aggiunto il presidente, citato da “Automotive News”. Insomma, una vera e propria autocritica (per quanto egli non sia responsabile direttamente per la politica perseguita dai predecessori). Come se non bastassero il calo della produzione e i conti in rosso, a far perdere la fiducia a una Casa da sempre sinonimo di qualità ci si è messo un massiccio richiamo negli Stati Uniti di 3,8 milioni di macchine con i marchi Toyota  e Lexus, il più imponente mai avvenuto.

Motivo: un fissaggio difettoso del tappetino può causare la pressione accidentale del pedale dell’acceleratore. C’è il sospetto che almeno un incidente, con esito mortale per quattro persone, sia stato causato da questo problema. “I clienti che scelgono Toyota e Lexus perché sono marchi sicuri adesso si trovano in preda all’ansia. Mi scuso per questa evoluzione degli eventi“, ha aggiunto Toyoda, consapevole delle pesanti ripercussioni che la vicenda potrebbe avere sull’immagine della Casa.

Forse è per questo che il capo del primo produttore al mondo ha usato un’espressione così forte – annaspare per la salvezza – che fa pensare a un’azienda in preda al panico. Di solito i manager minimizzano in pubblico i guai interni. Quindi, delle due una: o Mr. Toyoda ha perso la testa, oppure il suo è il discorso preparatorio a un colpo di ramazza sulla politica seguita negli ultimi anni.

Citando il guru americano del succeso d’impresa, Jim Collins, Toyoda ha detto che la Casa “ha già attraversato i primi tre stadi del declino di un’azienda: l’arroganza dettata dal successo, la smodata caccia all’avere di più e la rimozione dei rischi insiti in questa politica“.

Insomma, c’è da scommettere che nei prossimi mesi molte cose cambieranno al quartier generale di Toyota City.

(R.L.V.) – Fonte: www.quattroruote.it


Bosch car service ovvero…

22 Luglio 2009

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Non è uno spot pubblicitario, ma semplice soddisfazione di un consumatore

Ovvero…come riesco a saltare l’assistenza ufficiale Smart, guadagnoci in tempo, cortesia ed Euro, il che non guasta. Delle mie lagnanze ne ho parlato a suo tempo qui > http://paoblog.wordpress.com/2009/06/12/la-mercedes-non-e-la-toyota/

Avevo intenzione di fare un controllo dei vari livelli, dei freni e delle luci, prima di andare in vacanza, ma visto che la Rete Smart non mantiene ciò che promette e la cura del Cliente da parte del blasonato marchio Mercedes, si concretizza nell’ignorare le sue lamentele, mi sono deciso a cercare un meccanico, vicinanze ufficio, ed ho fatto una ricerca delle officine Bosch Car Service che mi danno una certa idea di affidabilità. Forse perchè anni fa il mio meccanico di fiducia era nella rete Bosch e mi ero sempre trovato bene.

(O forse in onore del caro amico Bosch? ;-) )

Comunque sia, a prescindere dalla cortesia dei titolari, spendere solo 30 € (Iva compresa) è stato meglio delle mie aspettative. :-) Tra l’altro la spesa è dovuta in realtà al cambio di un connettore bruciato della lampadina anabbagliante, è non ai controlli a costo zero, per cui…

Per cui domani ho colto la palla al balzo ed oggi ho portato la Toyota a verificare le pastiglie dei freni, visto che c’è una promozione estiva fino al 30 luglio, con sconto del 30%. Dopo la verifica visiva fatta al momento dell’arrivo, mi è stato comunicato che quelle anteriori erano al 30%, ma quelle posteriori erano più basse, il che mi ha spinto a decidere per la sostituzione.

Il conto per la sostituzione delle pastiglie anteriori e posteriori, controllo dei vari livelli e pressione gomme è pari ad € 140,00.

Visto che faccio Nome & Cognome quando ho da lamentarmi, perchè non farlo quando si è rimasti contenti? Della serie Dai a Cesare, quel che è di Cesare ecco qui il nominativo del meccanico:

M.C. & C. – Via Padova, 225 – Milano -

Tel./Fax: 02 27207687 / mail: comi.massimo@tiscalinet.it

Info sui servizi offerti dalla rete Bosch: www.bosch.it/boschcarservice

Ricordiamoci poi che, grazie alla Normativa Monti, ci si può rivolgere a qualsiasi meccanico, anche quando l’auto è in garanzia.

