Disastro Juve

21 Dicembre 2009

di Xavier Jacobelli

Non c’è niente da fare. La Juve sprofonda sempre di più. Perde in casa anche contro il Catania in una domenica di gelo e di contestazioni che non  lascia spazio ad attenuanti di alcun tipo. Da un mese a questa parte, i bianconeri sono precipitati in una delle crisi più gravi della loro storia recente.

I numeri schiacciano le parole: Ferrara ha conquistato 18 punti nelle ultime 13 gare disputate; ha perso 3 delle ultime 4 partite; un anno fa di questi tempi, in campionato la Juve aveva segnato 29 gol subendone 13; quest’anno, ne ha segnati 30 incassandone 21, cioè il settanta per cento in più; la Juve di Ranieri aveva 6 punti in più della Juve di Ferrara.

Ribadiamo il concetto già espresso a caldo dopo il ko di Bari: il primo che se ne deve andare è Blanc, e subito perchè il francese ha combinato più danni della grandine. Ferrara è andato nel pallone e lo confermano anche le scelte bislacche che gli sono costate l’uno-due interno contro gli scatenati siciliani di Mihajlovic.

Se Felipe Melo non si regge in piedi, che senso ha schierarlo e poi sostituirlo quando il primo tempo non è manco finito? Perchè Del Piero deve congelare in panchina per oltre un’ora? Se Cannavaro è l’ombra del capitano mondiale del 2006, perchè gioca sempre?

E Diego, vogliamo parlare di Diego, altro simbolo di un disastro senza fine? Qualcuno dica a John Elkann che non basta andare a Vinovo una volta alla settimana, anche se stavolta assieme ad Andrea Agnelli, per guarire i mali di una squadra che affondano le loro radici nel gioco che non c’è; nel simultaneo tracollo di alcuni giocatori che sarebbero dovuti essere i protagonisti della stagione e, invece, sono scomparsi, nelle scelte strategiche totalmente sballate.

Blanc dovrebbe fare due cose: chiedere scusa a Ranieri e sparire.  Quando la Juve cacciò il tecnico che ora ha rigenerato la Roma, commise un errore imperdonabile e adesso ne paga le conseguenze. Ha ragione Ranieri se osserva: i bianconeri hanno cambiato sistema di gioco e hanno bisogno di tempo per tornare a vincere.

A Ranieri non sono bastati un terzo e un secondo posto per rimanere al proprio posto. Per Ranieri, Blanc e sodali non hanno speso 50 milioni di euro sul mercato, peraltro buttandoli dalla finestra. La differenza si vede. Hiddink o non Hiddink, alla Juve serve una sterzata. Adesso.

Buon Natale, Monsieur Blanc.

http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/misterx/


Il Bayern pronto a “regalare” Luca Toni

21 Dicembre 2009

Il Bayern Monaco è disposto “a regalare” Luca Toni, cedendo gratis il cartellino dell’attaccante italiano, in prestito o a titolo definitivo, ma al momento al club non sono arrivate “proposte concrete” per portarsi via il giocatore alla riapertura del mercato a gennaio. Lo ha detto il general manager Uli Hoeness questa mattina nel corso di una trasmissione televisiva.
Il rapporto fra Toni ed il Bayern si è incrinato ad inizio stagione a causa del pessimo rapporto instaurato dall’italiano con l’allenatore olandese Louis van Gaal. Toni è legato al Bayern da un contratto in scadenza nel 2011.

Fonte: http://ilgiorno.ilsole24ore.com


Gp a Roma, ma Monza non ci sta

21 Dicembre 2009

«L’accordo con il patron della Formula 1 Bernie Ecclestone per dar vita al Gran Premio di Roma è fatto e firmato». A confermarlo è l’ideatore e l’organizzatore dell’evento, Maurizio Flammini, che fa sapere che avrà durata di dieci anni (5 anni più 5).

«Sarà un Gran Premio spettacolare – ha detto Flammini, già ideatore della Superbike di moto -. Il circuito sarà quello previsto nel quartiere Eur, dove ci saranno ben tre punti di sorpasso. Sarà costruito un sottopasso sulla Cristoforo Colombo, mentre i box prenderanno forma nella zona delle Tre Fontane».

Ora si tratterà di «sviluppare tutto il progetto assieme a Comune e Regione e avere quindi le autorizzazioni da tutti gli organi competenti», ha aggiunto l’ex pilota. Le prime dichiarazioni del sindaco di Roma sono a favore, ma è già guerra con il primo cittadino di Monza: «Atto di una città parassita». Protesta anche la Lega Nord.

