Champions, primi verdetti.

9 Dicembre 2009

Il Milan ce l’ha fatta, la Juventus no.

Non scrivo riguardo alle cause del fallimento bianconero, l’argomento sarà sviscerato fino alla nausea nei prossimi giorni né delle prospettive rossonere  nel futuro della Champions, per il momento da buon milanista mi limito a pensare che perlomeno fino a febbraio siamo dentro, poi chi vivrà vedrà.

Mi è tornata la voglia di scrivere di calcio solo per riallacciarmi a quanto scritto in passato su questo blog su di un paio di temi fondamentali (fondamentali per il calcio, naturalmente).

Il primo è la pochezza delle squadre italiane a livello europeo, in questo discorso non avevo considerato la possibilità di un buon risultato della Fiorentina e  l’eventualità di una rinascita del mio amato diavolo: resta però la grande situazione di difficoltà generale testimoniata dal fatto che in Champions, aldilà dei singoli esiti, le prime tre del nostro campionato sono arrivate alla ultima giornata sul filo del rasoio, ed una è già saltata.

Il secondo tema è quello che mi sta più a cuore ed è quello sul quale continuo imperterrito a scrivere da tempo: il  ricambio generazionale azzurro.

Il disastro juventino è sotto gli occhi di tutti, ho sentito Vialli e Rossi discutere di Melo e Diego ma  nessuno che metta  in evidenza qualcosa di lampante: la Juve su quattro gol ne ha presi tre con difesa schierata.

La difesa era composta per tre quarti da colonne portanti della nostra nazionale, in più la Juve aveva in campo anche Camoranesi. La Juventus è una squadra in crisi nera, nel marasma generale si salvano quelli con poche primavere quali Caceres, Marchisio  e l’assente di stasera Sissoko.

Noi invece di prendere atto della situazione  continuiamo a pensare di portare ai mondiali Grosso, Cannavaro, Legrottaglie e Camoranesi. Non solo, alla allegra combriccola di ex-giocatori vogliamo aggregare anche Amauri, si parla perfino di Del Piero.

So benissimo che qualcuno di questi grandi giocatori riuscirà recuperare la condizione migliore per giugno ma altri non la recupereranno mai più, è inutile farsi illusioni. La Juventus in questo momento ha solo Marchisio e Chiellini da dare alla nazionale (senza considerare Buffon, naturalmente), per il resto bisogna subito guardarsi intorno, magari facendosi un giretto in provincia.

Stasera si parla del disastro Juve ma non dimentichiamo che nel giro della nazionale ci sono altri dinosauri come Gattuso e Zambrotta: invece di scrivere del preoccupante numero di giocatori bolliti a disposizione di Lippi qui addirittura si invocano Totti e Nesta in Nazionale, cose da matti.

Spero solo che Lippi stasera abbia visto la partita senza fette di prosciutto sugli occhi e che i giornalisti la smettano col tormentone Cassano e comincino a parlare di cose serie, noi i mondiali li abbiamo sempre vinti prima di tutto con le grandi difese e con i polmoni dei mediani.


Un po’ di autocelebrazione.

31 Ottobre 2009

logo miro

Quando ho scoperto il sito di Albanesi sono rimasto stupefatto: questo signore ha passato anni a studiare ed a teorizzare concetti  riguardo allenamento ed alimentazione in maniera assolutamente  scientifica. Il Nostro ha parecchi  detrattori in giro, che però spariscono quando si deve discutere per argomentazioni e non per offese.  Una cosa che mi fa piacere è che molti dei concetti espressi da Albanesi nella sua sterminata letteratura li sentivo già  miei ma non avevo mai avuto la convinzione di enunciarli e seguirli costantemente, altri invece li devo a lui e per questo gli sarò eternamente grato.

1)      Il dimagrimento dipende solo dal delta calorie immesse-consumate, il resto è spazzatura per vendere nuovi libri di diete (basta applicare il principio di conservazione a quella meravigliosa macchina termica che è il corpo umano)

2)     Il benessere fisico è associato ad una forma fisica derivante anche dall’allenamento oltre che da una corretta alimentazione

3)     Nella corsa le calorie consumate sono proporzionali al peso ed alla distanza percorsa.