Secondo tale Direttiva è illegale, da parte delle Case automobilistiche, limitare la manutenzione delle auto nuove, soltanto presso la propria rete ufficiale, così come, ad ogni officina generica è data la possibilità di acquistare ricambi presso la rete del costruttore.

Inoltre, tale facoltà si estende, da parte delle officine generiche, all’utilizzo delle stesse parti di ricambio originali basandosi sulle specifiche del costruttore, nonché il diritto, per questi artigiani, di procurarsi parti di ricambio anche da canali commerciali indipendenti e competitivi dal circuito delle officine ufficiali delle Case stesse.

Tali principi sanciscono il principio della libera concorrenza e del libero mercato, insomma, se possiamo acquistare la macchina dove vogliamo, potremo anche provvedere alla sua manutenzione dove riteniamo più opportuno, purchè chi si occupi di farlo, abbia precisi requisiti che lo autorizzino allo specifico compito.


Certe volte mi chiedo…

17 Luglio 2009

…se i progettisti delle auto provino mai a mettere in atto quello che le loro menti hanno partorito come, ad esempio, sostituire una lampadina del faro anteriore; nello specifico l’anabbagliante della Smart Fortwo.

La procedura di per sè è una sciocchezza, sulla carta si tratta di 5 minuti, ma in pratica, quando la mollettina che blocca la lampadina non si rilascia dalla sua sede se tiri piano, ma salta via se tiri forte. Senza dimenticare che se ti scappa dalle mani e cade giù, non la recuperi più.

Senza dimenticare che quando devi bloccare questa dannata mollettina, devi spingere con molta forza, tuttavia il progettista, con l’ausilio di supercomputer, ritengo, ha fatto sì che il poco spazio disponibile non sia in effetti utilizzabile, dato che l’aggancio (dove devi premere il mezzo dito, che uno intero non ci sta) è ovviamente posto dove lo spazio è minore.

Francamente 45 minuti (ed una sudata che vi lascio immaginare…) sono stati appena sufficienti.


Smart Fortwo a Milano e Toyota iQ a Roma?

3 Luglio 2009

Premessa di Pao: Tempo fa, tramite il Blog di Quattroruote, con l’amico Francesco si parlava della contrapposizione fra la Smart e la nuova Toyota iQ. Ecco le nostre osservazioni in merito. Se poi ci fosse qualche recente proprietario di iQ che volesse dire la sua, sarebbe il benvenuto.

Come indicato in calce a questo post, io e Francesco stiamo facendo una personale statistica circa le penetrazione delle due auto nelle rispettive città. A quanto pare, a Milano la iQ non decolla ed a Roma si, sebbene la Smart sia un modello ormai consolidato nella Capitale. Con il passare del tempo metteremo sul post il riassunto delle nostre osservazioni sul territorio.

°°°

Francesco: appena un paio di giorni fa discorrevo via mail con un carissimo amico di Milano riguardo la iQ: lo mettevo da parte riguardo quanto la piccola giapponese – a livello visivo, evidentemente – sia incredibilmente diffusa tra le disastrate vie della Capitale, mentre egli mi diceva che lo stesso non notava avvenire nel capoluogo meneghino. Effettivamente è vero: io mi imbatto assai spesso nella iQ, sempre e sempre di più.

Qualcuno la definisce innovativa: io nutro, riguardo a questo, seri, seri, seri dubbi. Personalmente la considero un passo indietro rispetto alla magnifica ForTwo tedesca; e non faccio il tifoso, in questo caso, ché non nutro interessi sentimentali per nessuna delle due piccoline, sebbene consideri la Smart una delle migliori autovetture in circolazione.

La iQ, infatti, è meno interessante della ForTwo nel design, assolutamente più tradizionale e meno piacevole; non è realmente una 4 posti, né una tre posti e un quarto: la considererei una due posti con più spazio per i bagagli rispetto alla tedesca. Questo non basta per definirla migliore o più innovativa.