La prima data utile, per il Gp di Roma, sarebbe il 2012 (quan­do sarà rivisto il calendario delle gare mondiali). Ma è probabile è che si inizi con uno «speciale», per poi entrare a regime nel circui­to mondiale dall’anno succes­sivo. Si parla di almeno tre edi­zioni, con un giro economico complessivo ipotizzato in­torno agli 800 milioni di euro. Come periodo il Comune punterebbe ad agosto o novembre.

Maurizio Flammini al progetto lavora da tempo. «Un Gp a Roma era il sogno di Enzo Ferrari, che mi chiamò nell’84 per or­ganizzarlo», aveva detto in un’intervista in cui avava anticipato il percorso . «Si girerà in senso orario, il rettilineo sarà su via delle Tre Fontane e si andrà verso la Laurentina, risalendo per il Ct Eur». In quanto alle critiche sull’impatto ecologico di un carrozzone Formula 1 in città d’arte, Flaminni aveva azzardato una promessa. «Faremo un Gp ad impatto ecologico zero, che rispetti l’ambiente e i cittadini. Non passeremo vicino alle abita­zioni e tutti potranno andare in ufficio o rientrare a casa».

La prende malissimo il sindaco di Monza, Marco Mariani: «È l’ultimo atto di arroganza di una capitale parassita che da 2000 anni vive togliendo l’ossigeno alle altre città. «Questo succede perchè siamo stati lasciati soli a difendere il Gran Premio di Monza» ha concluso Mariani che ha lamentato come lo stesso premier, Silvio Berlusconi, non si sia mai speso in difesa dell’autodromo brianzolo. «È l’ultimo atto di arroganza di una capitale parassita che da duemila anni vive togliendo l’ossigeno alle altre città».

Invano Gianni Alemanno, sindaco della Capitale, aveva sottolineato: «Non è vero che sarà alternativo a Monza, sarà un gran premio integrativo e non sostitutivo». Inoltre, secondo Alemanno, il gran premio nella Capitale «sarebbe un buon viatico per le olimpiadi del 2020, nell’ottica di una proiezione internazionale di Roma».

Alemanno ha fatto anche notare come dall’organizzazione dell’evento ci sarebbe «un indotto di un miliardo di euro l’anno. Roma – ha concluso – ha bisogno di rinnovare la sua offerta turistica e attrattiva: non soltanto l’archeologia e i monumenti ma anche qualcosa in grado di attirare i giovani». Nessun riferimento, invece, all’impatto ecologico sulla città. Intanto gli addobbi natalizi delle vie della capitale sono già ispirati alla Formula 1, come quelli in via Frattina.

E, intanto, monta un caso politico che rischia di provocare qualche crepa nel la maggioranza. Il deputato monzese della Lega Nord Paolo Grimoldi attacca Alemanno: «Sono disgustato. Nonostante il non-senso di un eventuale Gp di Roma dal punto di vista sportivo e culturale, Flammini continua la sua opera di convincimento nei confronti di Ecclestone, mascherando come progetto rivoluzionari quello che è solamente uno scippo. Le dichiarazioni di Alemanno confermano due peculiarità del sindaco di Roma, l’essere bugiardo e incosciente. Sa di mentire dicendo che la gara di Roma non farà concorrenza a Monza. Non solo. Con tutti i problemi di bilancio di Roma, pensa a come buttare al vento altri soldi pubblici».

Annuncia battaglia a suon di esposti, Grimoldi. «Se la capitale si azzarderà a versare un solo euro per questa follia, faremo immediatamente un esposto alla Corte dei conti e guideremo un’azione politica affinché anche Roma sia costretta a rispettare il patto di stabilità».

Fonte: www.corriere.it


Muore star del football americano

18 Dicembre 2009

Chris Henry è morto. Il ricevitore dei Cincinnati Bengals, squadra della National Football League, era stato ricoverato con lesioni giudicate subito gravissime dopo essere caduto di schiena da un pick-up guidato dalla fidanzata. Tra i due, a quanto pare, era in corso una lite.