4)     Non esistono costituzioni robuste né metabolismi lenti, c’è solo da fare un bilancio di energia ( su questo tema tutti gli obesi sono suscettibili)

5)     A livello amatoriale lo stretching è generalmente dannoso, dovrebbe essere fatto così bene che si uscirebbe dal discorso amatoriale.

6)     Un buon allenamento di corsa dura in genere un’ora più riscaldamento, va fatto dalle tre alle sei  volte la settimana.

7)     Ci si allena con qualsiasi tempo.

8)     Il confine tra piede nella fossa e condizioni fisiche accettabili è fissato dal test del moribondo

http://www.albanesi.it/paginetest/sportivi.htm

Non so quanto pesassi a gennaio, vi basti sapere che non mi pesavo più.

Il due di gennaio ho ricominciato con un po’ di corsetta blanda, il 15 marzo, quindi dopo due mesi e mezzo ho preso coraggio ed ho scoperto di pesare 101,4 kg, che non è uno scherzo per uno alto ( o basso se preferite) un metro e settanta, suppongo che all’inizio dell’anno facessi sui centocinque chili.

Dal primo di aprile ho cominciato a registrare tutti gli allenamenti  ed a controllare le calorie immesse, ho seguito gli insegnamenti di Albanesi in quasi tutto, unica deroga: ho corso nonostante la condizione di obesità quando avrei dovuto solo camminare (comunque parlare di corsa è un eufemismo).

Da allora ad oggi  ho sempre controllato la mia alimentazione (senza soffrire un gran ché), ho ripreso a giocare a tennis ed a calcetto e nel frattempo ho percorso più di ottocento chilometri di corsa, il mio peso attuale, ancora lontano dall’essere ideale, è di poco superiore agli ottanta chili, anche se mia madre si preoccupa che io dimagrisca troppo diciamo che tecnicamente sono in soprappeso, ma non sono più un obeso.

La prima grande soddisfazione l’ho avuta quindici giorni fa quando ho indossato un prezioso vestito di sartoria che mi ero concesso tanto tempo  fa e che non ero mai riuscito a mettere nel ventunesimo secolo, ma oggi , finalmente, 30 ottobre 2009, dopo almeno quindici anni dall’ultima volta, sono riuscito a correre per dieci chilometri in meno di un’ora, superando il famigerato test del moribondo, non posso certo dire di aver vinto le olimpiadi ma credo che di non essermi mai sentito tanto soddisfatto di me stesso.

Il prossimo obiettivo? Lo ha già fissato il buon Albanesi: un indice di massa corporea uguale a 22 ed i 5000 m corsi in venti minuti, che sarebbe poi la sua definizione di atleta in forma.

Tempo  stimato: sugli otto mesi, ma se ci metto di più non importa, tanto io non mollo mai.


Real Madrid- Milan 2-3

23 Ottobre 2009

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Dopo una levataccia alle quattro di mattina, un viaggio interminabile in auto fino a Monaco, un lungo pomeriggio in fiera in mezzo ad ex colleghi, clienti stranieri, faccendieri  e perditempo finalmente arriva l’ora della cena.

Ho una influenza in corso, sono senza voce, la testa mi scoppia anche se sono gonfio di analgesici ed i nostri due Ciceroni ci fanno camminare mezz’ora per ritrovare un delizioso ristorantino dove secondo loro fanno lo stinco in maniera divina (nb: il nostro cliente è islamico).

Il freddo bestia non fa bene  alla mia gola, mi fanno male i piedi e per giunta   sta per iniziare la partita; vabbè, poco male, la sera in cui Kakà è costretto ad umiliarci posso risparmiarmela, mi dispiace solo per Valerio, il mio ragazzo di dieci anni, che da quindici giorni non fa che ripetere che faremo polpette del Real.

Decido di chiamarlo per sentire la situazione: mi risponde Tiziana che mi dice che è già davanti al televisore, sulla sua seggiola da partita con cappellino e sciarpa già indossati.