Inoltre, tutte le volte che incontro, nel mio calpestare il suolo capitolino, una iQ parcheggiata mi soffermo a osservarne i poggiatesta posteriori: quasi sempre sono smontati, segno evidente dei problemi di visibilità che arrecano al guidatore; e mi chiedo – visto che sono sì scomodi, ma indispensabili per la sicurezza di chi eventualmente sieda dietro – se tutti questi possessori di iQ poi si ricorderanno di montarli, particolare non di poca rilevanza, qualora prendano a bordo il terzo e magari anche il mezzo passeggero in più…

In “soldoni”: se mi dicessero che potessi avere in regalo una delle due scegliendo tra esse, senza esitare una frazione di secondo direi “Smart”. Smart è senza meno – e i numeri di vendita confermano il mio pensare – una vettura conveniente e vincente, l’ideale per girare in città. Se mantenere una seconda autovettura non avesse costi, ritengo che qualsiasi uomo o donna di buona volontà e sana intelligenza che vivesse in una grande città la acquisterebbe per usarla attraverso le quotidiane vie urbane.

Pao: Il fatto che io abbia una Smart potrebbe far dubitare della mia obiettività, tuttavia sono anche felice possessore di una Toyota (Corolla Verso). Sono soddisfatto della praticità della Smart, meno dei consumi, meno ancora dei costi di gestione. Del costo dei tagliandi ne ho parlato un paio di volte, riferendomi però alle auto che uso, senza poter fare un confronto diretto fra la Smart e quella che è la sua diretta antagonista, per dimensioni e filosofia.

La Toyota IQ non ce l’ho e quindi non posso giudicarla “su strada”; come linea devo dire che preferisco la Smart, anche se avendo guardato per bene la IQ durante una visita dal concessionario, ho constatato che sicuramente lo spazio a bordo è maggiore, se utilizzata nella configurazione a 2 posti.

Come 4 posti, francamente, mi sembra un pò tirata per i capelli. Sicuramente i 4 posti (direi 2+2) ci sono, ma sulla loro reale comodità, non lo so. Forse 2 adulti ed un bambino, ma poi mi chiedo se il seggiolino per il bambino, sul sedile posteriore ci stia. Ma passiamo oltre ovvero al costo di gestione della vettura. Il costo d’acquisto della IQ mi sembra importante, paragonabile alla Smart 84 Cv che è quella che ho io. Ma i tagliandi, al solito, fanno la differenza.

Il 1° tagliando Smart, a 15.000 km., mi è costato 220 € ed il secondo ben 336 € (incluso il cambio delle candele, € 39 circa, non previsto). Per un totale di 556 € contro una percorrenza di 30.000 km.

Il costo dei tagliandi della IQ li so grazie all’ottima trasparenza sui costi, da parte della Toyota, che li pubblica sul loro sito http://www.toyota.it/toyota/service/assistenza/prezzi/index.html
Nello specifico, giusto per fare un confronto, ho notato che il 1° tagliando (15.000 km) costa € 90,70 ed il secondo (30.000 km) € 196,50 per un totale di € 287,20 ovvero la metà esatta dei costi sostenuti per la Smart.

Sebbene la Smart abbia solo 2 anni e ne sia soddisfatto, la cosa mi fa pensare. Il costo dei tagliandi non è tutto, è necessario valutare altri parametri. Anche i consumi, ai quali sono legati le emissioni, hanno la loro importanza, ed il discorso qui si allarga al mio post specifico: http://paoblog.wordpress.com/2009/03/03/auto-i-consumi-reali/

Vero è che la IQ ha una garanzia di 3 anni e la Smart si ferma ai canonici 2 anni (obbligo di legge). Tuttavia quando sarà ora di pensare ad una sostituzione dell’auto (speriamo molto in là, visto il momento nero…) sarà il caso di tenere in considerazione anche la piccola Toyota.

A Milano & dintorni, io continuo a vedere pochissime iQ. Ad esser onesto girando per la città ne avrò viste al massimo una decina, mentre dalle mie parti ne vedo solo una. Già non vedo come possa pensare la Toyota di fare concorrenza alla Smart, visto che è posizionata in una fascia di prezzo simile ovvero un pò elevata.Tra l’altro la Smart ha 3 diversi livelli di allestimento (e prezzo), oltre che il motore diesel, e perciò riesce ad essere accessibile, per chi si accontenta della “Pure-45 Kw”, già a partire da 10120 € contro gli oltre 12000 € che chiede la iQ base.

Detto questo, ho letto su 4R che è in arrivo la iQ con motore da 1300 cc. (e prezzo adeguato) ed allora temo che faccia il verso alla Brabus ovvero che si trasformi in un’auto che si posiziona in una nicchia ove la possibilità dei 4 posti, sia solo un dettaglio. Non vedo grandi numeri all’orizzonte per la piccola Toyota.