Secondo una prima ricostruzione, Henry sarebbe saltato al volto sul pick-up che la fidanzata stava portando fuori dall’abitazione dopo una sfuriata. Il giocatore ha però perduto l’equilibrio cadendo in strada e battendo la schiena. Così è stato trovato dalla polizia in una strada a sud di Charlotte, la città dove vivono i genitori della sua fidanzata. Immediato il trasporto in ospedale, al Carolinas Medical Center, dove però le condizioni dell’atleta sono apparse subito piuttosto gravi. Secondo quanto comunica la stessa Nfl, Henry è deceduto alle 6,36, ora americana.

La polizia non ha diffuso particolari sulle cause esatte del decesso. I media locali, in particolare il Charlotte Observer, hanno provato a capire qualcosa di più dell’accaduto andando ad intervistare la madre della fidanzata, di cui non è stato diramato il nome. La donna ha spiegato che la coppia era impegnata in questi giorni nei preparativi per l’imminente matrimonio.

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Henry in questo periodo non era in attività a causa di un infortunio all’avambraccio riportato lo scorso 8 novembre in un match di regular season contro Baltimore: operato, il ricevitore – che era al suo ultimo anno di contratto con i Bengals – era stato inserito nella lista degli indisponibili fino a fine stagione e anche per questo non si trovava a Cincinnati.

Fonte: www.corriere.it


Sud Africa 2010: il mondiale in 3D

12 Dicembre 2009

Sud Africa 2010: il mondiale in 3D

Mondiali: il 2006 è stato l’anno del 16:9; il 2010 sarà l’anno del 3D. La FIFA ha infatti annunciato che in almeno 25 gare del prossimo mondiale le immagini saranno girate in 3D. E verrà anche montato un vero e proprio film su Sud Africa 2010. L’unico limite per lo spettatore restano gli occhiali, obbligatori per cogliere la terza dimensione.

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Spalletti nuovo allenatore dello Zenit

11 Dicembre 2009

Luciano Spalletti è il nuovo allenatore dello Zenit San Pietroburgo. Lo rende noto la società russa dal proprio sito ufficiale. Nel comunicato si fa riferimento ad un contratto triennale.


La scelta di Spalletti «è stata approvata all’unanimità» dal consiglio direttivo del club. «Il nuovo allenatore – si legge nello spazio web dello Zenit- ha come obiettivi il ritorno al titolo nazionale, la conquista di stabili successi nelle competizioni europei, la creazione di un solido legale con il settore giovanile per portare giocatori dal vivaio alla prima squadra».
Spalletti approda in Russia dopo l’esperienza sulla panchina della Roma. All’inizio dell’attuale stagione, dopo la seconda giornata, il tecnico toscano ha rassegnato le dimissioni dalla carica di allenatore della formazione giallorossa.

Fonte: www.corriere.it


Sciare in Piemonte: assicurazione obbligatoria

10 Dicembre 2009

Per sciare sulle montagne piemontesi (e attenzione anche ai comprensori appartenenti a più regioni come il Monterosa-ski, al confine con la Val d’Aosta o la Via Lattea, tra Piemonte e Francia), da questo inverno è necessario essere muniti di un’assicurazione per la responsabilità civile, che copra i danni o gli infortuni causati a terzi: pena una multa che può variare dai 40 ai 250 euro.

Polizze sci: ecco come assicurarsi
Per ottenere la copertura assicurativa si può:

  • sottoscrivere la polizza al momento dell’emissione dello skipass (il costo si aggira intorno ai 2/3 euro): la polizza avrà la stessa durata di validità di quest’ultimo;
  • nel caso in cui si abbia già una polizza per la responsabilità civile del capofamiglia, è bene controllare che siano inclusi anche lo sci e gli sport invernali. Abbiamo analizzato queste polizze su Soldi&Diritti n.99 (marzo 2008): quelle che avevamo indicato come miglior acquisto coprono l’attività sciistica dilettantistica, e generalmente escludono solo sport particolarmente pericolosi, come il parapendio.
  • sottoscrivere specificatamente una polizza sci: queste oltre a coprire la responsabilità civile per danni a terzi, coprono ad esempio anche gli infortuni e l’assistenza. Per avere maggiori informazioni potete leggere l’articolo su Soldi&Diritti n. 103 (novembre 2008).

Più semplice se tesserati F.I.S.I. o iscritti a uno Sci club
Se siete iscritti alla Federazione italiana sport invernali (F.I.S.I.), potete stare tranquilli: la tessera infatti comprende sia l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, sia quella per gli infortuni, e inoltre offre la possibilità di estensioni di garanzia speciali, quali il rimborso delle spese di trasporto in caso di incidente. Quando si fa parte di uno Sci club, questi di solito prevedono il tesseramento F.I.S.I. o possono offrire un’assicurazione ai propri soci.