Me lo faccio passare e gli raccomando di non cominciare ad arrabbiarsi quando le cose andranno male.

Risposta: ”tranquillo papà, tanto stasera si vince”

-“ va bene Valerio, però cerca di stare calmo, buonanotte”

La cena va come previsto, nel ristorante della Paulaner ci sono quaranta gradi e tutto  è  a base di maiale e birra. Adel riesce a farsi portare un luccio (che poi lo farà stare male..) e dell’acqua ed io mi dedico più alla birra che al cibo, i due Ciceroni litigano felici con i loro giganteschi stinchi.
Torniamo in albergo, altre quattro chiacchiere sul nulla nel nostro terribile inglese commerciale e finalmente arrivo in camera.

So che ne abbiamo presi quattro o cinque ma sono pur sempre un tifoso, l’amaro calice va bevuto. Tento prima con internet ma naturalmente il wifi non funziona, allora accendo la tivù ma su tutti i canali tedeschi passano solo gli highlights di Bordeaux Bayer.

Poi finalmente mi ricordo che uno degli ultimi canali è Rai Uno, c’è porta a porta ma ho l’idea di tentare col teletext. Digito il numero 220 ed ecco comparire  il miracolo “i rossoneri battono 3 a 2 il Real:  dopo la papera iniziale di Dida, gol di Pirlo e doppietta di Pato”.

Spengo subito, non voglio sapere altro, diavolo…siamo ancora il Milan.

Abbiamo battuto il Real a casa loro, non c’eravamo riusciti nemmeno con Arrigo, e lo abbiamo fatto pure partendo ad handicap…e proprio nel giorno in cui lo Special One festeggia un anno senza vittorie in Champions, il calcio è incredibile…

Ma di questo mi importa poco: mi importa di Valerio che a quest’ora è a letto e non riesce a prendere sonno, forse ha ancora il cappellino e, se lo conosco bene, è sdraiato sulla schiena e con gli occhi aperti sta rivivendo tutte le azioni più belle della partita.., ora non vedrà l’ora che io torni per raccontarmi tutto.

Stamattina mi ha ritrovato a casa e da quando si è svegliato fino a quando l’ho depositato davanti alla scuola ha parlato di Milan Real, della papera di Dida, del gol annullato, del fallo da rigore di Zambrotta non visto dall’arbitro, dell’incertezza di Casillas sul gol di Pato e così di seguito fino a quando ci siamo dovuti salutare; ho provato ad interromperlo un paio di volte dicendo che facciamo ancora in tempo a perdere al ritorno ma mi ha zittito con un semplice “papà, tu non capisci…noi abbiamo vinto a Madrid!”.

Poi è sceso dalla macchina e come suo solito è partito di corsa verso la scuola, perché Valerio corre sempre.

Alla sua età ero come lui e, mentre lo guardavo correre, ho finalmente  ricordato perché amo tanto il calcio, perché…come dice Vujadin: “la pala y rotonda..”


La qualità dell’informazione latita, anche per le piccole cose…

10 Ottobre 2009

Ricevo da Miro

Beh, se pure la Reuter fa cattiva informazione su una questione di importanza primaria quale le copertine di Playboy, significa che siamo proprio alla frutta.

Leggiamo su: http://it.reuters.com

Marge Simpson, la matriarca dai capelli blu della famiglia televisiva più amata e anticonformista d’America, sarà sulla copertina di Novembre di Playboy. Lo ha annunciato lo stesso magazine oggi.

Simpson, che appare coperta solo da una sedia a forma di coniglio, simbolo di Playboy, è il primo cartone animato ad apparire sulla famosa rivista per adulti, andandosi ad aggiungere a sex symbol come Marilyn Monroe e Cindy Crawford.

Playboy ha annunciato di aver scelto Marge per celebrare il ventesimo anniversario della famiglia Simpson, per altro già ricordato quest’anno da una serie di francobolli postali.

All’interno della rivista ci saranno altre immagini e una storia intitolata “Il diavolo in Marge Simpson”.