Vero che è lunga 3 metri, ma vero anche che i 4 posti io li vedo sulla carta, continuo a pensare che sia una 2+2. A quel punto, aggiungo 40 centimetri, tolgo alcune migliaia di € (buttali via oggigiorno) e mi piglio una Toyota Aygo.

Quando vedo l’iQ, mi capita di pensare alle varie cabrio, acquistate per godersi il sole in faccia, il vento nei capelli, e che poi vedo sempre con il tetto chiuso. Qui si parla di 4 posti, ma saranno usate, come la Smart, dal guidatore e, talvolta, da un passeggero. Non credo in un utilizzo costante con 4 passeggeri.

°°°

Il pensiero conclusivo di Francesco:

L’evoluzione dell’ormai più che decennale “fenomeno Smart ForTwo” davvero non va sottovalutata; anzi: costantemente monitorata, ancor più ora che la city-car tedesca dovrebbe aver trovato nella iQ la propria prima vera concorrente.
* * *
Al momento, dunque, affidiamoci unicamente solo ai nostri occhi ­ sobri e attentamente indagatori ­ e a quello spirito di osservazione proprio dell¹appassionato di automobili. E si conduca una sorta di “casalinga e approssimativa” indagine-confronto sulla “popolarità” di ForTwo e iQ.

Due semplici riflessioni, quindi, che scaturiscono dall’osservazione.
Ieri pomeriggio, in un tragitto di circa 45 minuti attraverso il centro di Roma ho contato 7 Toyota iQ (due melanzana, due nere e tre bianche) e 18 ForTwo “coetanee” della giapponese (ovvero: con targa dalla sigla iniziale DT in poi). Ai matematici il compito di stilare quanto la tedesca sia in proporzione più venduta, almeno per ora, almeno a occhio.

Ieri sera verso mezzanotte, passeggiando dalle parti del Vaticano ­ zona dove non sussistono molti garage e quindi la maggior parte delle automobili “dorme” per strada ­ notavo come davvero vistosamente il numero preponderante di vetture nuove (con targa che inizi per DW, DX o DY) sono Smart ForTwo; potrei stimare, a occhio, che almeno la metà delle autovetture la cui targa inizi con una di quelle tre coppie di lettere ­ dunque, definibili “appena acquistate” ­ sono una city-car tedesca, soprattutto nell’allestimento a benzina MHD, ma anche CDI e pure qualche convertibile.
Io credo che si può tranquillamente affermare che la ForTwo sia l’automobile più venduta a Roma.

Una ulteriore considerazione riguarda, purtroppo, i colori della ForTwo.
Purtroppo: perché si nota come quei bellissimi colori vivaci o tenui ­ comunque allegri, originali, alternativi, divertenti ­ che caratterizzavano la prima serie siano stati messi da parte in favore di scelte “più serie”.

Tolto qualche raro giallo vivace, le attuali Smart si vedono preponderatamente in livrea bianca (davvero molto bella, ma ormai inflazionata) o altrimenti nera, metallizzata, canna di fucile o azzurro. In un certo senso, tale “omologazione” cromatica della city-car tedesca sembra dar valore alla scelta della Toyota di limitare la gamma colore della iQ. Vero è anche, però, che le linee ben più dinamiche del design Smart unitamente a particolari che “spezzano” ­ come il montante metallizzato o nero, lo sportellino del bocchettone carburante ugualmente nero opaco ­ alleggeriscono notevolmente l’effetto “serio” dato da colori “seri”. La carrozzeria maggiormente “a blocco” della iQ unitamente a colori poco vivaci finisce, diversamente, per donare un aspetto lugubre alla piccola giapponese.

Per concludere, anche gli interni della iQ sembrano eccessivamente seri e lugubri nei colori, diversamente dagli allestimenti dell’abitacolo della ForTwo assai più piacevoli e sbarazzini.

°°°

Ed ora abbiamo un pò di numeri per fare delle statistiche amichevoli…

A Milano sono state viste l’8 % delle iQ contro il 92% di Roma

I colori: 48% bianca – 29% melanzana – 23% nera

I conducenti: 47% donne – 53% uomini

L’età: 20-30 anni: 29% – 30-40 anni: 20% – 40-50 anni: 27% – 50-60 anni: 7% – oltre 60: 17%


Lampadine a “luce bianca”

12 Giugno 2009

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

In queste ultime settimane sto cambiando un pò di lampadine alle mie auto e non riesco a capire se la cosa possa dipendere dall’obbligo delle luci accese anche di giorno oppure da un impianto elettrico che non è stato ben calibrato in origine; questo dubbio mi viene perchè la Smart ha bruciato 3 lampadine in 2 anni (30000 km) ed invece sulla Toyota la prima lampadina anabbagliante ha ceduto dopo quasi 4 anni (e 75000 km) e la seconda nei giorni scorsi, a 5 anni abbondanti di vita, dopo 109000 km.