Il nostro consiglio è di portarvi dietro tutta la documentazione necessaria a dimostrare la vostra copertura prima di scendere sulle piste (per ora piemontesi), in modo da esibirla al momento dell’acquisto dello skipass.

Infortuni: pensare al lavoro anche in vacanza
Se avete sottoscritto solo una polizza di responsabilità civile per danni a terzi, vi consigliamo di coprirvi anche una polizza infortuni, soprattutto se siete lavoratori autonomi: in questo modo vi proteggete da un’eventuale perdita economica causata dall’impossibilità di lavorare. Se siete amanti degli sport estremi, sappiate però che non tutte le polizze si prendono tanta responsabilità: per maggiori dettagli vi rimandiamo all’articolo su queste polizze in Soldi&Diritti n. 104 (gennaio 2009).

Fonte: www.altroconsumo.it


La Francia accusa Domenech

9 Dicembre 2009

Nel calcio, come nella vita, tutto è relativo. 826.000 euro possono rappresentare il «giusto» stipen­dio mensile di Kaká o il «vergo­gnoso » premio di Raymond Do­menech per la qualificazione ai Mondiali in Sudafrica.

Il fallo di mano di Thierry Henry, il gioco scadente della squadra e il cre­scente sentimento collettivo di antipatia nei confronti del c.t. della nazionale francese (battuto in questa speciale classifica sol­tanto da Materazzi) hanno infatti fatto sgorgare un’ondata di mora­lismo sui giornali e nel Paese che ha finito per coinvolgere persino il mondo politico. In testa, nella condanna giacobina del compen­so, la ministra dell’economia, Christine Lagarde, quotidiana­mente alle prese con la crisi eco­nomica e impegnata (con l’accor­do del presidente Sarkozy) nella battaglia per limare stock op­tions e liquidazioni dorate di ma­nager e banchieri.

La Lagarde, pe­raltro, era stata fra i primi leader politici a proporre di rigiocare la partita con l’Irlanda, conferman­do la mutazione del carattere na­zionale, almeno in campo sporti­vo: dall’orgoglio da grandeur al­l’umiltà dopo una vittoria imba­razzante. «La maglia si onora con il sudore della fronte, ci sono sportivi che se la comprano di ta­sca propria», ha detto Lagar­de- Saint Just.

A ben vedere, il compenso di Domenech sembra eccessivo in cifra assoluta (nemmeno Lippi ha guadagnato tanto dopo il trionfo di Berlino), ma lo è meno nel dettaglio, secondo quanto co­municato dalla stessa federazio­ne francese: è spalmato su 3 anni di incontri e comprende 300 mi­la euro di diritti d’immagine.

I giocatori, nello stesso periodo, hanno percepito 563 mila euro, alle stesse condizioni di Domene­ch, con una variabile sul numero di partite giocate. Ma al c.t. dei Bleus non viene perdonato più nulla. Esposto al pubblico ludibrio quando perde, insopportabile quando vince, per il modo in cui vince. È l’«uo­mo senza qua­lità » della Francia calcistica, per di più av­vantaggiato da una fortu­na immeritata.

L’espressione perennemen­te beffarda non lo aiuta, anche quando i rotocalchi lo ritraggono in compagnia della bella Estelle, la giornalista di cui chiese la ma­no in diretta nel giorno dell’elimi­nazione agli Europei 2008. Giu­sto per farsi degli amici. Evidentemente, non è la som­ma, ma il rapporto qualità-prez­zo a far discutere, ovvero il mo­do in cui il traguardo è stato rag­giunto.

Un risultato che ha provo­cato il declassamento della nazio­nale da te­sta di serie al Mon­diale e che inevitabilmente com­porterà una certa ostilità da par­te del pubblico e forse degli arbi­tri. Questione di stile, appunto. E Domenech, che senza essere Mourinho, sembra crogiolarsi nei panni dell’antipatico, del sop­portato, del condottiero senza truppe (ovvero senza tifosi), ci ha messo anche del suo.