I Simpson hanno debuttato in tv nel 1989 e hanno cominciato la loro 21esima stagione lo scorso mese. La serie tv ha anche vinto 24 Emmy e ottenuto il rinnovo per altre due stagioni, il che fa presagire il record di longevità per Homer, Marge, Burt, Lisa e Maggie.

L’edizione di Playboy di novembre sarà nelle edicole dal 16 ottobre.

Ah si?
E questa?

jessica_rabbit_nov_1988

Novembre 1988, per capirci… ;-)


Sondaggio sulla nostra auto ideale

7 Ottobre 2009

Ricevo da Miro e pubblico

Mi è venuto in mente che qualche giorno fa scrivevo a Paolo che vedere una Ferrari partire lasciando la striscia nera per terra e mezzo litro di benzina nell’aria, da tempo mi suscita fastidio piuttosto che invidia.

Ho così realizzato che, anche in caso di un ipotetico sei al superenalotto, la supercar sarebbe fuori discussione per i seguenti motivi:

-inquina
-è scomoda
-è come girare con in cartello con sopra scritto “rapitemi o datemi una botta in testa che sono gonfio di soldi”

Da qui a dire che il gusto per la macchina dalla bella linea, dalle finiture accurate e col motore pronto io lo abbia perso, ce ne passa.

Di solito, quando acquisto una macchina ciò che fa da discriminante è il prezzo, però oggi ho pensato: dimentichiamo il prezzo, parliamo di pregi e difetti in assoluto, senza problemi di budget, dove sarebbe per me il punto di equilibrio tra voglia di un bel motore e attenzione all’ambiente, fra le tensioni minimaliste ed il piacere di  vedere una bella linea filante, ma anche fra comodità e maneggevolezza e fra il gusto del gadget e voglia di semplicità?

Penso che sarebbe, per tutti, un test significativo di quella che sia la personalità ma anche la cultura di una persona.

Se Paolo, passata la crisi, dovesse assumere un responsabile e chiedesse al candidato, “che macchina compreresti con un budget illimitato?” credo che valuterebbe in modo diverso chi avesse risposto Porsche Cayenne da chi avesse preferito la Pryus.

Parlare di budget illimitato però non è corretto, perchè chi ha il budget illimitato ha una station per fare la spesa, un cabrio per la domenica mattina al lago ed una smart per andare a Milano.

No, io la butto giù così: “Lavori per una ipotetica ditta che si accolla il costo della tua macchina ( qualsiasi macchina!) in acquisto ed anche in gestione, considerando che la macchina che ti verrà data sarà quella che userai per tutte le attività che fai normalmente durante la settimana, che auto scegli?

Voi cosa rispondereste?

In pratica sto chiedendo quale è la vostra auto ideale se non contassero i costi.

°°°


L’Italia ai Mondiali: fallimento annunciato?

6 Ottobre 2009

miro's

Quali squadre possono vincere il mondiale?

La risposta è sempre la stessa:  Italia, Germania, Argentina e Brasile più, qualche volta, il paese organizzatore. Questa volta si gioca in Sudafrica, terreno neutro, altrimenti avrei dovuto scrivere Italia e Germania in Europa e Brasile e Argentina nelle Americhe.

Ci sono un paio di eccezioni  a quanto sopra scritto, ma parliamo di preistoria.

Diciamo quindi che il novero delle papabili è sempre ridotto a quattro o cinque squadre, questa volta  non consideriamo il paese organizzatore ma diamo qualche possibilità alla Spagna.
Ora, se mediamente esistono meno di cinque squadre papabili al titolo io mi aspetto che almeno il venti per cento delle volte ci sia la riconferma del campione in carica, anzi anche più spesso del venti, perché chi aveva vinto quattro anni prima partiva comunque da una buona base, in realtà non è così.

La riconferma del campione in carica manca dal 1962, praticamente posso scrivere che nel calcio moderno non avviene mai. Succede spesso che chi vince i mondiali faccia bene ad una manifestazione importante due anni dopo ma non fa mai bella figura ai mondiali successivi, cioè quattro anni dopo.