Mi sembra di aver letto che la UE voglia imporre ai costruttori una norma che renda facile il cambio lampadina da parte degli automobilisti e senza l’utilizzo di attrezzi. Ho letto tempo fa su 4R di costi assurdi per cambiare la lampadina e per mia esperienza personale devo dire che alla Toyota me la cambiano all’istante, previo il pagamento solo della lampadina, per un importo di circa 14 €; alla Smart fanno i “preziosi” infatti la prima volta l’hanno cambiata al momento, anche in questo caso con il solo pagamento della lampadina (€ 12), ma la volta successiva mi hanno chiesto di ritornare al pomeriggio, cosa per me impossibile e che mi ha spinto a comprare la lampadina da un autoricambi (€ 15) ed a sostiturla da me, cosa che ho fatto anche la volta successiva.

La lampadina della Toyota è oggettivamente complicata da sostituire, per una pura mancanza di spazio e preferisco vivamente andare in concessionaria; sulla Smart la cosa è più facile, ma sicuramente non è un’operazione comoda per chi la deve fare una volta all’anno.

Quando mi sono recato al supermercato a comprare la lampadina della Smart, ho notato che erano esposte anche lampadine Osram a luce bianca, ad un prezzo più alto di quelle normali (€ 24,90 contro € 14,90), e che garantiscono (ma vatti a fidare della pubblicità…) una luce migliore ed uguale durata. All’Iper invece, ho visto le lampadine Bosch Xenon ad € 14,90…

Va da sè che non è mia intenzione montare lampadine a luce bianca, “effetto xenon”, per fare lo splendido, tuttavia mi chiedo se effettivamente la qualità della luce e della visibilità, sia migliore. Qualcuno ha utilizzato questo tipo di lampadine e mi sa dire se c’è un miglioramento effettivo della luce emessa?

Aggiornamento del 05.07.2009

Dovendo comunque acquistare delle lampadine di scorta prima di andare in vacanza, ieri ho comprato le Bosch. Prima di partire le cambio entrambe (ovvio) e vediamo un pò.

Aggiornamento del 23.10.2009

Oggi è bruciata una delle lampadine. In pratica è durata quasi 4 mesi; :-( un pò poco, secondo me. Dopo l’esperienza allucinante dell’ultimo cambio lampadina, mi sono recato dal meccanico di fiducia (vedi link) ed abbiamo approfondito un poco il discorso lampadine.

(http://paoblog.wordpress.com/2009/07/22/bosch-car-service-ovvero/)

E’ chiaro che l’uso diurno delle lampadine provoca un maggior consumo di lampadine che lavorano il doppio rispetto a prima, ma è anche fvero che vi possono essere delle concause, per questa breve durata.

Per quanto riguarda la Smart nello specifico, essendo un’auto piuttosto rigida, va da sè che le vibrazioni sono maggiori e possono causare la rottura di un filamento già stressato (ovvero fragile) a causa del maggior tempo di accensione e, in seconda battuta, possono esserci modelli che hanno un’errata calibratura/progettazione dell’impianto elettrco, per cui la moria di lampadine è superiore al previsto. Circa questi problemi degli impianti elettrici ne avevo letto tempo fa su Quattroruote; se ben ricordo si diceva che tra l’altro l’ingresso massiccio dell’elettronica aumenta i consumi di energia che spesso sono calibrati con troppa precisione e possono esserci sbalzi di tensione.

Ma torniamo a noi. Avevo tre scelte davanti a me. 1) La lampadina classica 2) Quella attuale a luce bianca che però non incremente la portata del fascio di luce, ma emette luce bianca 3) Adottare una lampadina Daytime (siamo italiani, diciamo Luce diurna ;-) ) che però ha un costo doppio a quella normale (Pos. 1).