Quando un giornale tirò fuori la notizia del compenso, giusto all’indomani della partita con l’Ir­landa, Domenech l’antipatico si agitò in sdegnate smentite: «Ci­fra folle, assurda, lontana dalla re­altà », disse ai quattro venti, spal­leggiato da uno dei suoi ultimi protettori, il vice presidente del­la federazione, Noël Le Graët, il quale tuonò un «arcifalso!» che chiuse la bocca a molti, ma non ai curiosi e ai cronisti ficcanaso.

Alla fine, è stato lo stesso Le Graët a diramare una comunica­zione a tutti i dirigenti del calcio francese per chiarire la vicenda e i criteri di compenso per l’«opera­zione Mondiali». Una nota che appunto spiega il meccanismo di assegnazione dei premi, ma che finisce per sbugiardare Domene­ch. Per inciso, il documento del­la federazione stoppa sul nascere qualche altra possibile polemica a proposito dei costi dei viaggi per organizzare il ritiro in Suda­frica (116 mila euro) e il compen­so forfettario (non giornaliero, come si era vociferato) di 7 mila euro a Fabien Barthez per la pre­parazione dei portieri. C’erano anche mille euro di taxi, ma non sono stati rimborsati. Questione di stile, più che di cifre. Appun­to.

Fonte: www.corriere.it


Champions, primi verdetti.

9 Dicembre 2009

Il Milan ce l’ha fatta, la Juventus no.

Non scrivo riguardo alle cause del fallimento bianconero, l’argomento sarà sviscerato fino alla nausea nei prossimi giorni né delle prospettive rossonere  nel futuro della Champions, per il momento da buon milanista mi limito a pensare che perlomeno fino a febbraio siamo dentro, poi chi vivrà vedrà.

Mi è tornata la voglia di scrivere di calcio solo per riallacciarmi a quanto scritto in passato su questo blog su di un paio di temi fondamentali (fondamentali per il calcio, naturalmente).

Il primo è la pochezza delle squadre italiane a livello europeo, in questo discorso non avevo considerato la possibilità di un buon risultato della Fiorentina e  l’eventualità di una rinascita del mio amato diavolo: resta però la grande situazione di difficoltà generale testimoniata dal fatto che in Champions, aldilà dei singoli esiti, le prime tre del nostro campionato sono arrivate alla ultima giornata sul filo del rasoio, ed una è già saltata.

Il secondo tema è quello che mi sta più a cuore ed è quello sul quale continuo imperterrito a scrivere da tempo: il  ricambio generazionale azzurro.

Il disastro juventino è sotto gli occhi di tutti, ho sentito Vialli e Rossi discutere di Melo e Diego ma  nessuno che metta  in evidenza qualcosa di lampante: la Juve su quattro gol ne ha presi tre con difesa schierata.

La difesa era composta per tre quarti da colonne portanti della nostra nazionale, in più la Juve aveva in campo anche Camoranesi. La Juventus è una squadra in crisi nera, nel marasma generale si salvano quelli con poche primavere quali Caceres, Marchisio  e l’assente di stasera Sissoko.

Noi invece di prendere atto della situazione  continuiamo a pensare di portare ai mondiali Grosso, Cannavaro, Legrottaglie e Camoranesi. Non solo, alla allegra combriccola di ex-giocatori vogliamo aggregare anche Amauri, si parla perfino di Del Piero.

So benissimo che qualcuno di questi grandi giocatori riuscirà recuperare la condizione migliore per giugno ma altri non la recupereranno mai più, è inutile farsi illusioni. La Juventus in questo momento ha solo Marchisio e Chiellini da dare alla nazionale (senza considerare Buffon, naturalmente), per il resto bisogna subito guardarsi intorno, magari facendosi un giretto in provincia.

Stasera si parla del disastro Juve ma non dimentichiamo che nel giro della nazionale ci sono altri dinosauri come Gattuso e Zambrotta: invece di scrivere del preoccupante numero di giocatori bolliti a disposizione di Lippi qui addirittura si invocano Totti e Nesta in Nazionale, cose da matti.

Spero solo che Lippi stasera abbia visto la partita senza fette di prosciutto sugli occhi e che i giornalisti la smettano col tormentone Cassano e comincino a parlare di cose serie, noi i mondiali li abbiamo sempre vinti prima di tutto con le grandi difese e con i polmoni dei mediani.


Al peggio non c’è mai fine…

8 Dicembre 2009

Si parla spesso di lealtà sportiva sia in campo amatoriale che professionistico, ma allo stato dei fatti il singolo episodio positivo viene raccontato in maniera superficiale da stampa e tv. Certo, tutti i media danno più o meno spazio alla vicenda, salvo poi commentarla in modo tale da deridere il protagonista, come se comportarsi lealmente sia corretto, ma stupido ed autolesionista, tanto più se si tratta di uno sport di squadra.