Il  motivo è presto spiegato: normalmente si tende a confermare il tecnico, il quale tende a confermare il gruppo portante di quattro anni prima. E’ questo ha sempre esiti nefasti: pensiamo alle Olimpiadi, la possibilità di vedere un atleta dopo quattro anni agli stessi livelli è bassissima, grasso che cola se succede una volta su dieci. Mi chiedo se Lippi abbia fatto questo ragionamento ed in effetti di eroi di Germania non ne sono rimasti tantissimi, però molti di loro sono ancora titolari.

Entro nello specifico: Gattuso, Zambrotta, Cannavaro, Camoranesi, Grosso.  Questi secondo me, sono i cinque a rischio, ho dubbi su Pirlo e Iaquinta. I cinque sono ancora titolari, tutti praticamente scoppiati anche senza invocare la matematica ed il calcolo delle probabilità. Calcolo delle probabilità che ci dice che la possibilità di trovarli tutti al top in Sudafrica è circa di uno su diecimila.

Incaponendoci sul caso Cassano abbiamo perso di vista la questione più grave, la questione giocatori alla frutta. Per avere la possibilità,a distanza di quattro anni, di fare un buon mondiale bisogna gettare alle ortiche tutto il gruppo di giocatori che hanno tirato la carretta in Germania e dare le chiavi del vapore ai vari Balotelli, Santon, Cassano, Rossi, Pazzini ecc… ecc..

Cambiando tutto si resetterebbe  tutto e le nostre possibilità verrebbero riallineate a quelle delle nostre storiche rivali, magari si perderebbe lo stesso ma perlomeno le partite andrebbero giocate.
Continuando ad affidarsi ai veterani invece la figuraccia sarebbe  assolutamente certa ed ho una gran paura che Lippi invece si stia crogiolando nell’idea che certi fedelissimi alla fine non lo tradiranno: loro non lo tradiranno di sicuro ma saranno le gambe a non girare come quattro anni prima.

Ancora ricordo Bearzot in Messico con Conti, Tardelli, Rossi, Scirea e molti grandi di Spagna.
Ancora ricordo Monsieur Platini fare cenno a Tiganà ed agli altri di non infierire sui suoi vecchi amici e  di fermarsi dopo il secondo gol: l’effetto fu ancora più umiliante della goleada, la Francia che fa il torello per tutto il secondo tempo ed i Campioni del Mondo ad assistere impotenti.
Ed ancora ricordo  Bearzot in conferenza stampa difendere a spada tratta i suoi ragazzi e prendersi tutte le responsabilità.

Un film già visto e che rivedremo, a meno che Lippi non intenda sorprenderci a qualificazione raggiunta.

Lo sapremo a breve….

Convocati contro l’Irlanda:

Portieri: Gigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli) e Federico Marchetti (Cagliari);

Difensori: Fabio Cannavaro (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Salvatore Bocchetti (Genoa), Alessandro Gamberini (Fiorentina), Fabio Grosso (Juventus), Nicola Legrottaglie (Juventus), Davide Santon (Inter) e Gianluca Zambrotta (Milan)

Centrocampisti :Mauro German Camoranesi (Juventus), Gaetano D’Agostino (Udinese), Daniele De Rossi (Roma), Rino Gattuso (Milan), Claudio Marchisio (Juventus), Angelo Palombo (Sampdoria), Simone Pepe (Udinese) e Andrea Pirlo (Milan);

Attaccanti: Antonio Di Natale (Udinese), Alberto Gilardino (Fiorentina), Vincenzo Iaquinta (Juventus), Fabio Quagliarella (Napoli) e Giuseppe Rossi (Villarreal)


Alonso alla Ferrari…finalmente.

2 Ottobre 2009

miro's

Lo diceva anche Ayrton, il pilota migliore merita la macchina migliore, e la Ferrari anche se non è al top oggi  è quella con i maggiori mezzi e quella che più spesso ha la macchina migliore.

Così, con qualche anno di ritardo ci portiamo a casa il pilota che fece smettere di correre Sor Ciùmacher, veloce come Raikkonen (al quale non si perdona più la cronica mancanza di personalità), determinato e cattivo quanto Hamilton ma pragmatico come Lauda.