Secondo la Bosch, queste lampadine oltre a garantire il 10% di potenza in più, assicurano il mantenimento degli intervalli di sostituzione nonostante l’utilizzo anche diurno. Vedremo…

Il meccanico, onestamente, mi diceva che fino ad ora nessun cliente, di fronte al prezzo doppio, accettava di montarle, salvo lamentarsi della scarsa durata di quelle standard, per cui con una strizzata d’occhio ;-) mi diceva che se volevo fare da collaudatore, sarebbe stato contento anche lui.

Fortuna vuole che mentre aspettavo che cercasse i prezzi delle lampadine, notassi che è in corso una promozione Bosch su spazzole tergicristalli e lampadine, con uno sconto del 30%; fatto un rapido conto, le lampadine a lunga durata le avrei pagate come quelle a luce bianca, per cui perchè non provarle?

E per non sbagliare, al 27 ottobre è morta anche la seconda lampadina… insomma, hanno avuto una vita di poco superiore ai 3 mesi.

Seguiranno aggiornamenti, spero in là con il tempo…. :-D

Informazioni aggiuntive

Lampadine Bosch: http://www.bosch.it/formula/archivio/formula_estate2006/ricambi1.html

Lampadine Daytime: http://www.bosch.it/stampa/comunicato.asp?page=38&idCom=53

Ma dato che non ricevo provvigioni da parte della Bosch, :-)   ecco un link che porta ad una nuova lampada della Philips: http://www.lighting.philips.com/it_it/consumer/carlighting/1_car_lighting/products_for_car/2_nightguide.php?main=it_it_consumer_lighting&parent=89083467512&id=it_it_car_lighting&lang=it


La Mercedes non è la Toyota…

12 Giugno 2009

Il titolo è fuorviante? E’ scontato che un marchio blasonato come la Mercedes non sia equiparabile a quello più popolare della Toyota?

Qui non si parla di auto, nelo specifico, ma di approccio verso il cliente, cosa della quale ho già parlato in passato (Vedi gli articoli nella categoria: Smart & Toyota). Come già dissi tempo fa, mi è capitato di scrivere spesso alla Toyota per complimentarmi sia per l’affidabilità della vettura, come per i costi chiari e trasparenti, senza dimenticare l’attenzione per il cliente che si percepisce ogni volta. L’attenzione per il cliente non è la cortesia estrema, i cosidetti salamelecchi, che per me sarebbero fastidiosi, ma di rispondere alle domande, di offrire servizi di qualità a costi certi, trasparenti. A far sentire il cliente tale anche quando è scaduta la garanzia, anche per per molti cessi di essere cliente una volta saldato il pagamento dell’auto; l’atteggiamento della Casa (e del concessionario) porta il cliente a fidarsi dei consigli del meccanico, ad esempio, senza pensare che “ti freghino”.

Ma torniamo all’argomento principale, ho divagato. Ho scritto più volte alla Toyota, alle mail di apprezzamento hanno risposto con i dovuti tempi. All’unica mail di protesta, la risposta è stata immediata, tanto è vero che dopo mezza giornata sono stato contattato telefonicamente da un responsabile della concessionaria che ha risolto l’intoppo immediatamente.

Al 28 maggio ho scritto direttamente al concessionario Mercedes dove faccio abitualmente la manutenzione, per lamentare il fatto che a differenza di quanto pubblicizzato sul loro sito web, il servizio “Express service” non funziona nelle modalità da loro descritte, in quanto affermano che “il servizio è stato creato per permettere ai Clienti di effettuare velocemente e senza prenotazione i più comuni lavori di manuntenzione e sostituzione delle parti usurate, senza la necessità di alcuna prenotazione“.

Peccato che un venerdì mattina mi sia recato in assistenza per far sostituire una lampadina del faro anteriore e mi abbiano risposto che non è possibile, se vuole torni nel pomeriggio. Ecco il naufragio del Service Express della Mercedes.

Una lampadina che ho poi sostituito personalmente, mettendoci una quindicina di minuti, visto che le istruzioni non sono poi così chiare, e che il meccanico avrebbe sostituito in 5, incluso il tempo di andare in magazzino a prenderla.  (E tralasciamo il discorso su modalità e tempi per la sostituzione delle lampadine su molti modelli…)

Giusto per avere un riferimento, il mese scorso ho avuto la necessità di cambiare la lampadina della Toyota, mi sono recato dal concessionario alle 14.15 e la risposta è stata…: deve aspettare le 14.30 che apre il magazzino e poi gliela cambiamo. Detto, fatto.