Diverso l’approccio verso gli esempi negativi. Vero che il fallo di mano di Henry che ha portato la Francia, immeritatamente a qualificarsi, a spese dell’Irlanda sia stato bollato da tutti, però alla fine dei giochi, la Francia va al Mondiale e l’Irlanda resta a casa. E non parliamo del famoso fallo di mano di Maradona nei Mondiali del 1986. Scorrettezza e slealtà a piene mani (appunto), ma si è trasformato in un eroe, complice anche la rivalità legata alla guerra delle Falklands.

Tutti pronti a difendere e/o perdonare chi sbaglia, salvo poi dimenticarsi di chi subisce il torto. E purtroppo accade ogni giorno, non solo in ambito sportivo…

Nelle scorse settimane in tv hanno fatto un servizio sull’allenatore di una squadra giovanile di Piacenza, reo di aver ritirato la squadra dal campo, a seguito di una rissa in campo, con numerosi espulsi. L’allenatore diceva di aver agito come allenatore ed ex-giocatore, visto che la situazione sul campo non c’entrava nulla con lo sport ed anche come adulto, in modo da mandare un segnale antiviolenza ai giocatori 17enni. Glorificato da alcuni per il senso di responsabilità ed esonerato dal Presidente della squadra. :-(

Pochi giorni fa l’allenatore dell’Ascoli, Pillon, dopo che la sua squadra ha segnato intercettando il pallone lanciato fuori dagli avversari per soccorrere un giocatore a terra, ha ordinato ai suoi giocatori di far segnare l’altra squadra. La partita è stata poi persa dall’Ascoli per 3 a 1. I servizi tv parlavano di esempio di fair play, ma nello stesso tempo hanno poi mandato in onda interviste ai tifosi, tutti contro il gesto di Pillon. L’allenatore ha successivamente dichiarato che tornando indietro non sa se lo rifarebbe, visto dopo aver constatato quanti attacchi ha ricevuto…

Gli esempi si susseguono. Ieri due squadre di ragazzini impegnati in una partita a Firenze sono state ritirate dal campo dagli allenatori, dopo che sugli spalti genitori e nonni hanno iniziato a picchiarsi. Che esempio. Ma come dicevo, al peggio non c’è mai fine ed infatti tutte queste mie parole altro non sono che un preambolo a quello che voglio farvi leggere.

Alcune settimane fa ho letto su Vanity Fair una vicenda, raccontata da Fiamma Satta e che mi ha realmente disgustato, oltre ogni limite.

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Il doping è deprecabile e deplorevole, ma può diventare agghiacciante. Ho letto sulla Gazzetta dello Sport del 5 novembre che tra il gennaio e l’aprile 2009 una coppia di genitori di Padova in smania di fama e di successo ha fatto sottostare la figlia 15enne, nuotatrice tesserata, alla pratica dell’ozonoterapia per autoemotrasfusione maggiore per migliorarne le prestazioni sportive e farla diventare una campionessa, fregandosene altamente dei rischi di embolia.

Il babbo la accompagnava nello studio di Enrico Lazzaro, un medico dedito a questa pratica illecita, e pazientemente, leggendo il giornale, come si evince dalle intercettazioni video dell’orrore, attendeva che il medico estraesse sangue dalla ragazzine e ne riempisse delle sacche. Il sangue, poi, una volta manipolato con ossigeno ed azoto e mischiato ad intrugli vitaminici, le veniva nuovamente iniettato tramite endovena.

Le iniezioni probabilmente venivano fatte anche a casa, dal padre stesso, come gli inquirenti sospettano, magari mentre la mamma girava il sugo sul fuoco e finiva di guardare i quiz televisivi.

Bene. Credo che il Padreterno quando ha dettato i suoi Dieci Comandamenti ne abbia dimenticato uno. Subito dopo il IV: Onora il padre e la madre, infatti, si sta perfetto il IV bis: ONORA I FIGLI. In ogni campo, sportivo o meno.

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Io non l’ho visto e ne faccio a meno, tuttavia a questo link si trova il video (e l’articolo) pubblicato dalla Gazzetta dello Sport > http://www.gazzetta.it/Ciclismo/29-10-2009/operazione-doping-veneto-601789150506.shtml