Lo spagnolo sa aiutare nello sviluppo della macchina e nella messa a punto, sa muoversi fuori e dentro la pista, digerisce i chilometri in solitaria (quasi) come Schumi ma è più scaltro del grande tedesco nella bagarre. E’ perfetto, non è un campione di simpatia ma chi c’era prima non è che si riciclerà come intrattenitore.

La domanda non è perché si prenda Alonso, ma perché si sia aspettato tanto, nei duelli degli ultimi  anni fra Mc Laren e Ferrari lo sapevano anche i sassi che la Mc Laren aveva i due piloti migliori.

Però, arrivato Hamilton, gli anglo-tedeschi decisero da subito di puntare sull’inglese (dopo che Alonso aveva messo a punto la macchina) e così Fernando  dopo un anno di sofferenze si è trovato a piedi,ufficialmente per la spy story ma anche perché aveva capito che in Mc Laren contro Hamilton avrebbe sempre corso ad handicap. Non ho capito perché due anni fa Luca Cordero abbia snobbato Alonso, comunque lo spagnolo tornò  alla corte di Briatore.

Ora, infine, il miglior pilota, dopo essere passato indenne da protagonista  nei due peggiori scandali della storia della F1 approda finalmente a Maranello, i mal di pancia di Mosley e la sua voglia di cambiare in continuazione regole  sembrano finiti e quindi dopo un anno di gare simili ad uno spettacolo  del  tipo Circo Togni si tornerà  nel 2010  ad una sana battaglia Mc Laren-Ferrari.

Due scuderie simili e fortissime, con due prime guide assolutamente degne. Il  pronostico è presto fatto:  Fernando l’antipatico perderà un po’ di tempo a mettere a punto la macchina e poi sbranerà l’inglesino ed inaugurerà un ciclo tipo quinquennio 2000-2004.

E Mosley potrà tornarsene ai suoi amati festini….


L’opinione di Miro – Ancora su alcool e guida

25 Settembre 2009

miro's

Ancora su alcol e guida, perché dalle notizie di cronaca si evince che evidentemente non stiamo facendo abbastanza. Questa volta però ne scrivo per fare un plauso alla Polizia Stradale di Verona.

Il dilemma è sempre lo stesso, bisogna controllare di più e reprimere i comportamenti inurbani o puntare più su formazione ed educazione? La domanda è retorica, qualsiasi politica di prevenzione è valida nel momento in cui unisce i due aspetti ed in questo caso qualcuno ha dimostrato che ci si può riuscire semplicemente con un po’ di buon senso.

Ieri sera sono stato  alla Sagra del Riso a Isola della Scala (ne approfitto per fare una marchetta enologico-culinaria) dove hanno allestito due immensi capannoni nei quali è possibile con un impegno economico ragionevole mangiare risotti di tutte le varietà locali innaffiandoli con degli ottimi vini veneti piuttosto che con dei lambruschi modenesi (siamo a metà strada tra le due aree di produzione). L’ambiente è rustico ma confortevole, c’è tanta gente  ma anche tanto spazio, stands, una bella passeggiata….insomma tutto ok.

Dopo aver mangiato il mio risotto cotto alla “pilota” e aver consumato, con la collaborazione di Tiziana un po’ meno di mezzo litro di vino (diciamo due bicchieri io ed uno lei), sorbito il caffè e preso il dolce ai ragazzi (naturalmente a base di riso) ho notato uno stand diverso dagli altri, infatti non era tenuto da due tizi che davano l’impressione di essere dei cuochi o dei baristi ma piuttosto dei poliziotti: mi sono avvicinato ed i due, un uomo ed una donna, gentilissimi, mi hanno fornito un opuscolo che riportava i rischi collegati alla eccessiva somministrazione di alcool in funzione delle quantità, un altro opuscolo che permette di calcolare il probabile tenore di alcool nel sangue in funzione di quanto bevuto, un paio di penne a scatto distribuite come gadget ed infine mi hanno chiesto se mi interessava, per mia informazione personale, di sottopormi al test  etilometrico.