Perchè la Mercedes non è la Toyota? Perchè non mi hanno cambiato la lampadina? No, non per quello.  Perchè oggi è il 12 giugno e non ho avuto nessun cenno di riscontro alla mail, nonostante mi abbiano pure inviato la “conferma di lettura”.


La Smart sbarca in Cina

24 Aprile 2009

Smart fortwo è ormai una vera world car. Dopo l’esordio convincente negli Stati Uniti, prova ora a conquistare la variegata clientela cinese. La citycar (che dal 1998 è già stata venduta in oltre un milione di unità in 38 mercati) sbarca in Cina con le versioni coupé, cabrio, coupé style e cabrio style.

“In considerazione del gran numero di prenotazioni confidiamo nel fatto che la fortwo attrarrà molti cinesi”, ha spiegato Klaus Maier, presidente di Mercedes China. La lunghezza di due metri e 70 rende la Smart ideale per districarsi nel traffico delle metropoli locali e potrà anche contribuire a ridurre le emissioni.

Dotata di un motore a tre cilindri di un litro, infatti, la Smart emette soltanto 103 g/km di CO2.

( Si, come no… Vedi: http://paoblog.wordpress.com/2009/03/03/auto-i-consumi-reali/ )


Toyota IQ e Smart

24 Marzo 2009

Chi mi legge avrà capito due cose: ho una Smart ed una Toyota. Soddisfatto della praticità della prima, meno dei consumi, meno ancora dei costi di gestione. Al contrario, sono soddisfattissimo della Toyota, sia come affidabilità, sia come costi di gestione.

Nello specifico, del costo dei tagliandi ne ho già parlato un paio di volte, (vedi link in calce) riferendomi però alle auto che uso, senza fare un confronto diretto fra la Smart e quella che è la sua diretta antagonista,  per dimensioni e filosofia.

La Toyota IQ non ce l’ho e quindi non posso giudicarla “su strada”; come linea devo dire che preferisco la Smart, anche se avendo guardato per bene la IQ durante una visita dal concessionario, ho constatato che sicuramente lo spazio a bordo è maggiore, soprattutto se utilizzata nella configurazione a 2 posti. Come 4 posti, francamente, mi sembra un pò tirata per i capelli.

Sicuramente i 4 posti (direi 2+2) ci sono, ma sulla loro reale comodità, non lo so. Forse 2 adulti ed un bambino, ma poi mi chiedo se il seggiolino per il bambino, sul sedile posteriore ci sta. Ma passiamo oltre ovvero al costo di gestione della vettura. Il costo d’acquisto della IQ mi sembra importante, paragonabile alla Smart 84 Cv che è quella che ho io. Ma i tagliandi, al solito, fanno la differenza.

Il 1° tagliando Smart, a 15.000 km., mi è costato 220 € ed il secondo ben 336 € (incluso il cambio delle candele, € 39 circa, non previsto). Per un totale di 556 € contro una percorrenza di 30.000 km.

Il costo dei tagliandi della IQ li so grazie all’ottima trasparenza sui costi, da parte della Toyota, che li pubblica sul loro sito http://www.toyota.it/toyota/service/assistenza/prezzi/index.html

Nello specifico, giusto per fare un confronto, ho notato che il 1° tagliando (15.000 km) costa € 90,70 ed il secondo (30.000 km) € 196,50 per un totale di € 287,20 ovvero la metà esatta dei costi sostenuti per la Smart.

Sebbene la Smart abbia solo 2 anni e ne sia soddisfatto, la cosa mi fa pensare. Il costo dei tagliandi non è tutto, è necessario valutare altri parametri.

Anche i consumi, ai quali sono legati le emissioni,  hanno la loro importanza, ed il discorso qui si allarga al mio post specifico: http://paoblog.wordpress.com/2009/03/03/auto-i-consumi-reali/

Vero è che la IQ ha una garanzia di 3 anni e la Smart si ferma ai canonici 2 anni (obbligo di legge).  Tuttavia quando sarà ora di pensare ad una sostituzione dell’auto (speriamo molto in là, visto il momento nero…) sarà il caso di tenere in considerazione anche la piccola Toyota.

Si parla del costo del tagliando, qui:

http://paoblog.wordpress.com/2008/09/19/il-costo-del-tagliando/

http://paoblog.wordpress.com/2009/03/20/smart-84-cv-il-tagliando-dei-30000-km/