Mi hanno avvertito del fatto che il test ha senso solo se fatto almeno venti minuti dopo aver ingerito l’ultimo bicchiere perché solo allora il livello rilevato dalla macchina coincide con quello effettivamente presente nel sangue.

Dopo aver aspettato una decina di minuti sono tornato presso lo stand, mi hanno chiesto gentilmente età, peso e quantità di alcool ingerita e mi hanno predetto il valore che probabilmente sarebbe sortito dalla rilevazione. Per la cronaca sono risultato avere un valore di 0,16, più che accettabile visto che comunque avevo in previsione di passeggiare con i bimbi per la fiera per il resto della serata, come poi abbiamo fatto.

Devo dire che la cosa mi ha fatto veramente piacere: un controllo di questo tipo è un servizio reso al cittadino che ne esce più informato e consapevole, tutta un’altra cosa rispetto alle pattuglie nascoste dietro un angolo all’uscita del Vinitaly.

Un ultimo pensierino: avevo preso una brocca da mezzo litro di Custoza, Tiziana ne ha bevuto meno di un bicchiere ed io, che ne avrò bevuti un paio, non sono comunque riuscito a finirlo: il valore che è risultato era comunque il 33% di quello ammesso per legge. Cioè per stare fuori dai limiti avrei dovuto bere circa tre volte tanto. Bè, uno che a tavola si spara cinque/sei bicchieri si lamenta se lo fermano e lo bastonano?

Forse abbiamo davvero perso la misura….

°°°

Nota di Pao: Ritengo sia interessante includere in questo post, anche un precedente scritto di Miro

http://paoblog.wordpress.com/2009/03/04/guida-alcool-e-controlli/


La Sampdoria di Del Neri e Cassano farà il miracolo?

22 Settembre 2009

miro's

Certo sarebbe un sogno, una di quelle cose che ti riappacificano col calcio: un tecnico di sostanza, incapace di vendere la propria immagine ma capacissimo di reinventare il suo modulo ogni volta.

Giocatori tosti e volenterosi che tutti insieme guadagnano a malapena quanto il nostro Gaucho parcheggiato in tribuna perché incapace di fare un pò di vita morigerata e di allenarsi quel tanto da  perdere quei due-tre chili di troppo,  un solo immenso fuoriclasse, che privato pure di un centravanti credibile al servizio del quale mettersi (Pazzini è a sua volta la ex riserva di Gilardino…altro fallito di lusso) riesce a mandare in gol un po’ tutti.

Se Gigi facesse giocare massaggiatore e donna delle pulizie, il talentuoso barese probabilmente farebbe segnare  anche loro. Sarebbe meraviglioso, Cassano col suo genio che trascina allo scudetto i Palombo ed i Mannini sotto la guida del vecchio saggio, alla faccia dello Special One, delle camicette attillate del poliglotta Leonardo e specialmente dello spocchioso ( e ormai bollito) Tecnico della nostra Nazionale.

Ricordate Cassano che parla dei vari tecnici conosciuti nella sua carriera nella famigerata biografia? Dopo i litigi con Spalletti  e Capello, quando arriva a parlare di Del Neri si limita ad un “ma…francamente non lo so, non ho mai capito un cazzo di quello che diceva…”.

Ora invece, non so  se perché Del Neri scandisca meglio  le parole o perché Cassano ascolti un po’ di più pare che si capiscano eccome, e mi piacerebbe tanto poter dire che li vedremo a maggio ( o giugno…non so) festeggiare una impresa che ci riporti alla Samp di Mantovani od al Verona di Bagnoli.

Si potrebbe pensare che questa Samp non abbia niente meno di quelle due compiante realtà, e la cabala ci aiuta  visto che pare che le provinciali vincano una volta ogni decennio.
Ma non succederà, ahimè , e lo scrivo con somma tristezza: non succederà perché manca un ingrediente fondamentale…la distrazione delle grandi.

Quando il Verona di Bagnoli e la Samp di Boskov vincevano gli scudetti le italiane più forti ed attrezzate arrivavano in fondo alla Coppa dei Campioni ed alle altre coppe europee, magari con esiti alterni ma arrivavano in fondo; siccome il campionato italiano non è come gli altri, qui da noi l’accoppiata Coppa Campioni –Scudetto è sempre stata un tabù (con un paio di eccezioni). La norma è stata sempre di vedere le squadre italiane in lizza per la Champions  mollare un po’ in campionato.

Purtroppo ora le due squadre italiane, parlo naturalmente di Inter e Juve, che sono notevolmente più attrezzate di tutte le altre, diventano delle armate brancaleone di fronte alle  inglesi e quest’anno anche di fronte a due  spagnole per cui non credo proprio che si faranno distrarre più di tanto dalla Champions, alla quale purtroppo non parteciperanno sicuramente fino a maggio.

Troppe sono le differenze nel modo di stare in campo fra squadre come Barcellona o Chelsea e le due squadre italiane, anche in virtù di un atteggiamento di una classe arbitrale che in Europa tende sempre a penalizzarci. Voglio dire, premesso che siamo più scarsi degli altri, siamo pure in una situazione in cui per batterli dovremmo essere parecchio più forti.

Per cui non credo proprio che Ferrara e Mourinho permetteranno a nessuna provinciale di tentare una fuga ma le due squadre saranno sempre ben focalizzate sul torneo nazionale….del mio caro Milan non parlo neanche, ormai lo seguo solo su Eurosport Classic.

Miro


L’opinione di Miro – Federer, la stampa e…

16 Settembre 2009

Facendo seguito al mio precedente intervento che potete leggere qui:

http://paoblog.wordpress.com/2009/09/14/lopinione-di-miro-federer-e-nadal/

scrivo ancora due righe per chiudere il discorso su Federer.

Sono stato in piedi fino alle due e trenta per seguire una bellissima finale (per quanto possa essere bello un incontro di tennis moderno, fatto ormai di colpi di clava da fondocampo…ma questo è un altro discorso). Il risultato ormai lo sanno tutti e la dinamica della partita è ricavabile da qualsiasi giornale on line.

Faccio solo qualche considerazione

Punto primo: il nostro amico Scalzi ha preso una bella cantonata e ne prende atto, http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=185&ID_sezione=523&sezione=

Raccontare una partita del genere come una liberazione dal tiranno però non mi piace e quindi dopo aver rimesso il link al suo articolo per completezza cambio discorso.

Punto secondo: Del Potro ha la calma e la sicurezza dei grandi, non sarà mai una grandissimo come Federer o Sampras, ma con una palla così pesante, col fisico e la testa che si ritrova  può tranquillamente essere un Lendl o un Wilander, intendo dire che può diventare un campione da cinque-sei titoli dello slam.

Terzo: Federer è sempre il più grande di tutti; è il più bello da vedere (completini con collo rigido e calze da piccolo esploratore a parte), quello con più tocco, più mobilità, più fantasia….insomma più classe.

Ha dominato per quattro set, Del Potro ha fatto meno punti di lui ma è riuscito a portare a casa due tiebreak, poi menando come un fabbro ha chiuso il set vincente, è stato audace e fortunato ma una sconfitta non toglie nulla ad una stagione in cui lo svizzero ha vinto Parigi e Wimbledon ed è arrivato in finale a New York dove aveva vinto le ultime cinque edizioni e dove anche stavolta ha giocato benissimo.

In ultimo una considerazione che non c’entra niente:

I giamaicani vincono nello sprint perchè le loro fibre sono più adatte alla velocità ed i keniani per lo stesso motivo dominano fondo e maratona. Se quindi la questione è genetica, secondo la stessa logica deve esserci qualcosa nell’aria della Svizzera che gli permette periodicamente di avere un giocatore di tennis tra i primi al mondo, per non parlare dei belgi che portano due giocatrici in semifinale a New York, quando noi non ne abbiamo portata una in tutta la nostra storia.

Ma non è che per caso è tutta una questione di avviamento allo sport e screening giovanile?

Miro